Il vintage online: il punto di vista di Grand Vintage

Il vintage online: il punto di vista di Grand Vintage

Vendere vintage online oggi è una strada che pochi venditori hanno intrapreso nel panorama Italiano. Sebbene le restrizioni dovute alla pandemia da Coivd-19 abbiano dato un input in questa direzione, gli articoli vintage venduti online sono ancora il 2% del totale

In occasione del webinar Acquistare vintage: il caso del primo e-marketplace italiano abbiamo dialogato con Grand Vintage, startup in campagna di equity crowdfunding su Opstart. Questa piattaforma racchiude un enorme tesoro di autentici oggetti vintage e costituisce un punto d’incontro virtuale tra acquirenti e commercianti. 

Hanno rappresentato Grand Vintage durante l’evento digitale Olivier Cater (Founder e CEO) e Serge Bésanger (CFO). Insieme a loro, hanno presenziato anche Domenico Colangelo, collezionista di Radio d’epoca, Luigi Vettorazzo, commerciante e restauratore di arredi vintage industriali, Marco Vacca, titolare della Galleria d’Arte di Vittuone, e Maria Rombola, cliente di Grand Vintage.  

Il mercato del vintage in Italia

Rendere unica la propria casa, magari con il giusto mix di stili, tra oggetti vintage e contemporanei, è il desiderio di ciascuno di noi, ma non è facile da realizzare. Sul mercato, infatti, ci sono da un lato i fornitori di prodotti economici standardizzati e dall’altro lato gli antiquari, che vendono oggetti inaccessibili, o i designer, che producono pezzi unici estremamente costosi. L’unica soluzione diventa spesso quella di fare scouting nei mercatini o su siti generalisti, con la difficoltà di non avere una selezione degli oggetti in vendita e dei loro venditori. 

Altra peculiarità del mercato del vintage è la scarsa digitalizzazione: pochi, oggi, sono gli articoli venduti online, circa il 2% del totale. I professionisti, infatti, tendono a vendere a un parco limitato, fatto di amici e una base di clienti creata nel tempo.  

Eppure, cogliere la sfida dell’online potrebbe permettere loro di allargare questa base, con prospettive di crescita degli articoli venduti online dal 2% odierno al 50% nei prossimi cinque anni. 

La sfida di Grand Vintage

In questo panorama, si inserisce Grand Vintage, un portale di e-commerce esclusivamente dedicato ad opere d’arte, oggetti di decorazione e mobili antichi e vintage, che costituisce l’ideale punto di incontro tra i venditori e il pubblico potenziale

Il modello economico di Grand Vintage è basato su una commissione sul fatturato e questa è la sua principale differenza dai competitor esteri, nonché un punto di forza notevole: non ci sono, su Grand Vintage, costi di presenza fissi per i venditori che vogliono utilizzarlo come vetrina.  

I venditori, poi, sulla piattaforma hanno il pieno controllo sulla vendita dei propri articoli, potendone fissare il prezzo autonomamente. D’altro canto, il cliente ha la possibilità di mettersi in contatto con loro, tramite e-mail, e di chiedere informazioni e trattare sul prezzo.  

È l’ingegner Colangelo a raccontarci di essersi affidato a GV per la parte più pregiata dei suoi articoli, che ricordiamo essere radio d’epoca. I mercatini o i siti generalisti non vanno bene per un pubblico di alta gamma, per questo Colangelo ha accolto con favore la proposta di usare la vetrina di Grand Vintage per trovare la clientela adatta. A convincerlo è stata anche la gestione della logistica da parte di Grand Vintage, in particolare la consegna al cliente. Insomma, secondo lui chi vende sulla piattaforma ha il vantaggio di avere delle garanzie su qualità e sicurezza del servizio

Il passaparola e i rivenditori

Il 90% dei venditori e il 70% dei compratori di Grand Vintage oggi sono italiani. Il fatto interessante è che il passaparola ha superato i confini nazionali, senza che la startup comunicasse in lingua: sono arrivati infatti negozianti da Spagna, Slovenia e paesi dell’est Europa e clienti da Europa, America e addirittura Australia. Questo in prospettiva è un dato importante: nell’ottica di espandersi fuori dai confini italiani, il fatto di essere già conosciuti e di esservi arrivati solo tramite passaparola è un aspetto potenzialmente vincente. 

Anche Vettorazzo, rivenditore e restauratore di arredi vintage industriali, vende su Grand Vintage e ci racconta di una collaborazione è ormai consolidata e positiva al punto da far passaparola con i colleghi. È infatti d’accordo sul fatto che l’Italia, a livello di vintage online, sia “indietro” e sia importante orientarsi verso il digitale

Infine Marco Vacca, titolare della Galleria d’Arte di Vittuone, è rimasto positivamente colpito dall’organizzazione e dall’attenzione sia per chi vende sia per chi compra su Grand Vintage. Nel suo specifico caso, la piattaforma è fondamentale per variare l’offerta, proponendo online prodotti diversi da quelli venduti offline.   

A vendere vintage online sono dunque pochi rivenditori, rispetto alle potenzialità del mercato, che si prevede però cresca esponenzialmente nell’arco dei prossimi 5 anni. Grand Vintage è in campagna di equity crowdfunding su Opstart: se vuoi saperne di più, visita la campagna e leggi l’intervista a Olivier Cater sul nostro blog.  

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