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	<title>Report e dati di mercato Archivi - Il blog di Opstart</title>
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	<description>News e approfondimenti sul mondo della finanza alternativa</description>
	<lastBuildDate>Tue, 28 Jul 2026 13:48:41 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Report e dati di mercato Archivi - Il blog di Opstart</title>
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		<title>Crowdinvesting in Italia nel 2026: dati, criticità e prospettive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 13:48:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Report e dati di mercato]]></category>
		<category><![CDATA[crowdfunding]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Luglio è tempo di bilanci per il crowdinvesting italiano: è appena stato pubblicato l’undicesimo report dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano, che rileva i dati di equity, lending e debt crowdfunding degli ultimi 12 mesi. Il report evidenzia un quadro critico che si inserisce nella scia delle rilevazioni dell’anno precedente, con il rallentamento del mercato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.crowdbase.it/crowdinvesting-in-italia-2026-dati-prospettive/">Crowdinvesting in Italia nel 2026: dati, criticità e prospettive</a> proviene da <a href="https://blog.crowdbase.it">Il blog di Opstart</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-14-1-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="crowdinvesting in Italia 2026" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-14-1-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-14-1-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-14-1-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-14-1-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-14-1.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p>Luglio è tempo di bilanci per il <strong>crowdinvesting italiano</strong>: è appena stato pubblicato <a href="https://www.osservatoriefi.it/efi/osservatorio-crowdinvesting/">l’undicesimo report dell’Osservatorio Crowdinvesting</a> del Politecnico di Milano, che rileva i dati di equity, lending e debt crowdfunding degli ultimi 12 mesi.</p>



<p>Il report evidenzia un quadro critico che si inserisce nella scia delle <a href="https://www.opstart.it/it/blog/report-crowdinvesting-2025-politecnico-milano">rilevazioni dell’anno precedente</a>, con il rallentamento del mercato che non si ferma né nella seconda metà del 2025, né nei primi sei mesi del 2026.</p>



<p>Il calo coinvolge tutte le principali componenti del <strong>crowdinvesting</strong>, anche se con intensità differenti.</p>



<p>Oltre alla contrazione della raccolta, il report segnala una trasformazione della struttura del settore: diminuiscono le piattaforme autorizzate e gli operatori effettivamente attivi, mentre avanzano aggregazioni, acquisizioni e processi di consolidamento.</p>



<p>Vediamo quali sono i numeri più significativi e che cosa possono suggerire sul <strong>futuro del crowdinvesting in Italia</strong> nel 2026.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I numeri del crowdinvesting in Italia nel 2026</h2>



<p>Tra il 1° luglio 2025 e il 30 giugno 2026, le piattaforme di crowdinvesting operanti in Italia hanno raccolto complessivamente <strong>164,19 milioni di euro</strong>, &#8211;<strong>36,8% </strong>rispetto al valore rilevato nei 12 mesi precedenti.</p>



<p>Il dato più significativo non è però soltanto la variazione rispetto all’anno precedente, ma la continuità della discesa negli ultimi due anni.</p>



<p>La componente immobiliare continua a rappresentare la parte principale del mercato. Sommando equity e lending, nel primo semestre del 2026 i progetti real estate hanno generato oltre tre quarti della raccolta complessiva. Questo peso crescente, però, non è sufficiente a compensare la debolezza degli altri segmenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Equity crowdfunding: il real estate limita il calo</h2>



<p>Tra la seconda metà del 2025 e la prima metà del 2026 si sono chiuse con successo <strong>131</strong> campagne di equity crowdfunding, un dato che nasconde un rallentamento rispetto ai 12 mesi precedenti concentrato nei primi mesi del 2026.</p>



<p>Sul fronte della raccolta, il 2025 si è chiuso con <strong>98,06 milioni di euro</strong>, in calo rispetto ai <strong>112,58 milioni</strong> del 2024. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati raccolti <strong>37,96 milioni di euro</strong>, il <strong>29% in meno</strong> rispetto allo stesso periodo del 2025.</p>



<p>Il tasso di successo delle campagne dall’avvio del mercato nel 2014 resta elevato, superiore all’80%.</p>



<p>Il dato più critico riguarda l’equity crowdfunding non immobiliare. Nel primo semestre del 2026, la raccolta si è fermata a <strong>8,56 milioni di euro</strong>, meno della metà rispetto allo stesso periodo del 2025. Il confronto con il real estate è netto: le campagne equity immobiliari nello stesso periodo hanno raccolto <strong>29,39 milioni di euro</strong>, una cifra sostanzialmente stabile rispetto ai 30,56 milioni del primo semestre 2025.</p>



<p>Un dato interessante, infine, è quello sulle <strong>società emittenti</strong>: l’equity crowdfunding è sempre meno uno strumento per sole startup, infatti circa il 62% delle emittenti negli ultimi 12 mesi erano PMI (di cui 11 PMI innovative).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lending crowdfunding e Minibond ai minimi</h2>



<p>Tra la seconda metà del 2025 e la prima metà del 2026 le piattaforme di lending crowdfunding hanno erogato complessivamente <strong>77,54</strong> milioni di euro, con un calo prossimo al 46% rispetto ai 12 mesi precedenti.</p>



<p>Come nel caso dell’equity, anche qui il calo è stato meno brusco per le operazioni immobiliari, ma per la prima volta il lending crowdfunding immobiliare è stato superato dall’equity crowdfunding immobiliare. La durata media dei prestiti è salita a 16,5 mesi, mentre il tasso di interesse annuo medio offerto agli investitori ha raggiunto il 10,58%, in lieve aumento rispetto al 10,07% registrato dal Report 2025.<br>Le campagne con i rendimenti più alti restano quelle dell’ambito real estate.</p>



<p>Il collocamento di Minibond attraverso le piattaforme di crowdfunding continua a non esprimere volumi significativi: il mercato si è limitato a una raccolta di <strong>circa 4,3</strong> milioni, a opera di uno dei due operatori attivi in Italia. Opstart è il secondoe, <strong>al momento della pubblicazione del report, aveva due campagne in corso all’interno della sua divisione Crowdbond.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Piattaforme di crowdfunding: un mercato sempre più concentrato</h2>



<p>Alla data del 30 giugno 2026 risultavano autorizzate in Italia <strong>37 piattaforme</strong> di crowdfunding per le imprese, contro le 42 censite un anno prima. Di queste, 13 erano abilitate a operare nei prestiti (lending crowdfunding), 18 nel collocamento di valori mobiliari (equity e debt crowdfunding) e 6 in entrambi i segmenti. La diminuzione riflette sia decisioni volontarie degli operatori sia interventi delle autorità di vigilanza, che hanno decretato alcune sospensioni.</p>



<p>Il numero delle autorizzazioni, tuttavia, non coincide con quello delle piattaforme realmente operative. Secondo il Report, solo 30 operatori hanno pubblicato almeno una campagna nei dodici mesi considerati.</p>



<p>In questo quadro, l’Italia mantiene comunque il secondo posto nell’Unione europea per numero di autorizzazioni: davanti si trova la Francia con 57 piattaforme, mentre la Spagna segue con 27.</p>



<p>È interessante notare, inoltre, come nel complesso i <strong>fornitori di servizi di crowdfunding autorizzati nei Paesi dell’Unione Europea</strong> non siano diminuiti di numero rispetto all’anno precedente rilevato dal report.</p>



<p>Accanto alle cessazioni e alle sospensioni, poi, si sono registrate alcune <strong>operazioni di aggregazione</strong>, come l’acquisizione di BacktoWork da parte di Opstart e l’integrazione di CrowdFundMe, WeAreStarting e Smart4Tech nel gruppo Entera.</p>



<p>Opstart risulta, peraltro, la <strong>prima piattaforma italiana</strong> per numero di nuove campagne equity pubblicate tra il 1° luglio 2025 e il 30 giugno 2026, con 27 operazioni.</p>



<p>Questi movimenti suggeriscono una crescente concentrazione del mercato intorno agli operatori dotati di una struttura più ampia, di risorse sufficienti per sostenere gli adempimenti regolamentari e della capacità di lavorare su più strumenti o settori.</p>



<p>La contrazione del numero di operatori non deve quindi essere letta soltanto come una riduzione dell’offerta. È anche il segnale di una fase di selezione nella quale le piattaforme devono dimostrare di poter sostenere i costi della compliance, mantenere un flusso adeguato di progetti e gestire le campagne anche dopo la conclusione della raccolta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché il mercato del crowdinvesting continua a rallentare</h2>



<p>La contrazione del crowdinvesting non dipende da una sola causa. Il Report del Politecnico di Milano individua una combinazione di <strong>fattori regolamentari, finanziari e reputazionali</strong> che si rafforzano a vicenda:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Molte piattaforme sono uscite dal mercato perché, con l’entrata in vigore del regolamento europeo ECSP, avrebbero dovuto dotarsi di <strong>procedure, professionalità e risorse economiche</strong> adeguate per far fronte a sistemi di controllo interno, procedure per la gestione dei rischi e dei reclami, prevenzione dei conflitti di interesse, monitoraggio dei tassi di default e disposizione di presidi prudenziali pari almeno al valore più alto tra 25.000 euro e un quarto delle spese fisse generali dell’anno precedente.<br>Quelle che sono rimaste sul mercato hanno visto i loro margini diminuire.</li>



<li>Le difficoltà di alcuni progetti e la sospensione di operatori rilevanti hanno alimentato un <a href="https://www.opstart.it/it/blog/bias-cognitivi-investimenti-finanziari-online">effetto reputazionale</a> che può coinvolgere anche piattaforme e campagne prive di problemi.<br>Il quadro, tuttavia, è molto differenziato tra piattaforme e progetti, a conferma dell’importanza della selezione delle iniziative, della qualità delle informazioni e del monitoraggio successivo alla raccolta.</li>



<li>L’<a href="https://www.opstart.it/it/blog/inflazione-2026-situazione-geopolitica-influenza-portafoglio">inflazione</a> ha fatto aumentare i costi sostenuti dalle imprese e l’effetto è particolarmente evidente nei cantieri immobiliari, dove i rincari dei materiali possono ridurre i margini previsti e compromettere la capacità di rispettare le scadenze di rimborso.</li>



<li>Gli investitori hanno potuto trovare <strong>rendimenti interessanti</strong> anche in strumenti tradizionali e generalmente più liquidi, come le obbligazioni.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading">Quali prospettive per il crowdinvesting in Italia</h2>



<p>Il crowdinvesting, oggi, continua a offrire alle imprese un <strong>canale complementare</strong> rispetto al credito bancario e agli altri strumenti tradizionali, mentre consente agli investitori di accedere direttamente a progetti imprenditoriali e immobiliari. Perché il mercato torni a crescere, però, serviranno operazioni più sostenibili, informazioni più chiare e modelli di business adeguati alla nuova fase del settore. E non solo: anche le istituzioni possono fare la differenza.</p>



<p>Giovanpaolo Arioldi, CEO di Opstart, in proposito ha commentato:<br><br>«I dati del nuovo Report Crowdinvesting confermano una fase particolarmente complessa per il mercato. Accanto alle condizioni macroeconomiche e alle difficoltà emerse nel settore, restano però alcuni ostacoli sui quali le istituzioni possono intervenire direttamente.</p>



