You are currently viewing Tecnologia di intelligenza artificiale per computer vision: intervista a GETCOO

Tecnologia di intelligenza artificiale per computer vision: intervista a GETCOO

La tecnologia di intelligenza artificiale per la computer vision compie un salto in avanti grazie a GETCOO: questa startup innovativa, in campagna di equity crowdfunding su Opstart, lavora proprio in questo ambito e ha sviluppato una tecnologia proprietaria che rappresenta il suo vantaggio competitivo rispetto ai competitor. Lasciamo la parola a Stefano Berti, CEO e Founder.

Qual è il tuo percorso professionale e cosa ti ha portato a costituire GETCOO? 

La nostra azienda nasce a Ravenna nel 2015 da un’idea mia e di mio fratello Claudio. Io sono un informatico e prima di fondare GETCOO ho lavorato come IT manager in alcune aziende. Nei ritagli di tempo ho iniziato a sviluppare un algoritmo di computer vision per l’identificazione di oggetti in un’immagine, un settore dell’intelligenza artificiale che da tempo mi appassionava. Poi a fine 2015 insieme a mio fratello Claudio abbiamo deciso di fondare GETCOO e metterci in gioco. Lui è un ingegnere informatico con un dottorato di ricerca in biofisica computazionale presso il Rush University Medical Center di Chicago, tornato in Italia appositamente per unirsi a questo progetto.

Chi c’è al tuo fianco in questo percorso? Come si compone il tuo team?  

GETCOO è stata fondata da me (CEO), da mio fratello Claudio Berti (CTO), da Roberta Grasso (social media manager e content manager) e da Jona Sbarzaglia (UX designer). Successivamente Nico Mascagni e Brian Baxter (amministratori senior) e Oreste D’ambrosio (advisor) si sono uniti al nostro team. Inoltre in base alle necessità collaboriamo con professionisti che ci aiutano nei vari settori.

In che mercato si inserisce GETCOO?

Sin dall’inizio abbiamo cercato di sviluppare un sistema snello e scalabile, facilmente applicabile a più settori. Oggi siamo presenti in diversi mercati. Nel turismo con GETCOO Travel App, con cui ottenere informazioni sui monumenti fotografandoli con lo smartphone. In ambito industriale, logistico e agritech con PIQAPART (identificazione di prodotti senza l’utilizzo di marcatura tradizionale, controllo qualità, presenza di corpi estranei, ecc). FLOWMAN è un sistema per la gestione del flusso clienti dedicato alla grande distribuzione. Infine per il settore del collezionismo abbiamo INSTABRICK, il primo identificatore al mondo per mattoncini LEGO, lanciato a fine 2019 con un crowdfunding chiuso con più di 82.000 €.

Qual è la tecnologia core di GETCOO e perché vi differenzia dai competitor?

 Il core di GETCOO è DART, la nostra intelligenza artificiale di computer vision, acronimo di Direct Acquisition and Retrieval. I vantaggi competitivi sono principalmente tre: 

  •  l’accuratezza dell’identificazione poiché DART non si limita a indicare la categoria (come le soluzioni alternative) ma specifica esattamente cosa è l’oggetto in questione, suggerendo il codice o il nome esatto. Ciò velocizza ad esempio tutte le operazioni di identificazione, gestione del magazzino, controllo qualità, ecc. nei più svariati ambiti. 
  • training veloce, sono cioè necessarie poche decine di immagini per istruire gli algoritmi. 
  • Sistema veloce e leggero: il training veloce ci consente di mantenere una infrastruttura snella e celere. Basta infatti una frazione di secondo per interrogare gli algoritmi e ottenere risposta. Inoltre con la nostra tecnologia riusciamo a mantenere performance elevate anche aggiungendo oggetti a database di oltre 100.000 oggetti, prestazioni che i competitor non riescono ancora a eguagliare. 

Quali sono state le sfide principali che hai dovuto affrontare durante il lancio dell’azienda e di DART? 

Iniziare non è stato facile principalmente per due motivi. Da una parte c’era la difficoltà di reperire fondi per la ricerca e lo sviluppo di DART, a cui abbiamo lavorato costantemente e forsennatamente per due anni. Inoltre c’era un certo scetticismo riguardo la nostra tecnologia. Si sentiva parlare già da anni di intelligenza artificiale e di computer vision, ma perlopiù  tra gli addetti ai lavori. Dal 2018 abbiamo notato invece un’inversione di tendenza, con un interesse sempre maggiore per il nostro lavoro, anche da parte di chi non è cresciuto a “pane e computer”.

Avete già fatto un round di equity crowdfunding, da 150.000 euro. Come mai hai scelto l’equity crowdfunding allora e perché una seconda campagna? 

Perché oggi come tre anni fa all’epoca del nostro primo round in Italia è il modo più veloce per raccogliere fondi per un’azienda innovativa come la nostra. 

Quali sono gli obiettivi futuri di GETCOO?  

Irrobustire la nostra rete commerciale per ampliare la distribuzione dei nostri prodotti sia in Italia sia all’estero e stringere partnership strategiche. Spingeremo in particolare INSTABRICK, che si inserisce in una “nicchia” di mercato che conta milioni di di appassionati LEGO, e FLOWMAN, nato pochi mesi fa ma già attivo in alcune catene della grande distribuzione del Nord Italia.

Perché investire in GETCOO?

Siamo ormai un’ex startup, un’azienda innovativa a tutti gli effetti con un fatturato che sta crescendo, nonostante la pandemia. La scelta di differenziare l’offerta commerciale con la presenza in vari settori ci ha consentito di ammortizzare in parte la crisi di questi mesi decidendo di portare avanti un progetto piuttosto che un altro, cogliendo tra l’altro anche nuove opportunità. FLOWMAN è nato l’anno scorso durante i primi mesi dell’emergenza Covid-19 proprio per la gestione del flusso clienti nei grandi luoghi affollati, come possono essere gli aeroporti o i supermercati.

Cosa consiglieresti ad altri imprenditori che vogliono avviare la loro impresa? 

Validare immediatamente l’idea con una campagna di crowdfunding ad esempio, ed essere così certi che il prodotto/servizio a cui stiamo lavorando non è solo una bella idea ma effettivamente trova una sua nicchia e risolve problemi reali.

Scopri di più su GETCOO e visita la campagna di equity crowdfunding sul nostro sito: sono già stati raccolti oltre 80.000 euro.

Lascia un commento