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	<title>Il blog di Opstart</title>
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	<description>News e approfondimenti sul mondo della finanza alternativa</description>
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	<title>Il blog di Opstart</title>
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		<title>Fundraising e crowdfunding sono sinonimi?</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/fundraising-e-crowdfunding-sono-sinonimi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 09:03:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Educazione finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[crowdfunding]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel linguaggio comune i termini fundraising e crowdfunding vengono spesso usati come se indicassero la stessa operazione. In realtà descrivono due concetti diversi, anche se collegati tra loro. Fundraising e crowdfunding non sono sinonimi, quindi, e in questo articolo facciamo chiarezza sul significato di entrambi i termini e sulla relazione tra essi. Che cos’è il [&#8230;]</p>
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<p>Nel linguaggio comune i termini <strong>fundraising e crowdfunding</strong> vengono spesso usati come se indicassero la stessa operazione. In realtà descrivono due concetti diversi, anche se collegati tra loro.</p>



<p><strong>Fundraising e crowdfunding non sono sinonimi</strong>, quindi, e in questo articolo facciamo chiarezza sul significato di entrambi i termini e sulla relazione tra essi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cos’è il fundraising</h2>



<p>Il fundraising è l’insieme delle attività di qualsiasi tipo finalizzate a raccogliere risorse economiche per sostenere un progetto, un’organizzazione o un’impresa.</p>



<p>Si tratta quindi di un concetto ampio, che può includere <strong>molte modalità diverse di raccolta fondi</strong>. Alcuni esempi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>finanziamenti bancari</li>



<li>investimenti da parte di fondi o business angel</li>



<li>donazioni (nel caso di enti non profit)</li>



<li>bandi di finanza agevolata</li>



<li>emissione di strumenti finanziari</li>



<li>campagne di raccolta di capitale online e offline.</li>
</ul>



<p>Il fundraising, quindi, non identifica uno strumento specifico, ma un obiettivo: ottenere risorse per finanziare un’attività.</p>



<p>Nel contesto imprenditoriale, il fundraising è spesso definito come una parte della <a href="https://www.opstart.it/it/blog/strategia-finanziaria-per-le-pmi-come-combinare-diversi-strumenti">strategia finanziaria</a> di una società, che può combinare più fonti di capitale in base alle proprie esigenze.</p>



<p>Ma al di fuori del settore degli addetti ai lavori di imprenditoria e finanza, il fundraising viene più comunemente associato alle organizzazioni non profit o ai progetti personali, e quindi alla partecipazione emotiva e alla condivisione di ideali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cos’è il crowdfunding</h2>



<p>Il crowdfunding è una modalità specifica di fundraising basata sulla <strong>raccolta di capitali da una pluralità di soggetti, condotta attraverso piattaforme online</strong> specificamente autorizzate a questo scopo.</p>



<p>Il termine stesso lo chiarisce: <em>crowd</em> significa “folla”. L’idea è quindi quella di suddividere il fabbisogno finanziario tra molti investitori o sostenitori, ciascuno con un contributo limitato.</p>



<p>Esistono diverse tipologie di crowdfunding, tra le quali alcune rientrano nella categoria degli strumenti di investimento (<a href="https://www.opstart.it/it/blog/crowdinvesting-investimento-crowd">crowdinvesting</a>): <strong>equity crowdfunding, lending crowdfunding, debt crowdfunding</strong>.</p>



<p>Le altre due tipologie, invece, non sono strumenti di investimento ma di sostegno economico a un progetto in due modalità: <a href="https://www.opstart.it/it/blog/donation-crowdfunding-sostenere-buona-causa-senza-aspettarsi-ritorno">donation crowdfunding</a>, sostegno a titolo gratuito per cause benefiche, e <a href="https://www.opstart.it/it/blog/reward-crowdfunding-altra-faccia-delle-raccolte-crowd">reward crowdfunding</a>, sostegno in cambio di una ricompensa, che di solito coincide con il prodotto che l’azienda vuole realizzare grazie ai capitali raccolti.</p>



<p>Una caratteristica distintiva di tutte le tipologie di crowdfunding è l’accessibilità: è possibile partecipare anche con importi contenuti e la partecipazione è aperta a chiunque grazie ai portali online.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La differenza principale: genere vs strumento</h2>



<p>La differenza tra fundraising e crowdfunding può essere riassunta in modo semplice:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Fundraising = categoria generale</strong></li>



<li><strong>Crowdfunding = una delle modalità possibili</strong></li>
</ul>



<p>In altre parole, <strong>il crowdfunding è una sotto-categoria del fundraising</strong>.</p>



<p>Tutte le campagne di crowdfunding sono attività di fundraising, ma non tutte le attività di fundraising sono crowdfunding.</p>



<p>Nell’accezione comune nell’immaginario collettivo che abbiamo descritto, inoltre, il concetto di fundraising si lega spesso a raccolte fondi non profit, mentre il crowdfunding nel tempo se ne è allontanato sempre più, infatti oggi la componente di donation crowdfunding è decisamente minoritaria all’interno del fenomeno.</p>



<p>Queste differenze concettuali si traducono in <strong>differenze operative</strong> importanti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>quando si parla di fundraising non si fa riferimento a un canale di raccolta specifico e la ricerca di fondi può avvenire online e offline, attraverso soggetti istituzionali oppure tra le persone comuni;</li>



<li>quando si parla di crowdfunding, si parla solo ed esclusivamente di raccolte di capitali online su specifiche <a href="https://www.opstart.it/it/blog/quale-ruolo-piattaforme-di-crowdfunding">piattaforme autorizzate</a>, sebbene si possano sfruttare anche eventi e contatti offline per alimentare la campagna;</li>



<li>a seconda della modalità di fundraising scelta, cambiano le regole della ricerca di capitali;</li>



<li>il crowdfunding è sottoposto a un regolamento specifico comune in tutta l’Unione Europea (<a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32020R1503" target="_blank" rel="noreferrer noopener">regolamento ECSP</a>), con processi standardizzati, a eccezione di donation e reward crowdfunding;</li>



<li>nel fundraising i capitali possono arrivare anche da uno solo o pochissimi soggetti;</li>



<li>il crowdfunding cerca una “folla” (crowd) di finanziatori.</li>
</ul>



<p>Ma poiché il crowdfunding è un sotto-insieme del fundraising, ci sono anche elementi in comune: entrambi i concetti implicano una <strong>ricerca non solo di capitali, ma anche di visibilità</strong>, e quindi un’attività di comunicazione pubblica finalizzata a migliorare l’immagine dell’organizzazione promotrice, farla conoscere e creare legami duraturi con i potenziali sostenitori.</p>



<p>Vuoi leggere altri articoli di educazione finanziaria? Scopri la sezione dedicata del nostro blog!</p>



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		<title>Immobiliare a sviluppo o a reddito: cosa cambia?</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/immobiliare-a-sviluppo-o-a-reddito-cosa-cambia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 10:50:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crowdfunding immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[Real Estate]]></category>
		<category><![CDATA[investire]]></category>
		<category><![CDATA[investire in crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[lending crowdfunding]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si parla di investimenti immobiliari, è importante conoscere la distinzione tra immobiliare a sviluppo e immobiliare a reddito. Si tratta di due logiche diverse che incidono su tempi, rischi e modalità di rendimento. Da un lato ci sono operazioni orientate alla creazione di valore e alla vendita dell’immobile; dall’altro investimenti pensati per generare entrate [&#8230;]</p>
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<p>Quando si parla di investimenti immobiliari, è importante conoscere la distinzione tra <strong>immobiliare a sviluppo</strong> e <strong>immobiliare a reddito</strong>. Si tratta di due logiche diverse che incidono su tempi, rischi e modalità di rendimento.</p>



<p>Da un lato ci sono operazioni orientate alla creazione di valore e alla vendita dell’immobile; dall’altro investimenti pensati per generare entrate nel tempo. Comprendere questa differenza è fondamentale per leggere correttamente qualsiasi progetto immobiliare e valutarne le caratteristiche in relazione alle proprie aspettative di profitto e liquidità.</p>



<p>Prima di entrare nelle definizioni, è utile chiarire il contesto: quando si parla di immobiliare a sviluppo e a reddito, si fa riferimento a <strong>operazioni strutturate, realizzate da imprese immobiliari o da operatori professionali</strong>. Non si tratta, quindi, dell’investimento immobiliare di un singolo privato.</p>



<p>In questo articolo analizzeremo le due tipologie di operazioni immobiliari e vedremo che questa distinzione si applica anche nel <a href="https://www.opstart.it/it/blog/investire-in-economia-reale-con-il-real-estate-crowdfunding-quello-che-devi-sapere">real estate crowdfunding</a>, oltre che negli investimenti immobiliari tradizionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cosa significa immobiliare a sviluppo</h2>



<p>L’immobiliare a sviluppo comprende tutte le operazioni finalizzate a <strong>creare valore su un immobile</strong> attraverso attività come costruzione ex novo, ristrutturazione o riqualificazione.</p>



<p>L’obiettivo di queste attività è <strong>realizzare un margine economico attraverso la vendita</strong> una volta completato il progetto.</p>



<p>Il rendimento di un investimento immobiliare a sviluppo deriva dalla differenza tra il costo complessivo dell’operazione (acquisto, lavori, oneri ecc.) e il prezzo di vendita finale.</p>



<p>Si tratta quindi di operazioni con un <strong>orizzonte temporale definito</strong>, in cui il risultato economico si realizza alla chiusura del progetto, dove per chiusura si intende la vendita del o degli immobili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cosa significa immobiliare a reddito</h2>



<p>L’immobiliare a reddito comprende tutte le operazioni in cui l’immobile viene acquistato o sviluppato per essere mantenuto nel tempo e<strong> generare flussi di cassa periodici</strong>.</p>



<p>In questo caso, il rendimento dell’investimento deriva dai <strong>canoni di locazione</strong> (affitti) e da eventuali rivalutazioni nel lungo periodo.</p>



<p>L’obiettivo, quindi, è ottenere un flusso stabile di rendimenti, anziché un guadagno immediato in un’unica soluzione. L’orizzonte temporale è generalmente più lungo e la gestione dell’immobile (diretta o indiretta) diventa un elemento centrale dell’operazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Differenze chiave tra immobiliare a sviluppo e a reddito</h2>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Rendimento</strong><br>Nell’immobiliare a sviluppo, il guadagno deriva dalla vendita dell’immobile una volta completata l’operazione. Il rendimento è quindi concentrato in un unico momento finale ed è legato al <strong>margine tra costi sostenuti e prezzo di vendita</strong>.<br>Nell’immobiliare a reddito, invece, il rendimento si costruisce <strong>nel tempo attraverso entrate ricorrenti</strong>, principalmente i canoni di locazione.<br></li>



<li><strong>Rischio</strong><br>Nel caso dello sviluppo, il rischio è legato all’intera esecuzione del progetto. Alcuni fattori rilevanti sono:<br>&#8211; <strong>rispetto dei tempi</strong> di costruzione o ristrutturazione;<br>&#8211; <strong>controllo dei costi</strong>;<br>&#8211; <strong>capacità di vendere</strong> l’immobile alle condizioni previste.<br><br>Se uno di questi elementi cambia, può incidere direttamente sul risultato economico finale.<br><br>Nel caso dell’immobiliare a reddito, il rischio è più legato alla <strong>continuità dei flussi</strong>:<br>&#8211; periodi di <strong>sfitto</strong>;<br>&#8211; <strong>affidabilità</strong> degli inquilini;<br>&#8211; <strong>andamento del mercato</strong> locativo.<br></li>



<li><strong>Orizzonte temporale e liquidità</strong><br>Le operazioni a sviluppo hanno generalmente una <strong>durata definita e relativamente più breve</strong>, perché si chiudono con la vendita dell’immobile. Tuttavia, i tempi possono variare in base all’andamento del progetto.<br><br>Le operazioni a reddito, invece, sono pensate per un <strong>orizzonte più lungo</strong>, in cui l’immobile viene mantenuto per generare entrate nel tempo.<br><br>Questo incide anche sulla liquidità:<br>&#8211; nello sviluppo, il <strong>capitale</strong> resta <strong>vincolato fino alla chiusura dell’operazione</strong>;<br>&#8211; nel reddito, il <strong>capitale</strong> è <strong>immobilizzato più a lungo</strong>, ma compensato da <strong>flussi periodici</strong>.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading">Come si finanziano le operazioni immobiliari: debito ed equity</h2>



<p>Le operazioni immobiliari a sviluppo sono tipicamente costruite con una <strong>componente significativa di debito</strong>.</p>



<p>Questo perché il progetto ha una durata definita e un momento preciso in cui si genera il ritorno economico: la vendita dell’immobile. Di conseguenza, il promotore dell’operazione immobiliare può raccogliere le risorse per avviare o completare il progetto strutturando il finanziamento in modo che il capitale venga <strong>rimborsato alla fine dell’operazione</strong>, insieme agli interessi.</p>



<p>Nelle operazioni immobiliari a reddito, invece, il capitale utilizzato è più spesso <a href="https://www.opstart.it/it/blog/abc-dello-startupper-che-cose-il-capitale-sociale-di-una-impresa">equity</a>, cioè capitale di rischio investito nella società che gestisce l’operazione per acquisire e mantenere l’asset. Per i soci che hanno investito il loro capitale, il ritorno economico non arriva da un evento finale, ma dai flussi periodici degli affitti e/o da un’eventuale distribuzione degli utili dell’azienda proprietaria dell’immobile.</p>



<p>Questa differenza si riflette anche nel ruolo che assume l’investitore.</p>



<p>Nelle operazioni a sviluppo, l’investitore che partecipa tramite strumenti di debito è un <strong><a href="https://www.treccani.it/vocabolario/creditore/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">creditore</a></strong> che semplicemente presta capitale: la sua strada si intreccia con quella dell’operazione immobiliare solo per un breve tempo definito. È il caso, per esempio, della banca che concede un finanziamento.</p>



<p>Nelle operazioni a reddito, invece, l’investitore che entra con capitale di rischio assume il ruolo di <strong>socio</strong>, che partecipa alla proprietà dell’immobile e, a seconda dei diritti correlati alla sua quota di capitale, anche alle decisioni amministrative. È il caso, per esempio, di un fondo di investimento, ma anche di un imprenditore che decida di mettersi in società con altri per l’operazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’immobiliare a sviluppo nel real estate crowdfunding</h2>