<p>Senza una tassazione dei proventi del lending crowdfunding allineata al 26% previsto per altri strumenti di investimento, il comparto difficilmente potrà esprimere tutto il proprio potenziale. Allo stesso tempo, la <a href="https://www.opstart.it/it/blog/garanzia-statale-crowdfunding-fondo-di-garanzia-per-pmi-apre-a-piattaforme-autorizzate-e-investitori">garanzia pubblica del Fondo PMI</a>, introdotta a gennaio, non è ancora concretamente accessibile.</p>



<p>Queste due leve devono procedere insieme. Il crowdinvesting può contribuire concretamente all’economia reale e offrire alle PMI nuovi canali di finanziamento, ma servono condizioni normative e operative che gli consentano di farlo.»</p>



<p>Come specificato da Arioldi, la revisione della fiscalità applicata al lending e l’effettiva operatività del Fondo di Garanzia rappresentano due elementi rilevanti per le prospettive del settore. Il decreto interministeriale del gennaio 2026 prevede una copertura fino all’80% per direct lending e minibond e fino al 50% per l’equity, ma al momento la misura non è ancora operativa.</p>



<p>Cos’altro aspettarsi dal mercato? Nel breve termine è probabile che prosegua il consolidamento già osservato tra le piattaforme. <strong>Acquisizioni e aggregazioni</strong> possono consentire agli operatori di condividere strutture, tecnologia, competenze e costi regolamentari, oltre ad ampliare l’offerta con diversi strumenti di investimento. Gli operatori, infatti, stanno già ampliando i servizi offerti, affiancando alle campagne tradizionali attività di consulenza, strutturazione finanziaria, collocamento di titoli, club deal e servizi rivolti a investitori professionali.</p>



<p>Il rallentamento, inoltre, ha mostrato che la sostenibilità del settore dipende anche da ciò che accade dopo la chiusura delle campagne: la selezione rigorosa dei progetti da portare in campagna si conferma una fase cruciale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il crowdinvesting in Italia nel 2026: in conclusione</h2>



<p>Il crowdinvesting in Italia nel 2026 si trova quindi in una fase di selezione e trasformazione. La capacità di ricostruire la fiducia, rendere operative le misure attese e sviluppare modelli sostenibili determinerà la traiettoria del mercato nei prossimi anni.</p>



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		<item>
		<title>Leadership femminile nel fintech: a che punto siamo nel 2026?</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/leadership-femminile-fintech-dove-siamo-nel-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 13:29:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Report e dati di mercato]]></category>
		<category><![CDATA[fintech]]></category>
		<category><![CDATA[parità di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2026 parlare di leadership femminile nel fintech significa guardare a un comparto in trasformazione, dove digitalizzazione, criteri ESG e nuove competenze tecnologiche stanno ridefinendo lentamente i criteri con cui si selezionano i vertici aziendali. I servizi finanziari tradizionali mostrano segnali di progresso nella presenza femminile nei ruoli apicali e nella riduzione del gender pay [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/leadership-femminile-fintech-cover-blog-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="leadership femminile fintech" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/leadership-femminile-fintech-cover-blog-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/leadership-femminile-fintech-cover-blog-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/leadership-femminile-fintech-cover-blog-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/leadership-femminile-fintech-cover-blog-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/leadership-femminile-fintech-cover-blog.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p>Nel 2026 parlare di <strong>leadership femminile nel fintech</strong> significa guardare a un comparto in trasformazione, dove digitalizzazione, criteri ESG e nuove competenze tecnologiche stanno ridefinendo lentamente i criteri con cui si selezionano i vertici aziendali. I servizi finanziari tradizionali mostrano segnali di progresso nella presenza femminile nei ruoli apicali e nella riduzione del gender pay gap. Ma il <a href="https://www.opstart.it/it/blog/ruolo-donne-nel-fintech-italiano-intervista-camilla-cionini-visani">fintech</a> – per sua natura più giovane, tecnologico e orientato alla modernità – rappresenta un banco di prova ancora più interessante che presenta risultati per certi versi sorprendenti.</p>



<p>Il tema non riguarda solo l’<strong>equità di genere</strong>: riguarda anche la competitività, la qualità della governance e la capacità di innovare. La composizione della leadership, infatti, si dimostra essere un indicatore di solidità, visione strategica e capacità di affrontare mercati complessi.</p>



<p>Vediamo quindi <strong>cosa dicono i dati più recenti sulla leadership femminile nel fintech</strong> per capire in che direzione ci stiamo muovendo e cosa attenderci dal futuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Donne nei servizi finanziari: cosa dicono i dati più recenti</h2>



<p>Secondo <a href="https://www.ey.com/it_it/newsroom/2025/3/servizi-finanziari-aumenta-la-presenza-di-donne-in-ruoli-di-leadership-gender-pay-gap-inferiore-alla-media-europea-12-vs-15" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l’analisi di EY <em>European Financial Services Boardroom Monitor</em></a> relativa ai dati del 2025, la <strong>quota di donne nei consigli di amministrazione </strong>delle società di servizi finanziari in Italia ha raggiunto il <strong>43,1%</strong>. Siamo secondi solo a Francia e Spagna in Europa.</p>



<p>Si tratta di un dato rilevante, che riflette anche l’impatto delle normative sulla parità di genere nei board introdotte negli anni precedenti, prima a livello nazionale (<a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2011/07/28/011G0161/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge Golfo-Mosca</a>), poi a livello europeo. Il risultato italiano si colloca tra i più alti in Europa per quanto riguarda la presenza nei CdA, segno che sul piano della governance formale il cambiamento è in atto.</p>



<p>È importante, però, <strong>distinguere tra presenza nei consigli e reale potere decisionale operativo</strong>. La rappresentanza nei board non coincide automaticamente con una presenza equivalente nei ruoli esecutivi.</p>



<p>La stessa analisi, infatti, evidenzia come la crescita della presenza femminile sia più lenta quando si osservano i ruoli esecutivi, come CEO, CFO o responsabili di divisione. Questo dato suggerisce che la <strong>diversity nella governance</strong> è un primo passo, ma non basta a garantire un cambiamento strutturale nei modelli di management.</p>



<p>Questo scarto, come vedremo, risulta particolarmente rilevante nel fintech, dove le competenze tecnologiche sono centrali nella definizione della leadership.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fintech e parità di genere</h2>



<p>Il fintech nasce come settore innovativo, digitale, spesso meno vincolato a strutture organizzative tradizionali. In teoria, questo dovrebbe favorire <strong>modelli di leadership più inclusivi</strong>. In pratica, però, la situazione è più articolata.</p>



<p>Se nei servizi finanziari tradizionali la presenza femminile nei CdA ha raggiunto il 40%, nel mondo delle imprese fintech continuano a pesare dinamiche tipiche del settore tecnologico, come <strong>la sotto-rappresentazione femminile nelle discipline STEM e le differenze nell’accesso ai capitali</strong>.</p>



<p>Il fintech, infatti, si colloca all’incrocio tra finanza e tecnologia. Questo comporta che i fondatori di imprese fintech provengano spesso da percorsi di studi tradizionalmente a prevalenza maschile. A livello internazionale, inoltre, diversi studi evidenziano che le startup fondate esclusivamente da donne raccolgono una quota significativamente inferiore di capitali rispetto a quelle fondate da uomini o da team misti, a causa di pregiudizi radicati e di network professionali più scarni e difficili da costruire.</p>



<p>&nbsp;Il risultato è che oggi la leadership femminile nel fintech si muove intorno al 20%.</p>



<p>A questo scenario va aggiunto un altro fattore: la normativa sulle “quote rosa” riguarda, per ora, esclusivamente le società finanziarie quotate, e spesso le imprese fintech non lo sono. Se non c’è un obbligo normativo, le trasformazioni avvengono più lentamente.</p>



<p>Eppure, come abbiamo già raccontato nel nostro <a href="https://www.opstart.it/it/blog/da-grande-diventero-ceo-sognare-senza-stereotipi-donne">articolo sulle donne CEO</a>, rilevanti studi mostrano che le aziende con maggior diversità di genere a livello dirigenziale tendono ad avere <strong>risultati finanziari migliori rispetto alla media</strong>, propensione all’innovazione più marcata e una governance più solida.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché la leadership femminile nel fintech (e non solo) conta</h2>



<p>Come abbiamo appena accennato, la presenza femminile nei ruoli di vertice non è soltanto un indicatore di equità e di equilibrio interno, ma è anche un elemento che incide su governance, gestione del rischio e capacità di intercettare nuove opportunità di mercato.</p>



<p><strong>Board più diversificati</strong> tendono a integrare prospettive differenti nella valutazione dei rischi, nella definizione delle strategie e nei processi decisionali. Questo può tradursi in:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>maggiore attenzione alla compliance;</li>



<li>migliore gestione dei rischi reputazionali;</li>



<li>più equilibrio tra crescita e sostenibilità.</li>
</ul>



<p>Una <strong>leadership più inclusiva</strong>, inoltre, amplia il bacino di competenze e può facilitare l’accesso a mercati differenti, in particolare a segmenti di clientela finora meno intercettati. Questo vale soprattutto per il settore fintech a confronto con il sistema finanziario tradizionale, che <a href="https://www.opstart.it/it/blog/gender-gap-investimenti-educazione-finanziaria-riduce-divario">fatica a includere proprio il segmento femminile</a> nel novero dei fruitori, soprattutto degli investitori.</p>



<p>Per questi motivi, il tema della parità di genere rientra sempre più spesso tra gli <a href="https://www.opstart.it/it/blog/gender-lens-investing-cos-e-perche-importante-per-la-finanza">indicatori osservati anche da investitori istituzionali</a>.</p>



<p>Il 2026, quindi, si prospetta un anno di continuazione dell’evoluzione in corso nel settore finanziario, con il fintech che sconta un vuoto normativo e lacune a monte che richiederanno tempo, trasformazioni nella cultura aziendale e interventi istituzionali in ambito formativo per essere colmate.</p>



<p>Ti interessa il tema della parità di genere nel mondo finanziario e del lavoro? Leggi tutti i nostri articoli sull&#8217;argomento!</p>



<section class="wp-block-uagb-columns uagb-columns__wrap uagb-columns__background-none uagb-columns__stack-mobile uagb-columns__valign- uagb-columns__gap-10 align uagb-block-3b3a6f12 uagb-columns__columns-3 uagb-columns__max_width-theme"><div class="uagb-columns__overlay"></div><div class="uagb-columns__inner-wrap uagb-columns__columns-3">
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<p>L'articolo <a href="https://blog.crowdbase.it/leadership-femminile-fintech-dove-siamo-nel-2026/">Leadership femminile nel fintech: a che punto siamo nel 2026?</a> proviene da <a href="https://blog.crowdbase.it">Il blog di Opstart</a>.</p>
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		<title>Finanza alternativa verso il 2026: crescita, consolidamento e nuove prospettive per le imprese italiane</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/finanza-alternativa-verso-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 15:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Investimenti alternativi]]></category>
		<category><![CDATA[Report e dati di mercato]]></category>
		<category><![CDATA[finanza alternativa]]></category>
		<category><![CDATA[fintech]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’orizzonte della finanza alternativa nel 2026 si prospetta segnato da cambiamenti e assestamenti. Dopo un periodo caratterizzato da espansioni rapide, rallentamenti improvvisi e forti disomogeneità tra strumenti e operatori, il settore sembra avviarsi verso un assetto più stabile e strutturato. L’ottavo Quaderno di Ricerca sulla Finanza Alterativa per le PMI in Italia, pubblicato dal Politecnico [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/01/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-2-1-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="finanza alternativa 2026" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/01/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-2-1-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/01/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-2-1-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/01/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-2-1-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/01/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-2-1-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/01/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-2-1.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p>L’orizzonte della <strong>finanza alternativa nel 2026</strong> si prospetta segnato da cambiamenti e assestamenti. Dopo un periodo caratterizzato da espansioni rapide, rallentamenti improvvisi e forti disomogeneità tra strumenti e operatori, il settore sembra avviarsi verso un assetto più stabile e strutturato. L’ottavo <strong>Quaderno di Ricerca sulla Finanza Alterativa per le PMI in Italia</strong>, <a href="https://www.osservatoriefi.it/efi/report-e-pubblicazioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pubblicato dal Politecnico di Milano</a> a novembre 2025, indica che il biennio 2025-2026 potrebbe rappresentare una fase di normalizzazione dei volumi e di consolidamento dei modelli di mercato.</p>



