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	<title>Investimenti in settori emergenti Archivi - Il blog di Opstart</title>
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	<description>News e approfondimenti sul mondo della finanza alternativa</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Feb 2026 11:06:07 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Investimenti in settori emergenti Archivi - Il blog di Opstart</title>
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		<title>Intelligenza artificiale e sostenibilità: la sfida dell’energia per le imprese innovative</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 11:06:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Finanza sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti in settori emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[startup innovative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’intelligenza artificiale è entrata in modo strutturale nei modelli di business di startup e PMI innovative. Dall’analisi predittiva alla personalizzazione dei servizi, dall’automazione dei processi industriali fino ai modelli generativi, l’AI è diventata un fattore di differenziazione competitivo. A questa accelerazione tecnologica si accompagna però un elemento critico: il fabbisogno energetico necessario per addestrare, eseguire [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.crowdbase.it/intelligenza-artificiale-sostenibilita-sfida-energia-per-imprese-innovative/">Intelligenza artificiale e sostenibilità: la sfida dell’energia per le imprese innovative</a> proviene da <a href="https://blog.crowdbase.it">Il blog di Opstart</a>.</p>
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<p>L’intelligenza artificiale è entrata in modo strutturale nei modelli di business di startup e PMI innovative. Dall’analisi predittiva alla personalizzazione dei servizi, dall’automazione dei processi industriali fino ai modelli generativi, <strong>l’AI è diventata un fattore di differenziazione competitivo</strong>.</p>



<p>A questa accelerazione tecnologica si accompagna però un elemento critico: il <strong>fabbisogno energetico</strong> necessario per addestrare, eseguire e scalare sistemi basati su intelligenza artificiale. Si tratta innanzitutto di un tema ambientale, ma anche di una questione industriale ed economica che incide su costi, marginalità e capacità di crescita.</p>



<p>Per le imprese innovative, la <a href="https://www.opstart.it/it/blog/imprese-investimenti-sostenibili-crowdfunding-crescita-green">sostenibilità energetica</a> non è più un tema collaterale. Sta diventando un parametro progettuale che influenza scelte infrastrutturali, partnership strategiche e modalità di accesso al capitale. Comprendere il <strong>legame tra sviluppo dell’AI e consumo di energia</strong> significa quindi leggere in modo più completo le prospettive di crescita dell’ecosistema innovativo.</p>



<p>Insomma: l&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale e la sostenibilità ambientale possono coesistere nella crescita dei nuovi modelli di business innovativi? </p>



<h2 class="wp-block-heading">Intelligenza artificiale e sostenibilità: la richiesta di energia dell’AI</h2>



<p>A differenza delle applicazioni digitali tradizionali, i sistemi di intelligenza artificiale si basano su modelli matematici complessi che richiedono <strong>grandi quantità di dati e capacità di calcolo</strong>. La fase di addestramento, in particolare, comporta l’elaborazione di miliardi di parametri attraverso infrastrutture ad alte prestazioni.</p>



<p>Secondo <a href="https://www.iea.org/reports/electricity-2024" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l’ultimo report dell’International Energy Agency</a>, i data center hanno consumato nel 2022 circa 460 terawattora (TWh) di elettricità a livello globale, pari a circa il <strong>2% della domanda mondiale di elettricità</strong>, con prospettive di crescita nei prossimi anni legate anche all’espansione dell’AI. Il report ha previsto per il 2026 il superamento dei 1000 TWh.</p>



<p>La diffusione di modelli generativi e sistemi di machine learning su larga scala, infatti, ha contribuito ad aumentare la <strong>domanda di potenza computazionale</strong>. Questo si traduce in maggiori investimenti in server, sistemi di raffreddamento e infrastrutture cloud, tutti elementi ad alto consumo energetico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo delle startup e delle PMI innovative nello sviluppo dell’AI</h2>



<p>Le startup innovative rappresentano uno dei principali laboratori di sperimentazione dell’intelligenza artificiale. Molte di queste realtà basano il proprio vantaggio competitivo proprio sull’utilizzo di soluzioni AI per scalare rapidamente, entrare in nuovi mercati, migliorare l’efficienza dei processi e spesso entrare nel mirino di grandi aziende per <a href="https://www.opstart.it/it/blog/intelligenza-artificiale-startup-innovative-esempi-exit-strategy">acquisizioni da record</a>.</p>



<p>La <a href="https://www.opstart.it/it/blog/la-strada-per-il-successo-quando-un-modello-di-business-e-scalabile">scalabilità</a>, tuttavia, implica un aumento proporzionale delle risorse computazionali utilizzate. Se un modello viene integrato in migliaia o milioni di interazioni quotidiane, il <strong>consumo energetico</strong> complessivo può crescere in modo significativo.</p>



<p>Per un’impresa innovativa, questo significa confrontarsi con una nuova variabile strategica: <strong>la sostenibilità energetica del proprio modello operativo.</strong></p>



<p>Il bisogno di grandi quantità di energia si traduce, infatti, innanzitutto in una maggiore esposizione alla volatilità dei prezzi energetici e nella necessità di integrare valutazioni energetiche già nella fase di progettazione del prodotto o servizio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sostenibilità energetica come fattore competitivo nei modelli di business AI</h2>



<p>Per le imprese innovative che basano il proprio modello di business su strumenti di AI, la sostenibilità energetica, dunque, è una variabile economica che incide direttamente su margini, pricing e possibilità di crescita.</p>



<p>Per un’impresa AI, <strong>l’efficienza computazionale diventa un elemento di competitività</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>modelli più leggeri significano minori consumi;</li>



<li>minori consumi significano costi operativi più contenuti;</li>



<li>costi contenuti migliorano la marginalità e facilitano la scalabilità.</li>
</ul>



<p>La progettazione di algoritmi ottimizzati e l’attenzione al consumo di risorse di calcolo non sono, quindi, solo scelte tecniche, ma decisioni strategiche.</p>



<p>C’è un’altra ragione per questo: la sostenibilità energetica incide anche sulla <strong>capacità di attrarre investitori</strong>.</p>



<p>Accanto al potenziale di crescita, <strong>gli investitori valutano sempre più l’impatto ambientale e la sostenibilità dei modelli di business</strong>. Questo vale sia per gli investitori professionali, sia per i piccoli risparmiatori.</p>



<p>Per una startup che sviluppa soluzioni AI, poter dimostrare l’utilizzo di infrastrutture alimentate da fonti rinnovabili, una reale attenzione all’efficienza energetica del prodotto e un puntuale monitoraggio dell’impronta carbonica digitale può rappresentare un elemento distintivo in fase di raccolta di capitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Innovazione responsabile, politiche pubbliche e accesso ai capitali: verso un’AI sostenibile</h2>



<p><strong>Integrare la sostenibilità energetica nel modello di business</strong> significa adottare un approccio progettuale consapevole fin dalle prime fasi di sviluppo.</p>



<p>Per le startup innovative questo può tradursi in:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>scelta di architetture software più efficienti;</li>



<li>utilizzo di infrastrutture cloud con standard ambientali certificati;</li>



<li>partnership con operatori energetici orientati alle rinnovabili.</li>
</ul>



<p><strong>L’innovazione AI può diventare parte della soluzione</strong> e non solo del problema: sistemi intelligenti applicati alla gestione delle reti, all’ottimizzazione dei consumi industriali o alla previsione della domanda energetica possono contribuire a rendere più efficiente l’intero ecosistema.</p>



<p>Ma la relazione tra intelligenza artificiale e consumo energetico è una questione che coinvolge anche infrastrutture, politiche pubbliche e flussi di capitale.</p>



<p>È necessaria una <strong>collaborazione tra pubblico e privato</strong> per investimenti in reti elettriche più resilienti, una sempre maggiore integrazione di <a href="https://www.opstart.it/it/blog/il-futuro-delle-energie-rinnovabili-parte-dal-crowdfunding">fonti rinnovabili</a> e lo sviluppo di data center ad alta efficienza energetica. Le scelte delle imprese innovative che operano nel settore AI riguardo alla localizzazione, alle partnership tecnologiche e all’approvvigionamento energetico possono influenzare fortemente le politiche pubbliche e la direzione degli investimenti, oltre a esserne influenzate a loro volta.</p>



<p><strong>Innovazione digitale e transizione energetica</strong>, quindi, non sono due percorsi separati. Possono rafforzarsi reciprocamente, a condizione che le imprese progettino modelli di business in cui l’efficienza energetica sia integrata fin dall’origine.</p>



<p>Ti è piaciuto questo articolo su intelligenza artificiale e sostenibilità per le imprese innovative? Scopri tutti gli altri contenuti del nostro blog! </p>



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		<title>Intelligenza artificiale e startup innovative: esempi concreti di exit strategy</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/intelligenza-artificiale-startup-innovative-esempi-exit-strategy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Investimenti in settori emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[equity crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[startup innovative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più centrale nei processi di innovazione delle imprese, non solo come tecnologia abilitante, ma come vero e proprio fattore strategico di crescita. Per questo motivo, le startup basate su AI sono diventate interlocutori privilegiati per aziende già affermate, che vedono in queste realtà un modo rapido ed efficace [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/02/startup-intelligenza-artificiale-articolo-blog-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="intelligenza artificiale startup" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/02/startup-intelligenza-artificiale-articolo-blog-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/02/startup-intelligenza-artificiale-articolo-blog-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/02/startup-intelligenza-artificiale-articolo-blog-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/02/startup-intelligenza-artificiale-articolo-blog-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/02/startup-intelligenza-artificiale-articolo-blog.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p>L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più centrale nei processi di innovazione delle imprese, non solo come tecnologia abilitante, ma come vero e proprio fattore strategico di crescita. Per questo motivo, le <strong>startup basate su AI </strong>sono diventate interlocutori privilegiati per aziende già affermate, che vedono in queste realtà un modo rapido ed efficace per integrare nuove competenze, accelerare lo sviluppo di prodotti e servizi e ripensare modelli di business consolidati senza dover avviare in proprio nuove linee di ricerca.</p>



<p>Le startup AI, infatti, rappresentano <strong>asset industriali pronti all’uso</strong>: strutture snelle, team altamente specializzati e soluzioni già testate. È per questo che le <strong>operazioni di acquisizione e M&amp;A</strong> sono diventate una delle principali <a href="https://www.opstart.it/it/blog/exit-strategy-quotazione-quando-aziende-approdano-borsa-dopo-crowdfunding">exit strategy</a> per queste imprese, che spesso nascono già con l’obiettivo di essere acquisite da player più grandi, soprattutto in settori dove la velocità di innovazione è un fattore competitivo decisivo.</p>



<p>In questo articolo vogliamo approfondire le ragioni per cui le startup AI sono oggi così attrattive per grandi aziende di ambiti diversi e proponiamo qualche <strong>esempio di exit strategy</strong> che hanno coinvolto questi attori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché le startup basate su AI sono diventate asset strategici</h2>



<p>Le imprese consolidate guardano alle startup AI non come semplici fornitori di tecnologia, ma come acceleratori di trasformazione. L’intelligenza artificiale, infatti, consente di intervenire in modo trasversale su processi, prodotti e servizi, rendendo particolarmente conveniente <strong>l’integrazione di soluzioni sviluppate all’esterno</strong> rispetto a un percorso di innovazione interamente interno.</p>



<p>Per un’azienda già strutturata, <strong>acquisire una startup di intelligenza artificiale</strong> significa ridurre drasticamente i tempi di sviluppo e sperimentazione, evitando lunghi cicli di ricerca interna.</p>