<p>È possibile investire in immobili anche attraverso il crowdfunding.</p>



<p>Nel <a href="https://www.opstart.it/it/blog/crowdfunding-immobiliare-italia-investire-finanza-alternativa">crowdfunding immobiliare</a>, la tipologia di operazioni più diffusa è quella legata all’<strong>immobiliare a sviluppo</strong>, soprattutto nella forma del lending crowdfunding.</p>



<p>Il meccanismo è quello del prestito: gli investitori mettono a disposizione capitale a favore di un operatore immobiliare e diventano creditori nei suoi confronti.</p>



<p>Il capitale raccolto viene utilizzato per finanziare una parte del progetto immobiliare (acquisto, lavori o costi operativi) e il prestito viene rimborsato con gli interessi una volta avviata la vendita delle unità immobiliari.</p>



<p>La durata di queste operazioni è generalmente contenuta, spesso tra <strong>12 e 24 mesi</strong>, proprio perché coincide con il ciclo di sviluppo dell’iniziativa immobiliare.</p>



<p>Le operazioni immobiliari a sviluppo hanno grande successo nel lending crowdfunding, perché sono facilmente comprensibili per gli investitori, hanno un orizzonte temporale limitato e offrono rendimenti interessanti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Esempi di immobiliare a sviluppo nel lending crowdfunding</h2>



<p>Due esempi di immobiliare a sviluppo su Opstart sono le campagne di lending crowdfunding di Supernova e di Immobiliare Italia.</p>



<p><strong>Immobiliare Italia</strong> propone un’operazione di 18 mesi con rendimento annuo lordo dal 10 al 10,5% e interessi trimestrali finalizzata all’acquisizione e riqualificazione di 9 unità abitative a Bergamo, per le quali sono già stati siglati 4 preliminari di vendita.</p>



<p>La società fa parte di LCT Group, che ha alle spalle già numerose campagne di lending crowdfunding chiuse con successo e rimborsate agli investitori*. Con <a href="https://www.opstart.it/it/progetti/dettaglio/14000-immobiliare-italia-lct-condominio-via-zanica">la nuova campagna</a> di real estate crowdfunding, inoltre, offre agli investitori due garanzie particolarmente interessanti: la fideiussione del titolare e un <strong>vincolo di destinazione</strong> che stabilisce la priorità del rimborso degli investitori rispetto all’incasso a proprio favore in seguito alla vendita degli immobili.</p>



<p><strong>Supernova</strong>, invece, è una Srl toscana che ha già raccolto oltre 200.000 euro in una prima tranche di lending crowdfunding per il progetto Rispescia, finalizzato alla realizzazione di villette ad alta efficienza energetica nei pressi del Parco Regionale della Maremma. La <a href="https://www.opstart.it/it/progetti/dettaglio/14004-supernova-rispescia-tranche-5">nuova tranche della raccolta</a> di crowdfunding immobiliare offre fino al 12% di interessi annui lordi e servirà a dare continuità alle fasi successive del progetto, già in stato di avanzamento. Nell’<a href="https://www.opstart.it/it/blog/lending-crowdfunding-immobiliare-intervista-founder-supernova">intervista alla fondatrice di Supernova</a>, si può approfondire il progetto e comprendere come il lending crowdfunding si inserisca nel più ampio piano di finanziamento dell’operazione e quali opportunità offra agli investitori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’immobiliare a reddito nel real estate crowdfunding</h2>



<p>Sebbene sia meno diffusa, esiste anche la possibilità di investire in progetti immobiliari attraverso l’<strong>equity crowdfunding</strong>.</p>



<p>In questo modello, la società proprietaria dell’immobile lancia una campagna di crowdfunding e gli investitori acquistano quote della società stessa, <strong>entrando indirettamente nella proprietà dell’asset immobiliare</strong>.</p>



<p>Terminato l’acquisto o la ristrutturazione dell’immobile grazie ai capitali raccolti in equity crowdfunding, la società inizia a incassare i canoni di locazione e, in caso di bilancio positivo, potrà distribuire periodicamente i ricavi agli investitori sotto forma di utili.</p>



<p>L’equity crowdfunding immobiliare è meno frequente del lending crowdfunding perché non risponde altrettanto bene alle esigenze delle società promotrici di progetti immobiliari, che spesso non cercano un legame a lungo termine con gli investitori. A loro volta, per gli investitori sono più difficili da comprendere nel loro meccanismo e impongono un orizzonte temporale più lungo e un rendimento più incerto nella sua entità, anche se potenzialmente più consistente.</p>



<p>Ti interessa il lending crowdfunding immobiliare? Scopri le campagne attive su Opstart.</p>



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		<title>Dichiarazione dei redditi 2026: tassazione e incentivi sui tuoi investimenti in equity crowdfunding</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/dichiarazione-dei-redditi-2026-investimenti-equity-crowdfunding/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 08:32:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Equity Crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[equity crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[Investire in startup]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È arrivata l&#8217;ora di compilare la dichiarazione dei redditi per il 2026. Questo documento può apparire come un enigma quando arriva il momento di inserire dati diversi da quelli abituali, come le informazioni relative agli investimenti finanziari. Basta però conoscere poche regole per padroneggiare la tassazione sugli investimenti in equity crowdfunding e non fare errori. [&#8230;]</p>
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<p>È arrivata l&#8217;ora di compilare la dichiarazione dei redditi per il 2026. Questo documento può apparire come un enigma quando arriva il momento di inserire dati diversi da quelli abituali, come le informazioni relative agli investimenti finanziari. Basta però conoscere poche regole per padroneggiare la <strong>tassazione sugli investimenti in equity crowdfunding</strong> e non fare errori.</p>



<p>In questa guida essenziale sintetizziamo tutte le indicazioni teoriche e pratiche per la <strong>dichiarazione dei redditi 2026</strong> per chi ha fatto investimenti in equity crowdfunding nel 2025 (o prima). L’obiettivo è assicurarsi di rispettare gli obblighi fiscali, ma anche di fruire di tutti gli incentivi previsti per gli investimenti in <a href="https://www.opstart.it/it/blog/che-cos-e-una-startup-innovativa-ultime-novita-in-vigore">startup innovative</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La tassazione degli investimenti in equity crowdfunding</h2>



<p>Gli investimenti effettuati tramite equity crowdfunding comportano l’acquisizione di partecipazioni nel capitale sociale di startup o PMI innovative e sono assimilabili all’acquisto di azioni sul mercato regolamentato dal punto di vista del tipo di strumento finanziario che si ottiene e delle <a href="https://www.opstart.it/it/blog/investire-in-startup-quali-sono-le-opportunita-di-guadagno">opportunità di guadagno</a>.</p>



<p>Un <strong>investimento in equity crowdfunding</strong>, infatti, può generare rendimento in due modi principali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>attraverso la vendita delle quote acquistate e il ricavo di una <strong>plusvalenza</strong>, in seguito all’aumento di valore delle quote</li>



<li>attraverso la distribuzione di <strong>dividendi </strong>da parte dell’azienda, se questa genera profitti.</li>
</ul>



<p>Il rendimento derivato da un investimento equity è considerato un reddito di capitale ed è soggetto quindi a un’<strong>imposta del 26%.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Come si pagano le tasse dell’equity crowdfunding?</h2>



<p>L’applicazione dell’<strong>imposta del 26% sui redditi di capitale </strong>avviene secondo due modalità distinte:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>se il reddito di capitale deriva dalla distribuzione di dividendi da parte della società, è quest’ultima a trattenere alla fonte una <strong>ritenuta a titolo d’imposta</strong> del 26% dal capitale distribuito;</li>



<li>se il reddito di capitale deriva dalla vendita delle quote e dalla relativa plusvalenza, è l’investitore che deve inserire la plusvalenza nella dichiarazione dei redditi e pagare la relativa <strong>imposta sostitutiva del 26%</strong> attraverso un modulo F24.</li>
</ul>



<p>Nel primo caso, infatti, gli investitori ricevono dalla società un importo netto, da cui sono già state trattenute le imposte a monte, nel secondo invece il ricavo è lordo e bisogna applicare la tassazione a valle.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come inserire gli investimenti equity crowdfunding nella dichiarazione dei redditi 2026</h2>



<p>Gli investimenti in equity crowdfunding vanno inseriti ogni anno nella dichiarazione dei redditi nel quadro RW solo se vengono effettuati su piattaforme con sede all’estero, per adempiere agli obblighi di monitoraggio fiscale.</p>



<p>Gli investimenti su piattaforme con sede in Italia, invece, non vanno inseriti nella dichiarazione ogni anno, bensì solo quando generano un rendimento e bisogna effettivamente pagare le relative imposte. Il quadro di compilazione di riferimento è il quadro T nel modello 730 e il quadro RT nel modello Redditi Persone Fisiche.</p>



<p>Per esempio, nella <strong>dichiarazione dei redditi 2026</strong> dovrai inserire gli <strong>investimenti in equity crowdfunding effettuati su una piattaforma italiana come Opstart</strong> solo se nel 2024 hai ottenuto dei rendimenti in denaro da tali investimenti, vendendo le tue quote di partecipazione della società prescelta e ricavando una plusvalenza grazie all’aumento del valore dell’azienda.</p>



<p>Verificare la corretta dichiarazione con un consulente fiscale di fiducia è il modo migliore per evitare errori e conoscere eventuali peculiarità relative alla propria posizione fiscale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Incentivi fiscali per gli investimenti in equity crowdfunding</h2>



<p>L’imposta del 26% non si applica sempre in modo assoluto agli investimenti in equity crowdfunding, perché la normativa italiana prevede delle <strong>agevolazioni fiscali per chi investe in startup e PMI innovative</strong>.</p>



<p>La <strong>dichiarazione dei redditi 2026</strong> ricade sotto il nuovo regime agevolato approvato nel 2024, il quale prevede per le persone fisiche:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>una <strong>detrazione fiscale del 30% </strong>dell’investimento fino a un massimo di 1 milione di euro di investimenti in startup o PMI innovative;</li>



<li>una <strong>detrazione fiscale del 65%</strong> dell’investimento fino a un massimo di 100.000 euro di investimenti in startup innovative (regime “de minimis”), valida solo per i primi 3 anni dall’iscrizione dell’azienda al registro delle startup innovative e previa richiesta della società stessa sul portale del Ministero dello Sviluppo Economico.</li>
</ul>



<p>Per poter ottenere queste agevolazioni, è obbligatorio detenere l’investimento per almeno 3 anni. In caso contrario, in seguito a controllo dell’Agenzia delle Entrate sarà necessario pagare le imposte dovute in arretrato e una mora.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La documentazione per ottenere gli incentivi fiscali</h2>



<p>Per avere la garanzia di poter accedere agli incentivi fiscali previsti per la <strong>tassazione degli investimenti in equity crowdfunding</strong>, è fondamentale verificare prima di ogni operazione l’iscrizione della società target al registro delle startup innovative.</p>



<p>In secondo luogo, se desiderato, è necessario segnalare alla società la richiesta di investimento in regime de minimis, in modo da eseguire la procedura sul portale ministeriale.</p>



<p>Infine, è opportuno possedere e conservare accuratamente tutti i <strong>documenti relativi all’investimento</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>delibera di aumento di capitale della società</li>



<li><a href="https://www.insidemarketing.it/glossario/definizione/business-plan/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">business plan</a></li>



<li>copia dell’ordine di investimento e contabile del bonifico con causale esplicita</li>



<li>certificazione dell’investimento da parte della startup stessa</li>



<li>visura post investimento.</li>
</ul>



<p>Questa documentazione potrà essere richiesta dall’Agenzia delle Entrate in caso di verifica di una dichiarazione dei redditi a cui sono state applicate le detrazioni descritte nel paragrafo precedente.</p>



<p>Per <strong>gestire correttamente la tassazione degli investimenti in equity crowdfunding</strong> e sfruttare gli incentivi fiscali, quindi, occorre conoscere le condizioni, rispettare modalità e tempistiche, restare aggiornati sui cambiamenti normativi e conservare tutta la documentazione.</p>



<p><em>Hai chiaro come inserire gli investimenti in equity crowdfunding nella dichiarazione dei redditi?</em> Scopri altre informazioni sui nostri strumenti all&#8217;interno del nostro blog!</p>



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<p><em>N.B. Questo articolo ha finalità puramente informativa; si raccomanda agli investitori di confrontarsi con il proprio consulente fiscale per la corretta gestione del singolo caso.</em></p>



<p></p>
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		<title>Inflazione nel 2026: come la situazione geopolitica influenza il tuo portafoglio</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/inflazione-2026-situazione-geopolitica-influenza-portafoglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 10:36:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[finanza alternativa]]></category>
		<category><![CDATA[investire in crowdfunding]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’inflazione è uno dei fenomeni economici più vicini alla vita quotidiana delle persone perché incide direttamente sul valore del denaro, sui consumi e sulle decisioni di investimento. Quando l’inflazione sale, i prezzi aumentano in modo diffuso, il potere d’acquisto si riduce e il contesto economico diventa più complesso da interpretare.Il tema dell’inflazione nel 2026 si [&#8230;]</p>
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<p>L’inflazione è uno dei fenomeni economici più vicini alla vita quotidiana delle persone perché incide direttamente sul valore del denaro, sui consumi e sulle decisioni di investimento. Quando l’inflazione sale, i prezzi aumentano in modo diffuso, il potere d’acquisto si riduce e il contesto economico diventa più complesso da interpretare.<br>Il tema dell’<strong>inflazione nel 2026 </strong>si intreccia con un altro elemento centrale: l’instabilità geopolitica. Tensioni internazionali, politiche economiche divergenti e cambiamenti negli equilibri commerciali globali influenzano l’andamento dei prezzi e, di conseguenza, anche i mercati finanziari e i portafogli degli investitori.</p>



<p>Rivediamo il concetto di inflazione per capire come si sta muovendo, da cosa dipende oggi e come si lega al contesto globale in cui ci troviamo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cos’è l’inflazione e da cosa dipende</h2>



