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	<title>Finanza sostenibile Archivi - Il blog di Opstart</title>
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	<description>News e approfondimenti sul mondo della finanza alternativa</description>
	<lastBuildDate>Wed, 05 Aug 2026 15:23:34 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Finanza sostenibile Archivi - Il blog di Opstart</title>
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		<title>Investimenti sostenibili e greenwashing: come leggere davvero l’impatto di un progetto</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/investimenti-sostenibili-greenwashing/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 15:23:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Finanza sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Investire in startup]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sostenibilità è un vero e proprio criterio di investimento: accanto a rischio, rendimento e costi, sia i piccoli investitori privati sia i grandi investitori professionali valutano ormai da anni anche gli effetti che un’impresa produce sull’ambiente e sulla società. È in questo contesto che si inserisce il tema degli investimenti sostenibili e del greenwashing. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.crowdbase.it/investimenti-sostenibili-greenwashing/">Investimenti sostenibili e greenwashing: come leggere davvero l’impatto di un progetto</a> proviene da <a href="https://blog.crowdbase.it">Il blog di Opstart</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img fetchpriority="high" decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/08/Investimenti-sostenibili-greenwashing-cover-articolo-blog-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="investimenti sostenibili greenwashing" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/08/Investimenti-sostenibili-greenwashing-cover-articolo-blog-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/08/Investimenti-sostenibili-greenwashing-cover-articolo-blog-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/08/Investimenti-sostenibili-greenwashing-cover-articolo-blog-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/08/Investimenti-sostenibili-greenwashing-cover-articolo-blog-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2026/08/Investimenti-sostenibili-greenwashing-cover-articolo-blog.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p>La sostenibilità è un vero e proprio criterio di investimento: accanto a rischio, rendimento e costi, sia i piccoli investitori privati sia i grandi investitori professionali valutano ormai da anni anche gli effetti che un’impresa produce sull’ambiente e sulla società. È in questo contesto che si inserisce il tema degli investimenti sostenibili e del greenwashing.</p>



<p>La crescente attenzione per i temi della sostenibilità, però, ha fatto emergere un problema concreto: termini come “green”, “responsabile”, “<a href="https://www.opstart.it/it/blog/educazione-finanziaria-sostenibilita-scelte-consapevoli-green">sostenibile</a>” e “a impatto” possono essere utilizzati per descrivere imprese, progetti e prodotti o servizi proposti come investimento senza che a queste etichette corrispondano prove concrete e risultati effettivi capaci di dimostrare la veridicità del claim.</p>



<p>Il problema per l’investitore è quindi passare dalla dichiarazione alla verifica. Ogni volta che mancano informazioni trasparenti sul “come” al di là del “cosa”, ogni volta che mancano numeri al di là delle parole aumenta il rischio di greenwashing.</p>



<p>In questo articolo chiariamo <strong>cosa significa greenwashing in ambito finanziario</strong> e forniamo consigli pratici per <strong>fare investimenti sostenibili per davvero</strong>, imparando ad analizzare documenti e dati anche senza essere esperti del settore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cosa significa davvero investimento sostenibile</h2>



<p>La Commissione europea definisce la <strong>finanza sostenibile</strong> come il processo attraverso cui le considerazioni ambientali, sociali e di governance vengono integrate nelle decisioni di investimento. L’obiettivo è indirizzare maggiori risorse verso attività capaci di sostenere sia una crescita duratura sia la transizione verso un’economia climaticamente neutra.</p>



<p>Questa definizione comprende un insieme molto ampio di strategie. Un investimento può limitarsi a considerare i <strong>rischi ambientali e sociali</strong> che potrebbero compromettere i risultati economici dell’impresa, oppure può puntare intenzionalmente a generare un <strong>beneficio misurabile</strong>. Per questo non tutti gli investimenti presentati come sostenibili hanno lo stesso livello di ambizione e non possono essere valutati utilizzando un’unica etichetta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Criteri ESG, sostenibilità e impatto</h2>



<p>I criteri ESG sono forse i più noti parametri per misurare la sostenibilità di un’azienda, ma non sono gli unici né coprono tutte le possibili declinazioni di sostenibilità e di impatto positivo.</p>



<p>Per approfondire i concetti Environmental, Social, Governance ti rimandiamo al nostro <a href="https://www.opstart.it/it/blog/criteri-esg-come-misurare-sostenibilita-azienda">articolo sul tema ESG</a>.</p>



<p>I <strong>criteri ESG</strong> e i <strong>rating ESG</strong> che vengono costruiti sulla base di essi possono fornire due tipi di informazioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>come i rischi legati alla sostenibilità incidono su un’impresa</li>



<li>gli effetti che un’impresa produce sulle persone e sull’ambiente.</li>
</ul>



<p>Considerare i fattori ESG non significa, quindi, che l’investimento abbia necessariamente l’obiettivo di produrre un cambiamento ambientale o sociale. Un investitore potrebbe, per esempio, analizzare i rischi climatici soltanto perché possono aumentare i costi operativi, ridurre il valore degli asset o compromettere la continuità dell’attività. In questo caso, la sostenibilità entra nella valutazione finanziaria, ma non rappresenta necessariamente il risultato perseguito.</p>



<p>L’<strong>impact investing </strong>parte invece da un’intenzione ulteriore: ottenere, accanto al rendimento economico, un effetto positivo identificabile e misurabile.</p>



<p>La distinzione è importante perché impedisce di interpretare qualsiasi riferimento ai criteri ESG come una garanzia di impatto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Investimenti sostenibili e greenwashing: di che cosa si tratta</h2>



<p>Il <strong>greenwashing negli investimenti</strong> si verifica quando le caratteristiche ambientali o sociali di un’impresa, di un progetto o di un prodotto finanziario vengono rappresentate ai potenziali investitori in modo più favorevole rispetto a quanto emerge dalle attività effettive e dai dati disponibili.</p>



<p>Nel <a href="https://www.esma.europa.eu/sites/default/files/2024-06/ESMA36-287652198-2699_Final_Report_on_Greenwashing.pdf?uuid=10062024141644">rapporto 2024 dedicato al fenomeno</a>, ESMA riprende la definizione condivisa dalle autorità europee di vigilanza: si parla di greenwashing quando dichiarazioni, comunicazioni, azioni o comportamenti legati alla sostenibilità non riflettono in modo chiaro e corretto il profilo sottostante di un soggetto, di un prodotto finanziario o di un servizio.</p>



<p>Non riguarda quindi soltanto le affermazioni palesemente false né solo quelle intenzionalmente ingannevoli. Può nascere anche da informazioni parziali, indicatori scelti in modo selettivo, dati riportati in un contesto che ne altera il significato, omissioni, obiettivi privi di un piano operativo oppure definizioni tanto generiche da non consentire una verifica. Il risultato è lo stesso: l’investitore riceve una <strong>rappresentazione poco fedele del profilo di sostenibilità</strong> dell’iniziativa e può prendere una decisione sulla base di elementi fuorvianti.</p>



<p>Questo può non solo danneggiare gli investitori, ma anche compromettere l’integrità dei mercati alterando l’allocazione dei capitali e ridurre la fiducia nella finanza sostenibile nel suo complesso.</p>



<p>Per questo motivo l’Unione Europea sta lavorando a <a href="https://www.opstart.it/it/blog/verso-finanza-sostenibile-nuove-linee-guida-europee-contro-greenwashing">un quadro normativo sempre più preciso</a> e a strumenti di verifica e condivisione univoca dei dati sempre più efficaci per contrastare il greenwashing.</p>



<p>In Italia, è Consob l’organo preposto alla vigilanza sul greenwashing.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le forme più comuni di greenwashing finanziario</h2>



<ol class="wp-block-list">
<li>Una delle forme più diffuse consiste nell’utilizzo di <strong>espressioni ampie e positive</strong>, come “investimento verde”, “progetto responsabile”, “soluzione pulita” o “attività a impatto zero”, senza indicare il significato concreto attribuito a questi termini. Quando si analizza il rapporto tra investimenti sostenibili e greenwashing, la presenza di definizioni generiche e non supportate da indicatori rappresenta quindi uno dei primi segnali da approfondire.<br></li>



<li>Un’altra pratica ricorrente è la <strong>selezione delle sole informazioni favorevoli</strong>. Un’impresa può mettere in evidenza la riduzione di un determinato impatto e ometterne altri, oppure riferirsi a una fase limitata del processo produttivo evitando di considerare l’intero ciclo di vita del prodotto.<br></li>



<li>Il greenwashing può manifestarsi anche attraverso <strong>obiettivi molto lontani nel tempo</strong>, formulati senza tappe intermedie. Dichiarare l’intenzione di raggiungere la neutralità climatica, per esempio, ha un valore informativo limitato quando non sono specificati gli investimenti programmati, le responsabilità interne, le scadenze e gli indicatori utilizzati per monitorare i progressi.<br></li>



<li>Un ulteriore elemento di ambiguità è la <strong>confusione tra azioni differenti</strong>. Ridurre un impatto significa diminuire direttamente le conseguenze negative di un’attività. Compensarlo significa invece finanziare un intervento esterno che dovrebbe bilanciarne gli effetti. Le due strategie non sono equivalenti e dovrebbero essere comunicate separatamente.<br></li>



<li>Infine, un’impresa può enfatizzare un <strong>progetto sostenibile marginale</strong> rispetto al proprio modello di business. È il caso in cui una singola iniziativa ambientale viene utilizzata per attribuire una connotazione “green” all’intera organizzazione.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading">Greenwashing, social washing e impact washing</h2>



<p>Sebbene il termine greenwashing richiami soprattutto gli aspetti ambientali, lo stesso meccanismo può riguardare anche la dimensione sociale e la governance.</p>



<p>Si parla di <strong>social washing</strong> quando un’impresa o un progetto enfatizzano benefici relativi ai lavoratori, alle comunità o all’inclusione senza fornire elementi sufficienti per dimostrarli. Un’iniziativa può, per esempio, dichiarare di generare occupazione di qualità senza indicare il tipo di contratti, la durata dei posti di lavoro, le condizioni applicate o il numero effettivo dei beneficiari.</p>



<p>L’<strong>impact washing</strong> riguarda invece l’attribuzione di un impatto positivo non adeguatamente dimostrato. Può verificarsi quando vengono presentati come “impatto” le attività svolte anziché i loro effetti, oppure quando il cambiamento osservato non può essere ricondotto in modo credibile al progetto finanziato.</p>



<p>Integrare nelle valutazioni di finanza sostenibile tutti e tre i fattori ESG serve proprio a evitare che un singolo beneficio venga isolato dal resto dell’attività. L’assenza di un quadro complessivo apre invece lo spazio per rappresentazioni parziali: ciascun investitore può decidere se dare la priorità a un singolo elemento di sostenibilità oppure se verificarli tutti per fare <strong>investimenti sostenibili</strong> da tutti i punti di vista.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come valutare l’impatto reale di un progetto sostenibile</h2>



<p>Per distinguere gli investimenti sostenibili dal greenwashing e capire se un progetto o un’impresa sono credibili, bisogna cercare risposte a una sequenza di domande:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Quale problema di sostenibilità affronta l’impresa?</strong><br>La risposta deve essere precisa: descrivere il problema nei suoi aspetti qualitativi e quantitativi e spiegare su quali aspetti l’attività dell’impresa porta beneficio, quali cambiamenti concreti intende produrre.<br></li>



<li><strong>Che cosa fa concretamente?</strong><br>L’impresa deve dichiarare esplicitamente quali attività generano il beneficio di sostenibilità fissato come obiettivo, con quali tempi e con quali modalità di esecuzione, garantendo anche la copertura economica di tali attività.<br></li>



<li><strong>Come misura i risultati?</strong><br>Per affermare che un progetto produce un miglioramento bisogna conoscere la situazione iniziale (baseline) e gli <strong>indicatori di calcolo dei risultati</strong> (unità di misura, periodo considerato, metodologia di calcolo, perimetro dell’analisi). Per esempio: emissioni ridotte o evitate, diminuzione dei consumi, energia prodotta da fonti rinnovabili, riduzione dei rifiuti. Tutti questi dati, però, vanno anche contestualizzati nel complesso del modello di business dell’azienda e deve essere esplicita la fonte di elaborazione dei dati per verificarne l’affidabilità. Certificazioni ufficiali di enti terzi rispetto all’azienda e reportistica realizzata secondo precisi standard europei sono solitamente indice di autorevolezza.</li>
</ol>



<p>Più tutti questi passaggi sono espliciti e documentati, più è possibile distinguere un progetto orientato all’impatto da una dichiarazione promozionale.</p>



<p>Nelle <a href="https://www.opstart.it/it/blog/green-crowdfunding-che-cose-e-quali-sono-le-prospettive">campagne di crowdfunding dedicate a progetti green</a> su Opstart, si trova tutta la documentazione necessaria per verificare le dichiarazioni di sostenibilità e approfondire tutte le informazioni sull’azienda proponente.</p>



<p><em>Vuoi valutare progetti sostenibili sulla base di informazioni concrete e documentate?</em> Scopri le campagne green su Opstart!</p>



<section class="wp-block-uagb-columns uagb-columns__wrap uagb-columns__background-none uagb-columns__stack-mobile uagb-columns__valign- uagb-columns__gap-10 align uagb-block-b51ee208 uagb-columns__columns-3 uagb-columns__max_width-theme"><div class="uagb-columns__overlay"></div><div class="uagb-columns__inner-wrap uagb-columns__columns-3">
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<h2 class="wp-block-heading">Investimenti sostenibili e greenwashing: domande frequenti</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Che cos’è il greenwashing negli investimenti?</h3>



