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La parola a Giulia D’Amato: dall’idea di una startup al successo secondo Startup Geeks

Una parte minoritaria delle idee innovative che nascono ogni giorno diventa effettivamente startup e solo una porzione ancora più piccola di queste sopravvive e cresce fino a diventare un’azienda consolidata. Se è vero che ogni percorso è a sé, è anche vero che ci sono strategie e fattori chiave per portare una startup al successo: ne parliamo con Giulia D’Amato, co-founder di Startup Geeks, incubatore di startup che nasce proprio con l’obiettivo di supportare le idee innovative affinché diventino startup floride.

Raccontiamo la vostra storia alla nostra community: come nasce Startup Geeks e quali sono stati i primi passi che avete mosso come incubatore nel mondo dell’innovazione?

L’idea è nata mentre io e mio marito – attuale socio – Alessio Boceda eravamo in vacanza in Perù. Lì mi è capitato di leggere un report dell’Unione Europea che classificava l’Italia al venticinquesimo posto su 28 per quanto riguarda il progresso digitale. In quel momento, abbiamo sentito l’esigenza di fare qualcosa per il nostro Paese.

Il primo passo è stato quindi aprire un blog con cui stimolare molti giovani che si danno da fare a sviluppare idee e innovazione. Ma questo sito era solo il punto di partenza, volevamo fare davvero la differenza: dopo aver intervistato oltre 140 imprenditori di startup italiane e creato una community di 1000 imprenditori sono emerse tante problematiche del fare impresa.

Prima tra tutte la mancanza di veri punti di riferimento nelle prime fasi, a causa della quale ci si sente soli.

Da tutto questo è nato il nostro incubatore online, lo Startup Builder: un percorso di affiancamento al lancio d’impresa dalla durata di 12 settimane, che conduce a validare la propria idea di business e quindi a essere pronto/a a raccogliere investimenti o al go-to-market.

Cosa significa oggi per una startup intraprendere un percorso di incubazione e perché farlo insieme a voi?

Per una startup, intraprendere un percorso di incubazione deve innanzitutto significare mettersi alla prova, uscire dalla zona di comfort ed essere pronti al cambiamento.
Non è un segreto, infatti, che il 90% delle startup fallisca al primo anno di attività, e ciò la maggior parte delle volte succede perché semplicemente il problema che si vuole risolvere in realtà non esiste sul mercato.

Chiunque abbia un’idea di business deve capire il prima possibile se c’è un interesse, prima ancora di investire soldi nella realizzazione.

E allora cosa fare? Uno step fondamentale a costo quasi zero è la validazione. Tuttavia è proprio qui che sorge la difficoltà principale: nessuno ci ha mai insegnato come farla. Questo è l’obiettivo che abbiamo con il nostro incubatore.

Non solo, quello che abbiamo fatto con le oltre 950 startup che abbiamo supportato e con gli oltre 2000 imprenditori che abbiamo formato è stato prepararli alla raccolta fondi, tant’è che ad oggi sono stati raccolti ben oltre 9 milioni di euro dai progetti che abbiamo seguito. Questo grazie a un ecosistema completo di supporto, formazione e risorse mirati per far crescere i progetti.

Nel vostro percorso avrete incontrato tanti aspiranti imprenditori e progetti ambiziosi. Ma cosa rende davvero un business vincente?

Sembrerà una risposta banale ma è la pura verità: ciò che fa la differenza in un progetto vincente sono esclusivamente le persone che ci lavorano.

Le idee, infatti, valgono veramente poco: possono e devono cambiare continuamente, perché non saranno mai definitive alla loro prima elaborazione. Le persone, invece, con il giusto mindset e atteggiamento sanno come approcciare il cambiamento, trovare nuove soluzioni e adattarsi al mercato.

Questo significa che solo alcune persone possono fare gli imprenditori? No, significa che non si nasce imprenditori.