<p>Le startup AI operano spesso su casi d’uso ben definiti e ad alto impatto, sviluppando soluzioni che possono essere integrate direttamente nei processi esistenti. In questo senso, l’AI diventa uno strumento di accelerazione dell’innovazione, capace di generare benefici misurabili in termini di efficienza operativa, qualità dell’offerta e capacità di risposta al mercato.</p>



<p>Quando un’impresa acquisisce una startup AI, al centro dell’interesse ci sono non solo codici e software, ma anche e soprattutto il team e il know-how accumulato. Le <strong><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/ai-entro-2030-cambiera-39percento-competenze-ma-meta-persone-non-fa-formazione-AIFTTQKB?refresh_ce=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">competenze specialistiche in ambito AI</a></strong>, infatti, sono difficili da reperire e da costruire internamente, soprattutto in tempi brevi.</p>



<p>A questo si aggiunge il valore dei modelli sviluppati e dei dataset utilizzati per addestrarli, che rappresentano un patrimonio difficilmente replicabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Buy vs build: perché acquisire conviene più che sviluppare internamente</h2>



<p>La scelta tra <strong>sviluppare soluzioni AI internamente o acquisire una startup specializzata</strong> vede prevalere sempre più spesso la seconda opzione. Come abbiamo già accennato, costruire da zero competenze, modelli e infrastrutture richiede investimenti rilevanti, tempi lunghi e un elevato grado di incertezza sul risultato finale.</p>



<p>L’acquisizione di una startup AI consente invece di ridurre tempi e incertezza, magari a parità di investimento, e di entrare rapidamente in nuovi ambiti applicativi o segmenti di mercato. In un contesto competitivo in cui la velocità è un fattore chiave, questa strategia permette alle imprese consolidate di mantenere o rafforzare la propria posizione senza rallentare per dedicarsi a ricerca e sviluppo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Exit strategy per startup AI</h2>



<p>Per molte startup AI, l’acquisizione da parte di un’azienda più grande è oggi la <strong>forma di exit più frequente</strong> e coerente con il modello di business. Una IPO raramente è un’opzione, perché richiede tempo, struttura organizzativa e ricavi che una startup difficilmente riesce a raggiungere con le proprie gambe, salvo eccezioni virtuose come gli <a href="https://www.opstart.it/it/blog/quando-una-startup-diventa-unicorno">unicorni</a>.</p>



<p>L’acquisizione industriale, al contrario, consente di <strong>valorizzare rapidamente il potenziale della startup</strong>, inserendo la tecnologia e il team all’interno di un’organizzazione che dispone già di mercato, clienti e capacità di scalare l’offerta.</p>



<p>La exit tramite acquisizione, allora, è parte del modello di crescita di molte startup AI sin dall’inizio: molte di queste imprese nascono con l’obiettivo di risolvere problemi specifici e ben circoscritti, sviluppando soluzioni altamente integrabili nei sistemi di aziende più grandi.</p>



<p>Questo vale anche per molte startup innovative in ambiti diversi dall’intelligenza artificiale, ma la natura software delle soluzioni AI, unita alla loro elevata scalabilità, facilita l’integrazione all’interno di strutture esistenti senza richiedere investimenti infrastrutturali sproporzionati. Inoltre, l’AI è applicabile in modo trasversale a settori molto diversi tra loro: questa versatilità amplia il numero potenziale di acquirenti e rende le <strong>startup AI particolarmente attrattive come obiettivi di M&amp;A</strong>, soprattutto in una fase in cui c’è grande competizione tra le grandi aziende sul campo della trasformazione digitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Esempi di acquisizioni strategiche</h2>



<p>Gli esempi di startup di intelligenza artificiale coinvolte in acquisizioni con grandi aziende sono tantissimi e qui ne elencheremo tre. Ovviamente, i principali protagonisti di operazioni di acquisizione o M&amp;A di startup AI sono i giganti tech statunitensi come Microsoft, Apple e Meta, che macinano acquisizioni miliardarie continuamente per restare competitive. Ma il fenomeno riguarda anche realtà più comuni.</p>



<p><strong>Vimeo</strong>, la nota piattaforma di condivisione video, nel 2019 ha acquisito la startup <strong>Magisto</strong>, che offriva strumenti AI per realizzare e editare in modo più rapido oppure automatizzato i video, grazie all’analisi dei contenuti e al montaggio intelligente. Con l’acquisizione, Vimeo ha potuto integrare direttamente queste funzionalità AI nella sua piattaforma, offrendo nuovi servizi interessanti soprattutto per utenti business e creator professionali. L’integrazione, quindi, ha permesso a Vimeo di acquisire appetibilità verso potenziali nuovi clienti.</p>



<p>Un caso simile è quello di <strong>Canva</strong>, che nel 2021 ha acquisito <strong>Kaleido</strong>, AI con diverse funzioni di editing foto e video rapido, per esempio la rimozione automatica degli sfondi nelle immagini. L’acquisizione ha permesso a Canva di integrare queste funzionalità nei propri servizi, migliorando l’esperienza degli utenti e gli strumenti a loro disposizione.</p>



<p>Un esempio che mostra il “dietro le quinte” dei processi di acquisizione delle startup da parte di grandi imprese è quello di <strong>AdKaora</strong>, agenzia di marketing parte del <strong>gruppo Mondadori</strong>, che ha acquisito per ora solo una partecipazione del 20% in <strong>AD Cube</strong>, piattaforma che offre servizi di ottimizzazione delle campagne di digital marketing attraverso l’AI. Questa operazione è corredata di un accordo di put&amp;call, che prevede la possibilità di arrivare a un’acquisizione totale della startup in futuro.</p>



<p>Il settore dei media, dei contenuti e della creatività digitale è particolarmente esposto all’impatto dell’AI e, di conseguenza, è tra i più attivi sul fronte delle acquisizioni. Ma non è l’unico: altri ambiti di forte interesse sono quelli dell’applicazione dell’AI ai processi aziendali, con soluzioni per l’automazione, l’analisi dei dati o il supporto alle decisioni. In settori più delicati, invece, come la <a href="https://www.opstart.it/it/blog/startup-difesa-un-settore-guidato-innovazione-tecnologica">difesa</a>, i <a href="https://www.opstart.it/it/blog/il-futuro-del-settore-dei-trasporti-e-startup-innovative">trasporti</a> o la sanità, spesso gli interlocutori privilegiati per le acquisizioni sono le istituzioni pubbliche, che affiancano o sostituiscono le grandi imprese per finanziare l’integrazione di nuovi strumenti AI.</p>



<p></p>



<p>Spesso le startup innovative che raccolgono capitali in equity crowdfunding sono proprio quelle che integrano l&#8217;AI nel proprio modello di business: scopri il binomio intelligenza artificiale e startup con le nostre campagne in corso! </p>



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		<title>Il futuro del cinema può passare dal crowdfunding? Le opportunità per chi produce (e per chi investe)</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/futuro-cinema-crowdfunding-opportunita-per-produttori-e-investitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diversificazione degli investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti in settori emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[finanza alternativa]]></category>
		<category><![CDATA[Innovare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni anno il 27 ottobre si celebra la Giornata Mondiale del Patrimonio Audiovisivo, istituita dall’UNESCO per promuovere e sottolineare “l’importanza di immagini e suoni per la memoria collettiva”. Questa celebrazione vuole contribuire anche a sensibilizzare istituzioni, governi e imprese private sull’opportunità di sostenere il cinema anche economicamente. Da qui sorge la nostra domanda: può il [&#8230;]</p>
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<p>Ogni anno il 27 ottobre si celebra la <strong><a href="https://www.unesco.org/en/days/audiovisual-heritage" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giornata Mondiale del Patrimonio Audiovisivo</a></strong>, istituita dall’UNESCO per promuovere e sottolineare “l’importanza di immagini e suoni per la memoria collettiva”. Questa celebrazione vuole contribuire anche a sensibilizzare istituzioni, governi e imprese private sull’opportunità di sostenere il cinema anche economicamente. Da qui sorge la nostra domanda: può il futuro del cinema passare dal crowdfunding?</p>



<p>Per i produttori audiovisivi, infatti, spesso resta una seria sfida trovare le risorse per trasformare un’idea in un film. I <strong>modelli di finanziamento tradizionali</strong> – fondi pubblici, contributi di enti culturali, investimenti di grandi produttori – restano fondamentali, ma non sempre accessibili, soprattutto per le produzioni indipendenti e per i giovani autori. In questo scenario, <strong>il crowdfunding può diventare una strada alternativa e complementare per il futuro del cinema</strong>, capace di incentivare una nuova forma di partecipazione culturale e finanziaria insieme. Ne è un esempio la recente campagna di <a href="https://www.opstart.it/it/blog/equity-crowdfunding-per-cinema-intervista-ceo-di-cult">CULT!</a> su Opstart.</p>



<p>Ci sono già tante altre esperienze di produzioni cinematografiche che negli ultimi anni hanno visto la luce grazie ai fondi raccolti in crowdfunding, dimostrando che questo strumento può davvero essere un alleato strategico sia per chi produce sia per chi sceglie di investire.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il finanziamento del cinema: modelli tradizionali e limiti</h2>



<p>Il sostegno economico a un film arriva di solito da tre principali canali: risorse pubbliche, capitali privati e anticipazioni legate alla distribuzione.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Fondi pubblici</strong>: in Italia il Ministero della Cultura e, a livello europeo, programmi come <em>Creative Europe</em> rappresentano punti di riferimento per le produzioni che vogliono avviare o completare un progetto. Questi strumenti hanno il merito di garantire stabilità e di sostenere anche opere non commerciali, ma i bandi richiedono tempi lunghi e una burocrazia complessa.</li>



<li><strong>Investimenti privati</strong>: produttori, case di distribuzione o fondi specializzati possono finanziare una parte del budget. L’accesso, però, è spesso legato alla reputazione dei registi o alla capacità di attrarre interpreti e collaboratori di richiamo, lasciando meno spazio a progetti sperimentali o di esordienti.</li>



<li><strong>Prevendite e distribuzione</strong>: in alcuni casi, i diritti di sfruttamento di un’opera (per esempio televisivi o internazionali) vengono ceduti in anticipo per ottenere liquidità. È un modello che riduce il rischio per il produttore, ma richiede relazioni consolidate e una previsione di mercato positiva.</li>
</ul>



<p>Questi strumenti rimangono essenziali, ma mostrano limiti evidenti: l’accesso non è equo per tutti, i tempi sono incompatibili con le esigenze di molte piccole produzioni e l’innovazione fatica a trovare spazio. È proprio nel vuoto lasciato da questi limiti che si inserisce il crowdfunding.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il crowdfunding come leva per l’audiovisivo</h2>



<p>Il crowdfunding è uno strumento alternativo di reperimento di capitali che si adatta ai più svariati settori di attività, compresi quelli creativi come il cinema. Anzi, i progetti creativi risultano particolarmente in linea con <strong>l’elemento di community e coinvolgimento collettivo del crowdfunding</strong>.</p>



<p>Esistono diverse forme di crowdfunding che possono adattarsi al comparto audiovisivo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Reward crowdfunding</strong>: il sostegno a un progetto viene ricompensato con una contropartita non finanziaria, per esempio l’accesso anticipato al film, una copia in edizione speciale o il proprio nome nei titoli di coda. È una formula che funziona come test di mercato e al tempo stesso come attività promozionale. Un esempio celebre è la campagna per la produzione del film ispirato alla serie <em>Veronica Mars</em>, che ottenne un grande successo su Kickstarter nel 2013.</li>