<p>Il greenwashing negli investimenti si verifica quando un’impresa, un progetto o un prodotto finanziario presenta le proprie caratteristiche ambientali o sociali in modo più favorevole rispetto a quanto emerge dalle attività effettive e dai dati disponibili. Può derivare da affermazioni generiche, informazioni parziali, omissioni oppure obiettivi non accompagnati da indicatori verificabili.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come riconoscere il greenwashing in un investimento?</h3>



<p>Per riconoscere il greenwashing è utile verificare se le dichiarazioni di sostenibilità sono accompagnate da dati, obiettivi misurabili, scadenze, metodologie di calcolo e informazioni sulla situazione iniziale. Espressioni come “green”, “responsabile” o “a impatto zero”, se non supportate da elementi concreti, dovrebbero essere approfondite prima di investire.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come capire se un investimento è davvero sostenibile?</h3>



<p>Per capire se un investimento è davvero sostenibile bisogna valutare quale problema ambientale o sociale intende affrontare, quali attività prevede e come ne misura i risultati. È importante controllare anche il periodo di riferimento, il perimetro dell’analisi, la metodologia di calcolo, la fonte dei dati e l’eventuale presenza di verifiche indipendenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Qual è la differenza tra criteri ESG e impact investing?</h3>



<p>I <a href="https://finance.ec.europa.eu/sustainable-finance/overview-sustainable-finance_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">criteri ESG</a> permettono di considerare fattori ambientali, sociali e di governance nella valutazione di un’impresa o di un investimento. L’<a href="https://thegiin.org/publication/post/about-impact-investing/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">impact investing</a> si distingue perché prevede l’intenzione esplicita di generare, insieme a un rendimento finanziario, un impatto sociale o ambientale positivo e misurabile. La presenza di criteri ESG, quindi, non garantisce da sola che un investimento persegua un obiettivo di impatto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I rating ESG garantiscono che un investimento sia sostenibile?</h3>



<p>No. I rating ESG possono fornire informazioni utili sul profilo ambientale, sociale e di governance di un’impresa, ma non escludono automaticamente il rischio di greenwashing. È necessario valutare la metodologia utilizzata, gli indicatori considerati, il perimetro dell’analisi e la coerenza tra dichiarazioni, attività aziendali e risultati documentati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un investimento sostenibile è meno rischioso?</h3>



<p>Non necessariamente. La sostenibilità può rappresentare un elemento importante nella valutazione di un’impresa, ma non elimina i rischi economici e finanziari dell’investimento. Prima di prendere una decisione è quindi necessario analizzare anche il modello di business, la situazione economica, il mercato di riferimento, la governance e la documentazione disponibile.</p>
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		<title>Cosa si intende per green crowdfunding</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/green-crowdfunding-che-cose-e-quali-sono-le-prospettive/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 10:54:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Equity Crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Lending Crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[investire in crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La transizione energetica richiede investimenti per realizzare nuovi impianti, ridurre i consumi, rinnovare gli edifici e sviluppare tecnologie meno impattanti sull’ambiente. Le aziende che vogliono aumentare la propria efficienza energetica o installare nuove tecnologie per utilizzare energia pulita, per&#160;essere più sostenibili&#160;o portarsi al passo della legislazione, però, devono affrontare costi enormi con ricavi che arrivano [&#8230;]</p>
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<p>La transizione energetica richiede investimenti per realizzare nuovi impianti, ridurre i consumi, rinnovare gli edifici e sviluppare tecnologie meno impattanti sull’ambiente. Le aziende che vogliono aumentare la propria efficienza energetica o installare nuove tecnologie per utilizzare energia pulita, per&nbsp;<strong>essere più sostenibili&nbsp;</strong>o portarsi al passo della legislazione, però, devono affrontare costi enormi con ricavi che arrivano solo a lungo termine, e fanno spesso fatica ad accedere alle tradizionali fonti di finanziamento.</p>



<p>È in questo vuoto di soluzioni che si può inserire il crowdfunding, come via alternativa o aggiuntiva di finanziamento che permette di&nbsp;<strong>raccogliere in tempi medio-brevi i capitali necessari&nbsp;</strong>per sostenere la transizione energetica: per questo si parla di <strong>green crowdfunding</strong> per tutte quelle operazioni di crowdfunding che hanno come oggetto e obiettivo la&nbsp;produzione di energia pulita&nbsp;o comunque&nbsp;<strong>progetti di sostenibilità ambientale</strong>.</p>



<p>Sono operazioni che rappresentano anche un’<strong>opportunità di investimento</strong>&nbsp;molto redditizia, quindi portano vantaggi per tutti: per gli investitori, per le aziende, per l’ambiente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Equity e lending crowdfunding nel settore green: come e perché</h2>



<p>Il green crowdfunding permette anche agli investitori non professionali di<a href="https://www.opstart.itit/blog/investire-in-crowdfunding-come-diversificare-il-capitale-per-massimizzare-i-benefici"><strong>&nbsp;investire</strong></a><strong>&nbsp;in progetti green</strong>&nbsp;a partire da piccole somme, inserendo nel proprio portafoglio prodotti finanziari legati a un settore destinato a crescere, dato che il cambiamento climatico è l’urgenza più grande che il mondo deve affrontare in questo momento: il&nbsp;<strong>settore delle energie rinnovabili</strong>&nbsp;è in grande espansione e lo sarà necessariamente per molti anni a venire, quindi favorisce&nbsp;<strong>stabilità e rendimenti più elevati rispetto alla media&nbsp;</strong>del mercato finanziario attuale, inoltre è indipendente dall’andamento del ciclo economico.</p>



<p>Secondo l’International Energy Agency, nel 2025 gli investimenti mondiali nel settore energetico hanno raggiunto circa <strong>3.300 miliardi di dollari</strong>, con una crescita del <strong>2%</strong> rispetto all’anno precedente.</p>



<p>Le piattaforme autorizzate come <a href="https://www.opstart.it/"><strong>Opstart</strong></a> permettono di accedere a <strong>progetti selezionati </strong>e verificati, entrare direttamente <strong>in contatto con le aziende proponenti</strong>, scoprire tutti i dettagli e decidere quanto e in cosa investire, in modo facile e veloce, eliminando le lungaggini burocratiche. È così che, per esempio, ha raggiunto il suo obiettivo un progetto come quello di <a href="https://www.opstart.itprogetto/green-energy-sharing-2/"><strong>Green Energy Sharing</strong></a>. L’appetibilità e la facilità di accesso del green crowdfunding per gli investitori, quindi, fa sì che le aziende possano raggiungere un vasto numero di persone e, un contributo alla volta, raccogliere le risorse economiche necessarie in un tempo più breve e in modo più accessibile rispetto alle strade tradizionali. </p>



<p>Le modalità in cui si realizza il green crowdfunding sono le stesse degli altri settori a cui si applica questa forma di finanziamento alternativa: principalmente&nbsp;<strong>equity crowdfunding e lending crowdfunding</strong>.</p>



<p>Il primo consiste nell’<strong>acquistare vere e proprie quote della società</strong>&nbsp;che cerca finanziamenti per le proprie idee, partecipando quindi alla distribuzione degli utili generati dal progetto una volta realizzato; il secondo, invece, è una forma di&nbsp;<strong>prestito collettivo</strong>, per cui si presta denaro al soggetto della campagna di crowdfunding e lo si riceve indietro con un interesse prestabilito. In Europa questi modelli partecipativi per lo sviluppo di progetti green sono già ampiamente diffusi, soprattutto nell’ambito del fotovoltaico, e l’<strong>Italia&nbsp;</strong>sta seguendo a ruota i Paesi più avanzati in questo ambito, come Gran Bretagna e Francia. Il nostro Paese è un&nbsp;<strong>terreno fertile per il green crowdfunding</strong>, sia per le risorse energetiche che il suo territorio potenzialmente può garantire, sia per l’elevato interesse degli investitori in questo tipo di investimenti.</p>



<p>Alla fine del 2025 in Italia la capacità complessiva installata degli impianti solari ed eolici ha raggiunto circa <strong>57 GW</strong>. Il <a href="https://www.mase.gov.it/portale/energia-e-clima-2030" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piano nazionale integrato per l’energia e il clima</a> prevede di arrivare a circa <strong>107 GW di solare ed eolico entro il 2030</strong>. Parallelamente, sarà necessario sviluppare anche la rete elettrica per sostenere una maggiore produzione di energia rinnovabile. Lo spazio di crescita e di investimento, quindi, c’è ed è molto ampio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Opportunità di investimento green</h2>



<p>Uno degli ambiti più attivi nel green crowdfunding resta quello delle <strong>energie rinnovabili</strong>. La raccolta può servire a finanziare la costruzione, l’acquisto o il potenziamento di impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici o alimentati da altre fonti rinnovabili.</p>



<p>A questi si aggiungono numerosi altri progetti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sistemi di accumulo dell’energia;</li>



<li>interventi di efficientamento energetico su edifici e impianti produttivi;</li>



<li>riqualificazione energetica degli immobili;</li>



<li>comunità energetiche e configurazioni di autoconsumo;</li>



<li>infrastrutture e servizi per la mobilità sostenibile;</li>



<li>tecnologie per il riciclo, il riuso e l’economia circolare;</li>



<li>soluzioni per ridurre emissioni, consumi di materie prime e produzione di rifiuti;</li>



<li>strumenti digitali per monitorare e ottimizzare i consumi energetici;</li>



<li>attività rivolte alla tutela delle risorse naturali e alla prevenzione dell’inquinamento.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Il coinvolgimento diretto di cittadini e territori</h2>



<p>La natura partecipativa del crowdfunding si sposa molto bene con <strong>l’interesse collettivo</strong> di ogni progetto di sostenibilità, che persegue obiettivi cruciali per tutti.</p>



<p>Gli investitori possono scegliere di finanziare un’iniziativa perché riguarda il luogo in cui vivono, perché contribuisce alla produzione di energia rinnovabile per loro stessi o perché è coerente con i propri obiettivi di sostenibilità. In questo modo il crowdfunding può creare un <strong>rapporto più diretto</strong> tra chi realizza il progetto e la comunità che ne osserva gli effetti.</p>



<p>Questo coinvolgimento può essere particolarmente utile quando gli interventi riguardano il territorio, come nel caso di:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>impianti energetici locali;</li>



<li>comunità energetiche;</li>



<li>riqualificazione di edifici pubblici o privati;</li>



<li>servizi di mobilità sostenibile;</li>



<li>iniziative di economia circolare.</li>
</ul>



<p>La partecipazione economica dei cittadini può inoltre aumentare la conoscenza del progetto e rendere più trasparenti i suoi obiettivi, i costi e i risultati attesi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Green crowdfunding di successo: esempi</h2>



<p>Opstart ospita numerose campagne di crowdfunding che hanno come oggetto progetti legati alla transizione energetica e in generale all’ambito green. Ecco alcuni esempi di successo.</p>



<p><strong>Green Energy Sharing</strong> è una società nata per offrire la possibilità a diverse categorie di consumatori con varie disponibilità economiche di acquistare quote di impianti di produzione di energia verde. Con due campagne di equity crowdfunding GES ha potuto concludere l’acquisizione di 3 impianti fotovoltaici e ha iniziato a distribuire<a href="https://www.opstart.it/it/blog/profit-strategy-equity-crowdfunding-fotovoltaico-green-energy-sharing"> gli utili agli investitori</a>.</p>



<p><strong>Forever Bambù</strong> si occupa di piantumare foreste di bambù gigante a livello industriale con lo scopo di assorbire CO<sub>2</sub> e permettere alle aziende di compensare le loro emissioni, produrre germogli e canne. Il legame di <strong>Forever Bambù con il crowdfunding</strong> è di lunga data e vanta una delle raccolte in equity crowdfunding più grandi d’Europa. Di recente, l’azienda si è anche cimentata con successo in una <a href="https://www.opstart.it/it/blog/da-equity-al-lending-crowdfunding-su-crowdlender-intervista-a-mauro-lajo-amministratore-delegato-di-forever-bambu">campagna di lending crowdfunding</a>, sfruttando diverse declinazioni della raccolta di capitale online e la community creata con le precedenti campagne.</p>



<p><strong>Green srl</strong> è una società che opera nell’ambito della produzione di energia rinnovabile e nel supporto alle imprese per l’efficientamento energetico. La sua campagna di equity crowdfunding ha sostenuto lo sviluppo di una piattaforma attraverso la quale anche i piccoli consumatori possono investire in impianti di energia pulita e beneficiare dell’energia prodotta. L’obiettivo è quello di <a href="https://www.opstart.it/it/blog/alla-scoperta-della-comunita-energetica-di-green-piccoli-consumatori">creare una Comunità Energetica Nazionale</a>.</p>



<p><strong>Vertical Farming</strong> è una startup specializzata in coltivazione acquaponica, tecnica che vuole rendere accessibile anche a piccoli agricoltori e attività ristorative. Per <a href="https://www.opstart.it/it/blog/vertical-farming-progetto-innovativo-per-rendere-acquaponica-accessibile-tutti-agricoltori">sostenere la crescita del progetto</a>, ha condotto con successo una campagna di equity crowdfunding su Opstart.</p>