<p>In questo scenario, la <a href="https://www.opstart.it/it/blog/finanza-alternativa-pmi-crescere-con-tradizione-innovazione">finanza alternativa</a> non va più letta come una risposta emergenziale alle difficoltà di accesso al credito bancario, ma come una componente ormai integrata dell’ecosistema finanziario delle imprese italiane.</p>



<p>In questo articolo vogliamo approfondire le analisi del report del Politecnico per anticipare le <strong>prospettive della finanza alternativa nel 2026</strong> e capire come le PMI possono sfruttare in modo combinato e strutturato strumenti diversi dal credito bancario per il proprio sviluppo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una fase di maturità per la finanza alternativa</h2>



<p>Il Quaderno del Politecnico esordisce affermando che “il mercato della finanza complementare, in Italia, presenta dimensioni ancora contenute, soprattutto se confrontato con i paesi anglosassoni, ma con potenzialità di sviluppo molto elevate”.</p>



<p>Tuttavia, diversi comparti della finanza alternativa hanno registrato una contrazione dei volumi tra il 2023 e il 2024, influenzati dall’aumento del costo del capitale, dal clima di incertezza macroeconomica e da una maggiore propensione degli investitori verso asset percepiti come più liquidi e meno rischiosi.</p>



<p>Questa dinamica ha colpito in modo differenziato i vari strumenti: alcuni hanno mostrato segnali di recupero già nel primo semestre 2025, mentre altri hanno evidenziato il bisogno di una fase di assestamento più profonda. Un dato rilevante, però, non è solo la variazione quantitativa, ma anche quella qualitativa. La finanza alternativa, cioè, sembra <strong>allontanarsi da una logica espansiva poco selettiva</strong> per avvicinarsi a un modello che privilegia la qualità degli strumenti e delle proposte rispetto alla quantità: un modello più coerente con le <strong>esigenze di medio-lungo periodo delle imprese e degli investitori</strong>.</p>



<p>Per questo il Politecnico parla di <strong>“maturità” della finanza alternativa</strong>: più selettività da parte degli operatori, meno iniziative improvvisate, maggiore attenzione alla qualità dei progetti e alla capacità delle imprese di sostenere nel tempo gli impegni finanziari assunti.</p>



<p>La normalizzazione dei volumi, in questo senso, può rappresentare non un segnale di debolezza, bensì un passaggio fisiologico verso un mercato meno volatile e più affidabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo della finanza alternativa per il credito alle PMI</h2>



<p>Il progressivo ridimensionamento del credito bancario alle PMI costituisce uno degli elementi strutturali che spiegano la diffusione della finanza alternativa in Italia. La difficoltà non risiede soltanto nell’accesso al credito, ma anche nella rigidità delle condizioni imposte.</p>



<p>Si può affermare, quindi, che il sistema bancario continua a svolgere un ruolo centrale, ma non più esclusivo. Le imprese sono spinte a esplorare <strong>soluzioni complementari</strong>, capaci di rispondere a bisogni finanziari specifici senza sostituire necessariamente il rapporto con le banche.</p>



<p>È qui che interviene la finanza alternativa, consentendo alle imprese di <strong>accedere a capitale con logiche differenti rispetto al credito tradizionale</strong>, offrendo maggiore flessibilità nella strutturazione delle operazioni e, in alcuni casi, tempi di risposta più rapidi.</p>



<p>Il valore aggiunto non risiede soltanto nella raccolta di risorse finanziarie, ma anche nella possibilità di diversificare le fonti di capitale, riducendo la dipendenza da un unico canale.</p>



<p>Le imprese più consapevoli integrano <strong>strumenti diversi all’interno di una strategia finanziaria coerente</strong>, scegliendo di volta in volta il canale più adatto in funzione degli obiettivi industriali e del profilo di rischio: credito bancario, private debt, crowdfunding, invoice trading, token e crypto-asset, private equity, venture capital.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nuovo posizionamento del crowdfunding</h2>



<p>Il crowdfunding è uno degli ambiti della finanza alternativa che ha mostrato con maggiore evidenza i segnali di rallentamento nel periodo più recente, come abbiamo già spiegato nel nostro <a href="https://www.opstart.it/it/blog/report-crowdinvesting-2025-politecnico-milano">articolo sui dati del crowdfunding nel 2025</a>.</p>



<p>Le cause sono molteplici:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la congiuntura economica instabile&nbsp;</li>



<li>la richiesta di maggiori certezze da parte degli investitori</li>



<li>un’insufficiente comprensione dello strumento da parte delle imprese&nbsp;</li>



<li>una più matura consapevolezza dei rischi per gli investitori.&nbsp;</li>
</ul>



<p>Il <strong>nuovo assetto che si prospetta per il crowdfunding</strong> prevede un modello in cui la valutazione più selettiva dei progetti, la trasparenza informativa e la corretta gestione delle aspettative degli investitori assumono un ruolo centrale. Il crowdfunding, quindi, tenderà a posizionarsi come leva finanziaria mirata, adatta a specifiche esigenze e a imprese in grado di strutturare operazioni credibili e coerenti con il proprio stadio di sviluppo. La previsione è che la riduzione del numero di campagne e la maggiore concentrazione dei capitali su progetti più solidi contribuiranno a rafforzare la reputazione complessiva del settore.</p>



<p><strong>Private debt e minibond: il pilastro della finanza alternativa per le PMI mature</strong></p>



<p>Dopo una flessione nel 2024, legata all’aumento dei tassi di interesse e alle tensioni macroeconomiche, <strong>private debt e minibond</strong> recuperano terreno. Questa ripresa coinvolge prevalentemente imprese con una struttura organizzativa più solida e con piani industriali definiti.</p>



<p>Il profilo delle imprese emittenti conferma quindi il ruolo del private debt e dei minibond come strumenti adatti a finanziare <strong>investimenti strutturali</strong>, più che esigenze contingenti di liquidità. Questi strumenti vengono inseriti sempre più spesso all’interno di percorsi di crescita di medio-lungo periodo, anziché essere utilizzati in operazioni isolate. Per esempio, svolgono di frequente una funzione preparatoria rispetto a operazioni più complesse, come l’ingresso di fondi di private equity o la quotazione su mercati dedicati.</p>



<p>Da sottolineare, infine, la tendenza alla crescita dei prestiti per <a href="https://www.opstart.it/it/blog/investimenti-sostenibili-guida-investitori-attenti">progetti green e sostenibili</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Soluzioni fintech per esigenze di liquidità</h2>



<p>Le piattaforme fintech dedicate alla gestione del capitale circolante, dopo un calo di volumi dovuti alla generalizzata minore disponibilità di capitale da parte degli investitori, stanno riconfermando il loro ruolo di interlocutori fondamentali per le PMI.</p>



<p>In particolare le piattaforme di <strong>invoice trading</strong>, ma anche quelle di <strong>trade finance e revenue-based financing</strong>, rispondono a un’esigenza concreta e diffusa tra le imprese italiane: ridurre l’impatto dei tempi di incasso sulle attività operative.</p>



<p>Anche in questo ambito, dopo un periodo di forte espansione, caratterizzato dall’ingresso di numerosi operatori, si sta verificando una convergenza verso modelli più concentrati e sostenibili, in cui la capacità di attrarre capitali da investitori istituzionali e l’efficienza dei processi tecnologici di valutazione del rischio e gestione dei flussi diventano fattori chiave.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tokenizzazione e blockchain: una fase ancora sperimentale</h2>



<p>Tra gli ambiti più innovativi della finanza alternativa analizzati dal Politecnico di Milano, la <a href="https://www.opstart.it/it/blog/tokenizzazione-di-che-cosa-si-tratta-e-come-si-utilizza">tokenizzazione</a> degli asset finanziari occupa una posizione ancora marginale in termini di volumi, ma rilevante sotto il profilo prospettico. Lo sviluppo di questo mercato è strettamente legato alla costruzione di un quadro normativo chiaro e coerente a livello europeo e nazionale, che ancora non esiste.</p>



<p>L’introduzione del DLT Pilot Regime e del <a href="https://www.opstart.it/it/blog/mercato-criptovalute-cosa-dice-mica-nuova-regolamentazione-europea">Regolamento MiCA</a> ha creato le condizioni per sperimentazioni regolamentate e le imprese che si avvicinano a questi strumenti lo fanno principalmente per esplorarne il potenziale in termini di <strong>efficienza operativa, frazionamento degli investimenti e apertura a nuovi canali di raccolta</strong>.</p>



<p>Nel medio periodo, la tokenizzazione potrebbe ampliare il perimetro della finanza alternativa, integrandosi con strumenti già esistenti, ma attualmente siamo ancora in una fase pionieristica lontana dalla stabilità e il 2026 si manterrà su questa linea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Private equity, venture capital e quotazione: tra finanza alternativa e tradizionale</h2>



<p>Nel segmento degli investimenti in capitale di rischio più vicini alla finanza tradizionale, i dati rilevano una sostanziale stabilità, accompagnata, come negli altri settori che abbiamo descritto, da una crescente selettività: gli investitori concentrano le risorse su un numero inferiore di operazioni, con una maggiore attenzione alla qualità dei progetti e alla sostenibilità dei piani di crescita.</p>



<p>Il <a href="https://www.opstart.it/it/blog/venture-capital-vc-cos-e-come-finanzia-le-startup">venture capital</a> mantiene volumi complessivamente stabili, mentre il growth capital evidenzia una contrazione più marcata, segnale di una maggiore prudenza nel finanziare percorsi di espansione dimensionale in un contesto macroeconomico incerto. Parallelamente, torna a crescere l’attività dei <a href="https://www.opstart.it/it/blog/angel-investor-cosa-succede-quando-arrivano">business angel</a>, che si confermano un anello importante nella catena di finanziamento delle imprese più innovative, soprattutto nelle fasi iniziali.</p>