<li><strong><a href="https://www.opstart.it/it/blog/perche-scegliere-equity-crowdfunding">Equity crowdfunding</a></strong>: gli investitori acquisiscono quote di una società di produzione o di una società creata ad hoc per un progetto cinematografico specifico. In questo caso si tratta di un vero investimento con prospettive di rendimento legate ai ricavi dell’opera. </li>



<li><strong>Lending crowdfunding</strong>: la produzione riceve un prestito da parte della community, impegnandosi a restituirlo entro una scadenza definita con un tasso di interesse. Questo modello è adatto a coprire esigenze di liquidità a breve termine, per esempio per accelerare le tempistiche di avvio della produzione in attesa di altri fondi o coprire spese extra.</li>
</ul>



<p>Il cinema si presta in modo naturale a queste logiche perché è in grado di mobilitare comunità di appassionati, sia di questa arte in generale, sia dei temi trattati in particolare dalla singola produzione. Le motivazioni per il sostegno, inoltre, uniscono il ritorno finanziario e il valore culturale e identitario che un progetto cinematografico rappresenta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I vantaggi per chi produce</h2>



<p>Per una società di produzione o un autore indipendente, il crowdfunding non è soltanto una fonte di capitale, ma uno strumento che porta con sé benefici collaterali di grande valore.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Accessibilità</strong>: permette di raccogliere fondi anche senza legami consolidati con grandi produttori o istituzioni.&nbsp;</li>



<li><strong>Coinvolgimento del pubblico</strong>: chi partecipa alla raccolta diventa un sostenitore attivo, creando una base di spettatori già fidelizzati. Questo rappresenta anche un test di mercato utile per valutare l’interesse verso il progetto.</li>



<li><strong>Tempistiche più rapide</strong>: rispetto ai bandi o ai finanziamenti bancari, i tempi di una campagna sono ridotti e meglio compatibili con le esigenze produttive.</li>



<li><strong>Networking e competenze</strong>: spesso gli investitori non portano solo denaro, ma anche esperienze, contatti e professionalità utili al progetto.</li>



<li><strong>Diversificazione delle fonti</strong>: il crowdfunding può affiancarsi a finanziamenti pubblici o privati, accelerando i tempi ed evitando la dipendenza da una singola fonte e la conseguente perdita di <strong>autonomia creativa</strong>.</li>
</ul>



<p>In questo senso, il crowdfunding ha anche il vantaggio di dare ai produttori più margine di scegliere contenuti e linguaggi meno vincolati dalle logiche di mercato tradizionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le opportunità per chi investe</h2>



<p>Il crowdfunding applicato al cinema offre interessanti opportunità anche ai potenziali investitori:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Accesso a un settore esclusivo</strong>: il mondo della produzione audiovisiva è tipicamente riservato a grandi investitori. Con il crowdfunding, anche piccoli risparmiatori possono partecipare, con ticket di ingresso contenuti.</li>



<li><strong>Diversificazione del portafoglio</strong>: investire in progetti culturali e creativi significa aggiungere una componente alternativa a un portafoglio magari legato a strumenti tradizionali. È un modo per distribuire il rischio su asset molto differenti tra loro.</li>



<li><strong>Possibilità di rendimento</strong>: nel caso dell’equity crowdfunding, gli investitori diventano soci e possono beneficiare degli eventuali utili derivanti dal successo commerciale dell’opera. Nel lending crowdfunding, invece, ricevono interessi a fronte del prestito concesso.&nbsp;</li>



<li><strong>Coinvolgimento nel progetto</strong>: i sostenitori di una campagna di crowdfunding ricevono di solito delle ricompense speciali, che nel caso del cinema possono diventare l’occasione di partecipare in prima persona a un progetto culturale. Per esempio, un accesso a un evento esclusivo, come la prima del film, oppure un incontro online con degli attori ecc.</li>
</ul>



<p>Il crowdfunding offre quindi agli investitori l’opportunità di diversificare il portafogli, l’appartenenza a una community esclusiva e privilegiata, la possibilità di rendimento e la dimensione di partecipazione culturale: una combinazione difficilmente replicabile in altri strumenti finanziari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Caso studio: l’equity crowdfunding di CULT!</h2>



<p>Un esempio concreto di come il crowdfunding possa aprire <a href="https://www.opstart.it/it/blog/equity-crowdfunding-per-cinema-intervista-ceo-di-cult">nuove prospettive nel settore audiovisivo</a> è un progetto approdato su Opstart nel 2025: <strong>CULT!</strong> è una startup innovativa di produzione audiovisiva che ha scelto <strong>l’equity crowdfunding per finanziare la realizzazione di un biopic</strong> su Andrea Lanfri, atleta paralimpico e alpinista estremo che ha conquistato l’Everest dopo una grave amputazione.</p>



<p>L’obiettivo di CULT! come società è proprio quello di rendere il cinema più accessibile non solo a livello di fruizione, ma anche come ambito di investimento.&nbsp;</p>



<p>L’iniziativa rappresenta un modello interessante per l’Italia, perché dimostra come l’equity crowdfunding possa essere applicato a un settore creativo ad alto rischio, ma anche ad alto potenziale di ritorno culturale ed economico. Non è solo un mezzo tecnico di raccolta fondi, ma un modo per ripensare il rapporto tra autori, pubblico e investitori.</p>



<p>Hai trovato interessante questo articolo sul crowdfunding per il cinema? Scopri per quali altri settori è utile questo strumento leggendo altri articoli sul blog.</p>



<div class="wp-block-uagb-marketing-button uagb-marketing-btn__align-center uagb-marketing-btn__align-text-center uagb-marketing-btn__icon-after uagb-block-51b5847c wp-block-button"><a href="https://www.opstart.it/it/blog" class="uagb-marketing-btn__link wp-block-button__link" target="" rel="noopener noreferrer"><span class="uagb-marketing-btn__title">Visita il blog!</span><svg xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 512 512"><path d="M384 320c-17.67 0-32 14.33-32 32v96H64V160h96c17.67 0 32-14.32 32-32s-14.33-32-32-32L64 96c-35.35 0-64 28.65-64 64V448c0 35.34 28.65 64 64 64h288c35.35 0 64-28.66 64-64v-96C416 334.3 401.7 320 384 320zM488 0H352c-12.94 0-24.62 7.797-29.56 19.75c-4.969 11.97-2.219 25.72 6.938 34.88L370.8 96L169.4 297.4c-12.5 12.5-12.5 32.75 0 45.25C175.6 348.9 183.8 352 192 352s16.38-3.125 22.62-9.375L416 141.3l41.38 41.38c9.156 9.141 22.88 11.84 34.88 6.938C504.2 184.6 512 172.9 512 160V24C512 10.74 501.3 0 488 0z"></path></svg></a></div>
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		<title>Agritech e crowdfunding: un binomio vincente per innovare l’agricoltura</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/agritech-crowdfunding-binomio-per-innovare-agricoltura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2025 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Investimenti alternativi]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti in settori emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[finanza alternativa]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il settore agroalimentare è un comparto cruciale per l’economia italiana, ma è anche uno dei settori in cui siamo più lenti a innovare. Le sfide a cui va incontro l’agricoltura italiana, dai cambiamenti climatici alla transizione energetica fino alla competizione globale, richiedono risposte anche e soprattutto tecnologiche. Rivoluzionare il modo di fare agricoltura tramite l’analisi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-22-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="agritech e crowdfunding" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-22-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-22-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-22-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-22-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/07/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-22.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p>Il settore <strong>agroalimentare</strong> è un comparto cruciale per l’economia italiana, ma è anche uno dei settori in cui siamo più lenti a innovare. Le sfide a cui va incontro l’agricoltura italiana, dai cambiamenti climatici alla transizione energetica fino alla competizione globale, richiedono risposte anche e soprattutto tecnologiche. <strong>Rivoluzionare il modo di fare agricoltura</strong> tramite l’analisi dei dati, le automazioni, nuovi macchinari e strategie di coltivazione è fondamentale per restare competitivi.&nbsp;</p>



<p>Per questo è importante parlare di <strong>agritech</strong>, ovvero di <strong>tecnologia applicata al settore primario</strong>, ed esplorare le forme di finanziamento che possono sostenere i progetti innovativi in ambito agricolo, come il crowdfunding.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa si intende per agritech?</h2>



<p>Il termine “agritech” ha origine dalla fusione delle parole inglesi <strong>“agriculture” e “technology”</strong> e indica l’uso di innovazioni tecnologiche per migliorare la produttività, la sostenibilità e la redditività dell’agricoltura. L’obiettivo è fare di più con meno: più resa, meno sprechi; più qualità, meno impatto ambientale.</p>



<p>Alcuni esempi di <strong>applicazioni della tecnologia all’agricoltura</strong> sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sensori per il monitoraggio del suolo e delle coltivazioni e la raccolta di dati;</li>



<li>droni e robot agricoli per la semina, l’irrigazione e la raccolta;</li>



<li>software di gestione aziendale agricola (<em>farm management platforms</em>);</li>



<li>intelligenza artificiale e machine learning per la previsione dei raccolti;</li>



<li>blockchain per la tracciabilità della filiera alimentare;</li>



<li>agricoltura verticale e idroponica.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Le difficoltà dell’agritech in Italia</h2>



<p>L’Italia vanta una grande tradizione agricola, non solo nella produzione ma anche nella componentistica e nello sviluppo dei macchinari, ma è frenata da un marcato conservatorismo nel settore e dalla <strong>difficoltà di accedere a finanziamenti per l’innovazione</strong>.&nbsp;</p>



<p>Sia l’<a href="https://www.thefoodcons.com/osservatorio-agrifood-tech" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Osservatorio Investimenti Foodtech</a> della società di consulenza TheFoodCons, sia l’<a href="https://www.osservatori.net/smart-agrifood/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Osservatorio Smart AgriFood</a> del Politecnico di Milano descrivono nei loro report del 2024 un calo degli investimenti nel settore, dopo anni di crescita, ma anche un aumento dell’interesse dei fondi internazionali per l’agritech italiano.</p>



<p>L’Osservatorio del Politecnico evidenzia anche un’altra criticità: il <strong>tasso di adozione dell’agritech</strong> resta basso, infatti ancora meno del 10% delle aziende agricole in Italia utilizza soluzioni digitali in modo strutturato.</p>



<p>Tra le motivazioni di questi dati di investimento e di adozione ci sono l’incertezza del contesto economico e geo-politico, la riduzione degli incentivi pubblici, la scarsa maturità digitale delle aziende agricole italiane, la fase di transizione delle prime sperimentazioni in ambito agritech.</p>



<p>Eppure, il potenziale è enorme: l’agritech può aiutare l’Italia a centrare gli obiettivi del Green Deal europeo, migliorando la sostenibilità ma anche la competitività del settore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il crowdfunding per l’agritech</h2>



<p>Come sappiamo, <strong>il crowdfunding è un grande alleato delle imprese innovative</strong>, per la sua flessibilità e accessibilità come strumento di raccolta di capitali. Si dimostra quindi congeniale anche al <strong>sostegno finanziario dell’agritech</strong>, che è un settore spesso animato da startup o PMI innovative che faticano ad accedere ai canali di finanziamento tradizionali o hanno bisogno di più fonti di finanziamento.</p>