<p><strong>Iride Acque </strong>è una <a href="https://www.opstart.it/it/blog/benefit-company-cosa-sono-e-perche-investirci">benefit company</a> che si occupa di procedure per il trattamento e il riutilizzo delle acque industriali, con una soluzione brevettata per contenere i costi e ottimizzare i processi di depurazione e disinfezione. Nel 2023 e nel 2024 ha scelto di aprire il capitale tramite equity crowdfunding per raggiungere un’ampia platea di investitori in tempi brevi e sfruttare l’esposizione mediatica della campagna per ottenere visibilità e contatti commerciali. Dopo aver raccolto oltre <strong>700.000 euro in equity crowdfunding</strong>, nel 2026 <a href="https://irideacque.com/iride-acque-3-milioni-da-credem-e-seconda-acquisizione-in-tre-anni/?utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Caso%20di%20successo%20-%20news%20Iride%20Acque%20(utenti%20Opstart%20non%20investitori)&amp;_kx=dL_jFcpge8EIA35gvyV3pQ.TdbsZ2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iride Acque ha ricevuto un investimento da 3 milioni di euro</a> da parte di Credem Euromobiliare Private Asset SGR e ha concluso l’acquisizione di Bieffe Costruzioni, la seconda acquisizione all’interno del progetto di creare un gruppo capace di offrire servizi integrati.</p>



<p>Ma non finisce qui: vai su Opstart e scopri le campagne green attualmente disponibili sui nostri portali!</p>



<div class="wp-block-uagb-marketing-button uagb-marketing-btn__align-center uagb-marketing-btn__align-text-center uagb-marketing-btn__icon-after uagb-block-0cdb421d wp-block-button"><a href="https://www.opstart.it/it/progetti/equity/crowdfunding/all-category/all-portal_category/search" class="uagb-marketing-btn__link wp-block-button__link" target="" rel="noopener noreferrer"><span class="uagb-marketing-btn__title">Vai su Opstart</span><svg xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 512 512"><path d="M384 320c-17.67 0-32 14.33-32 32v96H64V160h96c17.67 0 32-14.32 32-32s-14.33-32-32-32L64 96c-35.35 0-64 28.65-64 64V448c0 35.34 28.65 64 64 64h288c35.35 0 64-28.66 64-64v-96C416 334.3 401.7 320 384 320zM488 0H352c-12.94 0-24.62 7.797-29.56 19.75c-4.969 11.97-2.219 25.72 6.938 34.88L370.8 96L169.4 297.4c-12.5 12.5-12.5 32.75 0 45.25C175.6 348.9 183.8 352 192 352s16.38-3.125 22.62-9.375L416 141.3l41.38 41.38c9.156 9.141 22.88 11.84 34.88 6.938C504.2 184.6 512 172.9 512 160V24C512 10.74 501.3 0 488 0z"></path></svg></a></div>



<p></p>
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		<title>L’era delle benefit company: che cosa sono e perché investirci</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/benefit-company-cosa-sono-e-perche-investirci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 11:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Innovare]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un’epoca in cui la salvaguardia del pianeta e il rispetto dei diritti umani sono temi all’ordine del giorno, le benefit company rappresentano un nuovo concetto di azienda che può fare la differenza nel futuro della produzione e del consumo. Proprio per questo sono una realtà che ogni investitore al passo con i tempi dovrebbe [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2023/04/benefit-company-che-cosa-sono-e-perche-investire-cover-articolo-blog-opstart-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="benefit company" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2023/04/benefit-company-che-cosa-sono-e-perche-investire-cover-articolo-blog-opstart-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2023/04/benefit-company-che-cosa-sono-e-perche-investire-cover-articolo-blog-opstart-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2023/04/benefit-company-che-cosa-sono-e-perche-investire-cover-articolo-blog-opstart-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2023/04/benefit-company-che-cosa-sono-e-perche-investire-cover-articolo-blog-opstart-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2023/04/benefit-company-che-cosa-sono-e-perche-investire-cover-articolo-blog-opstart.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p>In un’epoca in cui la salvaguardia del pianeta e il rispetto dei diritti umani sono temi all’ordine del giorno, le <strong>benefit company</strong> rappresentano un <a href="https://blog.crowdbase.it/criteri-esg-come-misurare-sostenibilita-azienda/">nuovo concetto di azienda</a> che può fare la differenza nel futuro della produzione e del consumo. Proprio per questo sono una realtà che ogni investitore al passo con i tempi dovrebbe conoscere: gli <a href="https://blog.crowdbase.it/giornata-mondiale-della-terra-gli-investimenti-sostenibili-fanno-bene-a-pianeta-e-portafoglio/">investimenti sostenibili</a> possono fare la differenza sul futuro della produzione e del consumo.</p>



<p>Il concetto di “società benefit” è mutuato da quello americano di “<strong>benefit corporation</strong>”, che indica un <strong>nuovo modello di impresa</strong> nato ufficialmente a partire dal 2010 e normato nei diversi Stati USA negli anni seguenti, fino ad arrivare nella normativa italiana nel 2016. La <a href="https://def.finanze.it/DocTribFrontend/getAttoNormativoDetail.do?ACTION=getSommario&amp;id=%7B87A9A68D-F316-4522-97DB-D295E5E1FB14%7D">Legge di Stabilità 208/2015</a> fa dell’Italia il secondo Stato al mondo a introdurre nella propria normativa le società benefit. L’ispirazione è nata dalla <a href="https://bcorporation.eu/country_partner/italy-it/">certificazione B Corp</a>, in uso già dal 2006 su iniziativa di un ente no profit statunitense per misurare l’impatto sociale e ambientale delle aziende.</p>



<p>Una benefit company è un’impresa che inserisce ufficialmente tra i propri obiettivi, accanto al profitto economico, un <strong>impatto positivo di varia natura sulla società e sull’ambiente</strong>, impegnandosi ad agire in modo responsabile, sostenibile e trasparente in tale direzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono le differenze tra una società benefit e una società tradizionale?</h2>



<p>Come spiega la definizione di base del concetto, le benefit company hanno <strong>obiettivi socio-ambientali oltre che economici</strong>, a differenza delle società tradizionali che hanno come unico obiettivo il profitto, pur potendo perseguire tale obiettivo con principi d’azione improntati alla sostenibilità.</p>



<p>Per essere società benefit, infatti, non basta una dichiarazione d’intenti e nemmeno un’azione dimostrativa: è una <strong>forma giuridica</strong> che prevede l’introduzione, nello statuto societario, dell’obiettivo esplicito di <strong>perseguire effetti positivi su persone, comunità, territori e ambiente, beni o attività culturali e sociali</strong>, che deve essere bilanciato con l’obiettivo del profitto.&nbsp;</p>



<p>Per questo le benefit company sono tenute a presentare ogni anno una <strong>relazione sull’impatto dell’azienda</strong> per quanto concerne gli obiettivi statutari, che <strong>dimostri in maniera trasparente le azioni compiute e predisponga gli impegni per il futuro</strong>. Deve essere nominato in azienda un “responsabile d’impatto”, una figura che coordini le attività finalizzate a raggiungere gli obiettivi sociali e di sostenibilità.</p>



<p>Una benefit company, quindi, ha <strong>obblighi diversi rispetto a una società tradizionale</strong>, dichiarati nell’oggetto sociale e nello statuto societario. In assenza di questi obblighi con specifico valore legale, i manager di un’azienda non sono titolati ad agire e prendere decisioni in funzione di interessi diversi da quelli finanziari dei soci, perciò questa forma giuridica garantisce anche precise tutele legali.</p>



<p>Con l’introduzione della forma giuridica della benefit company, la creazione di valore sociale e ambientale entra a far parte del <strong>business model</strong> stesso dell’azienda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Qual è la differenza tra Società Benefit e B Corp?</h2>



<p>La differenza tra società benefit e B Corp è molto semplice: se la prima è una <strong>forma giuridica prevista dalla Legge 208/2015</strong>, quando si parla di B Corp si fa riferimento invece a una certificazione privata. </p>



<p>In particolare in Italia, per diventare B Corp, l’azienda deve adottare anche i requisiti legali di società benefit.</p>



<p>Nel 2025 <a href="https://www.bcorporation.net/en-us/movement/about-b-lab/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">B Lab</a>, l’organizzazione non profit internazionale che promuove il movimento B Corp e definisce gli standard alla base della certificazione, ha introdotto un <a href="https://www.bcorporation.net/en-us/news/press/b-lab-publishes-new-b-corp-standards-raising-the-bar-for-businesses-worldwide/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">importante aggiornamento dei requisiti per le aziende certificate</a>. </p>



<p>I nuovi standard alzano il livello di valutazione e spostano l’attenzione verso <strong>requisiti più strutturati su diverse aree di impatto</strong>, tra cui governance, azione climatica, diritti umani, lavoro, inclusione, circolarità e impatto collettivo. <br>Questo aggiornamento conferma una tendenza sempre più centrale: per le imprese non basta dichiarare un impegno verso sostenibilità e responsabilità sociale, ma diventa sempre più importante dimostrarlo attraverso obiettivi chiari, processi verificabili e risultati misurabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché investire in una benefit company</h2>



<p>In Italia ci sono più di cinquemila società benefit, secondo i dati dell’<a href="https://www.unioncamere.gov.it/sistema-camerale/news-dal-sistema-camerale/brindisi-taranto-societa-benefit-italiane-sono-5747-alla-fine-del-2025" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Osservatorio sulle società benefit di Camera di commercio Brindisi-Taranto e InfoCamere</a>, aggiornati a dicembre 2025, e il numero è in continua crescita.</p>



<p>La <a href="https://www.opstart.it/it/blog/perche-conviene-diventare-societa-benefit-oggi">pressione sulle imprese a diventare benefit company</a> (o a nascere già come tali) è derivata, in una prima fase, dalle agevolazioni fiscali e dai privilegi previsti con il <a href="https://def.finanze.it/DocTribFrontend/getAttoNormativoDetail.do?ACTION=getSommario&amp;id=%7B83672E3A-FEE0-4C97-9D4F-87790B110751%7D">Decreto Rilancio del 2020</a>; in secondo luogo, dalla maggiore capacità di questo tipo di aziende di attrarre investimenti, rispetto alle controparti tradizionali. </p>



<p>Entrambi gli aspetti sono un effetto della nuova e crescente consapevolezza su temi quali la sostenibilità ambientale e la responsabilità sociale sia a livello individuale sia a livello istituzionale.</p>



<p>Questa consapevolezza e l’urgenza dei cambiamenti nei modelli di produzione e consumo attuali <strong>rendono i business sostenibili anche più redditizi di quelli tradizionali</strong>, come dimostra il successo delle <a href="https://blog.crowdbase.it/come-si-ottiene-rating-esg-aziende-sostenibili/">imprese certificate ESG</a>.&nbsp;</p>



<p>Ecco perché <strong>le benefit company sono di particolare interesse per gli investitori</strong>: i dati più recenti &#8211; rilasciati da <a href="https://nativalab.com/storie-di-evoluzione/societa-benefit-2025-la-nuova-analisi-di-redditivita-e-dimensionale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nativalab</a> &#8211; mostrano infatti che le società benefit, a parità di dimensione e settore, tendono a distinguersi per maggiore dinamismo, crescita occupazionale e investimenti in leve strategiche come innovazione, internazionalizzazione, sostenibilità ed energia rinnovabile. <br>Sebbene questo non elimini i rischi dell’investimento, può rappresentare un elemento di analisi aggiuntivo per chi valuta imprese orientate al lungo periodo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Investire in benefit company con Opstart</h2>



<p>Il <a href="https://www.opstart.it/it/blog/green-crowdfunding-che-cose-e-quali-sono-le-prospettive">green crowdfunding</a> è una tendenza marcata e in crescita nel mondo della raccolta di capitali online. Opstart ha fatto della sostenibilità un vero e proprio criterio preferenziale per le aziende delle quali ospita le campagne, perciò sui portali dell’hub è possibile spesso <strong>investire in benefit company</strong>.</p>



<p>Due esempi di benefit company che hanno fatto campagne di crowdfunding di successo con Opstart sono <strong>Forever Bambù e Iride Acque</strong>.</p>



<p><a href="https://www.foreverbambu.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Forever Bambù</a> è una delle società pioniere dell’equity crowdfunding in Italia ed è nata come startup innovativa agricola finalizzata alla piantumazione di foreste di bambù biologico per la creazione di bioplastiche e per l’assorbimento di CO<sub>2</sub>. Facendo leva sulla possibilità di <strong>fare qualcosa di concreto per l’ambiente attraverso le scelte di investimento</strong> e sul servizio di compensazione delle emissioni per le aziende, Forever Bambù ha condotto numerose campagne di equity e lending crowdfunding negli anni, raccogliendo più di 20 milioni di euro. </p>



<p>Quest&#8217;anno, in particolare, su Opstart si è conclusa con successo l&#8217;<a href="https://www.opstart.it/it/progetti/dettaglio/13994-forever-bambu-cdr">operazione Forever Bambù CDR</a>, la prima campagna in Europa configurata come una soluzione di finanziamento innovativa con la possibilità di ottenere la restituzione del capitale in natura, sotto forma di <strong>Carbon Credit CDR</strong> certificati da apposito Ente di Certificazione.</p>