<p>I dati relativi a Euronext Growth Milan, infine, nel 2025 hanno mostrato per la prima volta una riduzione del numero di società quotate, che rivela una certa cautela da parte delle imprese nei confronti della quotazione, determinata probabilmente dai costi di accesso e dagli obblighi di trasparenza.Il quadro delineato dal Politecnico di Milano, quindi, suggerisce che il 2026 della finanza alternativa sarà caratterizzato da un <strong>contesto più esigente e selettivo</strong>. Le imprese che intendono utilizzare questi strumenti dovranno presentarsi con una maggiore preparazione finanziaria, piani industriali coerenti e una chiara consapevolezza delle implicazioni economiche e organizzative delle operazioni intraprese.</p>



<p>Ora che conosci le prospettive per la finanza alternativa nel 2026, scopri gli strumenti per raccogliere capitali!</p>



<section class="wp-block-uagb-columns uagb-columns__wrap uagb-columns__background-none uagb-columns__stack-mobile uagb-columns__valign- uagb-columns__gap-10 align uagb-block-a1c2fd4a uagb-columns__columns-3 uagb-columns__max_width-theme"><div class="uagb-columns__overlay"></div><div class="uagb-columns__inner-wrap uagb-columns__columns-3">
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<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-da052403"><div class="uagb-column__overlay"></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Il crowdinvesting in Italia secondo il report 2025 dell’Osservatorio del Politecnico di Milano</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/report-crowdinvesting-2025-politecnico-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2025 12:34:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Equity Crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[Lending Crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[Minibond]]></category>
		<category><![CDATA[Report e dati di mercato]]></category>
		<category><![CDATA[crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[finanza alternativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il decimo report dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano è stato pubblicato nel mese di luglio e rileva un momento di difficoltà per il crowdfunding italiano, con riferimento particolare a equity, lending e debt crowdfunding. Difficoltà che avevano già iniziato a manifestarsi nell’anno precedente, ma che sembrano accentuarsi e rendono questo report particolarmente interessante per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-20-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Crowdinvesting report" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-20-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-20-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-20-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-20-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-20.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p>Il decimo <a href="https://www.osservatoriefi.it/efi/osservatorio-crowdinvesting/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">report dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano</a> è stato pubblicato nel mese di luglio e rileva un momento di <strong>difficoltà per il crowdfunding italiano</strong>, con riferimento particolare a equity, lending e debt crowdfunding. Difficoltà che avevano già iniziato a manifestarsi <a href="https://www.opstart.it/it/blog/crowdinvesting-in-italia-cose-successo-negli-ultimi-12-mesi-risponde-losservatorio-del-politecnico-di-milano">nell’anno precedente</a>, ma che sembrano accentuarsi e rendono questo report particolarmente interessante per l’analisi delle possibili cause e delle prospettive del crowdinvesting in Italia.</p>



<p>Dalla congiuntura economica globale agli ostacoli del mercato secondario, scopriamo cosa è successo negli ultimi 12 mesi di crowdfunding.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I numeri del crowdinvesting in Italia</h2>



<p>I 12 mesi da luglio 2024 a luglio 2025 hanno visto una <strong>contrazione del mercato del crowdinvesting in Italia</strong> nella misura del <strong>-14%:</strong> la raccolta totale è stata pari a 260,65 milioni di euro.</p>



<p>Le piattaforme autorizzate sulla base del nuovo <a href="https://www.opstart.it/it/blog/il-crowdinvesting-in-italia-cose-successo-dopo-lentrata-in-vigore-del-regolamento-europeo">Regolamento ECSP</a> nel nostro Paese sono 42, in crescita rispetto alle 33 censite l’anno scorso. Alcuni portali, però, hanno rinunciato a ottenere l’autorizzazione, a causa degli adempimenti troppo onerosi che questa impone. L’Italia, comunque, è al secondo posto in Europa per numero di portali autorizzati, dietro la Francia.</p>



<p>Il <strong>tasso di successo delle campagne</strong> è sempre alto: 88% nell’equity crowdfunding e 100% nel lending, quindi a essere diminuiti sono il numero totale delle campagne e il volume di raccolta.</p>



<p>Resta significativo il <strong>gender gap tra gli investitori</strong>, anche se <a href="https://www.opstart.it/it/blog/gender-gap-investimenti-educazione-finanziaria-riduce-divario">la percentuale di donne è in continua crescita</a>: sono arrivate al 19% dal 16% del 2024.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le cause del calo&nbsp;secondo il report crowdinvesting</h2>



<p>Gli elementi più evidenti <strong>alla radice delle difficoltà del crowdfunding</strong> secondo l’Osservatorio del Politecnico sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l’aumento dei tassi di interesse;</li>



<li>l’incertezza sui mercati globali, che spinge i risparmiatori a privilegiare investimenti liquidi e meno rischiosi;</li>



<li>la diminuzione del numero di piattaforme per il regolamento ECSP (una causa sempre meno rilevante man mano che le autorizzazioni sono aumentate).</li>
</ul>



<p>Tuttavia, gli autori della ricerca ipotizzano anche alcune cause più profonde, come la discrepanza tra aspettative e risultati delle startup &#8211; soprattutto dopo l’equity crowdfunding &#8211; la difficoltà di creare un <strong>mercato secondario</strong>, la mancanza di garanzie nel lending crowdfunding.</p>



<p>Questi problemi richiederanno l’impegno di tutta la filiera del crowdfunding per essere superati e tornare ad attrarre sempre più investitori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cambiamenti nello scenario dell’equity crowdfunding</h2>



<p>Secondo il report sul crowdinvesting in Italia tra il 2024 e il 2025 sono state lanciate in Italia <strong>160 campagne di equity crowdfunding</strong>, 2 in meno rispetto ai 12 mesi precedenti. Di queste, 142 si sono chiuse con successo e 23 non hanno raggiunto l’obiettivo minimo.&nbsp;</p>



<p>Ben 140 campagne sono state lanciate da imprese alla loro prima esperienza di crowdfunding: il 28,6% erano startup innovative, il 13,6% PMI innovative, il 29.4% PMI e altre imprese e il 28,6% ulteriore veicoli di investimento. L’equity crowdfunding, perciò, non è più uno strumento identificabile con le sole <a href="https://www.opstart.it/it/blog/startup-innovative-italia-cosa-devi-sapere-prima-di-lanciare-la-tua">startup innovative</a>.</p>



<p>Le piattaforme attive sono state 17, in calo rispetto all’anno scorso.&nbsp;</p>



<p>I progetti non immobiliari hanno raccolto in media 260.592 euro. Quelli immobiliari, che tendenzialmente hanno obiettivi più elevati, hanno raccolto in media 1,14 milioni di euro.</p>



<p>Le campagne equity si chiudono mediamente con 94 nuovi soci in più per le società offerenti. Cresce sempre di più il numero di campagne che prevede la cessione di una maggioranza di <a href="https://www.opstart.it/it/blog/modificare-lo-statuto-societario-le-clausole-da-inserire-per-fare-equity-crowdfunding">quote non votanti</a>, con una minoranza di quote con diritto di voto sopra una certa soglia di investimento.</p>



<p>Il <strong>mercato dell’equity crowdfunding</strong> è stato sostenuto soprattutto dai progetti immobiliari, che sono in crescita sul totale delle campagne equity: sono stati il 30,6% del totale, con un +8% circa.</p>



<p>La Lombardia, infine, si conferma la regione da dove provengono più imprese emittenti delle campagne equity.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le difficoltà del lending e debt crowdfunding</h2>



<p>Per la prima volta, <strong>anche la raccolta in lending crowdfunding ha registrato un</strong> <strong>calo</strong>. Le campagne lanciate in totale sono state 391, con il 100% di tasso di successo. Ben 289 campagne, ovvero il 73,9%, erano relative a progetti immobiliari.&nbsp;</p>



<p>Le piattaforme sono 20, di cui 16 attive, e quasi tutte <strong>specializzate in progetti immobiliari</strong>, con pochi soggetti generalisti.</p>



<p>La partecipazione vede una media di 157 investitori per campagna, con un valore medio di raccolta di 287.037 euro.</p>



<p>Il <strong>valore medio del tasso di rendimento annuale</strong> è del 10,07%, in leggera discesa. Negli ultimi anni, però, l’aumento dei tassi di interesse sul mercato ha spinto anche i <a href="https://www.opstart.it/it/blog/classe-di-rischio-e-tasso-di-interesse-cosa-determina-il-rendimento-in-una-campagna-di-lending-crowdfunding">rendimenti del lending crowdfunding</a> verso l’alto, rendendo lo strumento meno attraente per le imprese.</p>



<p>Dopo l’exploit del 2024, anche i <a href="https://www.opstart.it/it/blog/chi-puo-investire-in-debt-crowdfunding-con-bond-e-minibond">Minibond</a> hanno vissuto un calo, si può dire quasi fisiologico, data la difficoltà di ripetere le performance dello scorso anno. La raccolta totale è stata di 7,65 milioni di euro in un mercato ancora poco presidiato: le piattaforme attive nel collocamento di Minibond sono solo due e una di queste è <strong>Opstart con la sua divisione Crowdbond</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo del real estate crowdfunding</h2>



<p>L’Osservatorio del Politecnico ribadisce che “l’industria del real estate crowdfunding negli ultimi due anni ha avuto un ruolo fondamentale nel sostenere il mercato del crowdinvesting in Italia”.</p>



<p><strong>I progetti immobiliari rappresentano la maggioranza</strong> ormai non solo nel lending crowdfunding, ma anche nell’equity, come abbiamo visto.</p>



<p>Nel secondo semestre del 2024 il real estate crowdfunding ha toccato un record di oltre 100 milioni di raccolta in sei mesi. Tuttavia, l’anno nel suo complesso vede anche il comparto real estate subire una battuta d’arresto, con il <strong>-5,1% di raccolta</strong> (181,76 milioni di euro in totale). Il segno negativo dipende soprattutto dal settore lending, mentre nell’equity crowdfunding l’immobiliare è cresciuto di oltre il 40% rispetto all’anno precedente.</p>



<p>Questi dati fanno prevedere una maggiore prudenza e selettività dei progetti per il futuro del real estate crowdfunding e un approfondimento dell’applicazione dell’equity crowdfunding a questo settore.</p>



<p>Ora che conosci meglio la situazione del crowdfunding, grazie ai dati del report sul crowdinvesting in Italia, scopri le campagne live sul nostro portale!</p>



<section class="wp-block-uagb-columns uagb-columns__wrap uagb-columns__background-none uagb-columns__stack-mobile uagb-columns__valign- uagb-columns__gap-10 align uagb-block-a69c956d uagb-columns__columns-3 uagb-columns__max_width-theme"><div class="uagb-columns__overlay"></div><div class="uagb-columns__inner-wrap uagb-columns__columns-3">
<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-1c8e81eb"><div class="uagb-column__overlay"></div></div>