<p>Gli <strong>investimenti in agritech</strong>, inoltre, possono attrarre non solo investitori professionali, ma anche cittadini interessati alla sostenibilità alimentare o potenziali fruitori dei prodotti e delle soluzioni dell’azienda stessa: il crowdfunding permette a chiunque di investire in un progetto agritech, ampliando le possibilità di finanziamento.</p>



<p><strong>Agritech e crowdfunding</strong>, quindi, possono creare un binomio vincente per innovare l’agricoltura, e nel resto del mondo stanno già nascendo piattaforme di crowdfunding specificamente dedicate all’agritech, come AgFunder e Barnraiser.</p>



<p>Due esempi di <strong>realtà agritech</strong> che hanno già raccolto capitale in crowdfunding a livello internazionale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>FarmBot</strong> è un progetto statunitense che ha creato una piattaforma hardware e software open-source per macchinari per la produzione alimentare di precisione automatizzata e ha raccolto 1 milione di euro in reward crowdfunding.</li>



<li><strong>Small Robot Company</strong> è una startup inglese che realizza robot per l’agricoltura e ha raccolto 11 milioni di euro attraverso sei campagne di equity crowdfunding.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Agritech in crowdfunding su Opstart: Biorfarm</h2>



<p>La <strong>PMI innovativa italiana </strong><a href="https://www.biorfarm.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Biorfarm</a> offre a privati e aziende la possibilità di adottare o regalare alberi da frutto, olivi, vigne o alveari per seguirne online la coltivazione e ricevere a domicilio i relativi prodotti. L’obiettivo è avvicinare i consumatori ai piccoli agricoltori e promuovere una filiera agroalimentare più sostenibile. L’elemento innovativo è la piattaforma SaaS che permetterà agli agricoltori di gestire autonomamente il ciclo di vendita.</p>



<p>Biorfarm sta raccogliendo capitali in <a href="https://www.opstart.it/it/progetti/dettaglio/13957-biorfarm">equity crowdfunding su Opstart</a> per rafforzare la struttura finanziaria, implementare la piattaforma SaaS, fare attività di marketing e comunicazione e potenziare il team. L’azienda vuole inserirsi nel mercato in crescita delle <strong>soluzioni digitali per l’agricoltura</strong> coprendo tutte le fasi da quella produttiva a quella di vendita e promozione e intercettando un pubblico triplice: agricoltori, privati e aziende.</p>



<p>Ti interessano agritech e crowdfunding? Scopri la campagna di Biorfarm sul nostro sito.</p>



<section class="wp-block-uagb-columns uagb-columns__wrap uagb-columns__background-none uagb-columns__stack-mobile uagb-columns__valign- uagb-columns__gap-10 align uagb-block-bd9e7bcf uagb-columns__columns-3 uagb-columns__max_width-theme"><div class="uagb-columns__overlay"></div><div class="uagb-columns__inner-wrap uagb-columns__columns-3">
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		<title>Quando una startup diventa un unicorno?</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/quando-una-startup-diventa-unicorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti in settori emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[fintech]]></category>
		<category><![CDATA[startup innovative]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.crowdbase.it/?p=5723</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una startup diventa un unicorno quando raggiunge una valutazione di mercato di almeno 1 miliardo di dollari. È un traguardo molto ambito, che sancisce la buona riuscita di un’idea di business e spesso prelude alla quotazione in Borsa. L’innovazione tecnologica è il settore in cui più di frequente compaiono questi “unicorni”, ma non c’è una [&#8230;]</p>
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<p>Una startup diventa un <strong>unicorno</strong> quando raggiunge una <strong>valutazione di mercato di almeno 1 miliardo di dollari</strong>. È un traguardo molto ambito, che sancisce la buona riuscita di un’idea di business e spesso prelude alla <a href="https://www.opstart.it/it/blog/exit-strategy-quotazione-quando-aziende-approdano-borsa-dopo-crowdfunding">quotazione in Borsa</a>. L’innovazione tecnologica è il settore in cui più di frequente compaiono questi “unicorni”, ma non c’è una regola a monte. Approfondiamo le origini di questa espressione e le condizioni che una startup deve soddisfare per ottenere questo prestigioso status e vediamo alcuni esempi di aziende che ce l’hanno fatta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le origini dell’“unicorno”</h2>



<p>Il termine <strong>unicorno nel contesto startup</strong> è stato coniato nel 2013 da Aileen Lee, fondatrice del fondo di venture capital statunitense Cowboy Ventures. In un articolo pubblicato su TechCrunch, Lee lo utilizzò per indicare quelle startup tecnologiche – prevalentemente made in USA – che erano riuscite a raggiungere una valutazione di almeno 1 miliardo di dollari senza essere ancora quotate in Borsa.</p>



<p>L’unicorno è una creatura mitologica rara, sfuggente, magica – esattamente come lo sono le startup capaci di raggiungere simili traguardi. In un mercato altamente competitivo, complesso e rischioso, toccare quella soglia è considerato un <strong>evento raro ed eccezionale</strong>, quindi la metafora è piuttosto centrata. Dal 2013 a oggi, la crescita esponenziale degli investimenti in innovazione digitale ha favorito una crescita del fenomeno degli unicorni, ma queste startup di grande successo restano comunque una rarità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La definizione di startup unicorno</h2>



<p>Nel tempo, il termine unicorno è entrato nel lessico comune dell’ecosistema startup. Una <strong>startup unicorno</strong> è, nella definizione attuale, <strong>una società privata, non ancora quotata, con una valutazione uguale o superiore a 1 miliardo di dollari. </strong></p>



<p>È importante ricordare che la valutazione di una startup è il valore stimato della società sulla base degli investimenti raccolti, delle prospettive di crescita e di altri fattori finanziari, e non corrisponde necessariamente al fatturato reale. Capita, infatti, che le valutazioni di startup non quotate siano gonfiate e si rivelino poi inconsistenti alla prova del mercato.</p>



<p>Le <strong>startup unicorno</strong> emergono più di frequente in settori ad alta innovazione e alto potenziale: digital, fintech, biotech, AI, e-commerce, SaaS.</p>



<p>A oggi si contano più di 1.200 startup unicorno in tutto il mondo, tra cui le più famose sono Stripe (fintech USA per i pagamenti online), SpaceX (l’azienda aerospaziale di Elon Musk), ByteDance (l’azienda cinese proprietaria di TikTok), Klarna (piattaforma svedese di pagamenti rateali), Airbnb (piattaforma USA di affitto e condivisione di case).</p>



<h2 class="wp-block-heading">I requisiti per diventare unicorno</h2>



<p>La <strong>definizione di unicorno</strong> non è uno status giuridico, quindi non esistono requisiti ufficiali per diventarne uno. L’unica condizione condivisa imprescindibile è la valutazione pari o superiore a 1 miliardo di dollari, ma ci sono alcune caratteristiche comuni che di solito si rilevano nelle <strong>startup riconosciute come unicorni</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>alto potenziale di scalabilità;</li>



<li>team di giovani talenti;</li>



<li>modello di business innovativo, spesso fondato su tecnologie avanzate;</li>



<li>presenza significativa sul mercato o prospettiva di espansione internazionale;</li>



<li>investimenti rilevanti da parte di <a href="https://www.opstart.it/it/blog/venture-capital-vc-cos-e-come-finanzia-le-startup">fondi di venture capital o private equity</a> e business angel.&nbsp;</li>
</ul>



<p><strong>Una startup per diventare un unicorno</strong> deve avere la capacità di attrarre capitali e fare fundraising attraverso tanti canali diversi – anche quelli alternativi come il crowdfunding – ma anche avere un team competente, un management propenso all’innovazione continua e all’adattamento al cambiamento e un network di partner strategici e advisor.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Startup unicorno in Italia</h2>



<p>L’Italia, rispetto ad altri Paesi europei come quelli di Francia, Germania o Regno Unito, è partita più lentamente nella corsa all’innovazione, nella quale già l’Europa nel suo complesso è piuttosto indietro rispetto agli Stati Uniti. In Europa la maggior parte delle <strong>startup unicorno</strong> è nata nel Regno Unito. Tuttavia, negli ultimi anni anche nell’<a href="https://www.opstart.it/it/blog/diamo-numeri-come-sta-ecosistema-startup-italia">ecosistema startup del nostro Paese</a> stanno emergendo società che hanno superato la soglia del miliardo di dollari, diventando unicorni.</p>



<p>Alcuni esempi di <strong>unicorni italiani</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.scalapay.com/it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Scalapay</a>, sistema di dilazionamento dei pagamenti online&nbsp;</li>



<li><a href="https://www.satispay.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Satispay</a>, sistema di pagamento digitale&nbsp;</li>



<li><a href="https://www.depop.com/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Depop</a>, e-commerce di moda di seconda mano (oggi con sede a Londra)</li>



<li><a href="https://bendingspoons.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bending Spoons</a>, azienda di sviluppo di app.</li>
</ul>



<p>La <a href="https://www.opstart.it/it/blog/che-cos-e-una-startup-innovativa-ultime-novita-in-vigore">nuova normativa sulle startup innovative in Italia</a> con l’introduzione del concetto di scale-up vuole sostenere proprio la crescita delle startup oltre la prima fase, dove molte si fermano, e creare un ecosistema più favorevole allo sviluppo di unicorni.</p>



<p>Vuoi scoprire altre particolarità sulle startup? Visita il nostro blog dove abbiamo diversi articoli dedicati a queste società. </p>



<section class="wp-block-uagb-columns uagb-columns__wrap uagb-columns__background-none uagb-columns__stack-mobile uagb-columns__valign- uagb-columns__gap-10 align uagb-block-7c1fdf59 uagb-columns__columns-3 uagb-columns__max_width-theme"><div class="uagb-columns__overlay"></div><div class="uagb-columns__inner-wrap uagb-columns__columns-3">
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<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-753a9af9"><div class="uagb-column__overlay"></div>
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		<title>Equity crowdfunding e intelligenza artificiale: intervista ad Andrea Mazzeo su G-RID di Bancomail</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/equity-crowdfunding-intelligenza-artificiale-intervista-mazzeo-bancomail/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2025 14:03:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Equity Crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti in settori emergenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Equity crowdfunding e intelligenza artificiale sono spesso due settori in dialogo, perché PMI e startup stanno iniziando a utilizzare la seconda in modo sistematico: questo ci porta a incontrare progetti e modelli di business che includono l&#8217;IA come parte integrante del loro sviluppo. Basti pensare che in Italia, nel 2024, il mercato dell&#8217;IA ha raggiunto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/02/cover-intervista-bancomail-per-blog-opstart-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="equity crowdfunding intelligenza artificiale" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/02/cover-intervista-bancomail-per-blog-opstart-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/02/cover-intervista-bancomail-per-blog-opstart-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/02/cover-intervista-bancomail-per-blog-opstart-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/02/cover-intervista-bancomail-per-blog-opstart-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/02/cover-intervista-bancomail-per-blog-opstart.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p><strong>Equity crowdfunding e intelligenza artificiale </strong>sono spesso due settori in dialogo, perché PMI e startup stanno iniziando a utilizzare la seconda in modo sistematico: questo ci porta a incontrare progetti e modelli di business che includono l&#8217;IA come parte integrante del loro sviluppo. <br>Basti pensare che in Italia, nel 2024, il mercato dell&#8217;IA ha raggiunto un valore di <strong>1,2 miliardi di euro</strong>, registrando un<a href="https://www.giornaledellepmi.it/intelligenza-artificiale-boom-del-mercato-italiano-58-12-miliardi-di-euro/?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> incremento del 58% rispetto all&#8217;anno precedente</a>. Un&#8217;area, inoltre, in cui l&#8217;intelligenza artificiale sta avendo un impatto significativo è il <strong>marketing</strong>: le aziende adottano soluzioni per personalizzare le esperienze dei clienti, analizzare i dati in tempo reale, migliorare le performance delle campagne pubblicitarie. E non solo. <br><br>In questo contesto si inserisce anche la <strong>PMI innovativa <a href="https://www.bancomail.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bancomail</a></strong>, un esempio di interazione tra equity crowdfunding e intelligenza artificiale, proprio in ambito marketing. In raccolta su Opstart, Bancomail SPA ha lanciato <strong>G-RID</strong> per fornire strumenti efficaci alle imprese che desiderano ottimizzare le proprie campagne e raggiungere in modo più preciso il proprio pubblico di riferimento. <br><br>Ne abbiamo parlato con il <strong>CEO Andrea Mazzeo</strong>, per approfondire il progetto e scoprirne le prospettive future.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Qual è la storia di Bancomail e come è nata l’idea di sviluppare G-RID?</h2>