<p>Un altro esempio concreto di società benefit cresciuta anche attraverso il crowdfunding è <a href="https://irideacque.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iride Acque</a>, PMI innovativa specializzata nel trattamento delle acque industriali, con particolare attenzione al riutilizzo delle risorse idriche. Dopo aver concluso con successo <strong>due campagne di equity crowdfunding su Opstart</strong>, la società ha proseguito il proprio percorso di sviluppo, rafforzando il proprio posizionamento industriale e la propria capacità di attrarre capitali.</p>



<p>Nel 2026 Iride Acque ha annunciato una nuova fase di crescita, con l’ingresso di Credem Euromobiliare Private Asset SGR come partner strategico e finanziario attraverso un investimento da 3 milioni di euro. Contestualmente, la società ha completato l’acquisizione di Bieffe Costruzioni, realtà specializzata nella costruzione e manutenzione di impianti per le multiutility. Un percorso che mostra <a href="https://www.opstart.it/it/blog/cosa-fa-advisor-finanziario-per-imprese-caso-iride-acque">come il crowdfunding possa inserirsi in una strategia più ampia di crescita</a>, consolidamento e apertura a nuovi partner finanziari.</p>



<p>A proposito di investimenti: il nostro hub predilige ormai da tempo i progetti green. Vuoi scoprire quali campagne sono in corso?</p>



<section class="wp-block-uagb-columns uagb-columns__wrap uagb-columns__background-none uagb-columns__stack-mobile uagb-columns__valign- uagb-columns__gap-10 align uagb-block-7b3175f8 uagb-columns__columns-3 uagb-columns__max_width-theme"><div class="uagb-columns__overlay"></div><div class="uagb-columns__inner-wrap uagb-columns__columns-3">
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<h2 class="wp-block-heading">Domande frequenti su Benefit Company</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Che cosa significa benefit company?</h3>



<p>Una benefit company, o società benefit, è un’impresa che affianca allo scopo di lucro una o più finalità di beneficio comune. Questo significa che l’azienda si impegna a generare un impatto positivo, o a ridurre effetti negativi, su persone, comunità, territori, ambiente o altri stakeholder.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa cambia tra società benefit e B Corp?</h3>



<p>La società benefit è una forma giuridica prevista dalla normativa italiana: l’impresa inserisce nello statuto specifiche finalità di beneficio comune e assume obblighi di gestione e rendicontazione. La B Corp, invece, è una certificazione privata internazionale rilasciata da B Lab, basata sulla valutazione delle performance sociali, ambientali e di governance dell’azienda. In Italia, per acquisire la certificazione B Corp è anche necessario essere società benefit.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una società benefit deve pubblicare una relazione d’impatto?</h3>



<p>Sì. Le società benefit devono redigere ogni anno una relazione d’impatto, in cui indicano gli obiettivi perseguiti, le azioni realizzate, i risultati ottenuti e gli impegni futuri. La relazione serve a rendere più trasparente il modo in cui l’azienda integra il beneficio comune nella propria attività.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Investire in una benefit company è meno rischioso?</h3>



<p>Lo status di società benefit non elimina i rischi legati a un investimento, può però rappresentare un elemento rilevante: indica che l’impresa ha integrato nello statuto obiettivi di impatto e obblighi di trasparenza. Come per qualsiasi investimento, è importante analizzare modello di business, dati economici, governance, mercato di riferimento e documentazione disponibile.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Perché le benefit company interessano agli investitori?</h3>



<p>Le benefit company possono interessare agli investitori perché combinano obiettivi economici e finalità di impatto, con una governance orientata al lungo periodo. I dati più recenti mostrano una crescita significativa di questo modello in Italia e una maggiore attenzione verso innovazione, sostenibilità, capitale umano e trasparenza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Come si valuta l’impatto di una società benefit?</h3>



<p>Per valutare l’impatto di una società benefit è utile leggere lo statuto, la relazione annuale d’impatto, gli obiettivi dichiarati, gli indicatori utilizzati per misurarli e la coerenza tra attività aziendale, comunicazione e risultati. La sola qualifica di società benefit non basta: conta la qualità della rendicontazione e la concretezza delle azioni realizzate.</p>
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		<item>
		<title>Intelligenza artificiale e sostenibilità: la sfida dell’energia per le imprese innovative</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/intelligenza-artificiale-sostenibilita-sfida-energia-per-imprese-innovative/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 11:06:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Finanza sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Investimenti in settori emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[startup innovative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’intelligenza artificiale è entrata in modo strutturale nei modelli di business di startup e PMI innovative. Dall’analisi predittiva alla personalizzazione dei servizi, dall’automazione dei processi industriali fino ai modelli generativi, l’AI è diventata un fattore di differenziazione competitivo. A questa accelerazione tecnologica si accompagna però un elemento critico: il fabbisogno energetico necessario per addestrare, eseguire [&#8230;]</p>
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<p>L’intelligenza artificiale è entrata in modo strutturale nei modelli di business di startup e PMI innovative. Dall’analisi predittiva alla personalizzazione dei servizi, dall’automazione dei processi industriali fino ai modelli generativi, <strong>l’AI è diventata un fattore di differenziazione competitivo</strong>.</p>



<p>A questa accelerazione tecnologica si accompagna però un elemento critico: il <strong>fabbisogno energetico</strong> necessario per addestrare, eseguire e scalare sistemi basati su intelligenza artificiale. Si tratta innanzitutto di un tema ambientale, ma anche di una questione industriale ed economica che incide su costi, marginalità e capacità di crescita.</p>



<p>Per le imprese innovative, la <a href="https://www.opstart.it/it/blog/imprese-investimenti-sostenibili-crowdfunding-crescita-green">sostenibilità energetica</a> non è più un tema collaterale. Sta diventando un parametro progettuale che influenza scelte infrastrutturali, partnership strategiche e modalità di accesso al capitale. Comprendere il <strong>legame tra sviluppo dell’AI e consumo di energia</strong> significa quindi leggere in modo più completo le prospettive di crescita dell’ecosistema innovativo.</p>



<p>Insomma: l&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale e la sostenibilità ambientale possono coesistere nella crescita dei nuovi modelli di business innovativi? </p>



<h2 class="wp-block-heading">Intelligenza artificiale e sostenibilità: la richiesta di energia dell’AI</h2>



<p>A differenza delle applicazioni digitali tradizionali, i sistemi di intelligenza artificiale si basano su modelli matematici complessi che richiedono <strong>grandi quantità di dati e capacità di calcolo</strong>. La fase di addestramento, in particolare, comporta l’elaborazione di miliardi di parametri attraverso infrastrutture ad alte prestazioni.</p>



<p>Secondo <a href="https://www.iea.org/reports/electricity-2024" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l’ultimo report dell’International Energy Agency</a>, i data center hanno consumato nel 2022 circa 460 terawattora (TWh) di elettricità a livello globale, pari a circa il <strong>2% della domanda mondiale di elettricità</strong>, con prospettive di crescita nei prossimi anni legate anche all’espansione dell’AI. Il report ha previsto per il 2026 il superamento dei 1000 TWh.</p>



<p>La diffusione di modelli generativi e sistemi di machine learning su larga scala, infatti, ha contribuito ad aumentare la <strong>domanda di potenza computazionale</strong>. Questo si traduce in maggiori investimenti in server, sistemi di raffreddamento e infrastrutture cloud, tutti elementi ad alto consumo energetico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo delle startup e delle PMI innovative nello sviluppo dell’AI</h2>



<p>Le startup innovative rappresentano uno dei principali laboratori di sperimentazione dell’intelligenza artificiale. Molte di queste realtà basano il proprio vantaggio competitivo proprio sull’utilizzo di soluzioni AI per scalare rapidamente, entrare in nuovi mercati, migliorare l’efficienza dei processi e spesso entrare nel mirino di grandi aziende per <a href="https://www.opstart.it/it/blog/intelligenza-artificiale-startup-innovative-esempi-exit-strategy">acquisizioni da record</a>.</p>



<p>La <a href="https://www.opstart.it/it/blog/la-strada-per-il-successo-quando-un-modello-di-business-e-scalabile">scalabilità</a>, tuttavia, implica un aumento proporzionale delle risorse computazionali utilizzate. Se un modello viene integrato in migliaia o milioni di interazioni quotidiane, il <strong>consumo energetico</strong> complessivo può crescere in modo significativo.</p>



<p>Per un’impresa innovativa, questo significa confrontarsi con una nuova variabile strategica: <strong>la sostenibilità energetica del proprio modello operativo.</strong></p>



<p>Il bisogno di grandi quantità di energia si traduce, infatti, innanzitutto in una maggiore esposizione alla volatilità dei prezzi energetici e nella necessità di integrare valutazioni energetiche già nella fase di progettazione del prodotto o servizio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sostenibilità energetica come fattore competitivo nei modelli di business AI</h2>



<p>Per le imprese innovative che basano il proprio modello di business su strumenti di AI, la sostenibilità energetica, dunque, è una variabile economica che incide direttamente su margini, pricing e possibilità di crescita.</p>



<p>Per un’impresa AI, <strong>l’efficienza computazionale diventa un elemento di competitività</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>modelli più leggeri significano minori consumi;</li>



<li>minori consumi significano costi operativi più contenuti;</li>



<li>costi contenuti migliorano la marginalità e facilitano la scalabilità.</li>
</ul>



<p>La progettazione di algoritmi ottimizzati e l’attenzione al consumo di risorse di calcolo non sono, quindi, solo scelte tecniche, ma decisioni strategiche.</p>



<p>C’è un’altra ragione per questo: la sostenibilità energetica incide anche sulla <strong>capacità di attrarre investitori</strong>.</p>



<p>Accanto al potenziale di crescita, <strong>gli investitori valutano sempre più l’impatto ambientale e la sostenibilità dei modelli di business</strong>. Questo vale sia per gli investitori professionali, sia per i piccoli risparmiatori.</p>



<p>Per una startup che sviluppa soluzioni AI, poter dimostrare l’utilizzo di infrastrutture alimentate da fonti rinnovabili, una reale attenzione all’efficienza energetica del prodotto e un puntuale monitoraggio dell’impronta carbonica digitale può rappresentare un elemento distintivo in fase di raccolta di capitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Innovazione responsabile, politiche pubbliche e accesso ai capitali: verso un’AI sostenibile</h2>



<p><strong>Integrare la sostenibilità energetica nel modello di business</strong> significa adottare un approccio progettuale consapevole fin dalle prime fasi di sviluppo.</p>



<p>Per le startup innovative questo può tradursi in:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>scelta di architetture software più efficienti;</li>



<li>utilizzo di infrastrutture cloud con standard ambientali certificati;</li>



<li>partnership con operatori energetici orientati alle rinnovabili.</li>
</ul>



<p><strong>L’innovazione AI può diventare parte della soluzione</strong> e non solo del problema: sistemi intelligenti applicati alla gestione delle reti, all’ottimizzazione dei consumi industriali o alla previsione della domanda energetica possono contribuire a rendere più efficiente l’intero ecosistema.</p>



<p>Ma la relazione tra intelligenza artificiale e consumo energetico è una questione che coinvolge anche infrastrutture, politiche pubbliche e flussi di capitale.</p>



<p>È necessaria una <strong>collaborazione tra pubblico e privato</strong> per investimenti in reti elettriche più resilienti, una sempre maggiore integrazione di <a href="https://www.opstart.it/it/blog/il-futuro-delle-energie-rinnovabili-parte-dal-crowdfunding">fonti rinnovabili</a> e lo sviluppo di data center ad alta efficienza energetica. Le scelte delle imprese innovative che operano nel settore AI riguardo alla localizzazione, alle partnership tecnologiche e all’approvvigionamento energetico possono influenzare fortemente le politiche pubbliche e la direzione degli investimenti, oltre a esserne influenzate a loro volta.</p>



<p><strong>Innovazione digitale e transizione energetica</strong>, quindi, non sono due percorsi separati. Possono rafforzarsi reciprocamente, a condizione che le imprese progettino modelli di business in cui l’efficienza energetica sia integrata fin dall’origine.</p>



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		<title>Giornata internazionale dell’energia pulita: come fare la differenza con il crowdfunding</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/giornata-internazionale-energia-pulita-aiuto-del-crowdfunding/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Finanza sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[finanza alternativa]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 26 gennaio si celebra la Giornata internazionale dell’energia pulita, una ricorrenza che invita a riflettere su come produciamo, consumiamo e finanziamo l’energia. È un tema centrale in epoca di lotta al cambiamento climatico, ma non è “solo” una questione ambientale, bensì anche economica e finanziaria.&#160; Perseguire una sempre maggiore produzione di energia pulita è [&#8230;]</p>
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<p>Il 26 gennaio si celebra la <strong>Giornata internazionale dell’energia pulita</strong>, una ricorrenza che invita a riflettere su come produciamo, consumiamo e finanziamo l’energia. È un tema centrale in epoca di lotta al cambiamento climatico, ma non è “solo” una questione ambientale, bensì anche economica e finanziaria.&nbsp;</p>



<p>Perseguire una sempre maggiore produzione di energia pulita è un obiettivo necessario per la riduzione delle emissioni di CO<sub>2</sub> in modo sostenibile per le esigenze della vita e della salute umana, ma anche dei sistemi produttivi.</p>



<p>Ecco perché l’energia pulita è un settore in cui convergono <strong>innovazione tecnologica, dibattito politico e nuove opportunità economiche.&nbsp;</strong></p>