<p>L’inflazione è l’aumento generalizzato e continuativo dei prezzi di beni e servizi in un determinato periodo. Non riguarda quindi il rincaro di un singolo prodotto, ma una crescita diffusa del livello dei prezzi.</p>



<p>Per misurarla si utilizzano indicatori statistici costruiti su un <strong>paniere di beni rappresentativi</strong> dei consumi. In Europa, uno dei principali riferimenti è l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP), che consente di confrontare l’inflazione tra i diversi Paesi dell’area euro.</p>



<p>Questo fenomeno economico non ha un’unica causa, ma è il risultato di diversi fattori che agiscono contemporaneamente.</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Domanda aggregata</strong>: quando consumi e investimenti crescono rapidamente, le imprese possono aumentare i prezzi perché la richiesta supera l’offerta disponibile.</li>



<li><strong>Costo delle materie prime, dell’</strong><a href="https://www.opstart.it/it/blog/intelligenza-artificiale-sostenibilita-sfida-energia-per-imprese-innovative"><strong>energia</strong></a><strong> o dei </strong><a href="https://www.opstart.it/it/blog/il-futuro-del-settore-dei-trasporti-e-startup-innovative"><strong>trasporti</strong></a>: le imprese trasferiscono almeno in parte questi costi sui prezzi finali.</li>



<li><strong>Politica monetaria</strong>: le banche centrali, come la <a href="https://www.ecb.europa.eu/ecb/all-about-us/html/index.it.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BCE</a>, intervengono sui tassi di interesse per influenzare il costo del denaro:</li>
</ol>



<ul class="wp-block-list">
<li>tassi più alti tendono a rallentare consumi e investimenti e quindi l’aumento dei prezzi;</li>



<li>tassi più bassi favoriscono la crescita economica e quindi l’aumento dei prezzi.</li>
</ul>



<p>Questo meccanismo è uno degli strumenti principali per contenere l’inflazione quando supera determinati livelli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché l’inflazione non è sempre negativa</h2>



<p>L’inflazione viene spesso percepita come un problema, ma non sempre ha effetti negativi. Un livello moderato e stabile di crescita dei prezzi è considerato fisiologico in un’economia in espansione.</p>



<p>Un’inflazione troppo bassa può essere un segnale di debolezza economica, mentre un’inflazione elevata e persistente può creare squilibri, riducendo il potere d’acquisto e aumentando l’incertezza.</p>



<p>Per questo motivo le banche centrali definiscono obiettivi di inflazione considerati compatibili con una crescita economica equilibrata, cercando di evitare sia eccessi sia carenze.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Inflazione 2026: instabilità geopolitica e pressioni sui prezzi</h2>



<p>Il 2026 sta mettendo a dura prova la tenuta dell’inflazione fisiologica a causa di una generale e fortissima <strong>instabilità geopolitica </strong>che incide su energia, commerci e politiche economiche, con effetti che si riflettono sui prezzi.</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Una delle connessioni più immediate tra geopolitica e inflazione riguarda</strong> <strong>l’energia</strong>.<br>L’area da cui provengono la maggior parte del petrolio e del gas del mondo – il Medio Oriente – è esposta a instabilità politica e conflitti, e questo rende i prezzi particolarmente sensibili.<br>Quando si verificano interruzioni nelle forniture o aumentano i rischi legati alla produzione e al trasporto, infatti, i prezzi dell’energia tendono a salire. Questo aumento si trasmette rapidamente all’economia reale, perché energia e carburanti incidono sui costi di produzione e distribuzione di molti beni e servizi.<br>Il risultato è un effetto a catena: costi più alti per le imprese, prezzi finali più elevati per consumatori e imprese.<br></li>



<li>Oltre all’energia, anche le <strong>catene di approvvigionamento globali</strong> giocano un ruolo importante per l’inflazione. Negli ultimi anni si è generata una maggiore fragilità delle supply chain, dovuta a tensioni commerciali, politiche industriali più protezionistiche e riorganizzazione della produzione su base regionale.<br>Quando la circolazione delle merci diventa meno fluida o più costosa, aumentano i tempi e i costi di produzione. Questo può tradursi in un incremento dei prezzi finali, soprattutto nei settori che dipendono da componenti importati o da logistiche complesse.<br></li>



<li>Infine, in questo contesto geopolitico instabile, anche le <strong>politiche economiche</strong> cercano di adattarsi.<br>Le banche centrali continuano a utilizzare i tassi di interesse per contenere o stimolare l’inflazione, ma le loro decisioni si confrontano con fattori che non dipendono direttamente dalla domanda interna.<br>Se l’inflazione è alimentata da shock esterni, l’efficacia della politica monetaria può risultare più limitata. Al tempo stesso, le scelte sui tassi influenzano il costo del credito, la liquidità disponibile e quindi il comportamento di imprese e consumatori.</li>
</ol>



<p>Questo intreccio tra fattori globali e strumenti economici rende il quadro più complesso: l’inflazione non è solo una questione interna né di un singolo Paese, ma il risultato di equilibri internazionali in continuo cambiamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La relazione tra inflazione e mercati finanziari</h2>



<p>L’inflazione influenza in modo diretto anche il funzionamento dei mercati finanziari. <strong>Tassi di interesse, valutazioni degli asset e livello di rischio</strong> sono tutti elementi che reagiscono alle variazioni dell’inflazione e alle politiche adottate per contenerla.</p>



<p>Quando l’inflazione cresce oltre i livelli considerati sostenibili, abbiamo detto che le banche centrali tendono ad aumentare i tassi per ridurre la liquidità in circolazione.</p>



<p>Questo ha un impatto immediato sul costo del denaro:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>per le imprese, aumenta il costo dei finanziamenti;</li>



<li>per i consumatori, diventano più onerosi mutui e prestiti.</li>
</ul>



<p>Di conseguenza, si riducono investimenti e consumi, con effetti a catena sull’economia reale e sui mercati. Scopriamo quali.</p>



<p>L’inflazione incide in modo diverso sulle varie classi di investimento.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Obbligazioni</strong>: quando l’inflazione aumenta, il valore reale dei flussi futuri (cedole e rimborso) diminuisce. Inoltre, l’aumento dei tassi può ridurre il prezzo dei titoli già emessi.</li>



<li><strong>Azioni</strong>: l’impatto dipende dal settore. Alcune imprese riescono a trasferire l’aumento dei costi sui prezzi finali, altre subiscono una compressione dei margini e quindi scende il valore delle loro azioni.</li>



<li><strong>Asset reali</strong>: beni come immobili o materie prime possono essere influenzati dall’inflazione in modo diverso, perché legati a dinamiche fisiche e non solo finanziarie. Nel caso immobiliare, per esempio, i costi di costruzione e finanziamento possono incidere negativamente sui rendimenti e sui tempi dei progetti.</li>
</ul>



<p>Un contesto inflattivo, inoltre, soprattutto se accompagnato da instabilità geopolitica, tende ad aumentare l’incertezza sui mercati. Questo si traduce in una generale maggiore volatilità e in una rivalutazione del rischio associato agli investimenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La pianificazione finanziaria in tempo di inflazione</h2>



<p>Gli effetti più immediati dell’inflazione sulla quotidianità di imprese e persone sono la riduzione delle spese, la difficoltà ad accedere a finanziamenti, prestiti e mutui e l’incertezza nell’allocazione degli investimenti, oltre che la minore disponibilità di risorse da investire.</p>



<p>In un contesto caratterizzato da inflazione e incertezza, diventa più rilevante la gestione della liquidità e delle risorse finanziarie.</p>



<p>Questo significa:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>monitorare con maggiore attenzione flussi di cassa e costi</li>



<li>valutare l’impatto dell’inflazione nel medio periodo</li>



<li>riconsiderare la distribuzione delle risorse tra strumenti diversi nel portafoglio.</li>
</ul>



<p>La <strong>diversificazione </strong>resta un principio centrale nella gestione finanziaria, perché consente di distribuire il rischio su più ambiti e ridurre l’esposizione a singoli fattori di instabilità: una strategia di investimento a medio rischio e molto diversificata può non richiedere aggiustamenti anche durante un periodo di alta inflazione. Anzi, se la propria strategia di investimento è ben ponderata, è importante non prendere decisioni emotive frettolose in momenti di instabilità dei mercati.</p>



<p>Per capire meglio come muoversi in tempi di aumento dei prezzi e come contrastare l&#8217;inflazione nel 2026, leggi il nostro articolo dedicato.</p>



<section class="wp-block-uagb-columns uagb-columns__wrap uagb-columns__background-none uagb-columns__stack-mobile uagb-columns__valign- uagb-columns__gap-10 align uagb-block-6e8b789e uagb-columns__columns-3 uagb-columns__max_width-theme"><div class="uagb-columns__overlay"></div><div class="uagb-columns__inner-wrap uagb-columns__columns-3">
<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-6f4e0ca6"><div class="uagb-column__overlay"></div></div>



<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-a67d7440"><div class="uagb-column__overlay"></div>
<div class="wp-block-uagb-marketing-button uagb-marketing-btn__align-center uagb-marketing-btn__align-text-center uagb-marketing-btn__icon-after uagb-block-f85f467b wp-block-button"><a href="https://www.opstart.it/it/blog/combattere-l-inflazione-in-tre-semplici-mosse" class="uagb-marketing-btn__link wp-block-button__link" target="" rel="noopener noreferrer"><span class="uagb-marketing-btn__title">Leggi l&#8217;articolo</span><svg xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 512 512"><path d="M384 320c-17.67 0-32 14.33-32 32v96H64V160h96c17.67 0 32-14.32 32-32s-14.33-32-32-32L64 96c-35.35 0-64 28.65-64 64V448c0 35.34 28.65 64 64 64h288c35.35 0 64-28.66 64-64v-96C416 334.3 401.7 320 384 320zM488 0H352c-12.94 0-24.62 7.797-29.56 19.75c-4.969 11.97-2.219 25.72 6.938 34.88L370.8 96L169.4 297.4c-12.5 12.5-12.5 32.75 0 45.25C175.6 348.9 183.8 352 192 352s16.38-3.125 22.62-9.375L416 141.3l41.38 41.38c9.156 9.141 22.88 11.84 34.88 6.938C504.2 184.6 512 172.9 512 160V24C512 10.74 501.3 0 488 0z"></path></svg></a></div>
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<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-fc838ca7"><div class="uagb-column__overlay"></div></div>
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			</item>
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		<title>Qual è il ruolo delle piattaforme di crowdfunding?</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/quale-ruolo-piattaforme-di-crowdfunding/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 16:07:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Equity Crowdfunding]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.crowdbase.it/?p=7273</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le piattaforme di crowdfunding sono l’infrastruttura che rende possibile l’incontro tra imprese che vogliono raccogliere capitali online e investitori che vogliono investire in strumenti di finanza alternativa. Il loro ruolo, quindi, è quello di un intermediario abilitatore, che si muove tra finanza, marketing e tecnologia. Capire qual è il ruolo delle piattaforme di crowdfunding è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/04/cover-blog-articolo-piattaforme-crowdfunding-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="piattaforme di crowdfunding" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/04/cover-blog-articolo-piattaforme-crowdfunding-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/04/cover-blog-articolo-piattaforme-crowdfunding-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/04/cover-blog-articolo-piattaforme-crowdfunding-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/04/cover-blog-articolo-piattaforme-crowdfunding-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/04/cover-blog-articolo-piattaforme-crowdfunding.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p>Le piattaforme di crowdfunding sono l’infrastruttura che rende possibile l’incontro tra imprese che vogliono raccogliere capitali online e investitori che vogliono investire in strumenti di finanza alternativa. Il loro ruolo, quindi, è quello di un intermediario abilitatore, che si muove tra finanza, marketing e tecnologia.</p>



<p>Capire <strong>qual è il ruolo delle piattaforme di crowdfunding</strong> è fondamentale per scegliere quella giusta sia per le imprese che vogliono lanciare una campagna, sia per gli investitori che intendono allocare le proprie risorse in modo consapevole.</p>



<p>In questo articolo, allora, analizziamo <a href="https://www.opstart.it/it/blog/come-funziona-una-piattaforma-di-crowdfunding">come funzionano le piattaforme di crowdfunding</a>, cosa fanno concretamente, a quale regolamentazione sono sottoposte e quali aspetti considerare per scegliere quella più adatta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funzionano le piattaforme di crowdfunding</h2>



<p>Una piattaforma di crowdfunding è, prima di tutto, un’infrastruttura digitale che mette in relazione due soggetti con esigenze complementari:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>le imprese</strong>, che cercano capitali per finanziare progetti o crescita</li>



<li><strong>gli investitori</strong>, che vogliono investire il proprio capitale in opportunità alternative rispetto a quelle offerte dalla finanza tradizionale.</li>
</ul>



<p>Le piattaforme possono offrire oggi un insieme articolato di strumenti di raccolta e di investimento.</p>



<p>Gli strumenti che rientrano nell’ambito del <a href="https://www.opstart.it/it/blog/crowdinvesting-investimento-crowd">crowdinvesting</a> sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>equity crowdfunding</strong>, raccolta di capitale di rischio;</li>



<li><strong>lending crowdfunding</strong>, raccolta di capitale di debito in prestito da rimborsare con interessi;</li>



<li><strong>debt crowdfunding/minibond</strong>, strumenti di debito di tipo obbligazionario per operazioni strutturate.</li>
</ul>



<p>Ci sono poi altre tipologie di crowdfunding che non sono crowdinvesting:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.opstart.it/it/blog/reward-crowdfunding-altra-faccia-delle-raccolte-crowd">reward crowdfunding</a>, raccolta di capitali per la realizzazione di un prodotto in cambio del prodotto stesso (in pre-vendita) e di ricompense esclusive legate al prodotto;</li>



<li><a href="https://www.opstart.it/it/blog/donation-crowdfunding-sostenere-buona-causa-senza-aspettarsi-ritorno">donation crowdfunding</a>, raccolta di capitali per cause benefiche, senza ricompensa (se non simbolica) per i partecipanti alla campagna.</li>
</ul>



<p>Alcune piattaforme lavorano con una sola tipologia di crowdfunding, altre si occupano di due o più tipologie. Opstart si articola in divisioni che coprono <strong>tutte le tipologie di crowdinvesting</strong> (equity, lending, debt).</p>