<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-ab2ff25c"><div class="uagb-column__overlay"></div>
<div class="wp-block-uagb-marketing-button uagb-marketing-btn__align-center uagb-marketing-btn__align-text-center uagb-marketing-btn__icon-after uagb-block-e3cb7805 wp-block-button"><a href="https://www.opstart.it/it/progetti/all-type/all-status/all-category/all-portal_category/search" class="uagb-marketing-btn__link wp-block-button__link" target="" rel="noopener noreferrer"><span class="uagb-marketing-btn__title">Scopri le campagne</span><svg xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 512 512"><path d="M384 320c-17.67 0-32 14.33-32 32v96H64V160h96c17.67 0 32-14.32 32-32s-14.33-32-32-32L64 96c-35.35 0-64 28.65-64 64V448c0 35.34 28.65 64 64 64h288c35.35 0 64-28.66 64-64v-96C416 334.3 401.7 320 384 320zM488 0H352c-12.94 0-24.62 7.797-29.56 19.75c-4.969 11.97-2.219 25.72 6.938 34.88L370.8 96L169.4 297.4c-12.5 12.5-12.5 32.75 0 45.25C175.6 348.9 183.8 352 192 352s16.38-3.125 22.62-9.375L416 141.3l41.38 41.38c9.156 9.141 22.88 11.84 34.88 6.938C504.2 184.6 512 172.9 512 160V24C512 10.74 501.3 0 488 0z"></path></svg></a></div>
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<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-a88a5073"><div class="uagb-column__overlay"></div></div>
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<p>L'articolo <a href="https://blog.crowdbase.it/report-crowdinvesting-2025-politecnico-milano/">Il crowdinvesting in Italia secondo il report 2025 dell’Osservatorio del Politecnico di Milano</a> proviene da <a href="https://blog.crowdbase.it">Il blog di Opstart</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Crowdinvesting in Italia: cos’è successo negli ultimi 12 mesi? Risponde l’Osservatorio del Politecnico di Milano</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/crowdinvesting-in-italia-cose-successo-negli-ultimi-12-mesi-risponde-losservatorio-del-politecnico-di-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2024 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Equity Crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[Lending Crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[Minibond]]></category>
		<category><![CDATA[Report e dati di mercato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.crowdbase.it/?p=4846</guid>

					<description><![CDATA[<p>Come ogni anno, a luglio l’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano ha pubblicato il report sull’andamento del mercato del crowdinvesting in Italia negli ultimi dodici mesi. I dati su cui si basa l’analisi vanno da inizio luglio 2023 a fine giugno 2024 e riguardano equity crowdfunding, lending crowdfunding e debt crowdfunding. Un piccolo spazio, per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.crowdbase.it/crowdinvesting-in-italia-cose-successo-negli-ultimi-12-mesi-risponde-losservatorio-del-politecnico-di-milano/">Crowdinvesting in Italia: cos’è successo negli ultimi 12 mesi? Risponde l’Osservatorio del Politecnico di Milano</a> proviene da <a href="https://blog.crowdbase.it">Il blog di Opstart</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-2-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="crowdinvesting italia" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-2-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-2-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-2-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-2-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-2.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p>Come ogni anno, a luglio l’<a href="https://www.osservatoriefi.it/efi/osservatorio-crowdinvesting/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano</a> ha pubblicato il report sull’andamento del mercato del <strong>crowdinvesting in Italia</strong> negli ultimi dodici mesi. I dati su cui si basa l’analisi vanno da inizio luglio 2023 a fine giugno 2024 e riguardano <strong>equity crowdfunding, lending crowdfunding e debt crowdfunding</strong>. Un piccolo spazio, per completezza, è dedicato anche ai modelli donation e <a href="https://www.opstart.it/it/blog/reward-crowdfunding-altra-faccia-delle-raccolte-crowd">reward crowdfunding</a>, che contano 22 portali attivi in Italia e una raccolta di 51,7 milioni di euro negli ultimi dodici mesi.</p>



<p>Quest’anno il report è particolarmente interessante perché offre un primo quadro degli <a href="https://www.opstart.it/it/blog/il-crowdinvesting-in-italia-cose-successo-dopo-lentrata-in-vigore-del-regolamento-europeo">effetti del Regolamento ECSP</a>, che operativamente dal 10 novembre 2023 ha uniformato la normativa sul crowdfunding in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I numeri del crowdinvesting in Italia</h2>



<p>Per il secondo anno consecutivo <strong>il mercato del crowdinvesting registra un segno negativo</strong>: negli ultimi dodici mesi la raccolta complessiva di capitali è scesa del 5,3% rispetto ai dodici mesi precedenti, fermandosi a 302,35 milioni di euro.</p>



<p>Rispetto all’anno precedente, quest’anno il calo è stato più generalizzato, ma di nuovo il comparto che ha perso di più è stato quello dell’equity crowdfunding e il settore trainante è stato il lending crowdfunding immobiliare.</p>



<p>L’Osservatorio ha individuato tre principali cause di questo calo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la lentezza di autorizzazione delle piattaforme in ottemperanza al Regolamento ECSP e la complessità degli adeguamenti richiesti;</li>



<li>i tassi di interesse ancora elevati che hanno reso più competitive le forme tradizionali di investimento a basso rischio (come i titoli di Stato);</li>



<li>l’incertezza sulla congiuntura a causa delle tensioni geo-politiche.</li>
</ul>



<p>Resta stabile, invece, il tasso di successo delle campagne, che arriva al 90% di media.</p>



<p>Le imprese che fanno crowdfunding sono ancora <strong>per la maggior parte startup (60%)</strong>, ma avanzano le PMI, e la quasi totalità di esse è una srl.</p>



<p>Ancora significativo, infine, è il <a href="https://www.opstart.it/it/blog/parita-di-genere-e-finanza-numeri-e-tendenze-per-ragionare-sul-gender-gap">gender gap</a> tra investitori e investitrici: solo il 16% di chi investe è donna e una percentuale simile si riscontra anche tra i titolari delle società offerenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli effetti del Regolamento ECSP in Italia</h2>



<p>Il Regolamento europeo ha richiesto un grande sforzo di adeguamento alle piattaforme e non tutte sono state in grado di compierlo: secondo le stime del Politecnico, almeno una ventina di piattaforme ha rinunciato del tutto a richiedere la licenza. Delle altre, molte sono ancora in attesa di autorizzazione, un processo che si è rivelato molto più lungo del previsto e ha fatto accumulare un notevole ritardo: al 10 novembre 2023, data dopo la quale le piattaforme non autorizzate non avrebbero più potuto operare, in Italia solo 10 portali di crowdfunding avevano ricevuto la licenza. Al 30 giugno 2024 eravamo a 33 portali, ancora 43 in meno rispetto a quelli censiti l’anno scorso. Nonostante ciò, <strong>l’Italia è al secondo posto per numero di portali autorizzati in Europa</strong> dopo la Francia.</p>



<p>È facile, quindi, stimare che una parte consistente del <strong>calo nella raccolta</strong> sia dovuta alle settimane o ai mesi di fermo che molte piattaforme hanno dovuto osservare e alla cessazione delle attività di alcune piattaforme.</p>



<p>Un altro effetto del regolamento europeo è stato l’ingresso di piattaforme straniere sul mercato italiano: per ora quelle autorizzate sono cinque.</p>



<p>Infine, il regolamento ha eliminato il <a href="https://www.opstart.it/it/blog/chi-puo-investire-in-debt-crowdfunding-con-bond-e-minibond">vincolo che precludeva l’acquisto di Minibond</a> alla maggior parte degli investitori non sofisticati, favorendo la <strong>crescita del debt crowdfunding</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Equity crowdfunding in calo</h2>



<p>Come anticipato, <strong>l’equity crowdfunding è il comparto che ha subito il calo maggiore</strong>: -25,5% in un anno, per un totale di 106,53 milioni di euro raccolti. Il calo riguarda soprattutto i progetti non immobiliari: è un trend già osservato nel precedente report. Nonostante ciò, le piattaforme mantengono un’elevata selettività e l’accurata <a href="https://www.opstart.it/it/blog/come-funziona-la-selezione-nell-equity-crowdfunding-parola-al-team">selezione</a> contribuisce all’<strong>alto tasso di successo delle campagne</strong>.</p>



<p>Sono 53 le imprese che hanno fatto una campagna di equity crowdfunding per la prima volta negli ultimi dodici mesi, mentre le altre 143 avevano già fatto una o più campagne in precedenza. Di tutte queste società, la maggior parte opera in Lombardia nei settori dei servizi di informazione e comunicazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lending crowdfunding e debt crowdfunding in crescita</h2>



<p>Il mercato del crowdinvesting in Italia registra <strong>segni positivi nei comparti lending e debt crowdfunding</strong>: il lending crowdfunding di tipo business chiude i dodici mesi con un +7,7% e un tasso di insuccesso di appena l’1%, mentre i Minibond registrano un’impennata del +34,5%.</p>



<p>Il tasso medio di interesse dei prestiti è del 9,82% e la scadenza media è a 15 mesi; la maggior parte delle società predilige un rimborso in modalità <em>bullet</em>.</p>



<p>Questa consistente <strong>crescita dei Minibond</strong> nonostante i tassi di interesse elevati è dovuta in parte alla performance molto negativa dei dodici mesi precedenti, in parte alla caduta delle restrizioni sugli investitori ammissibili sopra citata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo cruciale del real estate nel crowdinvesting in Italia</h2>



<p>Se c’è un elemento che si può ormai ritenere caratterizzante per il <strong>crowdinvesting in Italia</strong> è il ruolo preponderante del segmento real estate. Come già negli anni precedenti, <strong>è il crowdfunding immobiliare a trainare il settore</strong> e a registrare i principali segni positivi.</p>



<p>Rispetto all’anno precedente, negli ultimi dodici mesi il real estate ha perso terreno nell’equity crowdfunding (-14,7%) ma ha continuato a crescere ad alti ritmi nel lending crowdfunding (+20,9%), confermando il <strong>fortunato binomio</strong> <strong>lending+real estate</strong>. Non a caso, infatti, ben 11 delle 15 piattaforme di lending crowdfunding attive sono specializzate nell’immobiliare. Anche su Crowdlender tantissimi dei progetti ospitati riguardano il real estate: <a href="https://www.opstart.it/it/blog/real-estate-crowdfunding-un-altro-caso-di-successo-con-lct-group-a-lido-adriano">qui</a> e <a href="https://www.opstart.it/it/blog/real-estate-crowdfunding-un-altro-caso-di-successo-con-lct-group-a-lido-adriano">qui</a> i racconti di due recenti casi di successo.</p>



<p>Abbiamo già approfondito in un <a href="https://www.opstart.it/it/blog/il-lending-crowdfunding-una-risorsa-per-il-real-estate">articolo dedicato</a> come mai il settore immobiliare abbia trovato nel lending crowdfunding uno strumento di finanziamento così congeniale: la rapidità di raccolta è uno dei principali fattori.</p>



<p>Per gli investitori, il <strong>real estate crowdfunding</strong> si conferma un’opportunità unica per investire nel mattone superando ostacoli come la necessità di ingenti capitali, gli oneri amministrativi e gestionali e la scarsa liquidità dell’investimento.</p>



<p>Esplora tutte le nostre opportunità in ambito real estate e non solo:<strong> scopri le campagne disponibili su Opstart.it!</strong></p>