<p>La Giornata internazionale dell’energia pulita diventa quindi l’occasione per capire perché questo tema è centrale oggi e in che modo anche le <a href="https://www.opstart.it/it/blog/investimenti-sostenibili-guida-investitori-attenti">scelte di investimento</a> possono contribuire concretamente al cambiamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos’è la Giornata internazionale dell’energia pulita e perché si celebra il 26 gennaio</h2>



<p>La Giornata internazionale dell’energia pulita è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 2023 per richiamare l’attenzione sul <strong>ruolo cruciale dell’energia sostenibile</strong> nello sviluppo economico e sociale globale. La data del 26 gennaio è stata scelta perché coincide con l’anniversario dell’entrata in vigore dello Statuto dell’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), a sottolineare l’accordo internazionale sull’importanza delle fonti energetiche pulite.</p>



<p>L’obiettivo della ricorrenza è formativo e persuasivo. Organizzare eventi e diffondere dati di ricerca sul tema dell’energia pulita serve a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>promuovere nella popolazione e nelle istituzioni una maggiore consapevolezza sull’urgenza di <strong>accelerare la transizione verso sistemi energetici più sostenibili</strong>;</li>



<li>evidenziare come l’accesso a <strong>un’energia affidabile, pulita e a costi sostenibili</strong> sia una condizione essenziale per la crescita economica e la riduzione delle disuguaglianze;</li>



<li>stimolare investimenti nel settore.</li>
</ul>



<p>Sì, perché <strong>la transizione energetica richiede finanziamenti</strong>. Parlare di energia pulita, oggi, significa quindi anche parlare di investimenti, di modelli industriali e di scelte finanziarie. Significa riconoscere che non basta il sostegno di grandi operatori o interventi pubblici, ma è necessario il coinvolgimento di capitali privati diffusi e di strumenti in grado di canalizzarli verso progetti concreti e misurabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché è importante parlare di energia pulita</h2>



<p>La produzione e il consumo di energia incidono in modo diretto sui cambiamenti climatici perché sono responsabili di una <strong>quota significativa delle emissioni globali di gas serra</strong>. Nel contesto dell’Unione Europea, il settore energetico genera <strong>oltre il 75 % delle emissioni di gas serra</strong> (<a href="https://energy.ec.europa.eu/topics/renewable-energy/renewable-energy-directive-targets-and-rules/renewable-energy-targets_en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati Commissione UE</a>) rendendo cruciale la trasformazione del sistema energetico per raggiungere gli obiettivi climatici fissati per il 2030 e oltre.</p>



<p>In Europa, la quota di energia finale consumata da fonti rinnovabili raggiunge oggi <strong>circa il 25,2%</strong> del totale (dati 2024).&nbsp;</p>



<p>Nel 2025, <strong>vento e solare hanno prodotto per la prima volta più elettricità dei combustibili fossili nell’Unione Europea</strong>.</p>



<p>Questi numeri sono i primi, importanti indicatori della strada verso gli ambiziosi obiettivi che l’Europa si è posta per il futuro: portare la quota di energia da fonti rinnovabili nel mix complessivo almeno al <strong>42,5% entro il 2030</strong> (con aspirazione al 45%) e puntare alla neutralità climatica entro il 2050. Questi target richiedono non solo innovazioni tecnologiche, ma anche ingenti investimenti pubblici e privati.</p>



<p>Come abbiamo già accennato, poi, oltre all’impatto ambientale, l’energia pulita ha un peso notevole sull’economia. L’energia, infatti, rappresenta una voce di costo fondamentale per imprese e famiglie, e la sua volatilità può influenzare competitività e stabilità dei mercati. Investire in efficienza energetica, in produzione rinnovabile o in soluzioni che riducano i consumi significa <strong>controllare i costi nel lungo periodo</strong> e alleggerire la dipendenza da combustibili importati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il crowdfunding per la transizione energetica</h2>



<p>La pluralità delle fonti di finanziamento è essenziale per un sostegno capillare e continuativo alla transizione energetica. I capitali per sviluppare impianti, servizi, modelli di consumo più efficienti e sostenibili possono arrivare anche dal <strong>crowdfunding</strong>.&nbsp;</p>



<p>Le imprese impegnate in progetti di sostenibilità ambientale e di energia pulita trovano nel crowdfunding un terreno tipicamente molto fertile per la raccolta di capitali, perché consente di convogliare risorse diffuse verso progetti capaci di suscitare sia interesse economico per un settore a elevato potenziale, sia interesse etico per un tema che ha un impatto collettivo cruciale.</p>



<p>Il crowdfunding permette anche a piccoli risparmiatori di <a href="https://www.opstart.it/it/blog/investire-nel-mercato-energy-tramite-il-crowdfunding-7-buoni-motivi-2">finanziare iniziative con effetti concreti</a> ed evidenti sul territorio e sulla vita quotidiana delle persone, come l’efficienza energetica, l’autoproduzione, la riduzione dei consumi o l’ottimizzazione delle bollette. Dal punto di vista dell’investitore, questo significa poter associare alla dimensione economica anche una comprensione chiara dell’utilità concreta del progetto finanziato. Ma anche i progetti più ampi, che riguardano la transizione energetica delle grandi industrie, hanno ottime possibilità di suscitare coinvolgimento nel pubblico di potenziali investitori online, rendendo i piccoli risparmiatori parte di un grande cambiamento per il futuro di tutti.</p>



<p>L’<strong>accessibilità del crowdfunding</strong>, inoltre, non riguarda solo gli investitori, ma anche le imprese stesse: questo strumento fintech facilita l’erogazione di capitali a un numero di ampio di imprese che va al di là del circuito delle grandi aziende e arriva in modo più capillare della finanza tradizionale anche alle startup.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Esempi concreti: energia pulita su Opstart</h2>



<p>Il contributo del crowdfunding alla transizione energetica diventa particolarmente chiaro quando si osservano i progetti concreti che riescono a prendere forma grazie al coinvolgimento diretto degli investitori. Nel fintech hub <strong>Opstart</strong>, il tema dell’energia pulita e dell’efficienza energetica è stato declinato in iniziative diverse tra loro, ma accomunate da un impatto tangibile sulla vita quotidiana di famiglie e imprese.</p>



<p>Ecco alcuni esempi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Green e SeLea&nbsp;</strong></h3>



<p>Green srl è un progetto che nasce con l’obiettivo di <strong>agevolare l’accesso all’energia da fonti rinnovabili</strong> per imprese e piccoli consumatori. Attraverso lo sviluppo di una <a href="https://www.opstart.it/it/blog/alla-scoperta-della-comunita-energetica-di-green-piccoli-consumatori">Comunità Energetica Nazionale</a>, Green ha messo a disposizione dei suoi utenti e investitori una piattaforma di produzione e consumo di energia condivisa: chi partecipa alla comunità contribuisce alla produzione di energia pulita e allo stesso tempo ne fruisce.</p>



<p>Green srl ha lanciato una serie di campagne di equity crowdfunding di successo su Opstart, che hanno permesso agli investitori di entrare nella Comunità come soci e di auto-produrre e consumare energia pulita da fonti rinnovabili a prezzo conveniente.</p>



<p>In seguito, ha sviluppato SeLinvest, un portafoglio di investimenti in impianti da fonti di energia rinnovabile che consente a chiunque di investire in energia pulita in modo facile e accessibile, con performance di rendimento ottimizzata rispetto ai benchmark tradizionali di infrastrutture similari.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Mister Bolletta: efficienza e risparmio energetico</h3>



<p><a href="https://www.opstart.it/it/blog/energia-cer-e-sostenibilita-cosa-fa-mister-bolletta">Mister Bolletta</a> affronta uno dei problemi più concreti e diffusi legati all’energia: la difficoltà di orientarsi tra offerte, costi e consumi e la necessità di risparmiare. Il progetto nasce per aiutare famiglie e imprese a <strong>ottimizzare la spesa energetica</strong> in modo più facile e veloce e accedendo a fonti di energia pulita, in particolare il fotovoltaico. Mister Bolletta, infatti, è un’app della startup innovativa Broker Arrow, che seleziona le migliori tariffe sul mercato creando gruppi d’acquisto e monitorando continuamente le offerte per generare un risparmio continuo. La riduzione della spesa avviene anche grazie al ricorso alle Comunità Energetiche Rinnovabili con impianti fotovoltaici.</p>



<p>Gli investitori che hanno partecipato alla <strong>campagna di equity crowdfunding su Opstart</strong> hanno avuto accesso privilegiato all’app e alle condizioni di acquisto dell’energia, con sconti in bolletta significativi. Un investimento in grado di alimentare il mercato dell’energia pulita, ma anche di avere un impatto immediato sulla sostenibilità energetica per gli investitori.</p>



<p>Ora che conosci gli esempi di aziende green passate sul nostro portale scopri le campagne attive.</p>



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		<title>Educazione finanziaria e sostenibilità: come le scelte consapevoli guidano il futuro dell’economia verde</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/educazione-finanziaria-sostenibilita-scelte-consapevoli-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 11:14:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Educazione finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[finanza alternativa]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il legame tra educazione finanziaria e sostenibilità ha una grande rilevanza nel dibattito economico e sociale sulla transizione ecologica. Comprendere come gestire il proprio denaro non significa solo saper risparmiare o investire in modo redditizio, ma anche riconoscere l’impatto che le scelte economiche personali esercitano sull’ambiente e sulla collettività. La transizione ecologica, infatti, dipende anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/11/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-9-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="educazione finanziaria sostenibilità" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/11/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-9-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/11/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-9-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/11/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-9-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/11/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-9-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/11/NUOVO-TEMPLATE-BLOG-da-dicembre-2024-9.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p>Il legame tra educazione finanziaria e sostenibilità ha una grande rilevanza nel dibattito economico e sociale sulla transizione ecologica. Comprendere come gestire il proprio denaro non significa solo saper risparmiare o investire in modo redditizio, ma anche riconoscere <strong>l’impatto che le scelte economiche personali esercitano sull’ambiente e sulla collettività</strong>. La transizione ecologica, infatti, dipende anche dalla capacità del sistema finanziario di indirizzare i capitali verso imprese e progetti che favoriscono la decarbonizzazione, l’inclusione sociale e una governance responsabile.</p>



<p>Promuovere la cultura finanziaria significa formare <strong>individui più informati, investitori più attenti e consumatori più consapevoli</strong>, capaci sia di valutare rischi e opportunità d’investimento sia di contribuire a un’economia sostenibile e resiliente nel lungo periodo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il legame tra finanza e sostenibilità</h2>



<p>La finanza è uno dei motori fondamentali della transizione ecologica. Le banche, gli investitori istituzionali e i risparmiatori privati hanno il potere di orientare risorse verso settori e imprese che riducono le emissioni di CO₂, tutelano la biodiversità e promuovono l’economia circolare.<br>Secondo Banca Mondiale e IEA, raggiungere gli obiettivi climatici globali richiederà <strong>investimenti per oltre 4.000 miliardi di dollari l’anno entro il 2030</strong>.<br>In questo scenario, il capitale privato rappresenta un elemento imprescindibile per colmare il divario tra ambizione politica e risorse pubbliche disponibili.</p>



<p>Il concetto di <em>finanza responsabile</em> nasce proprio per <strong>integrare criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nei processi decisionali finanziari per generare valore condiviso</strong>, oltre che profitto individuale. Gli interventi normativi espliciti servono a indirizzare soprattutto gli investimenti istituzionali e professionali verso la finanza responsabile, ma è necessario lavorare anche sulla direzione degli investimenti privati dei piccoli risparmiatori per fornire alla transizione ecologica il supporto di cui ha bisogno.</p>



<p>Per farlo, occorre potenziare l’educazione finanziaria: c’è una correlazione tra alfabetizzazione finanziaria e comprensione del concetto di finanza sostenibile. Questa correlazione non si traduce necessariamente in una maggiore propensione agli <a href="https://www.opstart.it/it/blog/investimenti-sostenibili-guida-investitori-attenti">investimenti sostenibili</a>, che spesso dipende da altri fattori individuali (come reddito, titolo di studio, area geografica). Ecco perché è importante uno specifico sforzo in direzione di quella che a livello istituzionale viene definita <em>sustainable finance literacy</em> (educazione finanziaria sostenibile), una specifica formazione sulle potenzialità e le implicazioni degli investimenti sostenibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’importanza dell’educazione finanziaria sostenibile</h2>



<p>L’educazione finanziaria è la capacità di comprendere i principi economici di base, gestire in modo consapevole le risorse personali e prendere decisioni informate in materia di risparmio, investimento e pianificazione. È un obiettivo sociale, non individuale, perché <strong>l’alfabetizzazione finanziaria incentiva la partecipazione economica attiva</strong>, riduce la vulnerabilità economica complessiva e favorisce l’iniezione di capitali nell’economia.&nbsp;</p>



<p>Partecipazione economica attiva significa anche <strong>comprendere l’effetto delle proprie scelte di investimento</strong> e decidere consapevolmente dove indirizzare i risparmi, coniugando prospettive di mercato e principi personali. Chi possiede una buona educazione finanziaria, inoltre, è in grado di comprendere che la direzione dei mercati è un tema complesso, ma è legata inevitabilmente ai grandi temi economico-sociali che il mondo si trova ad affrontare, e la sostenibilità è uno di quelli attualmente più rilevanti.</p>



<p><strong>Educare alla sostenibilità attraverso la finanza</strong> significa fare un passo ulteriore e fornire gli strumenti per:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>interpretare correttamente le informazioni ambientali e sociali delle imprese;</li>



<li>imparare a riconoscere ed evitare il greenwashing nei prodotti finanziari;</li>