<p><strong>Il funzionamento operativo di una piattaforma segue tutte le fasi di una campagna</strong>: dalla selezione dei progetti, alla pubblicazione della campagna online con il supporto tecnico e informativo che ne consegue, fino al perfezionamento dell’operazione in caso di successo. Il suo ruolo si estende anche nella gestione amministrativa e finanziaria post-campagna.</p>



<p>La piattaforma fa da interlocutore sia per le imprese, sia per gli investitori: vediamo come.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo delle piattaforme di crowdfunding per le imprese</h2>



<p>Per le imprese, il crowdfunding rappresenta un <a href="https://www.opstart.it/it/blog/quando-finanza-crowdfunding-fanno-squadra-impresa">canale di finanziamento complementare o alternativo</a> rispetto al credito bancario: è uno strumento che può affiancare le fonti tradizionali o essere utilizzato quando queste non sono accessibili o risultano poco efficienti.</p>



<p>La scelta fra equity, lending e debt rende il crowdfunding utilizzabile in diversi momenti del percorso aziendale, dalla fase di sviluppo fino a esigenze più strutturate di crescita, e per tipologie diverse di aziende.</p>



<p><strong>Il primo compito della piattaforma è la selezione</strong>: le società che intendono raccogliere capitali devono sottoporsi alla <a href="https://www.opstart.it/it/blog/cosa-si-intende-per-due-diligence">due diligence</a> dalla piattaforma, che valuta la fattibilità e la sostenibilità dell’operazione. La selezione riguarda tutte le campagne di equity e lending crowdfunding, mentre di solito non è prevista sulle piattaforme di reward crowdfunding.</p>



<p>La piattaforma svolge anche una <strong>funzione indiretta di validazione</strong>: in caso di esito positivo della selezione, viene presentato ai potenziali investitori un progetto che ha già superato una valutazione professionale, quindi si dimostra degno di un primo livello di fiducia di base.</p>



<p>In caso di esito negativo della selezione, la piattaforma fornisce all’azienda un <strong>feedback utile a migliorarsi</strong> e lavorare per correggere le criticità o definire meglio la direzione in cui muoversi per crescere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Supporto operativo</h2>



<p>Una volta superata la fase di selezione, la piattaforma non si limita a pubblicare la campagna, ma affianca l’impresa in diversi aspetti operativi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Supporto nella preparazione dei materiali</strong><br>La società viene guidata nella strutturazione della documentazione necessaria per presentare il progetto agli investitori in modo chiaro e conforme (<a href="https://www.opstart.it/it/blog/come-si-redige-un-business-plan-per-equity-crowdfunding">business plan</a>, informazioni finanziarie, materiali informativi) e delle attività di promozione online e offline.</li>



<li><strong>Vetrina online della campagna</strong><br>La piattaforma allestisce la pagina online che ospita la campagna all’interno del proprio portale.</li>



<li><strong>Assistenza tecnica durante la raccolta</strong><br>Durante la campagna, la piattaforma gestisce l’infrastruttura tecnologica, i flussi di investimento e gli aggiornamenti operativi.</li>



<li><strong>Gestione amministrativa e procedurale</strong><br>La piattaforma coordina gli aspetti burocratici e finanziari legati alla raccolta. Se l’obiettivo di raccolta viene raggiunto, l’operazione si perfeziona e i capitali vengono trasferiti alla società. Particolarmente importante è la <strong>gestione dei flussi di denaro</strong>: <br><br>&#8211; nell’equity crowdfunding gli investimenti vengono trasferiti su un <a href="https://www.opstart.it/it/blog/conto-vincolato-cose-e-perche-serve-per-una-campagna-di-equity-crowdfunding">conto vincolato</a> presso un soggetto terzo autorizzato (come un istituto di pagamento) con cui la piattaforma ha un accordo, e vengono sbloccati alla fine della campagna solo se viene raggiunto l’obiettivo minimo;<br><br>&#8211; anche nel lending crowdfunding i capitali vengono trasferiti su un conto vincolato con le stesse modalità descritte per l’equity fino alla fine della raccolta. In seguito i flussi di rimborso degli investitori vengono gestiti dalla banca in coordinamento con il portale e con la società, che sarà tenuta a bonificare le somme in tempi utili rispetto alle rate concordate;<br><br>&#8211; per i minibond, le cedole periodiche e il rimborso del capitale a scadenza vengono gestiti e veicolati tramite un soggetto terzo autorizzato, con il supporto e il coordinamento della piattaforma.</li>
</ul>



<p>In tutti i casi, la piattaforma <strong>non detiene direttamente i fondi</strong>, ma struttura un sistema in cui i flussi sono gestiti in modo tracciabile, separato e conforme alla normativa.</p>



<p>A seconda della tipologia di campagna (equity, lending, debt, reward), la piattaforma deve infine occuparsi delle incombenze amministrative post operazione, come l’invio della documentazione, il monitoraggio dei rimborsi nel caso del lending crowdfunding, la reportistica nel caso dell’equity crowdfunding, la rendicontazione fiscale ecc.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo delle piattaforme per gli investitori</h2>



<p>Il principale ruolo delle piattaforme di crowdfunding per gli investitori è <strong>rendere accessibili e sicuri investimenti in finanza alternativa</strong> di vario genere. A differenza di molti strumenti finanziari tradizionali, sulle piattaforme di crowdfunding è possibile iniziare a investire anche con importi contenuti e la procedura è semplice e comprensibile anche da chi non è esperto di finanza.</p>



<p>Questo consente di <strong>diversificare i propri investimenti</strong> accedendo a opportunità altrimenti difficilmente raggiungibili, in un ambiente che garantisce trasparenza e completezza delle informazioni sugli investimenti.</p>



<p>Per ogni campagna, sulla pagina strutturata dalla piattaforma l’investitore accede a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.opstart.it/it/blog/come-leggere-documenti-di-una-campagna-equity-crowdfunding">documentazione societaria e finanziaria</a>;</li>



<li>descrizione del progetto e dei suoi obiettivi;</li>



<li>dettagli sulle condizioni dell’investimento.</li>
</ul>



<p>Non solo: la piattaforma sottopone agli investitori un <strong>questionario di appropriatezza</strong> destinato a verificare le competenze e le conoscenze finanziarie. Se il risultato non è adeguato, l’accesso agli investimenti può essere limitato o accompagnato da specifici avvisi sul pericolo di fare investimenti non consapevoli o non adeguati al proprio profilo di rischio.</p>



<p>Un aspetto fondamentale da chiarire è che <strong>la piattaforma non garantisce in alcun modo il buon esito dell’investimento</strong>, che resta sempre un’attività a rischio di perdita del capitale.</p>



<p>La relazione tra rischio e rendimento resta valida anche in questo contesto: operazioni con rendimento atteso più elevato sono generalmente associate a un livello di rischio maggiore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La regolamentazione europea per le piattaforme di crowdfunding</h2>



<p>Il <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32020R1503" target="_blank" rel="noreferrer noopener">regolamento ECSP</a> ha introdotto norme comuni per tutte le piattaforme di crowdfunding dell’Unione Europea, che definiscono in modo chiaro come mai prima il ruolo di questi operatori.</p>



<p>Tra i principali obblighi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Richiesta di autorizzazione a operare</strong> alle autorità nazionali competenti (in Italia Consob e Banca d’Italia)</li>



<li><strong>Trasparenza informativa</strong><br>Rendere disponibili informazioni chiare, corrette e non fuorvianti su ogni campagna.</li>



<li><strong>Procedure di selezione e controllo</strong><br>Verificare la completezza e la coerenza delle informazioni fornite dalle imprese.</li>



<li><strong>Neutralità rispetto ai progetti</strong><br>Non presentare le opportunità come prive di rischio né favorire indebitamente una campagna rispetto a un’altra.</li>



<li><strong>Questionario di appropriatezza e diritto di revoca e recesso per gli investitori.</strong></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Come scegliere una piattaforma crowdfunding</h2>



<p>I criteri per <a href="https://www.opstart.it/it/blog/piattaforma-crowdfunding-valutare-scegliere-investire-raccogliere-capitali">scegliere una piattaforma di crowdfunding</a> a cui affidarsi come impresa o come investitore sono comuni e semplici:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>verificare che la piattaforma sia autorizzata secondo il Regolamento ECSP</li>



<li>verificare la presenza di processi di selezione accurati</li>



<li>verificare la trasparenza delle informazioni fornite</li>



<li>controllare il track record (sebbene il tasso di successo delle campagne passate non possa prevedere gli esiti futuri)</li>



<li>valutare l’usabilità del portale</li>



<li>valutare la disponibilità del team di supporto.</li>
</ol>



<p>Opstart si inserisce in questo quadro come piattaforma autorizzata, con diverse <strong>divisioni dedicate a tutti i principali modelli di crowdfunding</strong> (equity, lending, debt, con una sezione specializzata in real estate) e un elevato tasso di successo delle campagne.</p>



<p>Vuoi approfondire ulteriormente il mondo del crowdinvesting e dei suoi strumenti? Scopri tutti i nostri! </p>



<section class="wp-block-uagb-columns uagb-columns__wrap uagb-columns__background-none uagb-columns__stack-mobile uagb-columns__valign- uagb-columns__gap-10 align uagb-block-0b38020d uagb-columns__columns-3 uagb-columns__max_width-theme"><div class="uagb-columns__overlay"></div><div class="uagb-columns__inner-wrap uagb-columns__columns-3">
<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-2c30dcef"><div class="uagb-column__overlay"></div></div>



<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-f65efe0f"><div class="uagb-column__overlay"></div>
<div class="wp-block-uagb-marketing-button uagb-marketing-btn__align-center uagb-marketing-btn__align-text-center uagb-marketing-btn__icon-after uagb-block-786fff71 wp-block-button"><a href="https://www.opstart.it/it/blog/opstart-per-tutti-i-gusti-una-panoramica-sul-primo-fintech-investing-hub-ditalia" class="uagb-marketing-btn__link wp-block-button__link" target="" rel="noopener noreferrer"><span class="uagb-marketing-btn__title">Scopri di più</span><svg xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 512 512"><path d="M384 320c-17.67 0-32 14.33-32 32v96H64V160h96c17.67 0 32-14.32 32-32s-14.33-32-32-32L64 96c-35.35 0-64 28.65-64 64V448c0 35.34 28.65 64 64 64h288c35.35 0 64-28.66 64-64v-96C416 334.3 401.7 320 384 320zM488 0H352c-12.94 0-24.62 7.797-29.56 19.75c-4.969 11.97-2.219 25.72 6.938 34.88L370.8 96L169.4 297.4c-12.5 12.5-12.5 32.75 0 45.25C175.6 348.9 183.8 352 192 352s16.38-3.125 22.62-9.375L416 141.3l41.38 41.38c9.156 9.141 22.88 11.84 34.88 6.938C504.2 184.6 512 172.9 512 160V24C512 10.74 501.3 0 488 0z"></path></svg></a></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Minibond: vantaggi e svantaggi per gli investitori</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/minibond-vantaggi-svantaggi-investitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 10:01:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minibond]]></category>
		<category><![CDATA[crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[finanza alternativa]]></category>
		<category><![CDATA[investire in crowdfunding]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.crowdbase.it/?p=4888</guid>

					<description><![CDATA[<p>I Minibond rappresentano una nuova opportunità di investimento per gli investitori che vogliono diversificare il proprio portafogli puntando sugli strumenti più innovativi della finanza alternativa. Introdotti a partire dal 2012, sono titoli di debito a medio o lungo termine di importo inferiore a 50 milioni di euro, emessi da società italiane quotate o non quotate: [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.crowdbase.it/minibond-vantaggi-svantaggi-investitori/">Minibond: vantaggi e svantaggi per gli investitori</a> proviene da <a href="https://blog.crowdbase.it">Il blog di Opstart</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/06/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-32-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="minibond vantaggi e svantaggi" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/06/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-32-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/06/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-32-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/06/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-32-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/06/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-32-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/06/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-32.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p>I <strong>Minibond</strong> rappresentano una nuova opportunità di investimento per gli investitori che vogliono diversificare il proprio portafogli puntando sugli strumenti più innovativi della <strong>finanza alternativa</strong>. Introdotti a partire dal 2012, sono <strong>titoli di debito</strong> a medio o lungo termine di importo inferiore a 50 milioni di euro, emessi da società italiane quotate o non quotate: uno strumento finalizzato a favorire la crescita delle PMI rendendo più accessibili gli strumenti di debito, dato il notevole risparmio economico rispetto ai più tradizionali bond.</p>



<p>La maggiore accessibilità non riguarda solo l’aspetto economico, ma anche quello pratico e infrastrutturale: la Legge di Bilancio del 2019 ha attuato alcune modifiche al TUF (Testo Unico Finanziario) includendo le <strong>piattaforme di crowdfunding</strong> autorizzate dalla <a href="https://www.consob.it/web/area-pubblica/tuf-e-regolamenti-consob" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Consob</a> fra i soggetti che possono gestire la compravendita di Minibond. Queste operazioni, infatti, prima erano riservate a banche, SIM e imprese di investimento, con procedure spesso lunghe e complesse e l’acquisto era riservato a investitori professionali. Le divisioni di <a href="https://www.opstart.it/it/blog/category/minibond-crowdfunding/1">debt crowdfunding</a> dedicate specificamente ai Minibond dalle piattaforme di crowdfunding, come <a href="https://www.opstart.it/it/crowdbond">Crowdbond</a> di <a href="https://www.opstart.it/it/home">Opstart</a>, rendono più semplice accedere a questi tipi di investimenti. Con l’entrata in vigore del Regolamento ECSP, approvato dal Parlamento europeo nell’ottobre 2021 e ufficialmente operativo dal 2023, sono anche cadute le restrizioni sulle categorie di investitori che possono acquistare questi strumenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi può investire in Minibond?</h2>



<p>La normativa italiana stabiliva che la sottoscrizione di Minibond fosse riservata agli <strong>investitori istituzionali e professionali</strong> (banche, fondazioni bancarie, assicurazioni, fondi, imprese di investimento, Sim, autorità istituzionali, incubatori di startup, amministratori di PMI ecc.).</p>