<p>Bancomail nasce oltre 20 anni fa con l&#8217;obiettivo di fornire <strong>soluzioni efficienti per il marketing diretto B2B</strong> attraverso l&#8217;offerta di database qualificati.&nbsp; L&#8217;idea di sviluppare G-RID nasce dalla volontà di portare &#8220;online&#8221; i dati, rendendoli fruibili e interattivi per le aziende. Grazie all’integrazione dell’intelligenza artificiale, G-RID permette di migliorare la ricerca, l’accesso e la gestione delle informazioni, offrendo un servizio più intelligente e connesso per i nostri clienti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono le principali sfide che le aziende B2B affrontano nella gestione dei dati e in che modo l’intelligenza artificiale di G-RID le risolve?</h2>



<p>Le aziende B2B oggi devono navigare attraverso enormi quantità di dati disordinati e spesso non aggiornati, il che complica significativamente la presa di decisioni strategiche. L&#8217;intelligenza artificiale di G-RID affronta queste sfide con <strong>strumenti avanzati di profilazione</strong>, consentendo analisi dettagliate e personalizzazioni di messaggi basate su comportamenti specifici dei clienti e tendenze di mercato. Questo sistema AI non solo ricerca, profila e organizza i dati, ma li elabora per generare insight preziosi, supportando così le aziende nella creazione di strategie di marketing e vendita molto più mirate ed efficaci.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché avete scelto l’equity crowdfunding per finanziare Bancomail e G-RID e quali opportunità offrite agli investitori?</h2>



<p>L&#8217;equity crowdfunding è stato scelto per <strong>democratizzare il processo di <a href="https://www.opstart.it/it/blog/crowdinvesting-investimento-crowd">investimento</a></strong> e permettere a un maggior numero di persone di partecipare attivamente al nostro progetto. Offriamo agli investitori la possibilità di entrare in una realtà consolidata, non una start-up, ma una società che guida il settore da oltre 20 anni con clienti, bilanci solidi, e un esteso network di reseller. È l&#8217;opportunità di investire in un&#8217;innovazione che promette di cambiare il modo in cui le aziende interagiscono con i loro dati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono le prospettive di sviluppo per G-RID nei prossimi anni e come prevedete di adattarvi alle evoluzioni del mercato?&nbsp;</h2>



<p>G-RID nascerà come una directory open e contributiva, dove gli utenti non solo potranno cercare aziende e professionisti, ma anche creare nuove anagrafiche, arricchire i dati esistenti e migliorare continuamente le informazioni, alimentando un ecosistema dinamico ed esplosivo. Questo approccio genererà un engagement virale e potente, trasformando G-RID in una piattaforma sempre più ricca e rilevante, una sorta di ecosistema B2B2C.<br>Parallelamente, spingeremo sui mercati internazionali per consolidare la nostra leadership globale, accelerando la nostra presenza negli Stati Uniti e rafforzando capillarmente la nostra posizione in Europa </p>



<h2 class="wp-block-heading">C’è un messaggio particolare che vuoi condividere con i potenziali futuri soci di Bancomail?</h2>



<p>Investire su di noi è un po&#8217; come acquistare BTP (ridendo), ma decisamente più avvincente! Scherzi a parte, non siamo una start-up, ma un&#8217;azienda solida con una storia che supera i vent&#8217;anni. Abbiamo un progetto all&#8217;orizzonte che è tanto innovativo quanto disruptivo, pronto a generare un ritorno sull&#8217;investimento da vera scale-up. Abbiamo big data, intelligenza artificiale, B2B e dati. Venite a costruire il futuro con noi, sarà un viaggio emozionante!</p>



<p></p>



<p>Equity crowdfunding e intelligenza artificiale: <strong>ti interessa approfondire l&#8217;esempio di Bancomail?</strong> Scopri la campagna in corso su Opstart.</p>



<section class="wp-block-uagb-columns uagb-columns__wrap uagb-columns__background-none uagb-columns__stack-mobile uagb-columns__valign- uagb-columns__gap-10 align uagb-block-12e8fa45 uagb-columns__columns-3 uagb-columns__max_width-theme"><div class="uagb-columns__overlay"></div><div class="uagb-columns__inner-wrap uagb-columns__columns-3">
<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-0cc53ab9"><div class="uagb-column__overlay"></div></div>



<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-6e825071"><div class="uagb-column__overlay"></div>
<div class="wp-block-uagb-marketing-button uagb-marketing-btn__align-center uagb-marketing-btn__align-text-center uagb-marketing-btn__icon-after uagb-block-e957c364 wp-block-button"><a href="https://www.opstart.it/it/progetti/dettaglio/13913-g-rid-by-bancomail---ai-powered-b2b-hub" class="uagb-marketing-btn__link wp-block-button__link" target="" rel="noopener noreferrer"><span class="uagb-marketing-btn__title">Scopri Bancomail</span><svg xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 512 512"><path d="M384 320c-17.67 0-32 14.33-32 32v96H64V160h96c17.67 0 32-14.32 32-32s-14.33-32-32-32L64 96c-35.35 0-64 28.65-64 64V448c0 35.34 28.65 64 64 64h288c35.35 0 64-28.66 64-64v-96C416 334.3 401.7 320 384 320zM488 0H352c-12.94 0-24.62 7.797-29.56 19.75c-4.969 11.97-2.219 25.72 6.938 34.88L370.8 96L169.4 297.4c-12.5 12.5-12.5 32.75 0 45.25C175.6 348.9 183.8 352 192 352s16.38-3.125 22.62-9.375L416 141.3l41.38 41.38c9.156 9.141 22.88 11.84 34.88 6.938C504.2 184.6 512 172.9 512 160V24C512 10.74 501.3 0 488 0z"></path></svg></a></div>
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<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-2a349983"><div class="uagb-column__overlay"></div></div>
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<p>L'articolo <a href="https://blog.crowdbase.it/equity-crowdfunding-intelligenza-artificiale-intervista-mazzeo-bancomail/">Equity crowdfunding e intelligenza artificiale: intervista ad Andrea Mazzeo su G-RID di Bancomail</a> proviene da <a href="https://blog.crowdbase.it">Il blog di Opstart</a>.</p>
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		<title>L&#8217;intelligenza artificiale al servizio delle risorse umane: la campagna equity crowdfunding della startup innovativa Wh Tech. S.r.l.</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/intelligenza-artificiale-al-servizio-delle-risorse-umane-la-campagna-equity-crowdfunding-della-startup-innovativa-wh-tech-s-r-l/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2024 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Equity Crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti in settori emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[equity crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[startup innovative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Whp.AI è il software di intelligenza artificiale sviluppato dalla startup innovativa Wh Tech S.r.l. per il settore HR (risorse umane). L&#8217;obiettivo della società è fornire una soluzione efficiente ed efficace che possa ottimizzare i processi legati alla ricerca, gestione e formazione del personale. Il progetto è attualmente in campagna di equity crowdfunding su Opstart e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.crowdbase.it/intelligenza-artificiale-al-servizio-delle-risorse-umane-la-campagna-equity-crowdfunding-della-startup-innovativa-wh-tech-s-r-l/">L&#8217;intelligenza artificiale al servizio delle risorse umane: la campagna equity crowdfunding della startup innovativa Wh Tech. S.r.l.</a> proviene da <a href="https://blog.crowdbase.it">Il blog di Opstart</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/05/TEMPLATE-Interviste-blog-4-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="startup innovativa" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/05/TEMPLATE-Interviste-blog-4-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/05/TEMPLATE-Interviste-blog-4-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/05/TEMPLATE-Interviste-blog-4-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/05/TEMPLATE-Interviste-blog-4-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/05/TEMPLATE-Interviste-blog-4.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p><strong><a href="https://www.whp.ai/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Whp.AI</a> è il software di intelligenza artificiale</strong> sviluppato dalla <strong>startup innovativa Wh Tech</strong> <strong>S.r.l. </strong>per il settore HR (risorse umane). L&#8217;obiettivo della società è fornire una soluzione efficiente ed efficace che possa <strong>ottimizzare i processi legati alla ricerca, gestione e formazione del personale</strong>. Il progetto è attualmente in <strong>campagna di equity crowdfunding su Opstart</strong> e il nostro CEO Giovanpaolo Arioldi ha intervistato il founder, <strong>Davide De Lucis</strong>, per approfondire insieme a lui la raccolta e gli obiettivi futuri di Wh Tech S.r.l.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da dove nasce l’idea di sviluppare la piattaforma Whp.AI? E quali sono le caratteristiche che differenziano il vostro progetto dai competitor?</h2>



<p>L&#8217;idea di sviluppare Whp.AI è nata a seguito dell’esperienza maturata dal nostro team nell’esecuzione di progetti caratterizzati da un&#8217;organizzazione ibrida e remota della forza lavoro. Puglia Sviluppo Spa ha fornito un grande contributo, finanziando la primissima versione del software.</p>



<p><strong>L’intelligenza artificiale cognitiva di Whp.AI è progettata per:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>identificare i candidati migliori </strong>da assumere;</li>



<li>supportare il <strong>ricollocamento del personale</strong>;</li>



<li>proporre <strong>percorsi di sviluppo della carriera</strong>;</li>



<li><strong>analizzare CV in inglese e in altre lingue</strong> del mondo;</li>



<li><strong>configurare il miglior team di lavoro</strong> in base al&nbsp;tipo di progetto, business unit e box organizzativo.</li>
</ul>



<p>In poche parole, Whp.AI permette di <strong>aumentare la produttività aziendale</strong> attraverso l&#8217;ottimizzazione di tutti i processi relativi all&#8217;HR.</p>



<p>Gli algoritmi cognitivi proprietari, sviluppati con la consulenza del Politecnico di Bari, sono in grado di proiettare la carriera professionale di un potenziale candidato attraverso la ricerca di informazioni nel web. Quindi, viene assegnato loro un punteggio e viene creata una classifica con i <strong>profili più adatti </strong>per la posizione lavorativa richiesta.</p>



<p>Ma non solo: grazie alla <strong>funzione OpenHR</strong> l&#8217;azienda può reclutare in real time talenti in &#8220;body rental&#8221;, ovvero ricercare manodopera temporanea proveniente da altre imprese (una necessità ricorrente soprattutto nel panorama ICT e nello sviluppo di software).</p>