<li>comprendere il rischio climatico e le sue implicazioni economiche;</li>



<li>comprendere il ruolo degli investimenti per la transizione ecologica.</li>
</ul>



<p>Il termine <em>greenwashing</em> indica l’insieme delle pratiche attraverso cui un’impresa o un intermediario finanziario <strong>presenta come “sostenibili” attività che in realtà non lo sono</strong>, o lo sono solo in parte.<br>Nel contesto finanziario, questo fenomeno si manifesta quando fondi, <a href="https://www.opstart.it/it/blog/etf-tutti-i-segreti-exchange-traded-fund">ETF</a> o obbligazioni vengono etichettati come “green”, “responsabili” o “ESG” senza che tali caratteristiche trovino riscontro nei criteri di selezione, nella rendicontazione o negli effetti reali sull’ambiente e sulla società.</p>



<p>Un investitore informato deve saper leggere la documentazione di un prodotto, comprendere la <a href="https://www.opstart.it/it/blog/criteri-esg-come-misurare-sostenibilita-azienda">terminologia ESG</a> e, a un livello più alto, conoscere i principali <strong>standard di trasparenza europei</strong> che guidano la classificazione dei prodotti finanziari.</p>



<p>La normativa europea, infatti, sta cercando di imporre regole più chiare e obblighi di trasparenza più rigidi per consentire agli investitori di comprendere davvero il livello di sostenibilità di ciascun prodotto finanziario e impedire ambiguità nella costruzione dei prodotti offerti. La EU Taxonomy, il regolamento SFDR e le nuove <a href="https://www.opstart.it/it/blog/verso-finanza-sostenibile-nuove-linee-guida-europee-contro-greenwashing">linee guida contro il greenwashing</a> vanno in questa direzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli strumenti di finanza sostenibile</h2>



<p>Come abbiamo già detto, <strong>le risorse pubbliche da sole non bastano</strong> per sostenere la transizione ecologica: serve la partecipazione del risparmio privato, per questo l&#8217;educazione finanziaria applicata alla sostenibilità è molto importante. </p>



<p>Come? Con gli <strong>investimenti </strong>in strumenti che integrano l’impatto positivo sull’ambiente e sulla società con gli obiettivi di rendimento economico.&nbsp;</p>



<p>Per esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Fondi comuni e ETF certificati ESG, SRI (Socially Responsible Investing) o Impact investing;</li>



<li>Green bond e Social bond;</li>



<li>Piani individuali di risparmio sostenibili.</li>
</ul>



<p>Dopo qualche anno di oscillazioni e incertezze a causa dell’instabilità politico-economica globale, <strong>i fondi sostenibili stanno ricominciando a crescere e ad attirare la fiducia negli investitori</strong>, secondo il <a href="https://spotlight.morningstarhub.com.au/global-sustainable-fund-flows-q2-2024-in-review/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">report 2024 dedicato di Morningstar</a>. L’Europa, peraltro, è il più grande mercato mondiale per i fondi sostenibili.</p>



<p>Alle opportunità che abbiamo citato, vanno aggiunte, infine, le numerose campagne di equity e lending crowdfunding su Opstart che riguardano progetti legati alla sostenibilità e sono accessibili anche ai piccoli risparmiatori. </p>



<p>Scopri le campagne dedicate alla sostenibilità su Opstart.</p>



<section class="wp-block-uagb-columns uagb-columns__wrap uagb-columns__background-none uagb-columns__stack-mobile uagb-columns__valign- uagb-columns__gap-10 align uagb-block-452fe1c9 uagb-columns__columns-3 uagb-columns__max_width-theme"><div class="uagb-columns__overlay"></div><div class="uagb-columns__inner-wrap uagb-columns__columns-3">
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		<title>SeLinvest: la nuova frontiera di Green srl, intervista a Rossella Leali</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/equity-crowdfunding-sostenibilita-selinvest-la-nuova-proposta-di-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Finanza sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste e Casi di successo]]></category>
		<category><![CDATA[equity crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le fonti rinnovabili rappresentano il futuro del settore energetico. Con la crescente attenzione verso tecnologie rispettose dell’ambiente e le normative introdotte negli ultimi anni, la sostenibilità non è più un’opzione, ma la strada da seguire. Quando si parla di innovazione l&#8217;equity crowdfunding di Opstart è lo strumento ideale. In questo contesto, nascono realtà come SeLinvest, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://blog.crowdbase.it/equity-crowdfunding-sostenibilita-selinvest-la-nuova-proposta-di-green/">SeLinvest: la nuova frontiera di Green srl, intervista a Rossella Leali</a> proviene da <a href="https://blog.crowdbase.it">Il blog di Opstart</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/10/TEMPLATE-Interviste-blog-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="equity crowdfunding sostenibilità" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/10/TEMPLATE-Interviste-blog-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/10/TEMPLATE-Interviste-blog-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/10/TEMPLATE-Interviste-blog-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/10/TEMPLATE-Interviste-blog-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2025/10/TEMPLATE-Interviste-blog.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p>Le fonti rinnovabili rappresentano il futuro del settore energetico. Con la crescente attenzione verso tecnologie rispettose dell’ambiente e le normative introdotte negli ultimi anni, la <a href="https://www.opstart.it/it/blog/imprese-investimenti-sostenibili-crowdfunding-crescita-green">sostenibilità</a> non è più un’opzione, ma la strada da seguire. Quando si parla di innovazione l&#8217;equity crowdfunding di Opstart è lo strumento ideale.</p>



<p>In questo contesto, nascono realtà come <strong>SeLinvest</strong>, parte dell’ecosistema <strong>Green Srl</strong>, che si propone come un’opportunità strategica e orientata al futuro per contribuire attivamente alla trasformazione del panorama energetico italiano.</p>



<p>Di questa novità abbiamo parlato con <strong>Rossella Leali</strong>, Vicepresidente e consigliere di SeLinvest, che ci ha raccontato la nascita del progetto e la decisione di affidarsi nuovamente all’<strong>equity crowdfunding</strong> per svilupparlo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ciao Rossella, ci parli di SeLinvest, la nuova opportunità nata all’interno dell’ecosistema di Green Srl? Quali sono le differenze rispetto alle altre operazioni che finora avete portato avanti?</h2>



<p><strong>SeLinvest</strong> rappresenta una nuova frontiera per chi desidera investire in modo concreto e strutturato nella transizione energetica. Attraverso questo strumento, investitori a livello nazionale e internazionale possono partecipare agli impianti di produzione da fonti rinnovabili della piattaforma <strong><a href="https://www.green-srl.it/selinvest/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SeLea</a></strong>, di proprietà esclusiva di <strong>Green Srl</strong>.</p>



<p>A differenza dei tradizionali investimenti in energia rinnovabile, <strong>SeLinvest</strong> offre accesso a un modello unico nel panorama italiano: la <strong>Comunità Energetica Nazionale di Green</strong>, un ecosistema in cui produzione, consumo e investimento si integrano in modo sinergico.</p>



<p>Grazie alla diversificazione degli asset, all’innovazione tecnologica e alla solidità del modello SeLea, gli investitori possono contare su <strong>ROI ottimizzati</strong>, <strong>rischi marginali</strong> e un <strong>orizzonte di rendimento stabile e sostenibile</strong> nel lungo periodo.</p>



<p><strong>In sintesi, SeLinvest è il punto d’incontro tra finanza e sostenibilità</strong>, pensato per chi vuole generare valore economico contribuendo al tempo stesso alla transizione energetica del Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dietro a questo progetto c’è Green srl con la sua piattaforma SeLea: come funziona?</h2>



<p>Siamo una <strong>cleantech italiana</strong> con oltre trent’anni di esperienza nel mondo dell’energia e dell’ambiente. Nel 2016 abbiamo dato vita a <strong>SeLea</strong>, una piattaforma innovativa che rivoluziona il modo in cui l’energia rinnovabile viene prodotta, gestita e consumata.</p>



<p>SeLea nasce da un’esigenza reale: <strong>permettere a chiunque, ovunque si trovi, di autoprodurre fino al 100% del proprio fabbisogno energetico</strong>, ottenendo così <strong>un risparmio sulla materia energia in bolletta fino al 90%</strong> e una maggiore <strong>sicurezza economica nel lungo periodo</strong>. È un modello di indipendenza energetica che coniuga sostenibilità ambientale e vantaggio economico, contribuendo alla <strong>transizione verde italiana ed europea</strong>.</p>



<p>Con <strong>SeLinvest</strong>, questo ecosistema si apre anche al mondo degli investitori. Partecipare a SeLea significa infatti <strong>accedere a un investimento reale in impianti di produzione da fonti di energia rinnovabili</strong>, con <strong>ROI ottimizzati e rischi marginali</strong> grazie a un modello industriale solido, già operativo sul territorio. Un’opportunità che unisce <strong>rendimenti economici concreti</strong> e <strong>impatto ambientale positivo</strong>, dando valore a lungo termine al proprio capitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Green ha ormai una certa esperienza in ambito equity crowdfunding e sostenibilità, con oltre 1,7 milioni di euro raccolti. Qual è il vantaggio di utilizzare questo strumento?</h2>



<p>Ritengo che l’equity crowdfunding rappresenti uno strumento normato e interessante per la sostenibilità, perché consente a chiunque disponga di liquidità di <strong>partecipare a progetti imprenditoriali innovativi e ad alto potenziale</strong>. In questo senso, è una <strong>valida alternativa ai mercati tradizionali</strong> — come la Borsa, gli ETF o i fondi — offrendo però un vantaggio concreto: <strong>la possibilità di contribuire direttamente alla crescita di realtà emergenti</strong> che generano valore reale sul territorio.</p>



<p>Inoltre, il fatto che <strong>Banca d’Italia e Consob</strong> vigilino sul settore sottolinea la <strong>trasparenza e&nbsp; la solidità</strong> delle operazioni, elementi fondamentali per chi desidera investire con consapevolezza.</p>



<p>Per questo motivo, credo che sia essenziale per chi sceglie di avviare una raccolta <strong>affidarsi a partner di eccellenza</strong>: realtà in grado di supportare l’impresa, ma anche di tutelare l’investitore. In questo, <strong>Opstart si distingue come un partner affidabile e di grande professionalità</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Anche per SeLinvest prevedete ulteriori campagne, com’è successo con altre società del vostro ecosistema?&nbsp;</h2>



<p>Assolutamente sì! SeLea è un sistema in continua evoluzione, progettato per crescere nel tempo e generare valore duraturo. Naturalmente, <strong>chi sceglie di partecipare fin da subito ha l’opportunità di beneficiare prima dei risultati e delle performance del progetto</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono – dal tuo punto di vista – 3 ragioni per cui un investitore dovrebbe approfondire l’opportunità offerta da SeLinvest?</h2>



<p>In primo luogo, <strong>SeLinvest rappresenta un investimento intelligente</strong>, capace di generare <strong>dividendi stimati tra l’8% e il 12% sul capitale investito</strong>. In altre parole, consente di ottenere <strong>rendimenti tipici di asset ad alto rischio</strong>, pur mantenendo <strong>un profilo di basso rischio </strong>grazie alla solidità del modello e alla natura reale dell’investimento.</p>



<p>In secondo luogo, <strong>aderire a SeLinvest significa entrare a far parte della più ampia Comunità Energetica Nazionale</strong>, accedendo così a <strong>benefici esclusivi</strong> e a un ecosistema virtuoso che unisce imprese, cittadini e investitori sotto un unico obiettivo: la sicurezza e l’autonomia energetica del Paese.</p>



<p>Infine, investire in SeLinvest vuol dire <strong>sostenere concretamente la transizione energetica italiana ed europea</strong>. Una transizione che richiede tempo, visione e partecipazione: contribuire oggi significa essere protagonisti del cambiamento verso un futuro più sostenibile ed equilibrato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa vi aspettate dal futuro e quali sono i vostri principali obiettivi sul panorama energetico italiano?</h2>



<p>Ci aspettiamo di <strong>ampliare ulteriormente i servizi e le proposte integrate della piattaforma SeLea</strong>. I primi cinque anni di sviluppo hanno già tracciato una roadmap molto chiara, con diversi servizi aggiuntivi che si andranno a integrare a quelli attuali.</p>



<p>Per fare un esempio, <strong>solo nel 2025 abbiamo lanciato due nuove soluzioni</strong> — <em>SeLinvest</em> e <em>Welfare Green</em> — che rispondono a bisogni molto concreti del mercato, ma rappresentano solo l’inizio.</p>



<p>Come diciamo spesso, <strong>quello che oggi si vede della piattaforma SeLea è solo la punta dell’iceberg</strong>: sotto la superficie c’è un progetto molto più ampio, pensato per <strong>anticipare e rispondere alle esigenze del mercato energetico di oggi e di domani</strong>.</p>



<p>E, senza anticipare troppo, posso dire che <strong>le novità in arrivo per il 2026 saranno davvero entusiasmanti!</strong></p>



<p><em>Vuoi saperne di più?</em> Scopri la campagna di equity crowdfunding per la sostenibilità sul nostro sito!</p>