Ed è proprio per sfatare questo mito che abbiamo creato lo Startup Builder. Non devi avere nessuna competenza e nessuna esperienza pregressa, perché ti aiutiamo noi ad apprenderle velocemente.

Quali sono i tre errori da evitare categoricamente quando si avvia la propria startup?

  • Innamorarsi della soluzione e non del problema. È proprio quello che dicevamo prima: la soluzione viene dopo, è una conseguenza del problema. Senza una ricerca di mercato e un’analisi della concorrenza non sapremo mai davvero cosa può funzionare. L’imprenditore deve quindi innamorarsi del problema e comprendere come questo viene affrontato attualmente dalle persone.
  • Mancanza di flessibilità e adattamento. Le startup devono essere pronte a modificare la propria strategia e il proprio prodotto in base al feedback del mercato e alle nuove opportunità che si presentano, ed è proprio per questo che bisogna procedere per gradi. Il cambiamento però non può che essere elemento fondamentale nella vita di un imprenditore.
  • Sottostimare l’importanza del team o di un mentor. “Da soli si va veloci ma insieme si va lontano”: questo famoso detto è particolarmente adatto anche nel mondo delle startup. Chiedere opinioni a chi non è contaminato come te dall’idea che ha avuto è il modo migliore per crescere velocemente. Per questo motivo si consiglia sempre di avere un co-founder, un mentore o anche un amico imprenditore a cui chiedere aiuto e supporto nei momenti di difficoltà (perché ci sono).

Opstart e Startup Geeks hanno da poco siglato una partnership. Cosa significa per le startup che seguite avere all’attivo una collaborazione con un hub del crowdinvesting?

La partnership tra Opstart e Startup Geeks rappresenta un’opportunità significativa per le startup che seguiamo. Offre a queste un accesso a una fonte aggiuntiva di finanziamento in una forma quasi diretta e senza ostacoli perché le due parti fanno da garante.

Questa partnership, quindi, apre le porte al mondo del crowdfunding a tutte le startup che abbiamo il piacere di incubare ma non solo: assieme ad Opstart, infatti, i partecipanti dello Startup Builder beneficiano di formazione e contenuti dedicati alla raccolta capitali in forma “crowd”.

Crediamo che l’ecosistema delle startup abbia bisogno di essere sempre più forte e coeso nello stesso obiettivo. Le nostre realtà si uniscono proprio con questo scopo.

In finanza la parità di genere è ancora molto lontana. Qual è la situazione nel mondo delle startup? E – più in generale – hai un consiglio per le imprenditrici che vogliono dare vita al proprio business?

Nel mondo startup la situazione non è molto migliore. In Italia le imprese femminili sono 1 milione e 342 mila, pari al 22% di un totale di 6 milioni attive sul territorio nazionale. All’interno dello Startup Builder la media è un po’ più alta: circa il 30% per ogni batch.

La nostra speranza è ovviamente che questo trend si smentisca sempre più negli anni, anche perché abbiamo tantissimi esempi di imprenditrici donne bravissime che hanno seguito il nostro percorso e che tuttora portano avanti il loro sogno (Sara Plaga di Levante, Allegra Violante di Fler e Cinzia Tessarolo di Family+Happy).

Io in primis sono donna, ho lanciato la mia startup e nel frattempo sono anche diventata mamma, praticamente le tre cose che più ci spaventano insieme. Eppure, potessi tornare indietro, non farei una scelta diversa.

Un consiglio che mi sento di dare è di “mettere i tappi e pedalare”. Mettere i tappi perché ci sarà sempre chi prova a sminuirti o sminuire il tuo sogno, chi dà giudizi non richiesti ecc. Pedalare perché è l’unico modo per coprire la distanza tra te e il tuo sogno.

È normale avere paura, ma non lasciare che le opinioni degli altri o le difficoltà ti impediscano di raggiungere i tuoi sogni.

Hai da poco avviato una startup e sei alla ricerca di capitali per crescere? Prenota una call con il nostro team e proponi il tuo progetto!