<div class="wp-block-uagb-marketing-button uagb-marketing-btn__align-center uagb-marketing-btn__align-text-center uagb-marketing-btn__icon-after uagb-block-0272aa02 wp-block-button"><a href="//bit.ly/4dcpFz7" class="uagb-marketing-btn__link wp-block-button__link" target="" rel="noopener noreferrer"><span class="uagb-marketing-btn__title">Vai su Opstart</span><svg xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 512 512"><path d="M384 320c-17.67 0-32 14.33-32 32v96H64V160h96c17.67 0 32-14.32 32-32s-14.33-32-32-32L64 96c-35.35 0-64 28.65-64 64V448c0 35.34 28.65 64 64 64h288c35.35 0 64-28.66 64-64v-96C416 334.3 401.7 320 384 320zM488 0H352c-12.94 0-24.62 7.797-29.56 19.75c-4.969 11.97-2.219 25.72 6.938 34.88L370.8 96L169.4 297.4c-12.5 12.5-12.5 32.75 0 45.25C175.6 348.9 183.8 352 192 352s16.38-3.125 22.62-9.375L416 141.3l41.38 41.38c9.156 9.141 22.88 11.84 34.88 6.938C504.2 184.6 512 172.9 512 160V24C512 10.74 501.3 0 488 0z"></path></svg></a></div>
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		<title>Crowdfunding europeo: una panoramica grazie allo European Crowdfunding Market Report</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/crowdfunding-europeo-una-panoramica-dopo-il-regolamento-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Mar 2024 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Equity Crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[Lending Crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[Report e dati di mercato]]></category>
		<category><![CDATA[crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[equity crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[investire in crowdfunding]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.crowdbase.it/?p=4366</guid>

					<description><![CDATA[<p>Alla fine di gennaio il Crowdfunding Research Center ha pubblicato lo European Crowdfunding Market Report che offre una panoramica completa dello stato del crowdfunding europeo. L’entrata in vigore del Regolamento Europeo sul Crowdfunding ha reso possibile un “mercato unico” del crowdfunding fra gli Stati membri, ampliando le opportunità e gli attori in gioco. Per questo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/03/25-01-22-Copertina-2-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="crowdfunding europeo" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/03/25-01-22-Copertina-2-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/03/25-01-22-Copertina-2-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/03/25-01-22-Copertina-2-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/03/25-01-22-Copertina-2-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/03/25-01-22-Copertina-2.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p>Alla fine di gennaio il <a href="https://www.crowdfunding-research.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Crowdfunding Research Center</a> ha pubblicato lo <strong>European Crowdfunding Market Report </strong>che offre una panoramica completa dello stato del <strong>crowdfunding europeo</strong>. L’entrata in vigore del <a href="https://blog.crowdbase.it/regolamento-ue-sul-crowdfunding-cosa-cambia-in-italia/">Regolamento Europeo sul Crowdfunding</a> ha reso possibile un “mercato unico” del crowdfunding fra gli Stati membri, ampliando le opportunità e gli attori in gioco. Per questo oggi è interessante ragionare sullo stato dell’arte del crowdfunding con un orizzonte europeo e non più solo nazionale. <a href="https://www.opstart.it/it/home" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Opstart</a> ha ritenuto importante <strong>partecipare alla ricerca</strong> rispondendo ai sondaggi con cui i ricercatori hanno raccolto dati sulle piattaforme in tutta Europa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi raccoglie capitale in Europa?</h2>



<p>Gli imprenditori che fanno<strong> <a href="https://blog.crowdbase.it/lending-crowdfunding/">lending crowdfunding</a></strong> in Europa sono per lo più giovani, mentre<strong> <a href="https://blog.crowdbase.it/equity-crowdfunding/">l’equity crowdfunding</a></strong> è una scelta preferita da imprenditori più maturi: è comprensibile, se si pensa che l’equity è uno strumento più complesso e richiede competenze maggiori.</p>



<p>Dal punto di vista del genere, non stupisce apprendere che la maggior parte dei fundraiser in qualsiasi tipo di crowdfunding sia uomo: affrontando il tema del rapporto tra <a href="https://blog.crowdbase.it/donne-in-finanza-dove-sono-le-quote-rosa/">donne e finanza</a> abbiamo visto come in questo ambito ci sia un <strong>gender gap molto profondo</strong>. La percentuale più bassa di donne che fanno crowdfunding si registra proprio nell’Europa meridionale, il blocco di cui fa parte anche l’Italia.</p>



<p>Per quanto riguarda la tipologia di società offerente, in tutti i modelli di <strong>crowdfunding europeo</strong> prevalgono nettamente le PMI.</p>



<p>Un altro dato interessante è che la maggior parte delle società che fa equity crowdfunding lo fa una volta sola, mentre quelle che fanno lending crowdfunding tendono a fare più campagne. Il meccanismo del lending crowdfunding, infatti, è utile per finanziare per esempio fasi successive di uno stesso progetto con diverse campagne e questa dinamica viene applicata molto nel <strong>settore immobiliare.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le piattaforme di crowdfunding in Europa</h2>



<p>In Europa ci sono in totale 594 <strong>piattaforme di crowdfunding</strong> operative (<em>non tutte partecipanti allo studio</em>), tra le quali prevalgono quelle incentrate sul lending crowdfunding. Meno della metà delle piattaforme offre più modelli di crowdfunding come l’hub di Opstart. I Paesi che ospitano più piattaforme sono Germania, Regno Unito e Francia, tutti intorno alle 100 unità.</p>



<p>I dati di raccolta più recenti risalgono al 2022 e indicano una raccolta media di 19 milioni all’anno, con un 18% di piattaforme che supera i 50 milioni e un 16% che si attesta al di sotto del mezzo milione: la distribuzione nelle varie fasce di raccolta è piuttosto uniforme.</p>



<p><strong>Il processo di selezione è abbastanza severo</strong> nelle piattaforme europee: superano la <a href="https://blog.crowdbase.it/come-funziona-la-selezione-nell-equity-crowdfunding-parola-al-team/">selezione per l’equity crowdfunding</a> circa il 10% delle imprese, mentre la <a href="https://blog.crowdbase.it/la-parola-al-team-come-funziona-la-selezione-nel-lending-crowdfunding/">selezione per il lending crowdfunding</a> ammette circa il 13% di esse. Un processo che sembra funzionare, dato che per entrambe le modalità<strong> il tasso di successo delle campagne supera il 90%.</strong></p>



<p>È interessante, infine, il dato sulle collaborazioni tra piattaforme di crowdfunding e istituzioni finanziarie tradizionali: i due terzi delle piattaforme hanno qualche tipo di <strong>collaborazione con la finanza tradizionale</strong>, che va dallo scambio di contatti utili a una partnership strategica o promozionale, fino alla proprietà parziale o completa. <strong>Circa</strong> <strong>il 10% delle piattaforme, infatti, sono di proprietà di istituzioni finanziarie tradizionali, per esempio banche</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli investitori del crowdfunding europeo</h2>



<p>Fra gli investitori in crowdfunding si registrano <strong><a href="https://blog.crowdbase.it/parita-di-genere-e-finanza-numeri-e-tendenze-per-ragionare-sul-gender-gap/">dinamiche di genere</a></strong> molto simili a quelle evidenziate per i fundraiser: le investitrici donne sono una percentuale molto minoritaria (circa il 20%) sia nell’equity sia nel lending crowdfunding.</p>



<p>Spicca, tra i dati sugli <strong>investitori del crowdfunding europeo</strong>, una media che contrasta con quanto siamo abituati a vedere in Italia: il 61% degli investitori equity e il 67% degli investitori lending ha investito più di una volta. Nel nostro Paese, soprattutto nell’equity crowdfunding, prevalgono invece gli investitori che partecipano a una singola campagna.</p>



<p>Iniziano infine a farsi strada gli investimenti provenienti da Paesi diversi da quello delle società offerenti, con un 12% di <strong>investitori stranieri </strong>nel lending crowdfunding e un 5,4% nell’equity: è una tendenza che si presume destinata ad aumentare con l’abbattimento di molte barriere dovuto al Regolamento UE.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo predominante del lending crowdfunding europeo</h2>



<p>In Europa si manifesta lo stesso trend che abbiamo visto in Italia con <a href="https://www.osservatoriefi.it/efi/wp-content/uploads/2023/07/reportcrowd2023.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l’ultimo report</a> dell’<strong>Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico</strong>: il lending crowdfunding traina il settore e cresce velocemente.</p>



<p>Le piattaforme di lending crowdfunding, infatti, hanno una <strong>raccolta media molto più alta</strong> rispetto a quelle di equity: 24 milioni contro 15 milioni circa.</p>



<p>Questa crescita è merito soprattutto del grande successo del<strong> <a href="https://blog.crowdbase.it/real-estate-crowdfunding/">lending crowdfunding immobiliare</a></strong>.</p>



<p>Per il lending crowdfunding di tipo business si registra, infine, un <strong>tasso medio di interesse del 7,41%</strong>: la media italiana è molto simile e ha registrato un aumento nel 2023 in correlazione all’aumento generale dei tassi di interesse stabilito dalle banche centrali per far fronte all’inflazione.</p>



<p>Hai già investito in lending crowdfunding?<strong> Iscriviti su Opstart e scopri tutte le opportunità d&#8217;investimento</strong>.</p>



<section class="wp-block-uagb-columns uagb-columns__wrap uagb-columns__background-none uagb-columns__stack-mobile uagb-columns__valign- uagb-columns__gap-10 align uagb-block-a5af4970 uagb-columns__columns-3 uagb-columns__max_width-theme"><div class="uagb-columns__overlay"></div><div class="uagb-columns__inner-wrap uagb-columns__columns-3">
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<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-97e64ac4"><div class="uagb-column__overlay"></div>
<div class="wp-block-uagb-marketing-button uagb-marketing-btn__align-center uagb-marketing-btn__align-text-center uagb-marketing-btn__icon-after uagb-block-09f181d4 wp-block-button"><a href="https://www.opstart.it/it/home" class="uagb-marketing-btn__link wp-block-button__link" target="" rel="noopener noreferrer"><span class="uagb-marketing-btn__title">Iscriviti a Opstart!</span><svg xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 512 512"><path d="M384 320c-17.67 0-32 14.33-32 32v96H64V160h96c17.67 0 32-14.32 32-32s-14.33-32-32-32L64 96c-35.35 0-64 28.65-64 64V448c0 35.34 28.65 64 64 64h288c35.35 0 64-28.66 64-64v-96C416 334.3 401.7 320 384 320zM488 0H352c-12.94 0-24.62 7.797-29.56 19.75c-4.969 11.97-2.219 25.72 6.938 34.88L370.8 96L169.4 297.4c-12.5 12.5-12.5 32.75 0 45.25C175.6 348.9 183.8 352 192 352s16.38-3.125 22.62-9.375L416 141.3l41.38 41.38c9.156 9.141 22.88 11.84 34.88 6.938C504.2 184.6 512 172.9 512 160V24C512 10.74 501.3 0 488 0z"></path></svg></a></div>
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<p>L'articolo <a href="https://blog.crowdbase.it/crowdfunding-europeo-una-panoramica-dopo-il-regolamento-ue/">Crowdfunding europeo: una panoramica grazie allo European Crowdfunding Market Report</a> proviene da <a href="https://blog.crowdbase.it">Il blog di Opstart</a>.</p>
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		<title>Il crowdinvesting in Italia secondo l’ultimo report dell&#8217;Osservatorio del Politecnico di Milano</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/il-crowdinvesting-in-italia-secondo-ultimo-report-osservatorio-del-politecnico-di-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Equity Crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[Lending Crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[Minibond]]></category>
		<category><![CDATA[Report e dati di mercato]]></category>
		<category><![CDATA[crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[equity crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[finanza alternativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 20 luglio è stato pubblicato il report 2023 dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano, che ogni anno analizza l’andamento dell’equity, del debt e del lending crowdfunding in Italia. Il report di quest’anno avanza le prime considerazioni sul recepimento del Regolamento UE sul Crowdfunding e annuncia per la prima volta un segno negativo, seppur lieve, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.crowdbase.it/il-crowdinvesting-in-italia-secondo-ultimo-report-osservatorio-del-politecnico-di-milano/">Il crowdinvesting in Italia secondo l’ultimo report dell&#8217;Osservatorio del Politecnico di Milano</a> proviene da <a href="https://blog.crowdbase.it">Il blog di Opstart</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2023/07/crowdinvesting-in-italia-ultimo-report-osservatorio-politecnico-milano-articolo-blog-opstart-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="crowdinvesting in Italia" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2023/07/crowdinvesting-in-italia-ultimo-report-osservatorio-politecnico-milano-articolo-blog-opstart-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2023/07/crowdinvesting-in-italia-ultimo-report-osservatorio-politecnico-milano-articolo-blog-opstart-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2023/07/crowdinvesting-in-italia-ultimo-report-osservatorio-politecnico-milano-articolo-blog-opstart-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2023/07/crowdinvesting-in-italia-ultimo-report-osservatorio-politecnico-milano-articolo-blog-opstart-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2023/07/crowdinvesting-in-italia-ultimo-report-osservatorio-politecnico-milano-articolo-blog-opstart.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p>Il 20 luglio è stato pubblicato il <a href="https://www.osservatoriefi.it/efi/wp-content/uploads/2023/07/reportcrowd2023.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">report 2023</a> dell’<strong>Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano</strong>, che ogni anno analizza l’<strong>andamento dell’equity, del debt e del lending crowdfunding in Italia</strong>. Il report di quest’anno avanza le prime considerazioni sul recepimento del <a href="https://blog.crowdbase.it/regolamento-ue-sul-crowdfunding-cosa-cambia-in-italia/">Regolamento UE sul Crowdfunding</a> e annuncia per la prima volta <strong>un segno negativo</strong>, seppur lieve, per il settore. Le difficoltà si concentrano nel primo semestre 2023, quindi sarà interessante osservare se si tratti dell’avvio di una tendenza o di un calo contingente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’andamento del mercato del crowdinvesting in Italia</h2>