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		<title>Piccole e medie imprese italiane per la transizione sostenibile: le nostre società sono in prima linea</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/piccole-medie-imprese-italiane-per-la-transizione-sostenibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2025 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Innovare]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le piccole e medie imprese italiane rappresentano più del 90% del nostro sistema produttivo. Sono imprese familiari, artigianali, industriali, digitali, agricole, commerciali. Sono officine e studi professionali, aziende manifatturiere e startup tecnologiche. Come abbiamo analizzato nell’articolo dedicato alla giornata delle PMI italiane, questa configurazione dell’economia del nostro Paese costituisce sia un punto di forza, sia [&#8230;]</p>
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<p>Le <strong>piccole e medie imprese italiane</strong> rappresentano più del 90% del nostro sistema produttivo. Sono imprese familiari, artigianali, industriali, digitali, agricole, commerciali. Sono officine e studi professionali, aziende manifatturiere e startup tecnologiche. Come abbiamo analizzato nell’articolo dedicato <a href="https://www.opstart.it/it/blog/piccole-e-medie-imprese-una-giornata-per-celebrare-economia-reale-italiana">alla giornata delle PMI italiane</a>, questa configurazione dell’economia del nostro Paese costituisce sia un punto di forza, sia un punto di debolezza importante.&nbsp;</p>



<p>Se storicamente le piccole e medie imprese sono più lente nell’adozione di innovazioni e nell’adattamento al cambiamento rispetto alle grandi aziende, oggi stanno dimostrando una sorprendente <strong>capacità di rispondere alle esigenze della sostenibilità </strong>ambientale, sociale ed economica. Lo rileva il <a href="https://it.sme-enterprize.com/libro-bianco/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">white paper SME EnterPRIZE</a> sviluppato da Generali insieme a SDA Bocconi, che offre una panoramica del percorso di transizione sostenibile affrontato dalle PMI europee, tra le quali quelle italiane spiccano per virtuosismo.</p>



<p>Il 75% delle imprese italiane, infatti, è consapevole dei rischi legati al cambiamento climatico e delle relative sfide, contro una media europea del 50%: approfondiamo i dati e scopriamo quali sono le <strong>risposte delle piccole e medie imprese italiane alle urgenze della sostenibilità</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sostenibilità delle piccole e medie imprese italiane</h2>



<p>L’Italia ha visto un significativo incremento delle <strong>PMI impegnate in strategie ESG</strong>: nel 2020 solo il 20% aveva già adottato pratiche sostenibili, oggi la percentuale è salita al 47%, superando la media europea del 44% a sua volta in crescita. Da notare, però, che nel 2023 avevamo raggiunto il 52% in Italia, ma l’incertezza delle politiche economiche in ambito sostenibilità ha probabilmente frenato quello slancio.</p>



<p>I <strong>settori di intervento</strong> principali in Europa riguardano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>riciclo o riuso dei materiali;</li>



<li>riduzione del consumo di risorse naturali;</li>



<li>risparmio energetico o transizione verso fonti di energia sostenibili.</li>
</ul>



<p>Il report sottolinea come in Italia si rilevi un profondo scarto tra l’impegno per la <strong>produzione di energia rinnovabile</strong>, su cui si concentra la gran parte degli sforzi, e gli altri interventi, mentre negli altri Paesi l’impegno è più equamente distribuito.</p>



<p>Il percorso delle piccole e medie aziende italiane verso la sostenibilità è testimoniato anche dall’aumento del 27% delle società benefit nel 2024, come rilevato dalla <a href="https://www.societabenefit.net/client-assets/files/allegati/2025/Ricerca%20Nazionale%20sulle%20Societa%20Benefit%202025.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2025</a>.</p>



<p>A spingere le aziende verso la sostenibilità non è solo una maggiore consapevolezza climatica, ma anche una nuova cultura imprenditoriale che considera i <strong>valori ESG come leva per la competitività</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I vantaggi della sostenibilità per le imprese</h2>



<p>I <strong>vantaggi per le PMI che adottano un approccio ESG</strong> e investono in sostenibilità sono tangibili e trasversali. Ecco gli ambiti di miglioramento più rilevati dalle piccole e medie imprese europee:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>impatto ambientale;</li>



<li>soddisfazione dei dipendenti e dei clienti;</li>



<li>soddisfazione del management;</li>



<li>reputazione e rapporto con gli stakeholder;</li>



<li>risk management;</li>



<li>vantaggio competitivo;</li>



<li>condizioni di credito e assicurative più favorevoli.&nbsp;</li>
</ul>



<p>Con particolare riferimento al <strong>contesto italiano</strong>, il 60-65% delle PMI che adottano strategie ESG rilevano un miglioramento dell’efficienza e della soddisfazione di dipendenti, clienti e manager, mentre il 50-53% di queste PMI dichiara di aver ottenuto migliori condizioni di credito e assicurative. Più basse, rispetto alla media europea, le percentuali sul risk management e sul vantaggio competitivo.</p>



<p>Questi dati dimostrano come la sostenibilità non sia solo un dovere etico o una risposta a vincoli normativi, ma un reale volano per la crescita e l’accesso al mercato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli ostacoli alla transizione sostenibile</h2>



<p>Le PMI coinvolte nella ricerca di Generali e SDA Bocconi hanno evidenziato anche le principali criticità che individuano come ostacoli alla transizione sostenibile.&nbsp;</p>



<p>A livello europeo, le barriere più evidenziate sono, <strong>in ordine di priorità</strong>:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>scarsità di incentivi pubblici (segnalata dal 54% delle PMI);</li>



<li><a href="https://www.opstart.it/it/blog/verso-finanza-sostenibile-nuove-linee-guida-europee-contro-greenwashing">regolamentazione insufficiente e burocrazia complessa</a>;</li>



<li>difficoltà di accesso a strumenti di finanza sostenibile;</li>



<li>mancanza di risorse economiche e finanziarie;</li>



<li>mancanza di competenze interne;</li>



<li>mancanza di riconoscimento da parte del mercato.</li>
</ol>



<p>L’Italia si distingue per minori preoccupazioni relative agli ultimi due punti, rispetto al resto dei Paesi europei. La maggior parte delle <strong>PMI italiane</strong> rileva come difficoltà soprattutto la scarsità di incentivi pubblici e di strumenti di finanza sostenibile.&nbsp;</p>



<p>In generale, però, tutte le preoccupazioni sulle barriere alla sostenibilità sono in crescita, a indicare una complessità cruciale da affrontare in modo mirato per non arrestare il percorso. Gli ostacoli, inoltre, sono percepiti come più consistenti da parte delle aziende più piccole (10-19 dipendenti).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le richieste delle piccole e medie imprese italiane ed europee</h2>



<p>Alla luce delle criticità evidenziate nel paragrafo precedente, si comprendono le richieste delle imprese per un <strong>supporto mirato nel percorso di transizione sostenibile</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>incentivi fiscali per prodotti e servizi sostenibili;</li>



<li>fondi nazionali e UE per finanziare la transizione;</li>



<li>incentivi alla domanda per servizi e prodotti sostenibili;</li>



<li>semplificazione normativa e programmi di formazione mirati;</li>



<li>condizioni di credito più favorevoli legate ai criteri ESG.</li>
</ul>



<p>Le <strong>piccole e medie imprese italiane </strong>ed europee, quindi, sono pronte al cambiamento, ma chiedono un contesto che renda la transizione sostenibile un’opportunità concreta, che riduca il più possibile gli oneri economici per le aziende e i lavoratori.</p>



<p>In questo contesto può giocare un ruolo anche la finanza alternativa, con il <strong>crowdfunding</strong> che si propone come <a href="https://www.opstart.it/it/blog/imprese-investimenti-sostenibili-crowdfunding-crescita-green">strumento di finanziamento per progetti di sostenibilità</a> più accessibile rispetto a molti finanziamenti tradizionali per le PMI.</p>



<p>Vuoi scoprire di più riguardo le PMI? Visita il nostro blog e consulta i diversi articoli dedicati a loro. </p>



<section class="wp-block-uagb-columns uagb-columns__wrap uagb-columns__background-none uagb-columns__stack-mobile uagb-columns__valign- uagb-columns__gap-10 align uagb-block-98d25190 uagb-columns__columns-3 uagb-columns__max_width-theme"><div class="uagb-columns__overlay"></div><div class="uagb-columns__inner-wrap uagb-columns__columns-3">
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<div class="wp-block-uagb-column uagb-column__wrap uagb-column__background-undefined uagb-block-f6bde736"><div class="uagb-column__overlay"></div>
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		<title>Condividere per un futuro sostenibile: PowandGo e la sua piattaforma innovativa di &#8220;charge sharing&#8221;</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/condividere-futuro-sostenibile-powandgo-piattaforma-innovativa-charge-sharing/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2024 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Equity Crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[equity crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PowandGo è una startup che punta a rendere la ricarica dei veicoli elettrici più accessibile, economica e sostenibile. La sua innovativa piattaforma di charge sharing permette ai proprietari di stazioni di ricarica private di metterle a disposizione di altri utenti, trasformando così le loro infrastrutture in una fonte di reddito aggiuntiva. La società è attualmente [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/11/TEMPLATE-Interviste-blog-3-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="piattaforma innovativa" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/11/TEMPLATE-Interviste-blog-3-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/11/TEMPLATE-Interviste-blog-3-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/11/TEMPLATE-Interviste-blog-3-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/11/TEMPLATE-Interviste-blog-3-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/11/TEMPLATE-Interviste-blog-3.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p><strong><a href="https://www.powandgo.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PowandGo </a></strong>è una startup che punta a rendere la <strong>ricarica dei veicoli elettrici più accessibile, economica e sostenibile.</strong> La sua innovativa piattaforma di <strong>charge sharing</strong> permette ai proprietari di stazioni di ricarica private di metterle a disposizione di altri utenti, trasformando così le loro infrastrutture in una fonte di reddito aggiuntiva.</p>



<p>La società è attualmente in<strong> campagna di equity crowdfunding su Opstart</strong> e in poco tempo ha già raccolto <strong>oltre 160.000€</strong> raggiungendo l&#8217;overfunding. Ma non solo: PowandGo è stata anche protagonista di un <strong><a href="https://www.crowdlender.it/it/finanziamenti/dettaglio/145-powandgo---linnovativo-servizio-di-charge-sharing">Crowdbridge</a></strong>, il verticale dedicato al lending crowdfunding, <strong>da oltre 75.000€.</strong></p>



<p><strong> Il nostro CEO Giovanpaolo Arioldi ha intervistato</strong> <strong>Alessio Troilo, co-fondatore di PowandGo</strong>, per approfondire le peculiarità del progetto e per scoprire gli obiettivi futuri dell&#8217;azienda. </p>



<h2 class="wp-block-heading">PowandGo punta a&nbsp;rendere la ricarica dei veicoli elettrici più accessibile, conveniente e sostenibile per tutti. Da dove nasce l’idea di sviluppare questo progetto?</h2>



<p>L&#8217;idea di PowandGo nasce dalla necessità di rispondere a <strong>due esigenze fondamentali della mobilità elettrica:</strong> </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>da un lato, la rapida diffusione dei veicoli elettrici ha evidenziato la <strong>carenza di infrastrutture di ricarica </strong>diffuse e accessibili, soprattutto nelle zone meno servite;</li>



<li>dall&#8217;altro, l&#8217;urgenza di rendere queste infrastrutture <strong>più sostenibili, convenienti e semplici da utilizzare.</strong></li>
</ul>



<p>Ho sempre creduto che la tecnologia, unita alla collaborazione tra privati e imprese, potesse dar vita a una <strong>rete di ricarica innovativa</strong>, capace di democratizzare la mobilità green e valorizzare il territorio. Al centro della nostra piattaforma innovativa c&#8217;è il concetto di &#8220;<strong>charge sharing</strong>&#8220;: un modello che non solo semplifica l&#8217;accesso alla ricarica, ma consente a chi condivide i propri punti di ricarica di generare un <strong>guadagno extra e promuovere la sostenibilità.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il settore della mobilità elettrica è cresciuto molto negli ultimi anni. Quali credi siano i punti di forza del vostro progetto che potrebbero offrirvi un vantaggio competitivo e garantirvi distintività in un mercato in continua espansione?</h2>



<p><strong>Il settore della mobilità elettrica è in piena trasformazione</strong>, ma sono convinto che i punti di forza di PowandGo ci conferiscano un <strong>vantaggio competitivo unico.</strong> Il nostro modello di &#8220;charge sharing&#8221; si distingue per la sua capacità di <strong>valorizzare le infrastrutture esistenti,</strong> sia pubbliche che private, creando una rete distribuita e accessibile a tutti.</p>



<p>A questo si aggiunge la nostra <strong>innovativa piattaforma integrata</strong> con hardware proprietario che combina tecnologia avanzata, semplicità d&#8217;uso e flessibilità: i nostri dispositivi sono facili da installare e adattabili a diverse esigenze, dai privati alle attività commerciali.</p>



<p>Un altro punto di forza è il nostro focus sul <strong>turismo elettrico</strong>, un settore in rapida espansione. Vogliamo rendere la ricarica parte integrante del territorio, offrendo nuove opportunità di visibilità alle imprese locali e migliorando l’esperienza di viaggio dei guidatori elettrici.</p>



<p>Infine, il nostro impegno verso <strong>l’economia circolare e la sostenibilità</strong> ci posiziona non solo come un progetto innovativo, ma anche in sintonia con i valori di un mercato sempre più orientato al rispetto per il pianeta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Avete all’attivo una campagna di equity crowdfunding, già in overfunding, e un Crowdbridge concluso con successo raccogliendo oltre 70.000€. Cosa vi ha portati a scegliere il crowdfunding come strumento per finanziare il vostro progetto?</h2>



