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Privacy e videosorveglianza in ambiti sensibili: intervista a Marco Carbognani, CEO di Avas

La privacy può essere garantita in caso di videosorveglianza in ambienti sensibili? Con AVAS è possibile. Questa startup innovativa è in equity crowdfunding su Opstart ed è l’unica in Italia ad offrire una soluzione a norma di legge e nel pieno rispetto del GDPR. Abbiamo intervistato il CEO, Marco Carbognani.

Qual è il tuo percorso professionale e cosa ti ha portato a costituire AVAS e a lanciare Crypto VRS?

Dopo anni di vendite nel settore dei servizi di TLC alle aziende (con società di servizi proprie), ho deciso di dare spazio e possibilità al mio spirito imprenditoriale. Ho così cominciato ad individuare prodotti e soluzioni all’avanguardia e a predisporre mercati alternativi diversificando in vari settori. Ho quindi costituito assieme ad altri soci Infoeconomy, un’azienda impegnata nello sviluppo di piattaforme Loyalty Saas, E-payments, Web Marketing, e Blensys, azienda impegnata nel tourism marketing e booking engine alberghiero. Infine sono giunto alla creazione di Avas.
Si tratta di una startup innovativa, detentrice di un brevetto unico, con il quale è stata creata una soluzione per il mercato della videosorveglianza in luoghi sensibili come Asili Nido, Casa di cura per anziani e disabili, luoghi di lavoro (es. per evitare le false timbrature), il tutto in perfetta armonia con il nuovo GDPR e in conformità con quanto stabilito dalla legge.

Chi c’è al tuo fianco in questo percorso? Come si compone il tuo team?

Il team è costituito dai soci fondatori di Avas: Giovanni Bort, presidente di Rescasa Trentino e Confcommercio Trentino; Fanco Valentini, Renato Grassi e Simone Zani di Selea, azienda italiana per ricerca e sviluppo, progettazione e produzione di soluzioni Hardware e Software studiate per soddisfare le esigenze del mercato della sicurezza cittadina, nonché produttrice della nostra soluzione Crypto vrs.

Quali sono state le sfide principali che hai dovuto affrontare durante il lancio dell’azienda e del prodotto core?

La sfida principale, ma anche la più soddisfacente, è stata quella di presentare la nostra soluzione al mercato della grande distribuzione, agli installatori nelle fiere nel settore della sicurezza e alle istituzioni. In quest’ultimo settore, particolarmente importante è stato il lavoro svolto per presentare le istanze al garante della Privacy, spiegare alle direzioni territoriali del lavoro l’impiego delle nostre telecamere anche in presenza continuativa senza ledere alcun diritto dei lavoratori che, anzi, ci hanno dato il loro consenso e l’approvazione ad installarle lì dove con i normali sistemi di videosorveglianza è quasi impossibile. Infine ritengo sia stato un successo l’audizione alla Camera dei Deputati in merito al disegno di legge per le telecamere negli asili e case di cura, successivamente approvato.

(Per vedere l’audizione, clicca qui)

In che mercato si inserisce AVAS?

Avas si inserisce nel mercato della videosorveglianza in ambito sensibile (asili nido, case di cura, aziende pubbliche e private) senza ledere la privacy degli individui che vengono inquadrati grazie ad un procedimento di criptazione delle immagini a solo esclusivo utilizzo delle forze dell’ordine.

Ci sono diretti competitor? Se sì, cosa differenzia AVAS e Crypto VRS da loro? 

Avas per il suo brevetto e la modalità di criptazione del dato non ha competitor sul territorio nazionale ed Europeo. Abbiamo infatti l’unica soluzione ad oggi presente sul mercato a rispettare quanto stabilito dal Disegno di legge DLL.s 264 e conforme con il nuovo GDPR. Abbiamo inoltre già ottenuto da parte della Direzione Territoriale del Lavoro l’autorizzazione all’installazione in luoghi sensibili, lì dove con i tradizionali sistemi di videosorveglianza non è possibile.

Come mai hai scelto l’equity crowdfunding?

La scelta è stata dettata dall’opportunità di dare la possibilità al maggior numero di persone/investitori di partecipare a un’azienda unica che presenta la soluzione a un problema, quello della sicurezza in ambienti sensibili, di cui si parla da anni. AVAS riveste in questo senso una missione sociale di particolare rilevanza. 

Quali sono gli obiettivi futuri di AVAS?

Avas sta predisponendo degli studi sull’analisi comportamentale per rendere intelligenti le telecamere, individuando in anticipo illeciti senza attendere che vengano perpetrati reati di abuso in modo da poter accelerare i tempi e modalità di intervento delle forze dell’ordine. Inoltre si pone l’obiettivo di essere presente capillarmente su tutto il territorio nazionale.

Perché investire in AVAS? 

Perché è l’unica soluzione presente sul territorio nazionale ed Europeo a essere in grado di inserirsi efficacemente in quella grandissima porzione di mercato ad oggi ancora non penetrato per le imposizioni dell’Art 4 legge 300 dello Statuto dei Lavoratori, che vietano l’installazione di sistemi di videosorveglianza in presenza di lavoratore dipendente. A differenza la nostra soluzione, proprio per la modalità di acquisizione delle immagini e gestione delle stesse ad uso specifico delle autorità giudiziarie, permette di garantire l’equilibrio tra le necessità di tutela sociale in ambiti sensibili e il rispetto della privacy nel trattamento dei dati, in conformità con quanto stabilito dalla legge. Risulta pertanto evidente che investire nella nella nostra società, oltre alla missione sociale, può garantire grazie alla larga e unica possibilità di impiego, guadagni futuri e un ampio ritorno dell’investimento.

Cosa consiglieresti ad altri imprenditori che vogliono avviare la loro impresa?  

Direi di prepararsi ad affrontare le difficoltà e gli ostacoli che inevitabilmente si presenteranno (legati alle leggi, alla politica, alla burocrazia) armati di tanta determinazione, tenacia, disponibilità al lavoro di squadra e naturalmente di un buon team.

AVAS ti ha incuriosito? Scopri di più sulla prima soluzione per la videosorveglianza in ambienti sensibili, nel pieno rispetto della privacy: visita pagina della campagna di equity crowdfunding!

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