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Imprenditoria al femminile: il DDL Made in Italy e altre opportunità per la tua idea di business

Eliminare gli ostacoli all’imprenditoria femminile è un tassello fondamentale per costruire una società più vicina alla parità di genere, aumentando l’indipendenza e la partecipazione delle quote rosa. Non solo: limitare la possibilità delle donne di fare impresa impoverisce e frena anche lo stesso ecosistema imprenditoriale e, di conseguenza, l’economia di un Paese nel suo complesso.

Negli ultimi anni l’imprenditoria femminile è protagonista di un trend positivo, anche grazie ai numerosi incentivi istituzionali per le idee di business lanciate da donne, ma il gender gap in questo ambito rimane profondo, perché non si è ancora affermato del tutto il cambiamento di mentalità necessario per colmarlo. Oltre a questo, permangono alcune condizioni ostacolanti che prescindono dalla disponibilità economica che può essere compensata dagli incentivi, come il livello di educazione finanziaria, la mancanza di formazione specifica o le responsabilità familiari.

Ma vediamo quali sono i numeri dell’imprenditoria femminile in Italia e quali opportunità sono attive in questo momento per le donne che vogliono realizzare la propria idea di business.

Imprenditoria al femminile in Italia

L’ultimo report dell’Osservatorio sull’imprenditorialità femminile di Union Camere (2022) rileva che le imprese guidate da donne in Italia sono il 22% del totale. Il report intende per “imprese femminili” quelle in cui la maggioranza di soci è donna, la maggioranza di quote è detenuta da donne o la maggioranza delle cariche è ricoperta da donne, nonché le ditte individuali a titolarità femminile. La media europea si aggira intorno al 30%, quindi il nostro Paese è indietro, ma la distanza non è così ampia: in tutto il mondo occidentale la strada da fare in questa direzione è ancora lunga.

Il dato positivo è che il numero di imprese femminili è in crescita costante dal 2010 e cresce più del numero di quelle maschili.

Qualche dato sulle aziende guidate da donne:

  • si collocano per lo più nel settore dei servizi (66,8%);
  • sono soprattutto microimprese (96,6%);
  • si concentrano nel Centro-Nord (63,2%);
  • prevale la forma giuridica della ditta individuale (61,7%);
  • il tasso di sopravvivenza (64,5%) è inferiore a quello delle imprese non femminili (70,9%).

È interessante, poi, il quadro dell’imprenditoria innovativa: le imprese innovative al femminile a fine 2022 erano solo il 13,5% del totale (i primi dati del 2023 sono simili), ma avevano registrato una crescita del +40% rispetto al 2019.

Donne e imprenditoria: il DDL Made in Italy

Il DDL Made in Italy, approvato a dicembre 2023, presenta una sezione di intervento (articolo 5) dedicata allo sviluppo delle imprese femminili: la misura Nuove imprese a tasso zero, già attiva dal 2020, è stata rifinanziata per il 2024 con 15 milioni di euro a favore delle imprese a prevalente partecipazione femminile. 

Il sostegno si rivolge a micro o piccole imprese composte per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione da donne. Le iniziative ammesse rientrano negli ambiti:

  • Industria, artigianato e trasformazione agricola
  • Servizi
  • Commercio
  • Turismo.

L’agevolazione prevede finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto.

I finanziamenti agevolati sono a tasso zero e possono essere concessi per gli investimenti negli ambiti sopra elencati, per un importo fino al 90% delle spese ammissibili per le imprese costituite da più di 36 mesi e meno di 60 mesi (tetto massimo 3 milioni di euro) e fino al 75% delle spese ammissibili per le imprese con meno di 36 mesi di vita (tetto massimo 1,5 milioni di euro). La durata massima del finanziamento è di 10 anni.

I contributi a fondo perduto, invece, sono pari al 20% delle spese relative a macchinari, impianti e attrezzature, programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, brevetti e licenze d’uso per le imprese costituite da non più di 36 mesi. Per le imprese costituite da più di 36 e meno di 60 mesi, il contributo è pari al 15% delle spese relative a macchinari, impianti ed attrezzature, programmi informatici, brevetti, licenze e marchi.

Tutte le donne che vogliono approfittare di queste opportunità per la loro impresa possono fare domanda sul sito di Invitalia.

Altre iniziative a favore dell’imprenditoria femminile

Oltre a misure specifiche, ci sono anche incentivi rivolti a tutte le imprese che dedicano però privilegi aggiuntivi a quelle costituite da donne: un esempio è Smart&Start, l’incentivo per la nascita e la crescita di startup innovative, che offre un finanziamento a tasso zero di importo pari all’80% delle spese ammissibili. Il finanziamento sale al 90% per le startup la cui compagine sociale è interamente femminile.

Dal 2013 è poi attiva la Sezione speciale per le Imprese femminili del Fondo di Garanzia, che alloca risorse per la compartecipazione della copertura del rischio sulle operazioni di garanzia concesse a favore delle imprese femminili e delle professioniste, che inoltre accedono alla garanzia a condizioni vantaggiose.

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