<p>L’equity crowdfunding è uno strumento estremamente efficace per rendere<strong> l’investimento più accessibile e semplice: </strong>gli investitori possono consultare in modo trasparente tutto il materiale informativo, valutare il progetto e, con pochi click, finalizzare il loro investimento. Questo approccio non solo facilita l’intero processo, ma garantisce anche un <strong>elevato livello di trasparenza e sicurezza legale,</strong> offrendo tutele sia agli investitori che ai founder. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono gli obiettivi futuri di PowandGo? E quali vantaggi riserverete ai prossimi investitori della campagna di equity crowdfunding? (focus sui nuovi reward)</h2>



<p>PowandGo si sta focalizzando sul<strong> lancio in Italia</strong> con l&#8217;obiettivo, nei prossimi mesi, di ampliare rapidamente la rete di punti di ricarica privati per offrire ai guidatori di veicoli elettrici un&#8217;infrastruttura solida e capillare. Abbiamo già ottenuto il supporto di aziende di rilievo nel nostro settore, che daranno un impulso significativo allo sviluppo del nostro modello di business. Parallelamente, stiamo finalizzando <strong>accordi commerciali e partnership strategiche</strong> con realtà fortemente radicate sul territorio.</p>



<p>Il nostro obiettivo prioritario è raggiungere il <em>break-even</em> e <strong>generare ricavi entro pochi mesi.</strong></p>



<p>Per quanto riguarda i nostri investitori, abbiamo strutturato un piano di <strong>reward </strong>che include sconti esclusivi, dispositivi e opportunità di business. Il piano completo è consultabile sulla piattaforma Opstart.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In qualità di co-fondatore di PowandGo e CEO di un&#8217;altra azienda, Uose &#8211; che ha anch&#8217;essa svolto due campagne di equity e una di lending crowdfunding su Opstart &#8211; quali consigli ti senti di dare a potenziali imprenditori e imprenditrici che desiderano avviare la propria attività ma sono frenati dalla possibile risposta negativa del mercato?</h2>



<p>Il mio consiglio è di assicurarsi di avere una<strong> base solida di investitori </strong>già pronti a sostenere il progetto prima di avviare una campagna di equity crowdfunding. Le reazioni del mercato possono essere imprevedibili, quindi è fondamentale essere preparati a qualsiasi scenario. Su PowandGo abbiamo già ricevuto investimenti da investitori esterni, non strettamente legati al nostro network, il che è un segnale estremamente positivo. Questo dimostra che,<strong> se il valore del progetto è chiaro, intuitivo e ben strutturato, è possibile guadagnare la fiducia di nuovi partner.</strong></p>



<p>Inoltre, trovo che l’equity crowdfunding sia un ottimo strumento anche per <strong>coinvolgere investitori già vicini al mio network</strong>, consolidando ulteriormente il loro impegno verso il progetto.</p>



<p>Il progetto e la piattaforma innovativa di PowandGo ti incuriosiscono?<strong> Scopri la campagna su Opstart!</strong></p>



<div class="wp-block-uagb-marketing-button uagb-marketing-btn__align-center uagb-marketing-btn__align-text-center uagb-marketing-btn__icon-after uagb-block-143de528 wp-block-button"><a href="https://bit.ly/4eyI3BL" class="uagb-marketing-btn__link wp-block-button__link" target="" rel="noopener noreferrer"><span class="uagb-marketing-btn__title">Vai su Opstart</span><svg xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 512 512"><path d="M384 320c-17.67 0-32 14.33-32 32v96H64V160h96c17.67 0 32-14.32 32-32s-14.33-32-32-32L64 96c-35.35 0-64 28.65-64 64V448c0 35.34 28.65 64 64 64h288c35.35 0 64-28.66 64-64v-96C416 334.3 401.7 320 384 320zM488 0H352c-12.94 0-24.62 7.797-29.56 19.75c-4.969 11.97-2.219 25.72 6.938 34.88L370.8 96L169.4 297.4c-12.5 12.5-12.5 32.75 0 45.25C175.6 348.9 183.8 352 192 352s16.38-3.125 22.62-9.375L416 141.3l41.38 41.38c9.156 9.141 22.88 11.84 34.88 6.938C504.2 184.6 512 172.9 512 160V24C512 10.74 501.3 0 488 0z"></path></svg></a></div>
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		<title>La prima Comunità Energetica Nazionale si espande grazie al crowdfunding sostenibile e inclusivo di Green &#8211; Piccoli Consumatori</title>
		<link>https://blog.crowdbase.it/crowdfunding-sostenibile-inclusivo-green-piccoli-consumatori-prima-comunita-energetica-nazionale-espande/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Aug 2024 08:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Equity Crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[equity crowdfunding]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://blog.crowdbase.it/?p=4869</guid>

					<description><![CDATA[<p>Green &#8211; Piccoli Consumatori è l&#8217;iniziativa dalla società Green Srl che offre a tutti i consumatori di energia la possibilità di unirsi alla prima e unica Comunità Energetica Nazionale (CEN). Grazie alle recenti campagne di equity crowdfunding su Opstart e alla creazione della prima CEEC (Comunità Energetica Estesa dei Cittadini), circa 300 famiglie, imprese e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img decoding="async" width="300" height="169" src="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/08/TEMPLATE-Interviste-blog-1-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="crowdfunding sostenibile" style="float:right; margin:0 0 10px 10px;" srcset="https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/08/TEMPLATE-Interviste-blog-1-300x169.png 300w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/08/TEMPLATE-Interviste-blog-1-1024x576.png 1024w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/08/TEMPLATE-Interviste-blog-1-768x432.png 768w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/08/TEMPLATE-Interviste-blog-1-800x450.png 800w, https://blog.crowdbase.it/wp-content/uploads/2024/08/TEMPLATE-Interviste-blog-1.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />
<p><strong><a href="https://www.green-srl.it/">Green &#8211; Piccoli Consumatori</a> </strong>è l&#8217;iniziativa dalla società <strong>Green Srl </strong>che offre a tutti i consumatori di energia la possibilità di <strong>unirsi alla prima e unica Comunità Energetica Nazionale (CEN)</strong>. Grazie alle <a href="https://www.opstart.it/it/progetti/dettaglio/13902-green---piccoli-consumatori---3deg-periodo-dofferta">recenti <strong>campagne di equity crowdfunding </strong>su Opstart</a> e alla creazione della prima <strong>CEEC (Comunità Energetica Estesa dei Cittadini)</strong>, circa<strong> 300 famiglie, imprese e artigiani del Nord Italia</strong> hanno già aderito a questo progetto sostenibile, investendo in<strong> impianti di energia rinnovabile e iniziando a risparmiare sul costo della bolletta.</strong> Ora, la Comunità Energetica Nazionale si è estesa, inaugurando <strong>due nuove CEEC</strong> e aprendo le porte a nuovi utenti.</p>



<p>Il progetto Green &#8211; Piccoli Consumatori è infatti tornato su Opstart con il <strong>quarto periodo d&#8217;offerta della raccolta dedicata ai residenti del Nord Italia </strong>e con<strong> due nuove campagne di equity crowdfunding sostenibile destinate alle regioni del Centro Nord e del Centro Sud Italia.</strong> Per celebrare questo nuovo traguardo, il nostro CEO <strong>Giovanpaolo Arioldi</strong> ha intervistato<strong> Rossella Leali, Partnership Manager della società.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La Comunità Energetica Nazionale nasce per permettere a&nbsp;chiunque&nbsp;di utilizzare le risorse naturali del nostro paese (sole, vento, acqua) per&nbsp;autoprodurre&nbsp;energia elettrica fino a coprire la totalità del proprio fabbisogno annuale. Riusciresti a spiegare ai nostri lettori come si concretizza il vostro progetto di crowdfunding sostenibile e quali benefici ottengono i piccoli consumatori che ne entrano a far parte?</h2>



<p>L’obiettivo della Comunità Energetica Nazionale è di dare l&#8217;<strong>opportunità a chiunque paghi una bolletta di autoprodurre energia verde</strong>. In poche parole, diventare parte della CEN significa diventare <strong>comproprietari di impianti FER (fonte energia rinnovabile) in Italia e poter abbattere il costo della materia energia fino all’80% per 25 anni.</strong> In questo modo, si diventa indipendenti da oscillazioni del costo dell’energia, si contribuisce alla transizione energetica e si risparmia.</p>



<p>Ovviamente, la CEN, rivolgendosi a chiunque paghi una bolletta, è aperta a famiglie e aziende: in altre parole, a chiunque consumi energia. Per questo motivo,<strong> la nostra iniziativa è unica sul mercato ma altamente inclusiva.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La CEN, ideata da Green Srl, sta crescendo rapidamente. Dopo aver lanciato la prima CEEC per il Nord Italia, il progetto è ora pronto ad accogliere nuovi utenti. Potresti raccontarci come sono nate le nuove società SLC-2401 e SLC-2402?</h2>



<p><strong>La CEEC del Nord d’Italia ha avuto un successo incredibile:</strong> in pochi mesi siamo riusciti a dare il benvenuto a circa 300 soci tra famiglie, artigiani e aziende! E’ un traguardo di cui siamo molto fieri, ma sicuramente il primo di tanti. Infatti, a luglio, abbiamo costituito la<strong> CEEC Centro Nord e la CEEC Centro Sud</strong>. La prima copre le regioni di <strong>Marche e Toscana</strong> mentre la seconda copre le regioni di <strong>Lazio, Campania, Umbria e Abruzzo.</strong></p>



<p>Entrambe le Comunità Energetica Estesa dei Cittadini erano nei nostri programmi di sviluppo e <strong>sono stati proprio i cittadini e le aziende a costituirle con il supporto di Green</strong>. Anche loro fanno parte della CEN insieme a imprese e alla CEEC Nord.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il progetto di Green – Piccoli Consumatori sta riscuotendo grande successo! Vi aspettavate tutta questa partecipazione? Dopo l’espansione nel Centro Nord e Centro Sud Italia, quali sono i prossimi passi che avete in programma?</h2>



<p><strong>Siamo molto orgogliosi della nostra soluzione e del suo valore.</strong> Penso che anche le famiglie e le aziende che hanno deciso di entrare nella CEN hanno potuto percepire l’unicità di quello che portiamo sul mercato. </p>



<p>L’obiettivo della Comunità Energetica Nazionale è quello di coprire tutta l’Italia, quindi i nostri prossimi obiettivi sono le regioni del <strong>Sud (Puglia, Molise, Basilicata), la Calabria e le isole (Sicilia e Sardegna)</strong>. Oltre a un&#8217;espansione territoriale, ci saranno delle belle sorprese: ciò che vedete ora è solo<strong> la punta di un iceberg che rivoluzionerà il mercato dell’energia.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Dopo una raccolta complessiva di oltre 725.000€ relativa alle tre precedenti campagne di equity crowdfunding, avete deciso di avviare tre nuove raccolte. Cosa vi ha portato a scegliere nuovamente questo strumento?</h2>



<p>Il crowdfunding è uno strumento che apprezziamo particolarmente perché<strong> rispecchia pienamente i valori di inclusività della Comunità Energetica Nazionale. </strong>È un metodo che abbiamo imparato a conoscere e a sfruttare efficacemente, e siamo certi che lo utilizzeremo ancora in futuro. Inoltre, con Opstart abbiamo trovato non solo un semplice fornitore o una piattaforma di raccolta, ma <strong>un vero partner con cui dialogare e collaborare attivamente.</strong></p>



<p><em>Il progetto sostenibile e inclusivo di Green &#8211; Piccoli Consumatori ti incuriosisce?</em> <strong>Vai su Opstart e scopri tutti i dettagli della campagna dedicata alla tua regione!</strong></p>



<div class="wp-block-uagb-marketing-button uagb-marketing-btn__align-center uagb-marketing-btn__align-text-center uagb-marketing-btn__icon-after uagb-block-39567095 wp-block-button"><a href="https://bit.ly/3YUelD7" class="uagb-marketing-btn__link wp-block-button__link" target="" rel="noopener noreferrer"><span class="uagb-marketing-btn__title">Scopri Green</span><svg xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" viewBox="0 0 512 512"><path d="M384 320c-17.67 0-32 14.33-32 32v96H64V160h96c17.67 0 32-14.32 32-32s-14.33-32-32-32L64 96c-35.35 0-64 28.65-64 64V448c0 35.34 28.65 64 64 64h288c35.35 0 64-28.66 64-64v-96C416 334.3 401.7 320 384 320zM488 0H352c-12.94 0-24.62 7.797-29.56 19.75c-4.969 11.97-2.219 25.72 6.938 34.88L370.8 96L169.4 297.4c-12.5 12.5-12.5 32.75 0 45.25C175.6 348.9 183.8 352 192 352s16.38-3.125 22.62-9.375L416 141.3l41.38 41.38c9.156 9.141 22.88 11.84 34.88 6.938C504.2 184.6 512 172.9 512 160V24C512 10.74 501.3 0 488 0z"></path></svg></a></div>
<p>L'articolo <a href="https://blog.crowdbase.it/crowdfunding-sostenibile-inclusivo-green-piccoli-consumatori-prima-comunita-energetica-nazionale-espande/">La prima Comunità Energetica Nazionale si espande grazie al crowdfunding sostenibile e inclusivo di Green &#8211; Piccoli Consumatori</a> proviene da <a href="https://blog.crowdbase.it">Il blog di Opstart</a>.</p>
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