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Opstart in rosa: la parola alle investitrici della nostra community

Le donne sono una presenza minoritaria nel mondo finanziario, nel quale si stanno lentamente facendo strada sia come operatrici sia come investitrici: la parità di genere nella finanza è ancora una meta lontana, ma sempre più quote rosa stanno comprendendo l’importanza dell’educazione finanziaria e degli investimenti per la propria indipendenza economica.

Opstart ospita nella sua community una percentuale di investitrici superiore alla media nazionale rilevata dall’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano, e molte di queste sono investitrici “seriali”: ne abbiamo intervistate due, Daniela B. e Daniela F., per approfondire la loro esperienza con il crowdfunding e il loro approccio agli investimenti.

Conosciamoci meglio: ci racconta in poche parole chi è e qual è il suo percorso lavorativo/di studi?

DB: Sono una ragazza intraprendente, molto attiva e con lo sguardo sempre rivolto avanti. Attualmente lavoro in una società di consulenza ingegneristica e ho una laurea magistrale in Scienze e Tecnologie Chimiche.

DF: Sono laureata in storia dell’arte, ho insegnato per 35 anni in istituti tecnici statali. Sono stata socia accomandataria di un’azienda informatica dal 2004 al 2020, quando ho ceduto l’incarico a mio figlio maggiore. Sono attualmente in pensione e continuo a collaborare come web designer all’azienda di famiglia.

Lei ha eseguito diversi investimenti di successo in lending crowdfunding su Crowdlender: com’è arrivata con questo strumento e come mai ha scelto il nostro hub?

DB: Ammetto che la piattaforma mi è stata suggerita, non l’ho trovata in maniera attiva ma ero alla ricerca di una nuova forma di investimento. Mi sono piaciuti i progetti in ambito edilizio e quelli più particolari. Pagamenti sempre puntuali, piattaforma chiara e servizio di assistenza efficace.

DF: Mi sono avvicinata agli investimenti in lending crowdfunding grazie ai suggerimenti dell’altro mio figlio, che ha un’esperienza decennale nel settore bancario.

Oltre al crowdfunding, ci sono altri strumenti di cui si avvale per i suoi investimenti o si affida a qualcuno per gestire i suoi risparmi?

DB: Ho sempre gestito tutto in autonomia, assumendone i rischi. Ho fatto anche investimenti più tradizionali, come fondi.

DF: Mi avvalgo dei consigli del consulente finanziario della banca presso cui ho il conto corrente, differenziando il patrimonio in azioni, fondi e Sicav.

Quando ha iniziato a investire e perché? Cosa consiglierebbe ad altre donne che vogliono approcciare il mondo della finanza senza magari avere una formazione specifica nel settore?

DB: La prima cosa è informarsi. Le informazioni sono accessibili a qualunque livello di conoscenza, bisogna comprendere i rischi di ogni investimento ed essere consapevoli che non sempre tutti gli investimenti vanno come vorremmo. Ed eventualmente trarre una lezione da questi errori.

DF: Ho iniziato a investire una parte dei miei risparmi in lending crowdfunding negli ultimi 4 anni, ritenendolo un tipo di investimento più redditizio rispetto ad altri, anche se presenta un certo rischio. Pur non avendo una formazione specifica nel settore, consiglierei di investire parte del patrimonio in lending crowdfunding, scegliendo una piattaforma accreditata e differenziando gli investimenti in settori diversi (es. energie rinnovabili, immobiliare, innovazione tecnologica…), valutandone di volta in volta il rischio e scegliendo con attenzione la durata.

La parità di genere, nel mondo degli investimenti (e in generale nel settore finanziario) è ancora molto lontana. Per esempio, in Europa soltanto il 18% delle donne investe regolarmente (secondo una ricerca di JP Morgan su donne e investimenti), contro il 29% degli uomini. Cosa pensa si potrebbe fare per migliorare questi dati e avvicinare più donne al nostro settore?

DB: Purtroppo è comodo affidarsi a un’altra persona (che sia il partner o un terzo soggetto), scaricare la responsabilità della propria gestione finanziaria. Soprattutto in un ambito complesso e con una certa percentuale di rischio… l’unico modo è approfondire il settore, così che ci si possa anche affidare a terzi ma consapevoli di quello che stanno facendo o ci stanno suggerendo. L’esperienza farà tutto il resto.

DF: Sono certa che molte donne potrebbero essere interessate a investire i propri risparmi, ma non conoscono questa realtà. Un modo per informare il mondo femminile potrebbe essere quello di lanciare messaggi informativi sulle riviste dedicate alle donne, sia tradizionali sia online, non come semplici messaggi pubblicitari, ma con articoli formativi arricchiti con testimonianze e interviste a personaggi famosi che rendano semplice e comprensibile l’informazione anche per le non “addette ai lavori”.

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