<p>Un altro aspetto che desidero sottolineare è che la nostra piattaforma è<strong> conforme al GDPR</strong> (regolamento generale sulla protezione dei dati) ed è pronta sia per il panorama europeo, sia per quello USA: può essere integrata facilmente con tutti i servizi a monte, a valle e verticali del processo HR diventando il centro della talent intelligence aziendale, impattando e migliorando<strong> la ricerca del personale, l&#8217;addestramento professionale e l&#8217;organizzazione complessiva dei processi. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Whp.AI è pronta alla commercializzazione e in questi mesi diverse realtà – anche oltreoceano – hanno testato il prodotto. Quali sono stati i primi feedback delle aziende? La vostra piattaforma potrà essere competitiva anche negli Stati Uniti?</h2>



<p><strong>97,7%</strong> è la percentuale di performance ottenuta dalla nostra intelligenza artificiale cognitiva durante i test degli early adopter. Il nostro piano attuale è composto da società italiane, multinazionali e USA e il <strong>valore potenziale della pipeline commerciale</strong> &#8211; composta da aziende che hanno ultimato il test e stanno valutando l&#8217;acquisto &#8211; <strong>è di circa 120.000 €.</strong></p>



<p>Per il mercato italiano sono stati già presi accordi con professionisti con rinomate capacità commerciali e un ampia rete di contatti B2B. La cosa ancor più interessante è che in questi ultimi due mesi abbiamo presentato la piattaforma ad <strong>aziende multinazionali </strong>(tra le prime 5 al mondo nel loro settore) che hanno espresso interesse ad approfondire l’uso e l’integrazione dell’intelligenza artificiale di Whp.AI nei loro processi HR.</p>



<p>In merito agli USA, insieme all’azienda dell’area metropolitana di New York classificata più volte come la numero uno dei servizi IT della città (dove sono stato da dicembre 2023 a febbraio 2024), abbiamo esplorato il mercato ed è emerso che <strong>Whp.AI è competitiva anche negli Stati Uniti</strong> (sia in termini tecnologici che di prezzo). Attualmente con l’azienda di New York stiamo lavorando a una<strong> potenziale partnership commerciale </strong>per la rivendita della piattaforma nel mercato USA.</p>



<p>Inoltre, Whp.AI è entrata nel <strong>programma ISV Microsoft</strong> ed entro il 2024 distribuiremo il nostro software anche tramite il <strong>marketplace B2B Microsoft</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Whp.Ai si basa sull’intelligenza artificiale: in generale, quali benefici pensate possa portare questa tecnologia al settore HR?</h2>



<p>Sulla base dei risultati emersi dall&#8217;utilizzo di Whp.AI durante i test e la fase di early adoptation, pensiamo che l’<a href="https://blog.crowdbase.it/intelligenza-artificiale-startup-del-futuro-quando-ai-fa-crowdfunding/">intelligenza artificiale </a>possa portare i seguenti benefici nel settore HR:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>recruiting più efficiente</strong>: 41% di tempo in meno nei processi di selezione (+ di 100 CV letti, analizzati e classificati in 10 minuti, contro 1 singolo curriculum analizzato e classificato da un umano nello stesso tempo);</li>



<li><strong>focus sulle competenze potenziali</strong>: Whp.AI è in grado di individuare le competenze potenziali, quelle implicate e quelle correlate nel curriculum o nella scheda del personale anche quando queste non sono espressamente scritte;</li>



<li><strong>configurazione del miglior team</strong>: per essere più efficaci nelle proposizioni commerciali e nella realizzazione di progetti;</li>



<li><strong>analisi predittive del turn-over, piani di successione e formazione continua</strong>: gli algoritmi di Whp.AI sono utili per i programmi di ricollocamento del personale, di successione, di crescita professionale attraverso l&#8217;apprendimento di nuove competenze (il software propone corsi di formazione in base ai singoli profili).</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">La campagna è già overfunding! Vi aspettavate un risultato di questo tipo? E perché avete scelto proprio l’equity crowdfunding come strumento per finanziare la crescita della vostra startup innovativa?</h2>



<p>In quanto startup innovativa, abbiamo scelto l’equity crowdfunding per <strong>accelerare il percorso tecnologico e commerciale</strong> nel quale vogliamo coinvolgere precursori, visionari e amanti dell&#8217;innovazione con la voglia di impattare positivamente sulle organizzazioni e sulle generazioni di lavoratori attuali e future.</p>



<p>Siamo soddisfatti del risultato, non solo economico con il raggiungimento dell’obiettivo minimo della campagna, ma anche in merito alla tipologia di investitori coinvolti: tutti altamente qualificati e competenti, a riprova della bontà del progetto, della vision e della tecnologia proposta dalla nostra startup innovativa.</p>



<p><strong>Il crowdfunding è il primo tassello per l&#8217;espansione di Whp.AI.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Come utilizzerete i capitali raccolti durante questa campagna di crowdfunding? E quali sono gli obiettivi futuri di Wh.Tech?</h2>



<p>Nel nostro piano d’impresa sono previsti investimenti finalizzati al<strong> miglioramento tecnologico</strong> della piattaforma Whp.AI, al suo <strong>sviluppo commerciale</strong>, all&#8217;<strong>ampliamento del team</strong> e alla <strong>protezione della proprietà intellettuale.</strong></p>



<p>Nei prossimi tre anni il nostro obiettivo è quello di rendere Whp.AI una piattaforma sempre più integrata con applicazioni come, per esempio, LinkedIn, HireviewSAP, Oracle e altri software in ambito HR. Inoltre, vogliamo mantenere un alto livello competitivo e, soprattutto, distintivo con <strong>continue integrazioni e aggiornamenti </strong>di funzionalità e strumenti utili sia per i candidati che per le aziende.</p>



<p>Chiaramente, il <strong>focus sulle attività commerciali</strong> resta primario: inizieremo ad attivarci già quest&#8217;anno sul mercato italiano. Successivamente, lo sguardo sarà rivolto anche ai <strong>mercati esteri</strong>, specialmente a quello statunitense.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Siete una startup innovativa che in pochi anni ha già raggiunto molti traguardi. Quali consigli senti di dare a tutti gli investitori/investitrici che vorrebbero avviare la propria attività?</h2>



<p>In base alla mia esperienza, i concetti chiave per l&#8217;avvio di una startup sono tre.</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Comprensione del mercato</strong>: osservate i trend e anticipate i cambiamenti. Non fatevi guidare dall&#8217;entusiasmo e dalla volontà di autorealizzazione.</li>



<li><strong>Non accontentatevi</strong>: spingetevi oltre e chiedetevi sempre di più. Le opportunità sono là fuori, basta saperle cogliere.</li>



<li><strong>Resilienza e perseveranza</strong>: non arrendetevi mai. I risultati non arrivano subito, ma siate oggettivi. Imparate a gestire il cash flow della vostra azienda, pianificate e dedicate tutte le vostre energie per raggiungere gli obiettivi che vi siete prefissati.</li>
</ol>



<p>Il software Whp.AI ti incuriosisce? <strong>Scopri tutti i dettagli del progetto sul nostro portale!</strong></p>



<div class="wp-block-uagb-marketing-button uagb-marketing-btn__align-center uagb-marketing-btn__align-text-center uagb-marketing-btn__icon-after uagb-block-de42c275 wp-block-button"><a href="https://bit.ly/4d6SM7a" class="uagb-marketing-btn__link wp-block-button__link" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span class="uagb-marketing-btn__title">Scopri Whp.AI</span><svg xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 512 512"><path d="M384 320c-17.67 0-32 14.33-32 32v96H64V160h96c17.67 0 32-14.32 32-32s-14.33-32-32-32L64 96c-35.35 0-64 28.65-64 64V448c0 35.34 28.65 64 64 64h288c35.35 0 64-28.66 64-64v-96C416 334.3 401.7 320 384 320zM488 0H352c-12.94 0-24.62 7.797-29.56 19.75c-4.969 11.97-2.219 25.72 6.938 34.88L370.8 96L169.4 297.4c-12.5 12.5-12.5 32.75 0 45.25C175.6 348.9 183.8 352 192 352s16.38-3.125 22.62-9.375L416 141.3l41.38 41.38c9.156 9.141 22.88 11.84 34.88 6.938C504.2 184.6 512 172.9 512 160V24C512 10.74 501.3 0 488 0z"></path></svg></a></div>



<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.crowdbase.it/intelligenza-artificiale-al-servizio-delle-risorse-umane-la-campagna-equity-crowdfunding-della-startup-innovativa-wh-tech-s-r-l/">L&#8217;intelligenza artificiale al servizio delle risorse umane: la campagna equity crowdfunding della startup innovativa Wh Tech. S.r.l.</a> proviene da <a href="https://blog.crowdbase.it">Il blog di Opstart</a>.</p>
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		<title>Tecnologia e intelligenza artificiale: le startup del futuro in raccolta su Opstart</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/tecnologia-e-intelligenza-artificiale-le-startup-del-futuro-in-raccolta-su-opstart/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 09:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Equity Crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti in settori emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[fintech]]></category>
		<category><![CDATA[Innovare]]></category>
		<category><![CDATA[startup innovative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rapidità con cui si evolve il mercato odierno rappresenta una sfida per gli imprenditori di domani. Infatti, chi vuole proporre modelli di business distintivi non può fare a meno di integrare strumenti digitali e di intelligenza artificiale. In questo contesto, le competenze professionali possono trovare canali di applicazione sempre più performanti, capaci di dar [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.crowdbase.it/tecnologia-e-intelligenza-artificiale-le-startup-del-futuro-in-raccolta-su-opstart/">Tecnologia e intelligenza artificiale: le startup del futuro in raccolta su Opstart</a> proviene da <a href="https://blog.crowdbase.it">Il blog di Opstart</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/03/COVER-BLOGANTEPRIMA-YT-Webinar-equity-marzo-24-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="startup innovative tecnologiche" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/03/COVER-BLOGANTEPRIMA-YT-Webinar-equity-marzo-24-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/03/COVER-BLOGANTEPRIMA-YT-Webinar-equity-marzo-24-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/03/COVER-BLOGANTEPRIMA-YT-Webinar-equity-marzo-24-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/03/COVER-BLOGANTEPRIMA-YT-Webinar-equity-marzo-24-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/03/COVER-BLOGANTEPRIMA-YT-Webinar-equity-marzo-24.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p>La rapidità con cui si evolve il mercato odierno rappresenta una sfida per gli imprenditori di domani. Infatti, chi vuole proporre <strong>modelli di business distintivi</strong> non può fare a meno di integrare strumenti digitali e di<a href="https://blog.crowdbase.it/intelligenza-artificiale-startup-del-futuro-quando-ai-fa-crowdfunding/"> intelligenza artificiale</a>. In questo contesto, le competenze professionali possono trovare canali di applicazione sempre più performanti, capaci di dar vita a startup innovative e tecnologiche davvero interessanti. </p>



<p><strong>Consulens</strong>, <strong>Wh Tech</strong> e <strong>AIRA LAB</strong> ne sono degli esempi: si tratta di <strong>tre progetti attualmente in campagna di equity crowdfunding su Opstart</strong>, nonché protagonisti del nostro ultimo webinar incentrato proprio sull&#8217;incontro tra<strong> innovazione e tecnologia</strong>. Abbiamo avuto il piacere di dialogare con:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Margherita De Cosmo</strong>, Co-Founder di<strong> Consulens</strong></li>



<li><strong>Davide De Lucis</strong>, CEO di Wh Tech (progetto <strong>Whp.AI</strong>)</li>



<li><strong>Luca Medeghini</strong>, Business Manager di <strong>AIRA LAB</strong></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">La consulenza racchiusa in un portale</h2>