<p>Gli <strong>investitori non professionali</strong> potevano acquistare Minibond solo se dichiaravano di essere consapevoli dei rischi e rientravano in alcune condizioni economiche.</p>



<p>Secondo il <a href="https://www.osservatoriefi.it/efi/osservatorio-minibond/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">report dell’Osservatorio Minibond del Politecnico di Milano</a>, quindi, fino a oggi gli investitori in Minibond sono stati per la maggior parte banche e fondi di private debt, ma questo dato potrebbe presto cambiare con l’ingresso degli investitori non sofisticati (ovvero retail) nel mercato.</p>



<p>Il Regolamento ECSP, infatti, valido in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, ha stabilito che <strong>tutti gli investitori, sofisticati e non, possono sottoscrivere Minibond</strong>, se questi sono emessi da spa e collocati tramite piattaforme di crowdfunding autorizzate con gli adeguati strumenti di tutela.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Minibond: i vantaggi per gli investitori</h2>



<p>Investire in Minibond offre numerosi vantaggi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>diversificazione</strong> del portafogli e conseguente riduzione del rischio complessivo;</li>



<li>accesso a titoli di debito con <strong>soglie minime di investimento inferiori</strong> ai normali Bond;</li>



<li>buon rapporto tra rischio e rendimento;</li>



<li><strong>tassi di interesse più alti</strong> rispetto ai Bond;</li>



<li>acquisto di strumenti finanziari non correlati all’andamento dei mercati azionari e obbligazionari principali;</li>



<li>possibilità di sottoscrizione tramite le piattaforme di crowdfunding, che svolgono un’accurata valutazione dell’<strong>affidabilità creditizia</strong> delle imprese emittenti;</li>



<li>frequente possibilità di esercitare l’<strong>opzione <em>put</em></strong>, cioè il diritto di vendere i titoli a un determinato prezzo entro una certa data.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">La tokenizzazione dei Minibond: un’opportunità in più</h2>



<p>Negli ultimi anni anche il mercato dei Minibond ha iniziato a sperimentare l’utilizzo delle tecnologie blockchain per digitalizzare l’emissione e la gestione dei titoli di debito.</p>



<p>Un esempio significativo, perché realizzato in ambito istituzionale, è l’operazione di <strong>UniCredit per E4 Computer Engineering</strong>, azienda italiana specializzata in soluzioni di calcolo ad alte prestazioni e intelligenza artificiale. Nel 2023 la banca ha strutturato l’emissione di un <strong>minibond da 10 milioni di euro</strong> per finanziare i progetti di crescita della società, utilizzando un’infrastruttura blockchain per rappresentare digitalmente il titolo.</p>



<p>La tokenizzazione consente di registrare il minibond su un registro distribuito (DLT), rendendo più efficienti alcune fasi dell’operazione, tra cui:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>emissione e registrazione del titolo</li>



<li>gestione delle informazioni sugli investitori</li>



<li>tracciabilità delle operazioni</li>



<li>eventuale trasferimento dei titoli sul mercato secondario.</li>
</ul>



<p>La tokenizzazione dei titoli finanziari rientra nelle sperimentazioni previste dal <strong>DLT Pilot Regime dell’Unione Europea</strong>, il quadro normativo europeo che consente di testare infrastrutture di mercato basate su tecnologia blockchain per strumenti finanziari come obbligazioni e quote di fondi.</p>



<p>Per gli investitori, queste innovazioni potrebbero in futuro rendere più semplice l’accesso ai minibond e favorire lo sviluppo di mercati secondari più efficienti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Minibond: gli svantaggi per gli investitori</h2>



<p>I Minibond possono presentare anche degli svantaggi per gli investitori, che devono valutare accuratamente pro e contro. Sono infatti strumenti finanziari che possono avere un <strong>rischio elevato</strong>, seppure inferiore ad altri prodotti <a href="https://blog.osservatori.net/it_it/fintech-significato" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fintech</a> come le quote acquistate in <a href="https://www.opstart.it/it/blog/category/equity-crowdfunding/1">equity crowdfunding</a>. Inoltre, gli investimenti in Minibond tendono a essere <strong>scarsamente liquidi</strong>, anche se uno degli obiettivi della nuova regolamentazione europea sul crowdfunding è favorire l’istituzione di bacheche elettroniche per il mercato secondario. Inoltre, le aziende possono anche decidere di <a href="https://www.opstart.it/it/blog/dove-sono-quotati-i-minibond">quotare i Minibond</a>, rendendoli così titoli liquidi.</p>



<p>Alcuni investitori possono considerare uno svantaggio il fatto che l’erogazione degli interessi possa avvenire anche in un versamento unico solo alla scadenza del titolo, invece che con cedole periodiche. È sempre l’impresa emittente a stabilire le condizioni della sottoscrizione.</p>



<p>Un ulteriore elemento da considerare è che le imprese emittenti possono prevedere l’<strong>opzione <em>call</em></strong>, speculare all’opzione <em>put</em>: in questo caso l’impresa ha il diritto di riacquistare i titoli a propria discrezione rimborsando l’investitore prima della scadenza del titolo; per esempio, nel caso in cui abbia la possibilità di emetterne di nuovi e rifinanziarsi a condizioni migliori.</p>



<p>Ora che hai scoperto i vantaggi e gli svantaggi dei Minibond, continua ad approfondire l&#8217;argomento leggendo gli articoli presenti sul blog!</p>



<section class="wp-block-uagb-columns uagb-columns__wrap uagb-columns__background-none uagb-columns__stack-mobile uagb-columns__valign- uagb-columns__gap-10 align uagb-block-8c86047a uagb-columns__columns-3 uagb-columns__max_width-theme"><div class="uagb-columns__overlay"></div><div class="uagb-columns__inner-wrap uagb-columns__columns-3">
<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-600a3591"><div class="uagb-column__overlay"></div></div>



<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-ed29f084"><div class="uagb-column__overlay"></div>
<div class="wp-block-uagb-marketing-button uagb-marketing-btn__align-center uagb-marketing-btn__align-text-center uagb-marketing-btn__icon-after uagb-block-0dd33aea wp-block-button"><a href="https://www.opstart.it/it/blog/category/minibond-crowdfunding/1" class="uagb-marketing-btn__link wp-block-button__link" target="" rel="noopener noreferrer"><span class="uagb-marketing-btn__title">Visita il blog!</span><svg xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 512 512"><path d="M384 320c-17.67 0-32 14.33-32 32v96H64V160h96c17.67 0 32-14.32 32-32s-14.33-32-32-32L64 96c-35.35 0-64 28.65-64 64V448c0 35.34 28.65 64 64 64h288c35.35 0 64-28.66 64-64v-96C416 334.3 401.7 320 384 320zM488 0H352c-12.94 0-24.62 7.797-29.56 19.75c-4.969 11.97-2.219 25.72 6.938 34.88L370.8 96L169.4 297.4c-12.5 12.5-12.5 32.75 0 45.25C175.6 348.9 183.8 352 192 352s16.38-3.125 22.62-9.375L416 141.3l41.38 41.38c9.156 9.141 22.88 11.84 34.88 6.938C504.2 184.6 512 172.9 512 160V24C512 10.74 501.3 0 488 0z"></path></svg></a></div>
</div>



<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-739a95c7"><div class="uagb-column__overlay"></div></div>
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<p>L'articolo <a href="https://blog.crowdbase.it/minibond-vantaggi-svantaggi-investitori/">Minibond: vantaggi e svantaggi per gli investitori</a> proviene da <a href="https://blog.crowdbase.it">Il blog di Opstart</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lavorare nel fintech: tre percorsi femminili nella finanza alternativa</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/lavorare-nel-fintech-tre-percorsi-femminili-nella-finanza-alternativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 13:06:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste e Casi di successo]]></category>
		<category><![CDATA[fintech]]></category>
		<category><![CDATA[parità di genere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.crowdbase.it/?p=7252</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lavorare nel fintech significa muoversi in un settore in cui finanza e tecnologia si intrecciano, richiedendo competenze trasversali, capacità di adattamento e aggiornamento continuo. Al suo interno, infatti, si uniscono le radici solide della finanza e gli obblighi stringenti di normative e burocrazia, con la flessibilità e l&#8217;apertura ad innovazone tecnologica, che apporta semplificazione, inclusione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/lavorare-nel-fintech-intervista-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="lavorare nel fintech" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/lavorare-nel-fintech-intervista-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/lavorare-nel-fintech-intervista-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/lavorare-nel-fintech-intervista-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/lavorare-nel-fintech-intervista-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/lavorare-nel-fintech-intervista.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p><strong>Lavorare nel fintech</strong> significa muoversi in un settore in cui finanza e tecnologia si intrecciano, richiedendo <strong>competenze trasversali, capacità di adattamento e aggiornamento continuo</strong>. <br>Al suo interno, infatti, si uniscono le radici solide della finanza e gli obblighi stringenti di normative e burocrazia, con la flessibilità e l&#8217;apertura ad innovazone tecnologica, che apporta semplificazione, inclusione e accessibilità al mondo finanziario. Per questo, la maggior parte delle imprese nell&#8217;ambito sono giovani e giovani sono anche le persone che vi lavorano. </p>



<p>Dal punto di vista della rappresentanza femminile, la presenza di <a href="https://www.opstart.it/it/blog/ruolo-donne-nel-fintech-italiano-intervista-camilla-cionini-visani">donne nelle aziende fintech</a> è pari o superiore alla media delle aziende italiane, ma il settore non brilla per parità di genere nei ruoli di leadership, come evidenziato anche dall&#8217;<a href="https://www.weforum.org/publications/global-gender-gap-report-2025/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">analisi sul gender gap</a> pubblicata dal World Economic Forum.<br>In occasione di marzo, mese in cui ricorre la <strong>Giornata internazionale dei diritti della donna</strong>, abbiamo raccolto proprio le esperienze di <strong>tre professioniste del team Opstart</strong>, per raccontare che cosa significhi lavorare nel fintech oggi dal punto di vista delle competenze richieste e della declinazione di ruoli tradizionali in un ambito innovativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Camilla Caglioni, Finance &amp; Administration Manager</h2>



<section class="wp-block-uagb-columns uagb-columns__wrap uagb-columns__background-none uagb-columns__stack-mobile uagb-columns__valign- uagb-columns__gap-10 align uagb-block-b17b8caf uagb-columns__columns-2 uagb-columns__max_width-theme"><div class="uagb-columns__overlay"></div><div class="uagb-columns__inner-wrap uagb-columns__columns-2">
<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-f1eeb55c"><div class="uagb-column__overlay"></div>
<div class="wp-block-uagb-image aligncenter uagb-block-499aa29e wp-block-uagb-image--layout-default wp-block-uagb-image--effect-static wp-block-uagb-image--align-center"><figure class="wp-block-uagb-image__figure"><img decoding="async" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/Camilla-ambientata-1.png ,https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/Camilla-ambientata-1.png 780w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/Camilla-ambientata-1.png 360w" sizes="auto, (max-width: 480px) 150px" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/Camilla-ambientata-1.png" alt="Lavorare nel fintech - Finance e administration manager Opstart" class="uag-image-7256" width="600" height="730" title="Lavorare nel fintech - Finance e administration manager" loading="lazy" role="img"/></figure></div>
</div>



<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-b21fca5c"><div class="uagb-column__overlay"></div>
<h3 class="wp-block-heading">1. Qual è stato il tuo percorso di studi e professionale e cosa ti ha portato a lavorare nel fintech?</h3>



<p>Mi sono diplomata in ragioneria e ho iniziato a lavorare nell’amministrazione del personale. È stato un primo passo importante, che mi ha insegnato metodo, precisione e responsabilità.</p>



<p>Dopo qualche anno, lavorando in un’agenzia per il lavoro, ho avuto l’opportunità di affiancare al mio ruolo anche attività di controllo di gestione. È lì che ho capito quanto mi appassionasse l’analisi dei numeri e la gestione dei flussi: non solo registrare dati, ma interpretarli e usarli per migliorare l’organizzazione.</p>



<p>Questa consapevolezza mi ha portata nel fintech, un settore dinamico e in continua evoluzione, dove posso unire la mia formazione amministrativa a una visione più strategica e orientata all’innovazione.</p>
</div>
</div></section>



<h3 class="wp-block-heading">2. Di cosa ti occupi concretamente in Opstart e quali sono le responsabilità principali del tuo ruolo?</h3>



<p>In Opstart guido il dipartimento di Amministrazione e Controllo di Gestione. Mi occupo di monitorare i flussi finanziari, garantire l’efficienza dei processi amministrativi e analizzare i KPI aziendali per supportare il management nelle decisioni strategiche.</p>



<p>Mi piace pensare che il mio lavoro sia quello di “dare voce ai numeri”: trasformare i dati contabili in informazioni chiare e utili per far crescere l’azienda in modo solido e sostenibile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. Quali competenze ritieni fondamentali per lavorare nel tuo ambito?</h3>



<p>Sicuramente sono fondamentali competenze tecnico-contabili e capacità di analisi dei dati. Ma, per esperienza, fanno davvero la differenza le competenze trasversali: precisione, attenzione al dettaglio e organizzazione.</p>



<p>Nel fintech, dove tutto evolve rapidamente, è essenziale anche sapersi adattare, restare aggiornati e affrontare il cambiamento con spirito propositivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">4. Qual è stata la sfida più significativa nel tuo percorso professionale?</h3>



<p>La sfida più grande è stata imparare a crescere insieme al settore, mantenendo sempre standard qualitativi molto alti. Il fintech richiede aggiornamento continuo e grande flessibilità: ogni novità è una sfida, ma anche un’opportunità per migliorare processi e competenze.</p>



<h3 class="wp-block-heading">5. Che consiglio daresti a chi vorrebbe lavorare nel fintech oggi?</h3>



<p>Direi di costruire basi solide, ma di non fermarsi mai alla teoria. È fondamentale capire come la tecnologia stia trasformando il mondo finanziario e avere la curiosità di approfondire costantemente.</p>



<p>E soprattutto: non accontentarsi mai di come le cose “sono sempre state fatte”. Il fintech premia chi sa mettere in discussione i processi e trovare soluzioni più efficienti, innovative e sostenibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chiara Mostini, Marketing &amp; Communication Manager</h2>



