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Crowdinvesting: che cos’è l’investimento in crowd

Il crowdinvesting rappresenta una categoria di opportunità di investimenti basate sulla raccolta tramite il “crowd”, la folla. Si identificano in questa categoria tutti quegli strumenti finanziari innovativi che permettono alle aziende di raccogliere capitali online per finanziare il proprio business. I capitali possono provenire sia da investitori professionali sia da investitori retail, il crowd appunto. Il ritorno economico per questi investimenti è diverso a seconda della tipologia di strumento finanziario. 

Per un investitore, il crowdinvesting è una nuova possibilità di diversificazione del portafoglio di investimenti, più diretta e coinvolgente; per un’impresa, si tratta invece di una vera e propria nuova modalità di finanziamento di natura maggiormente partecipativa. 

Il crowdinvesting offre opportunità soprattutto a startup e PMI e in pochi anni in Italia ha avuto un’accelerazione notevole. L’Osservatorio Crowdinvesting della School of Management del Politecnico di Milano, infatti, al 2017 stimava un mercato di 189,2 milioni di euro per gli investimenti alternativi, diffusi in Italia solo dal 2012 e decollati soprattutto tra il 2016 e il 2017. In tale periodo dai dati risulta che sono stati generati ben 138,6 di quei 189 milioni: una crescita molto rapida e concentrata.

Nel 2020 il valore del crowdinvesting italiano è salito a 908 milioni di euro e solo nell’ultimo anno sono stati raccolti complessivamente circa 390 milioni; un nuovo record. Il settore non sembra quindi aver subito gli effetti negativi della crisi causata dalla pandemia.

L’Osservatorio pubblica ogni anno un report sui dati del mercato delle varie tipologie di crowdinvesting, fra cui le principali sono equity crowdfunding e lending crowdfunding. Queste differiscono per il tipo di rapporto che creano tra investitori e aziende e per la remunerazione del capitale attesa dall’investitore. Hanno però in comune l’idea di base di partecipazione.

Il lending crowdfunding è la tipologia con il tasso di crescita maggiore, anche grazie al fatto che molti soggetti privati, oltre che le imprese, lo utilizzano per raccogliere liquidità.

Crowdinvesting: partecipazione e innovazione

I dati dell’Osservatorio Crowdinvesting rilevano che le imprese che ricorrono a questi strumenti finanziari sono soprattutto startup e PMI legate a settori o progetti innovativi. In particolare, l’equity crowdfunding inizialmente era riservato alle sole imprese innovative, ma grazie alla Legge di Stabilità del 2017, è aperto a tutte le PMI. Ad oggi, ugualmente, rimangono prevalenti (72%) i progetti o i settori innovativi e tecnologici o a vocazione sociale.

Chi sceglie di partecipare a campagne di crowdinvesting, perciò, sceglie di investire in economia reale; in progetti finalizzati a contribuire allo sviluppo di ambiti come la sostenibilità, l’economia circolare, la nuova agricoltura, la medicina, la digitalizzazione. Si tratta di investimenti concreti, per campagne il cui successo può apportare un cambiamento tangibile nell’ambito di riferimento, magari anche esperibile dallo stesso investitore.

Rispetto alla finanza tradizionale, la finanza alternativa è più accessibile agli investitori non professionali (cosiddetti retail). Permette, infatti, di entrare direttamente in contatto con le imprese su cui si vuole investire; conoscere la composizione del loro team, visionare i loro business plan, averne ben chiari gli obiettivi, chiedere maggiori informazioni da vicino.

Allo stesso modo, l’investitore potrà seguire in prima persona lo sviluppo della campagna e gli esiti del proprio investimento; ma anche contribuire a raccogliere altri sostenitori per i progetti in cui crede e dar loro risonanza. Il crowdinvesting è l’opportunità di investire in un progetto imprenditoriale per realizzarlo. Si basa sulla condivisione, sulla trasparenza e sulla creazione di una comunità intorno a tale progetto.

Il tutto, inoltre, avviene senza costi di intermediazione: le piattaforme di crowdinvesting autorizzate a proporre ai potenziali investitori le campagne di crowdfunding delle imprese, come Opstart, Crowdlender, Crowdbond e tutte le divisioni del nostro fintech hub, devono fare un’attenta selezione delle proposte, fornire tutte le informazioni necessarie e creare processi online per effettuare gli ordini di investimento in sicurezza. Non gestiscono direttamente i passaggi di denaro, né trattengono commissioni o richiedono costi di iscrizione.