<p><a href="https://consulens.online/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Consulens</a> offre un servizio di <strong>consulenza fiscale e contabile a micro imprese e piccole partite IVA italiane</strong>. Tra le varie attività di supporto spiccano la pianificazione fiscale e dei contributi, la tenuta contabile dei regimi e le consulenze specialistiche. Il tutto viene erogato tramite una <strong>piattaforma dedicata</strong> che permette agli utenti di tenere monitorata la propria situazione finanziaria e richiedere supporto a professionisti del settore in modo semplice e intuitivo. </p>



<p>Margherita De Cosmo ci ha raccontato di come Consulens sia nata principalmente per <strong>rispondere a una forte esigenze del mercato</strong>: &#8220;Il 95% del tessuto imprenditoriale italiano è composto da partite IVA e micro imprese, che riportano grandi difficoltà nelle fasi di strutturazione, digitalizzazione e innovazione dei propri processi. Il problema principale risiede nell&#8217;impossibilità per questi soggetti di trovare consulenze facilmente accessibili&#8221;. </p>



<p>Un progetto innovativo, dunque, che offre a chiunque la possibilità di trovare il consulente adatto per le proprie esigenze, nonché uno strumento che semplifica il monitoraggio della propria attività.  </p>



<p>Per Consulens la raccolta di crowdfunding ha l&#8217;obiettivo di <strong>ampliare le funzionalità</strong> messe a disposizione degli utenti, continuando così a innovare la propria offerta per mantenere forte quella distintività che è già intrinseca nel progetto: &#8220;Attualmente ci occupiamo di<strong> tutti i regimi contabili</strong>, una cosa che per i portali online non è assolutamente scontata. In questo contesto, siamo<strong> gli unici a offrire sia consulenze di contabilità ordinaria sia specialistiche&#8221;.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Whp.AI: tra le startup innovative e tecnologiche per migliorare il settore HR</h2>



<p><a href="https://www.whp.ai/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Whp.AI</a> è il progetto della startup innovativa Wh Tech attualmente in campagna di equity crowdfunding su Opstart. Si tratta di una <strong>piattaforma di intelligenza artificiale cognitiva per il settore HR Tech</strong>. </p>



<p>&#8220;Non ci affidiamo a strumenti esterni come ChatGPT, ma grazie alla consulenza scientifica del Politecnico di Bari siamo riusciti a <strong>sviluppare algoritmi di AI </strong>che permettono di<strong> ottimizzare tutti quei processi relativi alla ricerca del personale</strong>&#8221; ci ha spiegato Davide De Lucis.</p>



<p>Grazie al supporto dell&#8217;intelligenza artificiale, Whp.AI punta a semplificare e migliorare il rapporto che intercorre tra aziende e candidati.</p>



<p>Per Wh Tech, l&#8217;esperienza con la finanza alternativa ha l&#8217;intento di garantire la liquidità necessaria per aggiornare il software proprietario, arricchendolo con ulteriori funzionalità, e sviluppare nuove attività commerciali. </p>



<p>La piattaforma è <strong>pronta alla commercializzazione</strong>, forte di sostegni provenienti da realtà come Google Cloud, Microsoft e Puglia Sviluppo. Test tecnici sono già stati svolti da diversi enti e organizzazioni che hanno riportato<strong> feedback positivi</strong> così come è recente il riconoscimento della testa giornalistica La Repubblica che ha inserito <strong>Whp.AI tra le 130 startup innovative e tecnologiche italiane più promettenti in ambito intelligenza artificiale.</strong> Insomma, una serie di segnali positivi e solide basi per il futuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">AIRA: il cestino intelligente</h2>



<p>L&#8217;ultimo progetto che abbiamo approfondito è stato <a href="http://www.airalab.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AIRA</a>: un<strong> innovativo cestino </strong>che grazie all&#8217;utilizzo di intelligenza artificiale è in grado di <strong>riconoscere il rifiuto in entrata ed effettuare in autonomia la raccolta differenziata.</strong></p>



<p>Quest&#8217;idea nasce dall&#8217;esigenza di aumentare i tassi di riciclaggio purtroppo ancora carenti nelle aree pubbliche e nelle zone dedicate all&#8217;organizzazione di eventi. </p>



<p>Il modello di business di AIRA si fonda sul noleggio: enti, fiere e organizzazioni noleggiano il cestino intelligente e in base alla durata dell&#8217;utilizzo &#8211; che può raggiungere anche i 3 anni &#8211; ricevono analisi dettagliate a breve termine e a lungo termine su tutto il materiale raccolto.</p>



<p>&#8220;Attualmente percepiamo già un<strong> forte interesse</strong> da parte del mercato: abbiamo diverse lettere d&#8217;intenti già firmate, un accordo con un distributore che conta più di 100 comuni contattati e propensi all&#8217;integrazione del nostro prodotto e puntiamo a raggiungere quota 24 eventi soltanto nel primo anno di attività&#8221;. Le parole di Luca Medeghini proiettano AIRA tra le startup più innovative e tecnologiche realmente capaci di rispondere a un&#8217;esigenza concreta del mercato. </p>



<p>In questo contesto, i capitali che verranno raccolti dalla campagna di equity crowdfunding permetteranno alla società di proseguire le attività di ricerca e sviluppo, nonché<strong> velocizzare il processo di produzione e commercializzazione del cestino intelligente. </strong></p>



<p></p>



<p><em>Le società in raccolta ti hanno incuriosito/a?</em>&nbsp;Scopri tutti gli altri dettagli sul nostro sito!</p>



<div class="wp-block-uagb-marketing-button uagb-marketing-btn__align-center uagb-marketing-btn__align-text-center uagb-marketing-btn__icon-after uagb-block-902ec7bf wp-block-button"><a href="https://bit.ly/3TWwAVy" class="uagb-marketing-btn__link wp-block-button__link" target="" rel="noopener noreferrer"><span class="uagb-marketing-btn__title">Vai su Opstart</span><svg xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 512 512"><path d="M384 320c-17.67 0-32 14.33-32 32v96H64V160h96c17.67 0 32-14.32 32-32s-14.33-32-32-32L64 96c-35.35 0-64 28.65-64 64V448c0 35.34 28.65 64 64 64h288c35.35 0 64-28.66 64-64v-96C416 334.3 401.7 320 384 320zM488 0H352c-12.94 0-24.62 7.797-29.56 19.75c-4.969 11.97-2.219 25.72 6.938 34.88L370.8 96L169.4 297.4c-12.5 12.5-12.5 32.75 0 45.25C175.6 348.9 183.8 352 192 352s16.38-3.125 22.62-9.375L416 141.3l41.38 41.38c9.156 9.141 22.88 11.84 34.88 6.938C504.2 184.6 512 172.9 512 160V24C512 10.74 501.3 0 488 0z"></path></svg></a></div>
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		<title>Intelligenza artificiale e startup del futuro: quando l’AI fa crowdfunding</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/intelligenza-artificiale-startup-del-futuro-quando-ai-fa-crowdfunding/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2024 09:10:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Equity Crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti in settori emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[equity crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[Innovare]]></category>
		<category><![CDATA[startup innovative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’intelligenza artificiale negli ultimi anni è tornata alla ribalta nelle discussioni istituzionali e nella quotidianità delle persone grazie all’implementazione e al miglioramento di strumenti già esistenti e alla sperimentazione di nuove applicazioni, proposte soprattutto da startup innovative. Il fenomeno ChatGPT è stato solo la punta dell’iceberg dell’accelerazione subita da un tipo particolare di software di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.crowdbase.it/intelligenza-artificiale-startup-del-futuro-quando-ai-fa-crowdfunding/">Intelligenza artificiale e startup del futuro: quando l’AI fa crowdfunding</a> proviene da <a href="https://blog.crowdbase.it">Il blog di Opstart</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/02/19-02-24-Copertina-1-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="intelligenza artificiale startup" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/02/19-02-24-Copertina-1-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/02/19-02-24-Copertina-1-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/02/19-02-24-Copertina-1-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/02/19-02-24-Copertina-1-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/02/19-02-24-Copertina-1.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p>L’<strong>intelligenza artificiale</strong> negli ultimi anni è tornata alla ribalta nelle discussioni istituzionali e nella quotidianità delle persone grazie all’implementazione e al miglioramento di strumenti già esistenti e alla sperimentazione di nuove applicazioni, proposte soprattutto da startup innovative.</p>



<p>Il <a href="https://www.wired.it/article/chatgpt-bot-conversazionale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fenomeno ChatGPT</a> è stato solo la punta dell’iceberg dell’accelerazione subita da un tipo particolare di software di AI &#8211; quella generativa &#8211; ma ce ne sono molti altri il cui utilizzo spazia in un’estrema varietà di ambiti, che potranno trasformare radicalmente il lavoro dell’uomo, migliorandolo.</p>



<p>Siamo abituati a pensare all’AI come a strumenti ipertecnologici legati alla robotica, con una <strong>sfumatura futuristica</strong>, ma in realtà di essa si parla dalla metà del secolo scorso e si trova anche in dispositivi che utilizziamo quotidianamente, dal funzionamento piuttosto semplice.</p>



<p>L’intelligenza artificiale, infatti, è l’applicazione di algoritmi che consentono alle macchine di replicare e simulare i meccanismi dell’intelligenza umana da un livello base a quelli molto sofisticati che si stanno attualmente sperimentando.</p>



<p>Motori di ricerca, traduttori, e-commerce, processi produttivi, assistenti vocali, chatbot, sistemi di riconoscimento facciale, domotica e diagnostica sono solo alcuni degli ambiti in cui quotidianamente abbiamo a che fare con l’intelligenza artificiale, probabilmente senza pensarci.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale</h2>



<p><strong>Intelligenza artificiale e innovazione</strong> vanno a braccetto: la prima facilita e accelera la seconda. Per questo aziende e istituzioni che vogliono aumentare la propria competitività stanno investendo enormi risorse in ricerca sull’AI, come ha evidenziato l’<a href="https://aiindex.stanford.edu/report/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AI Index Report 2023</a>.</p>



<p>Ecco alcuni dei <strong>settori in cui l’applicazione dell’AI sta portando innovazione</strong>, cambiando il modo in cui le persone vivono, lavorano e interagiscono con il mondo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>In <strong>ambito sanitario</strong> l’intelligenza artificiale è in grado di accelerare e rendere più precisa e accurata la diagnostica, affiancando i medici nell’interpretazione di esami e quadri clinici, di prevedere il decorso di una malattia, di facilitare gli interventi chirurgici, di analizzare e interpretare dati epidemiologici su larga scala, di elaborare piani di prevenzione, di accelerare il processo di scoperta e validazione di farmaci e molto altro.</li>



<li>In <strong>ambito industriale</strong> l’AI è può di ottimizzare i processi di produzione e ridurre notevolmente i costi, attraverso l’automazione delle fabbricazioni, il monitoraggio dello stato di salute dei macchinari, la pianificazione della catena di approvvigionamento e della logistica, l’analisi di dati per l’elaborazione di previsioni ecc.</li>



<li>In <strong>ambito finanziario</strong>, l’AI è in grado di identificare <a href="https://blog.crowdbase.it/risparmiare-capitali-e-investire-in-autonomia-e-tu-che-risparmiatore-sei/">opportunità di investimento</a> in base all’analisi di enormi quantità di dati, di calcolare i rischi, fare previsioni di mercato, personalizzare un portafoglio di investimenti, prevenire frodi.</li>