<section class="wp-block-uagb-columns uagb-columns__wrap uagb-columns__background-none uagb-columns__stack-mobile uagb-columns__valign- uagb-columns__gap-10 align uagb-block-72e27c46 uagb-columns__columns-2 uagb-columns__max_width-theme"><div class="uagb-columns__overlay"></div><div class="uagb-columns__inner-wrap uagb-columns__columns-2">
<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-de926d74"><div class="uagb-column__overlay"></div>
<div class="wp-block-uagb-image aligncenter uagb-block-657aad67 wp-block-uagb-image--layout-default wp-block-uagb-image--effect-static wp-block-uagb-image--align-center"><figure class="wp-block-uagb-image__figure"><img decoding="async" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/Chiara-ambientata.png ,https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/Chiara-ambientata.png 780w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/Chiara-ambientata.png 360w" sizes="auto, (max-width: 480px) 150px" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/Chiara-ambientata.png" alt="Lavorare nel fintech - Marketing e communication manager Opstart" class="uag-image-7257" width="600" height="730" title="Lavorare nel fintech - Marketing e communication manager" loading="lazy" role="img"/></figure></div>
</div>



<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-28370267"><div class="uagb-column__overlay"></div>
<h3 class="wp-block-heading">1. Qual è stato il tuo percorso di studi e professionale e cosa ti ha portato a lavorare nel fintech?</h3>



<p>Nella vita ho sempre pensato di voler lavorare “con i libri”, ma non esisteva una laurea triennale specifica. Ho quindi optato per Scienze Umanistiche per la Comunicazione e, successivamente, per un Master in Editoria.</p>



<p>La triennale prima e le esperienze lavorative poi hanno sicuramente contribuito ad ampliare le mie prospettive: sebbene per circa quattro anni abbia effettivamente lavorato in editoria, ho sempre ricoperto ruoli in cui la comunicazione e il marketing digitale erano centrali.</p>



<p>Qual è stato il “ponte” che mi ha portata a lavorare nel fintech? Il crowdfunding. Dopo un’esperienza in una casa editrice che pubblicava i libri proprio a partire da una raccolta – in quel caso di pre-ordini del libro stesso – ho colto una nuova occasione cambiando settore.</p>
</div>
</div></section>



<h3 class="wp-block-heading">2. Di cosa ti occupi concretamente in Opstart e quali sono le responsabilità principali del tuo ruolo?</h3>



<p>Sono in Opstart dal 2021 e, sebbene io sia arrivata inizialmente con un ruolo di accounting – in cui affiancavo le aziende in raccolta dal punto di vista comunicativo, organizzativo e documentale – dopo un anno mi è stata offerta la possibilità di diventare Marketing &amp; Communication Manager.</p>



<p>Da allora mi occupo della comunicazione a 360°: dal piano editoriale di tutti i nostri canali corporate alla SEO, dalle campagne ads su META e Google all’email marketing, fino all’analisi delle metriche mensili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. Quali competenze ritieni fondamentali per lavorare nel tuo ambito?</h3>



<p>La comunicazione e il marketing sono, per loro natura, ambiti molto trasversali rispetto ad altri più “settoriali”. Nel mio caso è stato importante avere già avuto un’esperienza con il crowdfunding – anche se in una forma diversa – perché mi ha aiutata a comprendere più rapidamente le logiche di una campagna e, di conseguenza, a fornire la giusta consulenza alle imprese.</p>



<p>Un altro elemento fondamentale è la capacità di acquisire rapidamente un linguaggio tecnico, come quello finanziario, riuscendo allo stesso tempo a tradurlo in una comunicazione chiara e accessibile.</p>



<p>Infine, penso sia stata decisiva la curiosità: la voglia di imparare nuovi strumenti, sperimentare tool diversi e acquisire competenze nel tempo. Il settore in cui operiamo è in continuo cambiamento, così come lo è il digitale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">4. Qual è stata la sfida più significativa nel tuo percorso professionale?</h3>



<p>Ricoprire un ruolo come il mio in una realtà di piccole dimensioni richiede competenze molto ampie e, spesso, “due occhi” non bastano. Bisogna avere un’infarinatura su tutto, per collaborare al meglio con eventuali professionisti esterni e mantenere il controllo della situazione, fidandosi dell’esperienza altrui quando necessario.</p>



<p>Se da un lato questo può essere disorientante, dall’altro è molto stimolante e spinge a rimanere costantemente aggiornati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">5. Che consiglio daresti a chi vorrebbe lavorare nel fintech oggi?</h3>



<p>A chi vorrebbe lavorare nel fintech oggi consiglierei di non limitarsi alle skill comunicative o alle logiche di marketing. È fondamentale cercare di comprendere a fondo un settore dove l’innovazione è pane quotidiano, restando elastici e disposti a mettersi costantemente in discussione. Senza dimenticare, però, l’importanza di conoscere le dinamiche di <a href="https://www.opstart.it/it/blog/chi-vigila-sui-portali-di-crowdfunding-in-italia-una-panoramica">un ambito regolamentato e sottoposto a vigilanza</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Elisabetta Riccelli, Investment Analyst &amp; Partnership Manager</h2>



<section class="wp-block-uagb-columns uagb-columns__wrap uagb-columns__background-none uagb-columns__stack-mobile uagb-columns__valign- uagb-columns__gap-10 align uagb-block-3396cdf2 uagb-columns__columns-2 uagb-columns__max_width-theme"><div class="uagb-columns__overlay"></div><div class="uagb-columns__inner-wrap uagb-columns__columns-2">
<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-37ee9796"><div class="uagb-column__overlay"></div>
<div class="wp-block-uagb-image aligncenter uagb-block-ac5bfcf3 wp-block-uagb-image--layout-default wp-block-uagb-image--effect-static wp-block-uagb-image--align-center"><figure class="wp-block-uagb-image__figure"><img decoding="async" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/Elisabetta-ambientata.png ,https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/Elisabetta-ambientata.png 780w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/Elisabetta-ambientata.png 360w" sizes="auto, (max-width: 480px) 150px" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/Elisabetta-ambientata.png" alt="Lavorare nel fintech - Analyst &amp; Partnership Manager Opstart" class="uag-image-7258" width="600" height="730" title="Lavorare nel fintech - Analyst &amp; Partnership Manager" loading="lazy" role="img"/></figure></div>
</div>



<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-67df3c33"><div class="uagb-column__overlay"></div>
<h3 class="wp-block-heading">1. Qual è stato il tuo percorso di studi e professionale e cosa ti ha portato a lavorare nel fintech?</h3>



<p>Ho studiato Economia dei mercati e degli intermediari finanziari presso l’Università Cattolica di Milano e successivamente ho conseguito una laurea magistrale in Economia e politiche internazionali in Svizzera presso la USI di Lugano. Durante il mio percorso mi sono interessata sempre di più all’evoluzione del settore finanziario e al ruolo della tecnologia nel trasformare i servizi finanziari.</p>



<p>Questo interesse mi ha portata ad avvicinarmi al mondo fintech, che rappresenta un punto di incontro tra innovazione tecnologica e finanza. In questo contesto ho trovato un ambiente dinamico e in rapida evoluzione, dove è possibile contribuire allo sviluppo di nuovi modelli di investimento e di accesso al capitale.</p>
</div>
</div></section>



<h3 class="wp-block-heading">2. Di cosa ti occupi concretamente in Opstart e quali sono le responsabilità principali del tuo ruolo?</h3>



<p>In Opstart ricopro il ruolo di Investment Analyst e Partnership Manager. Mi occupo principalmente dell’<a href="https://www.opstart.it/it/blog/dietro-quinte-opstart-fintech-hub-giornata-analisti-equity-crowdfunding">analisi e valutazione delle società</a> che si rivolgono a noi per la ricerca di capitali necessari allo sviluppo del loro progetto.</p>



<p>Parallelamente gestisco e sviluppo relazioni con partner e stakeholder dell’ecosistema, contribuendo alla crescita della rete di collaborazioni e allo sviluppo di nuove opportunità di business.</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. Quali competenze ritieni fondamentali per lavorare nel tuo ambito?</h3>



<p>Nel fintech ritengo siano fondamentali sia competenze tecniche sia trasversali. Dal punto di vista tecnico (per il mio ruolo) è importante avere una solida base di finanza, capacità di analisi dei dati e comprensione dei modelli di business delle startup e delle piattaforme digitali.</p>



<p>Allo stesso tempo sono essenziali competenze trasversali come pensiero critico, capacità di adattarsi a contesti in rapido cambiamento, comunicazione efficace e abilità relazionali, soprattutto quando si lavora con investitori, imprenditori e partner diversi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">4. Qual è stata la sfida più significativa nel tuo percorso professionale?</h3>



<p>Una delle sfide più significative è proprio il lavoro in ambito fintech, settore caratterizzato da una forte evoluzione normativa, tecnologica e di mercato. Questo richiede un aggiornamento costante e la capacità di comprendere rapidamente nuovi modelli di business e dinamiche di investimento.</p>



<p>Allo stesso tempo è una sfida stimolante perché permette di lavorare in un ambiente innovativo e di contribuire allo sviluppo di soluzioni finanziarie più efficienti e accessibili rispetto alla finanza tradizionale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">5. Che consiglio daresti a chi vorrebbe lavorare nel fintech oggi?</h3>



<p>Consiglierei innanzitutto di costruire una solida base in ambito finanziario ed economico, ma allo stesso tempo di sviluppare una buona comprensione della tecnologia e dei modelli digitali.</p>



<p>È inoltre molto utile essere curiosi, seguire l’evoluzione del settore e cercare esperienze pratiche, perché il fintech è un ambito in cui la capacità di adattarsi e imparare rapidamente è spesso più importante di un percorso lineare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lavorare nel fintech: conclusioni</h2>



<p>Le esperienze di Camilla, Chiara ed Elisabetta mostrano in modo concreto cosa significa lavorare nel fintech oggi: mettere in relazione <strong>competenze diverse</strong>, confrontarsi con un <strong>contesto in continua evoluzione</strong> e contribuire allo sviluppo di nuovi modelli di accesso al capitale.</p>



<p>Percorsi differenti, ma un elemento comune: la <strong>capacità di apprendere, adattarsi e portare valore</strong> all’interno di un settore in cui finanza e innovazione procedono sempre più all&#8217;unisono.</p>



<p>Se vuoi approfondire i temi legati alla parità di genere, al ruolo delle donne nella finanza e nel fintech e alle loro prospettive di crescita, visita la <strong>sezione dedicata del nostro blog</strong>, dove raccogliamo analisi e contenuti su un tema per noi centrale.</p>



<section class="wp-block-uagb-columns uagb-columns__wrap uagb-columns__background-none uagb-columns__stack-mobile uagb-columns__valign- uagb-columns__gap-10 align uagb-block-5370fb95 uagb-columns__columns-3 uagb-columns__max_width-theme"><div class="uagb-columns__overlay"></div><div class="uagb-columns__inner-wrap uagb-columns__columns-3">
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<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-daffce1b"><div class="uagb-column__overlay"></div>
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		<title>STEM, finanza e innovazione: perché le competenze tecniche sono centrali per ridurre il divario di genere</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/stem-finanza-innovazione-perche-competenze-tecniche-centrali-per-ridurre-divario-di-genere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 17:06:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[fintech]]></category>
		<category><![CDATA[Innovare]]></category>
		<category><![CDATA[parità di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le competenze tecnico-scientifiche sono diventate uno dei principali motori dell’innovazione economica. Dall’intelligenza artificiale alla fintech, dalla ricerca biotecnologica alle startup tecnologiche, molti dei settori con maggiore crescita e capacità di generare valore richiedono conoscenze matematiche, informatiche e ingegneristiche. Questo è uno dei motivi per cui le donne risultano marginali nelle carriere in ambito tecnologico e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/articolo-stem-finanza-e-innovazione-cover-blog-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="stem finanza" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/articolo-stem-finanza-e-innovazione-cover-blog-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/articolo-stem-finanza-e-innovazione-cover-blog-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/articolo-stem-finanza-e-innovazione-cover-blog-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/articolo-stem-finanza-e-innovazione-cover-blog-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/articolo-stem-finanza-e-innovazione-cover-blog.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p>Le competenze tecnico-scientifiche sono diventate uno dei principali motori dell’innovazione economica. Dall’intelligenza artificiale alla fintech, dalla ricerca biotecnologica alle startup tecnologiche, molti dei settori con maggiore crescita e capacità di generare valore richiedono conoscenze matematiche, informatiche e ingegneristiche.</p>



<p>Questo è uno dei motivi per cui <strong>le donne risultano marginali nelle carriere in ambito tecnologico</strong> e più in generale nelle carriere maggiormente remunerative nell’attuale mercato del lavoro. La formazione femminile nelle <strong>discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics)</strong>, infatti, resta ancora significativamente più bassa rispetto a quella maschile. Questa disparità che si riscontra nel sistema educativo si riflette poi direttamente nel sistema lavorativo e imprenditoriale.</p>



<p><strong>Promuovere l’accesso delle ragazze alle discipline STEM</strong>, quindi, è un pilastro della lotta al divario di genere, che deve fare leva su un lavoro culturale di demolizione degli stereotipi che implica la collaborazione di istituzioni, scuole, media. Ma non è “solo” una questione di divario di genere: come abbiamo spiegato nel nostro <a href="https://www.opstart.it/it/blog/leadership-femminile-fintech-dove-siamo-nel-2026">articolo sulla leadership femminile</a>, i dati mostrano che la diversità di genere risulta uno stimolo tale da migliorare le performance delle aziende che la realizzano al proprio interno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il divario di genere nelle discipline STEM: i dati più recenti</h2>



<p>La sottorappresentazione femminile nelle discipline scientifiche è un fenomeno diffuso a livello internazionale. Secondo i dati del <a href="https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000253479" target="_blank" rel="noreferrer noopener">report UNESCO 2025</a> sul tema, <strong>solo il 35% dei laureati nelle discipline STEM nel mondo è donna.</strong></p>



