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Chi fa equity crowdfunding oggi? Green, real estate, food: tutte le tendenze su Opstart

In tutti questi anni, Opstart ha avuto la fortuna di ospitare moltissime campagne di equity crowdfunding e, tra startup e PMI, le idee innovative e i campi di applicazione sono stati tanti e diversi tra loro. Allo stesso tempo, però, è fortemente riconoscibile la presenza di vere e proprie tendenze nel mondo del crowdfunding: in particolare, sono sempre stati frequenti i progetti in ambito green, real estate e food.

Nel nostro webinar del 25 gennaio abbiamo dunque deciso di addentrarci proprio in questi campi, lasciando la parola a tre società attualmente in campagna di equity crowdfunding su Opstart. Sono stati nostri ospiti:

Sergio Leali, CEO & Founder di Green
Roberto Pesce, Presidente & Amministratore di SD1
Andrea Fantoni, Founder di Mamma Toscana

Green: la prima Comunità energetica nazionale è realtà

Tra le tendenze del crowdfunding in ambito sostenibilità, Green Srl ha all’attivo una raccolta in overfunding di quasi 400.000 €, con l’obiettivo di rivoluzionare la produzione e il consumo di energia del nostro paese.
Fondata da Sergio Leali nel 1993, la società si è posizionata negli anni come Advisor e System Integrator sia per la produzione di energia da fonti rinnovabili, sia per il supporto alle aziende per l’efficientamento e il risparmio energetico. Nel 2016 è iniziato l’ambizioso progetto di creare la prima Comunità energetica nazionale (CEN) attraverso SeLea, una piattaforma che permette al consumatore di investire in un impianto di produzione di energia rinnovabile e pulita, beneficiando di un costo di autoproduzione convenzionato e fisso a 2 cent/kwatt per 25 anni

“La Comunità energetica nazionale riprende il concetto di comunità energetica, ovvero una pluralità di soggetti che, attraverso la condivisione dei medesimi impianti fotovoltaici, è in grado di autoprodurre energia pura e sostenibile in una distinta zona del territorio nazionale e consumarla poi da un’altra parte”, ci ha raccontato il CEO Sergio Leali.

Una soluzione inclusiva e accessibile a tutti i consumatori: la Comunità energetica nazionale, infatti, è aperta a chiunque paghi una bolletta elettrica, indipendentemente dall’importo, grazie alle differenti soluzioni studiate in base a ogni classe di consumo.

Per i piccoli consumatori vengono costituite le CEEC (comunità energetiche estese dei cittadini), ovvero Spa che permettono al cittadino di acquistare un numero di azioni pari alla quantità di kwatt/ora che consuma, garantendone un prezzo cristallizzato e fisso per 25 anni.
E proprio con una di queste CEEC – l’impresa sociale SLC-2301 S.P.A. – Green è in campagna su Opstart:, dove sta raccogliendo capitali per la comunità legata al nord Italia (infatti nell’operazione possono investire soltanto i residenti in Val D’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, ndr).
L’operazione concorrerà comunque all’obiettivo finale: realizzare tutte le sette CEEC necessarie a coprire l’intero territorio nazionale, entro la fine dell’anno. Per gli investitori, l’equity crowdfunding è un’importante occasione di poter contribuire alla transizione energetica beneficiando, al contempo, di un vantaggioso prezzo in bolletta.

Mamma Toscana: il gusto della tradizione servito all’istante

Grande protagonista delle tendenze del crowdfunding in ambito food è, invece, Mamma Toscana. Si tratta di un locale che propone piatti tipici della cucina toscana, nato dall’amore verso la tradizione culinaria regionale, con l’obiettivo di proporre sul mercato un format unico nel suo genere.

“Quello che cerchiamo di fare è portare all’attenzione di un pubblico vasto le ricette tramandate dalle nostre mamme e riproporle in chiave moderna” spiega Andrea Fantoni, founder del progetto. Mamma Toscana, infatti, non vuole essere un ristorante convenzionale e nemmeno un chiosco, ma attraverso un modello di business veloce e snello riesce a servire ai propri clienti piatti tipici di qualità in tempi rapidi, il tutto condito da un’atmosfera accogliente e coinvolgente.

Il primo store è aperto ormai da 2 anni presso il Bicocca Village di Milano e Andrea ci ha raccontato orgogliosamente di come abbia riscosso sin da subito un enorme successo. Interesse che si è ampliato ulteriormente grazie alla campagna di equity crowdfunding: “non ci aspettavamo questo riscontro positivo, la raccolta ci servirà per avviare altri due store, uno ancora a Milano e un altro nella città da cui tutto è iniziato, ovvero Firenze”.

Inoltre, questa esperienza con Opstart ha aperto a una nuova possibilità di business: “molte persone ci hanno contattato chiedendo informazioni su eventuali punti vendita sparsi per tutta Italia, benché ciò non fosse menzionato da nessuna parte. Questo ci ha fatto pensare e abbiamo deciso di strutturare anche un progetto in franchising, che attualmente è già in fase di sviluppo”.

Insomma, il crowdfunding per Mamma Toscana si è rivelato essere non solo uno strumento finanziario, ma anche un ponte tra imprenditore e consumatore, capace di far nascere progetti ulteriori dalla condivisione di idee.

SD1: lusso ed esclusività a Santo Domingo

Per quanto riguarda le tendenze del crowdfunding in ambito real estate, SD1 è la società di scopo nata con l’obiettivo di finanziare parte di un investimento immobiliare ad alta reddittività nella Repubblica Dominicana. L’idea è quella di costruire tre ville all’interno dell’esclusivo Golf Club internazionale “Playa Nueva Romana” e di rivenderle entro il 2025.

Roberto Pesce, presidente e amministratore della società, ci ha introdotto la visione lungo termine condivisa da tutto il team: “SD sta per Santo Domingo e 1 perché la speranza è che questo sia il primo di molti altri progetti”.

Ciò che ha spinto Roberto e i suoi collaboratori ad avviare una campagna di equity crowdfunding è la possibile condivisione con altri soci investitori delle enormi opportunità d’investimento presenti nel settore del turismo di lusso in Repubblica Dominicana.

“Occasioni del genere da noi non esistono. Anche io pensavo che il golf club di cui mi avevano parlato potesse essere composto da cinque o sei ville al massimo, invece, quando l’ho visto con i miei occhi sono rimasto senza parole”. Il terreno, infatti, è molto vasto e dispone al suo interno numerose attività tra cui un’area commerciale, uno stabilimento balneare, diversi hotel a cinque stelle e svariati campi sportivi, da golf e palestre.

“Rispetto ai competitor, SD1 presenterà soluzioni architettoniche assolutamente innovative” aggiunge ancora Pesce “vista anche la concezione classica degli immobili presenti a Santo Domingo”. Questo favorirà inoltre l’appetibilità dei potenziali acquirenti, che rispondono al profilo di persone benestanti, alla ricerca di ville di lusso diverse dal solito e in un luogo magico ed esclusivo.

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