<li>L’intelligenza artificiale si rivela anche una preziosa alleata per la <strong>lotta al cambiamento climatico</strong>, sia per il suo generico supporto alla ricerca scientifica, sia per le sue capacità di analisi di dati ed elaborazione di soluzioni efficienti, per esempio nell’identificazione dei territori e delle specie animali a rischio, nello sviluppo di tecnologie agricole avanzate, nella previsione di fenomeni naturali, nell’efficientamento dei sistemi energetici.</li>
</ul>



<p>Questi sono solo pochissimi esempi delle frontiere su cui l’intelligenza artificiale sta insistendo maggiormente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">AI come strumento di crescita</h2>



<p>Le <strong>potenzialità dell’AI per la competitività e la crescita delle imprese</strong> e per la risoluzione di problemi cruciali dell’umanità spiegano la corsa all’innovazione in questo campo e la continua nascita di nuovi progetti imprenditoriali basati su qualche applicazione di questa tecnologia. Secondo il report sopra menzionato, <strong>dal 2017 sono raddoppiate le aziende che utilizzano l’AI</strong>. In un’economia come quella del nostro tempo che è basata soprattutto sui servizi e sui dati, l’intelligenza artificiale riserva sconfinate opportunità che diventano le fondamenta delle migliaia di startup che nascono ogni giorno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Startup e crowdfunding</h2>



<p>Molte <a href="https://blog.crowdbase.it/cosa-si-intende-impresa-innovativa-pmi-startup/">startup innovative</a> si basano sull’intelligenza artificiale e raccolgono capitale con la finanza alternativa: abbiamo evidenziato spesso come <strong>il crowdfunding sia un prezioso strumento per l’innovazione </strong>e approfondiamo ora la conoscenza di due <strong>startup basate sull’AI</strong> che hanno scelto il <a href="https://blog.crowdbase.it/equity-crowdfunding/">crowdfunding</a> per finanziarsi e presto saranno su Opstart.</p>



<p><strong>Whp.AI</strong> è il software di intelligenza artificiale sviluppato da Wh Tech S.r.l. per ottimizzare i processi legati alla selezione del personale: aumentare l’efficacia delle ricerche, pianificare carriere, analizzare i dati connessi ai CV, configurare team sono alcune delle funzioni del software &#8211; già testato da numerose aziende italiane &#8211; particolarmente utile in un mondo del lavoro in cui la competizione per attrarre le figure professionali più qualificate è agguerrita. La campagna di equity crowdfunding su Opstart ha l’obiettivo di raccogliere capitale per sviluppare ulteriormente la tecnologia del software, brevettarla e ampliare la commercializzazione.</p>



<p><strong>Aira Lab</strong>, invece, è una startup che ha sviluppato un’applicazione dell’intelligenza artificiale alla gestione dei rifiuti: il cestino intelligente AIRA grazie all’AI è in grado di separare e gestire i rifiuti facendo in autonomia la raccolta differenziata. L’obiettivo è quello di rispondere alle crescenti esigenze di gestione efficiente dei rifiuti in un contesto di crescita della popolazione urbana. La soluzione si rivolge in particolare ad aziende pubbliche, player del settore eventi e anche aziende private, con cui i test sono già in corso. La campagna di equity crowdfunding servirà a finanziare la produzione e l’ingresso sul mercato.</p>



<p>Le due <strong>campagne di equity crowdfunding</strong> saranno presto su Opstart: ti aspettiamo!</p>



<div class="wp-block-uagb-marketing-button uagb-marketing-btn__align-center uagb-marketing-btn__align-text-center uagb-marketing-btn__icon-after uagb-block-85068b67 wp-block-button"><a href="https://bit.ly/3uO3Wwk" class="uagb-marketing-btn__link wp-block-button__link" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span class="uagb-marketing-btn__title">Vieni su Opstart</span><svg xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 512 512"><path d="M384 320c-17.67 0-32 14.33-32 32v96H64V160h96c17.67 0 32-14.32 32-32s-14.33-32-32-32L64 96c-35.35 0-64 28.65-64 64V448c0 35.34 28.65 64 64 64h288c35.35 0 64-28.66 64-64v-96C416 334.3 401.7 320 384 320zM488 0H352c-12.94 0-24.62 7.797-29.56 19.75c-4.969 11.97-2.219 25.72 6.938 34.88L370.8 96L169.4 297.4c-12.5 12.5-12.5 32.75 0 45.25C175.6 348.9 183.8 352 192 352s16.38-3.125 22.62-9.375L416 141.3l41.38 41.38c9.156 9.141 22.88 11.84 34.88 6.938C504.2 184.6 512 172.9 512 160V24C512 10.74 501.3 0 488 0z"></path></svg></a></div>
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		<title>Il futuro con le energie rinnovabili: webinar con Energy 4 Future</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/il-futuro-con-le-energie-rinnovabili-webinar-con-energy-4-future/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jan 2022 14:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Equity Crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti in settori emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[Investire in startup]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mercato globale delle energie rinnovabili continua a crescere e l&#8217;Europa non è da meno: negli ultimi 5 anni, secondo gli studi di settore, gli investimenti hanno superato i 100 miliardi di euro. A fare da traino principalmente eolico e fotovoltaico, che stanno iniziando un processo di integrazione con i sistemi di accumulo e con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2022/01/Webinar-Energy-for-future-blog-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="energie rinnovabili" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2022/01/Webinar-Energy-for-future-blog-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2022/01/Webinar-Energy-for-future-blog-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2022/01/Webinar-Energy-for-future-blog-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2022/01/Webinar-Energy-for-future-blog.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p>Il mercato globale delle <strong>energie rinnovabili</strong> continua a crescere e l&#8217;Europa non è da meno: negli ultimi 5 anni, secondo gli studi di settore, gli investimenti hanno superato i 100 miliardi di euro. A fare da traino principalmente <strong>eolico e fotovoltaico</strong>, che stanno iniziando un processo di integrazione con i sistemi di accumulo e con le tecnologie per l’idrogeno verde. </p>



<p>Abbiamo organizzato un <a href="https://youtu.be/w_JYO-NI_rw"><strong>webinar</strong></a> con <strong><a href="https://www.opstart.it/it/progetti/dettaglio/13786-energy-4-future" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Energy 4 Future</a></strong>, startup innovativa in campagna di equity crowdfunding su Opstart.<br>Hanno dialogato con noi: <br>&#8211; Marco Ferrara, Presidente e CEO di E4F;<br>&#8211; Vito Vittore, Consigliere e Legale di E4F;<br>&#8211; Igor Siccardi, Consigliere e Business Developer di E4F.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contesto di riferimento delle energie rinnovabili</h2>



<p>Ferrara inizia raccontandoci <strong>cos&#8217;è successo nel settore</strong> energia in Italia, dagli anni &#8217;80, periodo in cui vigeva il predominio del settore petrolifero, con le rinnovabili quasi inesistenti, fino ai primi anni Duemila. Qui, grazie alla <strong>liberalizzazione dell&#8217;energia</strong> sancita dal decreto Bersani (1999), <strong>eolico e fotovoltaico</strong> si sono affacciati al mercato, iniziando una lenta risalita. La loro vera maturazione è arrivata però circa dal 2010 in poi, con una parallela diminuzione dell&#8217;energia derivata dal carbone, che entro il 2025 in Italia sarà del tutto dismessa.</p>



<p><strong>Il futuro</strong> è, secondo Ferrara, proprio <strong>in mano alle energie rinnovabili</strong>, con particolare focus su eolico e fotovoltaico. E la transizione energetica a livello europeo richiederà, secondo le stime, circa 360 miliardi di euro. <br>Importante sottolineare, interviene poi Vittore, è che il settore è supportato a tutti i livelli dalle istituzioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è Energy 4 Future</h2>



<p>Energy 4 future è una <strong>startup innovativa</strong> fondata nel 2021.  È importante però sottolineare che alle sue spalle ci sono i <strong>gruppi Clear Energy Srl e Syma Group Srl</strong>, che lavorano nel settore di riferimento da anni e collaborano dal 2018. Insomma, una startup sui generis, perché sebbene neonata si avvale dell&#8217;<strong>esperienza decennale</strong> dei suoi soci fondatori e delle relative società. </p>



<p>Dietro a Energy 4 future c&#8217;è poi anche <strong>RenX Italia Srl</strong>, nata circa un anno fa, che al momento ha 2.500 MegaWatt di progetti eolici e fotovoltaici in sviluppo in <strong>5 Paesi diversi</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché una startup innovativa e perché l&#8217;equity crowdfunding? </h2>



<p>Energy 4 future nasce <strong>pensata per l&#8217;equity crowdfunding</strong>, allo scopo di <strong>aprire il settore delle energie rinnovabili anche ai piccoli risparmiatori</strong>, consentendo a chiunque di dare il suo contributo nella lotta contro i cambiamenti climatici. E, contemporaneamente, dando la possibilità di investire in un settore con ottime previsioni di crescita per i prossimi anni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Progetti in campo per le energie rinnovabili</h2>



<p>Ogni progetto implementerà <strong>una o più innovazioni volte a migliorare la redditività</strong>, a <strong>minimizzare l&#8217;impatto ambientale e l&#8217;uso del suolo </strong>e a <strong>promuovere l&#8217;integrazione delle piante con misure di conservazione del territorio</strong>.</p>



<p>Oggi c&#8217;è già un progetto in campo: è stato infatti acquistato un <strong>terreno</strong> da una famiglia di pastori sardi in <strong>provincia di Oristano</strong>, per un <strong>agrovoltaico</strong> che genererà tra i 24 e 30 Megawatt di picco. La scelta della Sardegna non è casuale, ma è dovuta alle <strong>ottimali condizioni di</strong> <strong>irraggiamento</strong>. Importante è anche sottolineare l&#8217;innovazione del progetto che vuole <strong>integrarsi col territorio</strong> in cui si inserisce e per questo prevede una tecnologia per il <strong>monitoraggio delle temperature</strong> e l&#8217;<strong>allarme</strong> laddove si avvertano cambiamenti sostanziali, che possano far intuire la <strong>presenza di un incendio</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;equity crowdfunding su Opstart</h2>



<p>La campagna di equity crowdfunding su Opstart ha un obiettivo minimo di 100.000 euro, già superato, e un obiettivo massimo di 700.000. L&#8217;investimento minimo è pensato proprio per dare a chiunque, anche al piccolo risparmiatore, la possibilità di partecipare: è pari a 250€ per quote di tipo B.  </p>



<p>I capitali raccolti in questa fase verranno in primis impiegati per acquisire a titolo temporaneo o definitivo le disponibilità delle aree sulle quali verrà realizzato l’impianto. Successivamente, per i&nbsp;<strong>diritti di connessione</strong>&nbsp;alla rete elettrica nazionale, le spese di personale per&nbsp;<strong>ricerca e sviluppo</strong> e le attività di progettazione. Infine, durante la cosiddetta&nbsp;<strong>fase di costruzione</strong>&nbsp;per opere elettriche, acquisto di materiale, trasporti e servizi. </p>



<p>I ricavi del progetto consisteranno prevalentemente nei flussi di cassa derivanti dalla&nbsp;<strong>vendita dell&#8217;energia elettrica prodotta</strong> o dalla&nbsp;<strong>cessione dei progetti</strong> a grandi compagnie energetiche o fondi di investimento.</p>



<p><br>Se ti abbiamo incuriosito e vuoi saperne di più, scopri la campagna di equity crowdfunding su Opstart!</p>



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