<p>Il dato medio nasconde inoltre differenze significative tra i vari ambiti scientifici. Le donne sono relativamente più presenti nella biologia e nella medicina, mentre risultano molto meno rappresentate nelle discipline legate alla tecnologia e all’ingegneria. In particolare, <strong>la quota femminile è particolarmente bassa nei settori dell’informatica, dell’intelligenza artificiale e dell’ingegneria elettronica</strong>, che oggi sono tra i principali motori dell’innovazione tecnologica.</p>



<p>Questa distribuzione ha effetti diretti sulla composizione del mercato del lavoro nei settori più dinamici dell’economia globale. Le professioni che richiedono competenze tecniche avanzate – sviluppo software, analisi dei dati, cybersecurity o ingegneria dei sistemi – restano infatti caratterizzate da una forte prevalenza maschile.</p>



<p>Le conseguenze rilevanti per le donne, quindi, sono almeno tre:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>minore accesso alle professioni ad alta crescita</strong>, caratterizzate da salari più elevati;</li>



<li><strong>minor rappresentanza nei </strong><a href="https://www.opstart.it/it/blog/da-grande-diventero-ceo-sognare-senza-stereotipi-donne"><strong>ruoli decisionali</strong></a><strong> nei settori tecnologici</strong>;</li>



<li><strong>una presenza ridotta nell’imprenditorialità innovativa.</strong></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso italiano: meno donne nei percorsi tecnico-scientifici</h2>



<p>Il quadro italiano riflette la dinamica globale, con alcune criticità ancora più accentuate. In Italia <strong>meno del 17% delle giovani donne sceglie un percorso universitario STEM</strong>.</p>



<p>Questa scelta è influenzata da diversi fattori. Tra i più rilevanti emergono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>stereotipi culturali che associano le discipline tecniche prevalentemente al mondo maschile</li>



<li>una minore esposizione delle ragazze a modelli femminili nel campo scientifico</li>



<li>percorsi di orientamento scolastico che spesso non valorizzano le competenze scientifiche delle studentesse.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">L’importanza delle competenze STEM per l’economia dell’innovazione</h2>



<p>L’economia contemporanea è sempre più orientata verso attività ad alta intensità tecnologica. La digitalizzazione dei processi produttivi, l’utilizzo diffuso dei dati e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale hanno modificato profondamente le competenze richieste dal mercato del lavoro.</p>



<p>Questa trasformazione riguarda non solo le imprese tecnologiche, ma l’intero sistema economico. Industrie tradizionali, servizi finanziari, sanità, logistica e manifattura avanzata utilizzano sempre più strumenti digitali, analisi dei dati e automazione dei processi. Di conseguenza, la <strong>domanda di competenze tecnico-scientifiche</strong> cresce in modo trasversale in molti settori.</p>



<p>Questa domanda è particolarmente elevata tra le startup innovative, spesso caratterizzate da una forte componente tecnologica, sia nello sviluppo di prodotti o servizi nuovi, sia nell’applicazione di nuove tecnologie a prodotti o servizi esistenti. Per questo, <a href="https://www.opstart.it/it/blog/imprenditoria-femminile-tutte-le-opportunita-per-il-tuo-business">il numero delle startup</a> avviate o partecipate da donne è di gran lunga inferiore a quello delle startup maschili.</p>



<p><strong>Favorire l’accesso delle donne alla formazione STEM</strong>, perciò, significa arricchire potenzialmente l’ecosistema startup e portare nuova linfa e nuovi punti di vista nel mondo dell’innovazione. Questo sottolinea come la parità di genere abbia anche implicazioni dirette sulla capacità di innovazione e sulla competitività delle economie avanzate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">STEM, finanza e tecnologia: la trasformazione della finanza digitale</h2>



<p>Uno degli ambiti in cui la domanda di competenze STEM è cresciuta molto rapidamente è quello della finanza. L’innovazione tecnologica ha trasformato profondamente il settore finanziario, dando origine a nuovi modelli di business basati su piattaforme digitali e analisi avanzata dei dati.</p>



<p>È l’era del <strong>fintech</strong>: piattaforme di investimento online, sistemi di pagamento digitali, soluzioni di investimento e pagamento basate su blockchain, algoritmi per la gestione automatizzata dei portafogli, strumenti IA e algoritmi per l’analisi dei dati finanziari.</p>



<p>La progettazione e la gestione di queste tecnologie richiedono competenze che combinano conoscenze finanziarie con competenze matematiche, statistiche e informatiche.</p>



<p>Ed ecco perché, nonostante il fintech sia un settore moderno e all’avanguardia, non brilla per i risultati in termini di parità di genere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come promuovere le competenze STEM tra le ragazze</h2>



<p>Secondo l’UNESCO, ridurre il divario di genere nelle STEM richiede interventi coordinati che coinvolgano istruzione, politiche pubbliche e mercato del lavoro.</p>



<p>Il primo ambito da cui partire per <strong>ridurre il divario di genere nelle discipline STEM</strong> è ovviamente il sistema educativo. Molte ricerche mostrano che l’interesse verso le materie scientifiche si forma già durante la scuola primaria e secondaria, mentre le scelte universitarie rappresentano spesso l’esito di orientamenti maturati negli anni precedenti.</p>



<p>Per questo motivo, è importante che gli insegnanti siano formati per evitare gli stereotipi di genere e fornire pari stimolo verso le discipline STEM a maschi e femmine, che i libri di testo evitino i tradizionali abbinamenti tra genere e ruolo nella società e nel lavoro, che l’orientamento scolastico offra alle studentesse una maggiore esposizione alle discipline scientifiche e tecnologiche.</p>



<p>La politica ha il ruolo di favorire la <strong>continuità delle carriere femminili nelle professioni scientifiche</strong>, promuovere borse di studio e altri incentivi specifici per gli studi STEM femminili, organizzare iniziative di visibilità per le donne STEM. Anche dare più voce ai <strong>modelli di riferimento femminili</strong> presenti nel mondo scientifico, infatti, può avere un impatto significativo nel rafforzare la fiducia delle ragazze nelle proprie capacità nelle materie STEM.</p>



<p>Le imprese, infine, possono avviare programmi specifici per incoraggiare la partecipazione femminile nei settori scientifici e tecnologici. Per esempio, programmi di mentoring per studentesse e giovani professioniste, borse di studio private, stage e tirocini o altri tipi di percorsi formativi ad hoc per le giovani donne.</p>



<p>Queste iniziative sono già realtà, ma sono ancora insufficienti a sradicare stereotipi e ostacoli: il progresso è lento e richiede un’accelerazione dell’impegno condiviso. Il report UNESCO che abbiamo già citato, infatti, sottolinea come <strong>la percentuale di donne in settori STEM sia ferma dal 2013</strong>.</p>



<p>Come ogni anno, per il mese di marzo, in occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna, pubblichiamo contenuti su parità di genere, fintech e molto altro. Se l&#8217;articolo &#8220;Stem, finanza e innovazione&#8221; ti è piaciuto, leggi tutti gli altri! </p>



<p> </p>



<section class="wp-block-uagb-columns uagb-columns__wrap uagb-columns__background-none uagb-columns__stack-mobile uagb-columns__valign- uagb-columns__gap-10 align uagb-block-ab6e5130 uagb-columns__columns-3 uagb-columns__max_width-theme"><div class="uagb-columns__overlay"></div><div class="uagb-columns__inner-wrap uagb-columns__columns-3">
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<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-a6a4e052"><div class="uagb-column__overlay"></div>
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			</item>
		<item>
		<title>PMI europee e competitività: il ruolo strategico del capitale privato</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/pmi-europee-competitivita-ruolo-strategico-capitale-privato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 10:13:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Investire in PMI]]></category>
		<category><![CDATA[PMI Innovative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La competitività dell’economia europea dipende in larga misura dalla capacità delle sue imprese di innovare, crescere e adattarsi alle trasformazioni tecnologiche e produttive in corso. Le piccole e medie imprese (PMI) rappresentano una componente fondamentale del sistema economico non solo italiano, ma anche europeo: costituiscono la grande maggioranza delle aziende attive in Europa e svolgono [&#8230;]</p>
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<p>La competitività dell’economia europea dipende in larga misura dalla capacità delle sue imprese di innovare, crescere e adattarsi alle trasformazioni tecnologiche e produttive in corso. Le piccole e medie imprese (PMI) rappresentano una componente fondamentale del sistema economico non solo italiano, ma anche europeo: costituiscono la <strong>grande maggioranza delle aziende attive in Europa</strong> e svolgono un ruolo decisivo nella creazione di valore, occupazione e innovazione.</p>



<p>Tuttavia, per le PMI europee la competizione a livello mondiale è una sfida critica. La digitalizzazione dei processi produttivi, lo sviluppo di nuove tecnologie, la transizione energetica e la crescente competizione internazionale richiedono investimenti sempre più consistenti.</p>



<p>In questo quadro, il <strong>capitale privato</strong> – che comprende strumenti come venture capital, private equity ed equity crowdfunding – sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nel sostenere la crescita delle imprese europee accanto ai canali tradizionali di finanziamento, come il credito bancario. Il capitale privato, infatti, è la chiave di quel sistema di <a href="https://www.opstart.it/it/blog/capitale-diffuso-per-imprese-innovative-autonomia-europea">capitale diffuso</a> – pubblico e privato, micro e macro insieme – che l’Unione Europea vede come mezzo fondamentale per sostenere la competitività delle imprese interne nell’economia mondiale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contesto competitivo europeo: innovazione, produttività e nuove sfide</h2>



<p>L’Europa presenta innegabilmente un divario di produttività rispetto ad altre economie avanzate, in particolare agli Stati Uniti. Secondo una <a href="https://www.mckinsey.com/industries/private-capital/our-insights/private-capital-the-key-to-boosting-european-competitiveness" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricerca della società di consulenza McKinsey</a>, la produttività del lavoro negli Stati Uniti risulta circa <strong>20-30% superiore rispetto alla media europea</strong>, un divario che negli ultimi anni si è ampliato soprattutto nei settori tecnologici e digitali.</p>



<p>Tra i fattori che contribuiscono a questo divario vi è anche una <strong>minore disponibilità di capitale</strong> per sostenere la crescita delle imprese innovative. Le aziende europee, in particolare quelle di dimensioni medio-piccole, hanno storicamente fatto maggiore affidamento sul credito bancario rispetto alle imprese statunitensi, che possono contare su mercati dei capitali più sviluppati e su una maggiore presenza di investitori privati.</p>



<p>Digitalizzazione, intelligenza artificiale, automazione dei processi produttivi e transizione energetica sono oggi tra i principali fattori che determinano la crescita economica e la produttività delle imprese. Ma la capacità delle imprese europee di finanziare progetti ad alto contenuto tecnologico o con tempi di sviluppo più lunghi, che richiedono <strong>capitali pazienti e una maggiore propensione al rischio</strong>, è ostacolata proprio dai limiti dell’accesso al capitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo centrale delle PMI nell’economia europea</h2>



<p>Le piccole e medie imprese costituiscono la struttura portante dell’economia europea. Secondo <a href="https://single-market-economy.ec.europa.eu/smes/sme-fundamentals/sme-definition_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">i dati della Commissione europea</a>, le PMI rappresentano <strong>oltre il 99% delle imprese attive nell’Unione europea</strong> e generano circa <strong>due terzi dell’occupazione nel settore privato</strong>.</p>



<p>Questo significa che la competitività dell’intero sistema economico europeo dipende in larga misura dalla capacità delle PMI di crescere, innovare e competere sui mercati internazionali. Proprio per questo motivo, migliorare l’accesso delle PMI ai capitali – pubblici e privati – è diventato uno dei temi centrali delle politiche economiche europee.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cos’è il capitale privato: venture capital, private equity e crowdinvesting</h2>



<p>Con l’espressione <em>capitale privato</em> si indica un insieme di strumenti di investimento che finanziano le imprese al di fuori dei mercati azionari pubblici e dei finanziamenti pubblici. Tra le forme più diffuse rientrano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.opstart.it/it/blog/venture-capital-vc-cos-e-come-finanzia-le-startup">Venture capital</a>, che investe soprattutto in startup e imprese innovative nelle prime fasi di sviluppo;</li>



<li><strong>Private equity</strong>, orientato a società già operative che intendono crescere, espandersi o riorganizzarsi;</li>



<li><strong>Crowdinvesting</strong>, che consente a una platea più ampia di investitori online di partecipare al capitale delle imprese o di prestare capitale alle imprese.</li>
</ul>



<p>Dietro venture capital e private equity ci possono essere fondi pensione, compagnie assicurative, fondazioni, investitori corporate e investitori professionali.</p>



<p>Questi strumenti condividono una caratteristica fondamentale: il capitale viene investito da soggetti privati (singolarmente o in gruppo) con l’obiettivo di sostenere la crescita dell’impresa nel medio-lungo periodo, partecipando direttamente ai risultati economici della società (o, nel caso del lending e debt crowdfunding, ottenendo un ritorno economico prestabilito).</p>



<p>In Europa il ruolo di queste forme di investimento è in progressivo aumento. Secondo un report di <a href="https://www.investeurope.eu/news/opinion/unlocking-europe-s-growth-potential-the-role-of-private-equity-venture-capital-and-investors/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Invest Europe</a>, le società finanziate da fondi di private equity e venture capital oggi generano <strong>circa il 5% dell’occupazione nel settore privato europeo</strong>, pur rappresentando una quota relativamente ridotta del numero totale di imprese. Questo dato evidenzia come il capitale privato tenda a concentrarsi su imprese con forte potenziale di crescita e innovazione e come sia capace di influenzare i mercati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il capitale privato come motore di crescita per le PMI</h2>



<p>Accanto al credito bancario e ai mercati pubblici, strumenti come venture capital, private equity ed equity crowdfunding contribuiscono ad ampliare le possibilità di finanziamento per le PMI e a sostenere progetti di investimento con orizzonti temporali più lunghi.</p>



<p>L’accesso a <strong>capitali pazienti e orientati alla crescita</strong> può aiutare le PMI a realizzare investimenti che difficilmente potrebbero essere finanziati attraverso strumenti tradizionali. Le imprese che ricevono questo tipo di investimenti, infatti, spesso utilizzano le risorse per:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sviluppare nuove tecnologie e attività di ricerca e sviluppo;</li>