<p>Per la prima volta dopo tanti anni, il <strong>mercato del crowdinvesting</strong> ha visto un segno negativo: negli ultimi 12 mesi la raccolta complessiva di capitali registra un modesto <strong>-1%,</strong> con € 343,79 milioni raccolti.</p>



<p>Nello specifico, il calo riguarda soprattutto <strong>l’equity crowdfunding non immobiliare e i Minibond</strong>, mentre il lending crowdfunding continua a crescere e l’immobiliare traina il mercato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Equity crowdfunding e Minibond: leggero calo ma alti tassi di successo</h2>



<p>La contrazione del <strong>settore equity e Minibond</strong> riguarda non solo i capitali raccolti, ma anche il numero di portali autorizzati, che sono 3 in meno rispetto all’anno scorso.</p>



<p>Come anticipato, cresce invece <strong>l’equity immobiliare con un +28%</strong> di capitali raccolti e un +6,3% di campagne lanciate. Calano poi leggermente il numero di campagne e il capitale raccolto negli altri settori (<strong>-11% l’equity non immobiliare, &#8211; 45% i Minibond</strong>), ma resta alto il tasso di successo, che si attesta intorno al 90%, grazie all’accurata <a href="https://blog.crowdbase.it/come-funziona-la-selezione-nell-equity-crowdfunding-parola-al-team/">selezione operata dai portali</a> e alla fiducia degli investitori.</p>



<p>Il Politecnico avanza alcune ipotesi sulle ragioni di questo calo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l’aumento dei tassi di interesse che ha reso più competitive e attraenti le forme tradizionali di investimento come le obbligazioni e i titoli di Stato</li>



<li>l’incertezza sulla congiuntura (inflazione e tensioni geo-politiche)</li>



<li>i timori di una recessione</li>



<li>l’aumento degli investimenti dei fondi di venture capital italiani.</li>
</ul>



<p>Le società offerenti sono in gran parte startup innovative, ma aumentano le PMI, e <strong>gli investimenti rimangono proficui</strong>, con un apprezzamento medio complessivo teorico del valore di portafoglio investito pari a +15,25%, calcolato con l’<a href="https://blog.crowdbase.it/equity-crowdfunding-index-opstart-sopra-la-media-nazionale/">Equity Crowdfunding Index</a>.</p>



<p>Mentre cresce l’importo medio investito dai sottoscrittori (€ 4.223 per le persone fisiche), infine, peggiora il <a href="https://blog.crowdbase.it/donne-in-finanza-dove-sono-le-quote-rosa/">gender gap</a>, con solo il 14% di donne tra gli investitori, l’1% in meno rispetto al periodo precedente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lending crowdfunding: crescita e alti tassi d’interesse</h2>



<p>Il mercato del <strong>lending crowdfunding</strong> continua a crescere, non solo in ambito immobiliare, ma anche negli altri settori, che raggiungono nel complesso un aumento dei capitali raccolti del <strong>+102%</strong> negli ultimi 12 mesi.</p>



<p>Sale anche il <strong>tasso di interesse medio annuale</strong> offerto nel primo semestre 2023 all’8,56%, contro il 7,71% del 2022: il lending crowdfunding continua a essere un’ottima opportunità per gli investitori. Il piano di ammortamento scelto dalle imprese per il rimborso del prestito è nel 60% dei casi di tipo bullet, ovvero in unica soluzione alla scadenza del prestito, mentre nel 40% è di tipo amortizing, con rimborsi periodici e programmati che comprendono sia gli interessi che una quota del capitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo cruciale del real estate crowdfunding</h2>



<p>Si riconferma anche quest’anno il ruolo trainante del <strong>crowdfunding immobiliare</strong>, che negli ultimi 12 mesi ha raccolto il 40% complessivo di capitale in più rispetto all’anno precedente, con campagne sia equity sia lending. Prevale però nettamente il ricorso al <strong>lending crowdfunding per il real estate</strong>.&nbsp;</p>



<p>È ormai riconosciuta l’utile funzione del crowdfunding di dare la spinta iniziale ai costosi progetti immobiliari, con rapidità e agilità. Ne sono testimoni anche i protagonisti di alcune <strong>campagne immobiliari della divisione di Crowdlender</strong> <a href="https://blog.crowdbase.it/crowdfunding-immobiliare-prima-e-dopo-di-immobili-e-soluzioni/">che abbiamo intervistato di recente</a> e la crescita parallela del comparto anche nel resto del mondo.</p>



<p>Dal punto di vista degli investitori, il rendimento medio annuale offerto è salito nel primo semestre 2023 al 13,72% per le offerte equity ed è invece leggermente calato per le offerte lending (9,69%). Il <strong>report del Politecnico sul crowdinvesting</strong> in Italia mostra quindi un quadro in movimento, con nuove tendenze, alcune incognite per il futuro e qualche conferma.</p>



<p>Tutti questi numeri ti fanno venire voglia di toccare con mano il mondo del crowdinvesting? Entra nel nostro hub e dai un&#8217;occhiata alle campagne in corso!</p>



<section class="wp-block-uagb-columns uagb-columns__wrap uagb-columns__background-none uagb-columns__stack-mobile uagb-columns__valign- uagb-columns__gap-10 align uagb-block-b2a828a0 uagb-columns__columns-3 uagb-columns__max_width-theme"><div class="uagb-columns__overlay"></div><div class="uagb-columns__inner-wrap uagb-columns__columns-3">
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<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-81279546"><div class="uagb-column__overlay"></div>
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<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-9058ecfa"><div class="uagb-column__overlay"></div></div>
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<p>L'articolo <a href="https://blog.crowdbase.it/il-crowdinvesting-in-italia-secondo-ultimo-report-osservatorio-del-politecnico-di-milano/">Il crowdinvesting in Italia secondo l’ultimo report dell&#8217;Osservatorio del Politecnico di Milano</a> proviene da <a href="https://blog.crowdbase.it">Il blog di Opstart</a>.</p>
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		<title>Investire sui vinili: il trend in crescita del 2021</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/investire-sui-vinili-il-trend-in-crescita-del-2021/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Mar 2021 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Report e dati di mercato]]></category>
		<category><![CDATA[finanza alternativa]]></category>
		<category><![CDATA[investire]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Investire in vinili da collezione sta diventando sempre più popolare, soprattutto tra i millennials. Oltre ad apprezzarne il suono caldo e coinvolgente, vedono nei vinili un’interessante opportunità di guadagno sia a breve che a lungo termine. I&#160;vinili&#160;da qualche tempo&#160;sono tornati&#160;a essere un&#160;oggetto di valore&#160;e non solo un ricordo di tempi passati. In un mondo ormai [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.crowdbase.it/investire-sui-vinili-il-trend-in-crescita-del-2021/">Investire sui vinili: il trend in crescita del 2021</a> proviene da <a href="https://blog.crowdbase.it">Il blog di Opstart</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/03/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-15-2-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="investire vinili" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/03/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-15-2-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/03/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-15-2-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/03/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-15-2-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/03/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-15-2-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/03/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-15-2.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p>Investire in vinili da collezione sta diventando sempre più popolare, soprattutto tra i millennials. Oltre ad apprezzarne il suono caldo e coinvolgente, vedono nei vinili un’interessante opportunità di guadagno sia a breve che a lungo termine.</p>



<p>I&nbsp;<strong>vinili&nbsp;</strong>da qualche tempo&nbsp;sono tornati&nbsp;a essere un&nbsp;<strong>oggetto di valore&nbsp;</strong>e non solo un ricordo di tempi passati. In un mondo ormai volto al digitale, il vinile ha avuto una ripresa importante iniziata già dal&nbsp;<strong>2016&nbsp;</strong>in cui si sono registrate vendite a livelli da record. Questa tendenza è stata confermata nel<strong>&nbsp;2019,&nbsp;</strong>anno in cui sono state superate tutte le aspettative sia in<strong>&nbsp;Europa&nbsp;</strong>che oltreoceano con le migliori vendite dal&nbsp;<strong>1988</strong>.</p>



<p>Si tratta di un oggetto da collezione a cui si sta riconoscendo un valore in continuo aumento grazie ai&nbsp;<strong>millennials</strong>. La generazione dei giovani che hanno riportato in vita i&nbsp;<strong>vecchi dischi</strong>&nbsp;apprezzandone il suono particolare e unico che le nuove soluzioni digitali non possono riprodurre. I&nbsp;<strong>vinili da collezione</strong>&nbsp;rappresentano un&#8217;opzione di investimento e oggi lo sono ancora di più vista la continua crescita del loro valore che non sembra volersi arrestare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Investire nel vinile: le novità&nbsp;</h2>



<p>Il motivo per cui gli<a href="https://www.opstart.it/it/blog/investire-in-startup-quali-sono-le-opportunita-di-guadagno">&nbsp;investitori di crowdfunding</a>&nbsp;stanno acquistando&nbsp;<strong>vinili da collezione e da investimento</strong>, è proprio la sorprendente crescita di interesse verso questo vecchio sistema di registrazione musicale mentre altri formati continuano a perdere terreno su tutti i mercati. L&#8217;anno 2015 ha fatto registrare a&nbsp;<strong>Music Watch&nbsp;</strong>una vendita di&nbsp;<strong>vinili in USA&nbsp;</strong>di cui il 50% è stata effettuata da parte di giovani con meno di&nbsp;<strong>25 anni</strong>.</p>