<li>espandersi in nuovi mercati internazionali;</li>



<li>rafforzare la struttura organizzativa e manageriale;</li>



<li>accelerare processi di digitalizzazione e trasformazione industriale.</li>
</ul>



<p>Un altro elemento distintivo del capitale privato è il contributo non finanziario che gli investitori possono apportare alle imprese.</p>



<p>A differenza dei finanziamenti tradizionali, infatti, il capitale privato non si limita a fornire liquidità: spesso è accompagnato da <strong>competenze manageriali, reti di contatti industriali e commerciali, supporto strategico</strong> che favoriscono lo sviluppo dell’impresa con una partecipazione attiva dei soggetti finanziatori. Per questo motivo viene considerato una leva importante per rafforzare la capacità competitiva delle aziende, in particolare nei settori caratterizzati da forte innovazione tecnologica, ma non solo.</p>



<p>Questo tipo di affiancamento può essere particolarmente utile per le PMI che affrontano fasi di sviluppo complesse, come l’ingresso in nuovi mercati o l’introduzione di innovazioni tecnologiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’integrazione tra fonti di capitali per rafforzare la competitività europea</h2>



<p>Per sostenere la competitività dell’economia europea nel medio-lungo periodo è necessario un ecosistema finanziario in cui <strong>capitale privato, mercati dei capitali e politiche pubbliche operino in modo complementare.</strong></p>



<p>In Europa, le aziende hanno tradizionalmente fatto affidamento soprattutto sul credito bancario per finanziare le proprie attività. Un’altra componente importante del sistema finanziario è rappresentata dai mercati dei capitali, che consentono alle imprese di raccogliere risorse finanziarie direttamente dagli investitori. Tuttavia, le banche tendono a privilegiare operazioni con livelli di rischio contenuti e con flussi di cassa relativamente prevedibili, e l’accesso ai mercati dei capitali è spesso troppo difficoltoso e costoso per le PMI.</p>



<p>Questi due canali, perciò, restano validi e utili, ma vanno combinati con nuove fonti di finanziamento per fornire alle PMI il supporto di cui hanno bisogno per uscire dall’ordinario. Sta già succedendo: la <a href="https://www.opstart.it/it/blog/finanza-alternativa-verso-2026">finanza alternativa</a> (per es. il crowdfunding) e i fondi di investimento privati ormai affiancano stabilmente i canali tradizionali, anche se coprono ancora una percentuale insufficiente dei finanziamenti delle PMI europee.</p>



<p>Gli ostacoli sono innanzitutto legali e burocratici, e in secondo luogo culturali. Le istituzioni europee hanno avviato diverse iniziative per <strong>migliorare l’accesso delle imprese al capitale privato</strong> e favorire gli investimenti nelle attività innovative attraverso differenti canali, con l’obiettivo di ridurre la distanza tra imprese e cittadini e dare una spinta alla competitività delle PMI. Per farlo, servono leggi e regolamento più snelli e abilitanti, e sinergie pubblico-privato.</p>



<p>Invest Europe, nel report già citato, sottolinea come “le società di investimento pubbliche […] possono svolgere un ruolo di catalizzatori e partner di condivisione del rischio per il capitale privato, consentendo di ottenere risultati ancora più rilevanti”.</p>



<p>La tua impresa è alla ricerca di capitali? Scopri i nostri strumenti!</p>



<section class="wp-block-uagb-columns uagb-columns__wrap uagb-columns__background-none uagb-columns__stack-mobile uagb-columns__valign- uagb-columns__gap-10 align uagb-block-97e4affe uagb-columns__columns-3 uagb-columns__max_width-theme"><div class="uagb-columns__overlay"></div><div class="uagb-columns__inner-wrap uagb-columns__columns-3">
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		<title>Lending crowdfunding immobiliare: intervista alla fondatrice di Supernova, tra innovazione e territorio</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/lending-crowdfunding-immobiliare-intervista-founder-supernova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 09:32:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crowdfunding immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste e Casi di successo]]></category>
		<category><![CDATA[Real Estate]]></category>
		<category><![CDATA[investire in crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[lending crowdfunding]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il lending crowdfunding immobiliare è uno strumento sempre più utilizzato per finanziare operazioni di sviluppo e valorizzazione del territorio, unendo rendimenti interessanti per gli investitori e sostegno all’economia reale. In questo contesto opera Supernova S.r.l., una realtà nata nel cuore della Maremma che ha saputo evolversi dalla gestione di locazioni brevi fino allo sviluppo di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/cover-intervista-supernova-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="lending crowdfunding immobiliare" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/cover-intervista-supernova-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/cover-intervista-supernova-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/cover-intervista-supernova-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/cover-intervista-supernova-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/03/cover-intervista-supernova.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p>Il <strong>lending crowdfunding immobiliare</strong> è uno strumento sempre più utilizzato per finanziare operazioni di sviluppo e valorizzazione del territorio, unendo rendimenti interessanti per gli investitori e sostegno all’economia reale. In questo contesto opera<strong> Supernova S.r.l.</strong>, una realtà nata nel cuore della Maremma che ha saputo evolversi dalla gestione di locazioni brevi fino allo sviluppo di progetti strutturati di acquisizione e riqualificazione immobiliare.</p>



<p>Oggi la società è impegnata nel <strong>progetto Rispescia</strong>, un intervento finalizzato alla realizzazione di villette ad alta efficienza energetica a pochi passi dal Parco Regionale della Maremma. Con <strong>oltre 200.000 euro già raccolti</strong> nelle prime tranche della campagna di <a href="https://www.opstart.it/it/blog/category/lending-crowdfunding/1">lending crowdfunding</a> e un <strong>rendimento annuo lordo fino al 12%</strong>, l’iniziativa entra ora in una fase cruciale, mentre i lavori sono già stati avviati.</p>



<p>Abbiamo intervistato <strong>Paola Martina Petrocelli, fondatrice di Supernova</strong>, per approfondire il percorso della società, lo stato di avanzamento del progetto e il ruolo che il crowdfunding può avere nello sviluppo di iniziative immobiliari come quella di Rispescia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Supernova nasce oltre 5 anni fa nel cuore della Maremma, ottenendo subito riconoscimenti per la gestione immobiliare nel Parco Regionale. Il vostro percorso è unico: ci racconti come siete arrivati all&#8217;evoluzione odierna?</h2>



<p>L’attività di Supernova nasce nel 2020 come ditta individuale partendo da Alberese: gestione di immobili per locazioni brevi e contatto quotidiano con il <a href="https://parco-maremma.it/">Parco della Maremma</a>. Quella fase ci ha insegnato due cose decisive: cosa cerca davvero chi sceglie la Maremma e <strong>come trasformare un immobile in un prodotto “che si vende”</strong> (o che si affitta) senza improvvisare.</p>



<p>Nel 2021 è arrivata anche una conferma esterna, con la <strong>certificazione di “Esercizio consigliato” dell’Ente Parco</strong>. Poi, quando abbiamo deciso di crescere, ci siamo strutturati in S.r.l. nell’ottobre 2022. Da lì, il passaggio è stato naturale: dalla gestione, alla proprietà, all’acquisizione e valorizzazione (cambio destinazione, ristrutturazioni, frazionamenti e rivendita), costruendo operazioni replicabili e una <strong>reputazione con investitori e partner</strong>.</p>



<p>Dal 2023 abbiamo affiancato al real estate anche un’attività tecnica, quella delle sorveglianze archeologiche preventive: un’area che rafforza la nostra capacità di lavorare con iter autorizzativi e con interlocutori pubblici.</p>



<p>Per quanto mi riguarda &#8211; brevemente &#8211; <strong>ho fondato Supernova e oggi ne sono</strong> <strong>Amministratrice</strong>; alle mie spalle, un background economico, accompagnato da formazione continua anche su innovazione e strumenti digitali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Siamo giunti alla quinta tranche di raccolta per il progetto di Rispescia, con oltre 200.000 euro già investiti dalla nostra community. A che punto sono i lavori di realizzazione e quali sono i prossimi step?</h2>



<p>Superata la fase di maltempo che aveva rallentato le lavorazioni, è stato completato il getto del calcestruzzo delle fondazioni in cemento armato, con le successive operazioni di stagionatura e disarmo. Sono stati quindi eseguiti i rinterri e le compattazioni previste da progetto. Il cantiere è ora entrato nella <strong>fase di elevazione</strong>: risultano realizzati i pilastri in cemento armato del piano terra e sono in corso le attività di predisposizione di travi e solaio del primo impalcato. I prossimi passaggi prevedono il completamento del solaio e il proseguimento dell’elevazione e delle tamponature esterne secondo il cronoprogramma.</p>



<p>Il progetto di Via Santa Maria Goretti a Rispescia è pensato per essere <strong>“facile da realizzare e facile da vendere”</strong>: due villette collegate da 4 garage, per un totale di 4 abitazioni. Le metrature sono circa 110 mq per le unità principali e circa 100 mq per la seconda villetta; ogni casa ha un elemento distintivo (giardino al piano terra o grandi terrazzi al primo piano) ed è progettata per performance energetiche alte (classe A3–A4, impianti a pompa di calore e fotovoltaico 3 kW per unità).</p>



<p>Sul fronte community: ad oggi abbiamo chiuso quattro tranche per <strong>circa 213.000 €</strong> e siamo in raccolta con la quinta, che serve a dare continuità alle fasi successive del progetto. La struttura complessiva è per 300.000 € e le somme sono assistite da atti di riconoscimento del debito e <strong>vincoli notarili di destinazione sugli immobili</strong>: per noi è un punto chiave di <strong>trasparenza e tutela</strong> <strong>degli investitori</strong>. Sempre in quest&#8217;ottica, inoltre, periodicamente inviamo relazioni aggiornate e puntuali sullo stato di avanzamento dei lavori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Supernova ha scelto il lending crowdfunding immobiliare come leva di finanziamento. Quali vantaggi avete riscontrato nell&#8217;utilizzare questo strumento di finanza alternativa rispetto ai canali tradizionali?</h2>



<p>Scegliamo il lending crowdfunding quando vogliamo tre cose insieme: <strong>velocità, modularità e disciplina</strong>. Velocità perché ci permette di partire e rispettare il cronoprogramma; modularità perché possiamo legare la raccolta alle fasi (acquisto, lavori, commercializzazione); disciplina perché ci obbliga a comunicare avanzamenti, numeri e protezioni in modo molto chiaro.</p>



<p>Un esempio concreto è una delle ultime operazione svolte in cui abbiamo acquistato un’unità oggi a destinazione ufficio (A/10) di circa 120 mq nel centro di Grosseto e convertita in civile abitazione con riqualificazione per rimetterla sul mercato in circa 12 mesi.</p>



<p>Su Rispescia il lending è coerente con la logica “cantiere + vendita su carta”: il piano prevede un <strong>finanziamento complessivo di 300.000 € in 24 mesi con 12% annuo lordo</strong>, affiancato da equity e autofinanziamento tramite preliminari. In pratica, <strong>il crowdfunding non sostituisce gli altri canali: li integra e rende il progetto più robusto</strong>, perché distribuisce le fonti e accelera la realizzazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il territorio in cui operate, la provincia di Grosseto, ha peculiarità importanti sia dal punto di vista ambientale che immobiliare. In che modo il contesto locale influisce sulle vostre scelte di investimento e sulla valutazione delle opportunità?</h2>



<p>Grosseto e la Maremma sono un mercato “doppio”: da un lato domanda residenziale locale, dall’altro domanda di seconda casa e messa a reddito legata a Parco, costa e città. Per noi questa doppia domanda è un vantaggio, perché ci permette di progettare e valorizzare immobili che parlano sia a chi vive qui sia a chi compra per qualità della vita e investimento.</p>



<p>Rispescia è l’esempio perfetto: è a pochi minuti dalle porte del Parco della Maremma e a circa 7 km da Marina di Alberese, ma resta vicinissima a Grosseto. È ricercata proprio perché combina servizi e tranquillità: prima casa con spazi esterni, oppure seconda casa “in mezzo alla natura e a due passi dal mare”.</p>



<p>Quando valutiamo un’operazione guardiamo sempre a questo: una location che regga in più scenari di domanda e un prodotto con caratteristiche distintive (spazi esterni, efficienza energetica, facilità di gestione). È il modo più concreto per ridurre il rischio commerciale e accelerare le vendite.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Guardando al futuro, quali sono i prossimi obiettivi di crescita di Supernova? Ipotizzate altri progetti immobiliari supportati dal crowdfunding?</h2>



<p>L’obiettivo nei prossimi mesi è crescere per progetti, non per “volume fine a sé stesso”: <strong>poche operazioni, ma con iter chiari</strong>, controllo del cantiere e una strategia commerciale impostata dall’inizio. L’idea è <strong>continuare a investire in provincia di Grosseto e in Maremma</strong>, dove abbiamo conoscenza diretta del mercato e una rete ormai consolidata.</p>



<p>Sì, <strong>continueremo a usare il crowdfunding quando è lo strumento migliore per quel progetto</strong>: lending quando serve finanziare fasi operative e accelerare, equity quando il veicolo e la struttura industriale lo richiedono. E lo facciamo sempre con un principio: affiancare capitale proprio e creare protezioni chiare per gli investitori, mantenendo l’operazione sostenibile anche in scenari meno favorevoli.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>In conclusione, il progetto di Supernova è un esempio concreto di come il lending crowdfunding immobiliare possa creare un <strong>ponte tra imprese e investitori</strong>, affiancando iniziative imprenditoriali radicate nel territorio. Con la nuova tranche in corso su Opstart, la raccolta entra in una fase decisiva mentre il cantiere prosegue secondo i piani.</p>



<p><strong>Scopri tutti i dettagli della campagna di lending crowdfunding immobiliare su Opstart.</strong></p>



<section class="wp-block-uagb-columns uagb-columns__wrap uagb-columns__background-none uagb-columns__stack-mobile uagb-columns__valign- uagb-columns__gap-10 align uagb-block-a5d5093a uagb-columns__columns-3 uagb-columns__max_width-theme"><div class="uagb-columns__overlay"></div><div class="uagb-columns__inner-wrap uagb-columns__columns-3">
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