<p>Si parla di ben&nbsp;<strong>6 milioni&nbsp;</strong>di dischi comprati dalla nuova generazione responsabile della riconsiderazione del mercato rispetto a questo oggetto che sembrava ormai superato. Il vecchio&nbsp;<strong>vinile tattile&nbsp;</strong>permette di vivere una<strong>&nbsp;listening experience</strong>&nbsp;totalmente nuova oltre a sperimentare un sistema di interazione con la musica con ha un fascino particolare sui più giovani. Quello che sorprende e interessa di più gli investitori è il chiaro interesse dei&nbsp;<strong>millennials&nbsp;</strong>a&nbsp;<strong>investire nei vecchi dischi in vinile da collezione</strong>&nbsp;o&nbsp;<strong>vinili in edizione limitata&nbsp;</strong>piuttosto più che nei successi musicali attuali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal digitale al vinile: un ritorno alla musica su disco</h2>



<p>I musicisti e cantanti del momento non hanno certo ignorato il fenomeno del ritorno dei vinili in forte crescita e si stanno adeguando producendo nuovi&nbsp;<strong>dischi in vinile</strong>&nbsp;con un incremento di vendite.&nbsp;<strong>Ed Sheeran</strong>, già nel 2017 è riuscito a raggiungere la vetta delle classifiche in termini di vendite del suo album. Un cantante contemporaneo che ha quasi eguagliato i&nbsp;<strong>Beatles</strong>&nbsp;con “<strong>Abey Road</strong>” e i&nbsp;<strong>Pink Floyd&nbsp;</strong>con “<strong>The Dark Side of the Moon</strong>”. Ma non sono solo gli album dei cantanti di grido a salire in classifica in formato vinile, anche le colonne sonore vengono registrate su questo supporto, come quella del film “<strong>Guardiani della Galassia</strong>”.</p>



<p>Per queste motivazioni sono aumentati gli investitori che puntano sui<strong>&nbsp;vinili</strong>&nbsp;è una buona scelta attualmente e con ottime possibilità di guadagni a breve e lungo termine. Inoltre sembra che il mercato delle collezioni di dischi in vinile offra una grande opportunità di guadagno soprattutto se si punta ai grandi artisti del passato come&nbsp;<strong>David Bowie</strong>&nbsp;con il suo&nbsp;<strong>Blackstar</strong>,&nbsp;<strong>Frank Sinatra</strong>, gli intramontabili&nbsp;<strong>Pink Floyd&nbsp;</strong>oltre a<strong>&nbsp;Miles Davis</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Fleetwood Mac</strong>. Stiamo parlando di icone appartenenti a un&#8217;epoca in cui non esisteva la produzione puramente commerciale gestita da amministratori e case discografiche. Erano i tempi in cui non era il guadagno ma la musica di qualità a primeggiare, ogni disco racconta una storia unica che ora in molti giovani vogliono ascoltare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Opere musicali come vere opere d&#8217;arte</h2>



<p>I dischi in vinile conservati e venduti in copertine di cartone dalla tipica forma quadrata, non sono solo una garanzia di vera musica di alto livello. Infatti, molte copertine sono state create come vere e proprie opere d&#8217;arte. Molti artisti hanno avviato la propria carriera proprio in questo modo, tra questi ricordiamo&nbsp;<strong>Andy Warhol</strong>,&nbsp;<strong>Burt Goldblatt&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>Roger Dean</strong>.</p>



<p>I design creati da questi personaggi hanno dato vita a un vero e proprio linguaggio visivo in cui si raccontava la musica e ancora oggi sono opere d&#8217;arte di valore riconosciute a livello mondiale. Il loro valore, naturalmente, è destinato a una continua crescita per quanto riguarda la domanda e il loro valore sul mercato dei&nbsp;<strong>vinili da collezione e investimento</strong>.</p>



<p>Per dare un&#8217;idea pratica basta pensare all&#8217;album SGT di fine degli anni &#8217;60,&nbsp;<strong>Pepper Lonely Hearts Club Band&nbsp;</strong>realizzato dai&nbsp;<strong>Beatles&nbsp;</strong>aveva un costo di<strong>&nbsp;3 dollari</strong>. Avere oggi un vinile originale di questo album avrebbe un valore in asta di circa&nbsp;<strong>280 dollari</strong>. Questo fa comprendere come la musica in digitale stia vivendo un momento difficile sul mercato mentre il vinile è risorto in tutta la sua preziosità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come riconoscere un disco di valore: i fattori decisivi per investire nei vinili</h2>



<p>Visto le nuove&nbsp;<strong>quotazioni dei vecchi </strong>dischi, investire nei vinili è sempre più complicato, l&#8217;interesse verso gli album più costosi sale e si cerca una classifica affidabile per capire quali sono i dischi con il valore più alto su cui puntano gli occhi gli investitori. A determinare il&nbsp;<strong>valore di un vinile</strong>&nbsp;non è indicato dalle grandi vendite, tutt&#8217;altro, infatti se sono state diffuse numerose copie di un album questo perde di valore. La qualità delle canzoni? No nemmeno questo è un requisito per aumentare il prezzo di un disco. Ma quindi <a href="https://www.ondamusicale.it/the-musical-box/22191-sei-un-collezionista-di-vinili-ecco-come-riconoscere-se-le-stampe-dei-tuoi-dischi-sono-originali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">da cosa dipende il valore alto di un vinile?</a></p>



<p>Può sorprendere ma è proprio l&#8217;errore a essere il dettaglio più importante che fa salire&nbsp;<strong>il prezzo di un disco</strong>. Ad esempio se nella prima stampa è presente un errore e questa viene ritirata quasi subito le poche copie vendute acquistano un grande valore commerciale. Anche la censura è un fattore importante, una copertina che viene censurata oppure un errore di stampa nella foto sulla custodia del disco sono dettagli fondamentali per il prezzo del&nbsp;<strong>vinile d&#8217;epoca</strong>.</p>



<p>Un altro particolare importante che influenza il valore finale di un disco in vinile da collezione, è il fatto che questo sia appartenuto precedentemente a un personaggio famoso. Naturalmente è necessario avere le prove di questo possesso da parte di un Vip. Infine, l&#8217;antichità di un vinile è anch&#8217;essa motivo di aumento del suo valore ma questo fattore non è sempre indicativo, dipende da che tipo di musica, artista e vinile si tratta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Classifica dei vinili da collezione e investimento più ricercati e costosi</h2>



<p>La classifica stilata dall’esperto in vinili Phil Barton ha messo in risalto i dieci vinili più ricercati e quotati di sempre. È consigliabile tenere sempre sotto osservazione i <strong>vinili da collezione</strong> sul borsino quotazioni, che può variare rapidamente. <strong>Investire nei vinili</strong> può rivelarsi vantaggioso, soprattutto considerando che alcuni <strong>album da collezione</strong> restano tra i più ricercati e costosi.</p>



<p>Vediamo quali sono:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Al primo posto della classifica troviamo i&nbsp;<strong>Beatles&nbsp;</strong>con un album del 1968,&nbsp;<strong>The White Album</strong>. Si tratta di un vinile originale numero 0000001 che fu di proprietà di&nbsp;<strong>Ringo Star</strong>, la sua quotazione ha raggiunto gli&nbsp;<strong>833 mila euro</strong>.</li>



<li>Proseguiamo con il secondo posto occupato dai&nbsp;<strong>The Quarrymen</strong>&nbsp;e il loro album&nbsp;<strong>That&#8217;ll Be The Day/In Spite Of All The Danger</strong>&nbsp;risalente al lontano 1958. Questa band poco nota con quel nome, poco dopo diventerà&nbsp;<strong>The Beatles,&nbsp;</strong>conosciuti da tutti. L&#8217;album in questione comprende la registrazione di&nbsp;<strong>Paul McCarteney&nbsp;</strong>che allora aveva solo 14 anni, si tratta della sua prima opera. Il vinile è stato valutato&nbsp;<strong>112 mila euro</strong>.</li>



<li>Il terzo posto vede di nuovo protagonisti i&nbsp;<strong>The Beatle</strong>&nbsp;con&nbsp;<strong>Love Me Do</strong>, il quartetto di Liverpool con questo vinile raggiunge oggi una quotazione di&nbsp;<strong>90 mila euro</strong>.</li>



<li>Il quarto posto nella classifica dei vinili da collezione più ricercati e quotati, vede protagonista&nbsp;<strong>Jean Michel Jarre</strong>&nbsp;con il suo&nbsp;<strong>Music For Supermarkets&nbsp;</strong>registrato nel 1983. Il suo valore raggiunge i<strong>&nbsp;33 mila euro</strong>&nbsp;grazie alla follia dell&#8217;artista originario della Francia che decise di distruggere tutte le copie e vendere l&#8217;unica ancora intatta.</li>



<li>Al quinto posto&nbsp;<strong>Frank Wilson&nbsp;</strong>con il vinile contenente&nbsp;<strong>Do I Love You (Indeed I Do)</strong>&nbsp;che acquista un valore minore dei precedenti ma non per questo da sottovalutare. Infatti il suo prezzo attuale è di ben&nbsp;<strong>28 mila euro</strong>.</li>



<li>Scendiamo al sesto posto della classifica dei vinili da collezione più ricercati con&nbsp;<strong>God Save The Queen</strong>, realizzato dai&nbsp;<strong>Sex Pistols&nbsp;</strong>che può portare un guadagno all&#8217;eventuale possessore di 13 mila euro.</li>



<li>Al settimo posto si trova&nbsp;<strong>Billy Nichols&nbsp;</strong>con il suo&nbsp;<strong>Would You Believe</strong>&nbsp;da acquistare per una cifra di&nbsp;<strong>11 mila euro</strong>.</li>



<li>Mentre all&#8217;ottavo posto troviamo&nbsp;<strong>Hank Mobley</strong>, noto jazzista che con il suo sax ha registrato&nbsp;<strong>Blue Note</strong>&nbsp;nel lontano 1568, un vinile estremamente raro che raggiunge i&nbsp;<strong>10 mila euro</strong>&nbsp;di valore.</li>



<li>Al nono posto si posizionano ancora i&nbsp;<strong>Beatles</strong>&nbsp;con<strong>&nbsp;Please Please Me</strong>&nbsp;con un valore di&nbsp;<strong>8.500 euro</strong>.</li>



<li>Se invece volete investire una cifra pari a&nbsp;<strong>5.500 euro&nbsp;</strong>potete pregiarvi di possedere il vinile dei&nbsp;<strong>Queen&nbsp;</strong>destinato a crescere di valore nel tempo&nbsp;<strong>Bohemian Rhapsody</strong>&nbsp;che termina la classifica al decimo posto.</li>
</ol>



<p>In conclusione, investire nei vinili può rappresentare una grande opportunità. Se vuoi diversificare i tuoi investimenti e scoprire nuove occasioni, esplora le campagne di crowdfunding attive sul nostro portale, dove troverai una selezione di progetti innovativi.</p>



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